martedì 6 dic
  • La Sicilia a “Expo” 2015 tra “james session” e Sprint malriusciti

    La Sicilia a “Expo” 2015 tra “james session” e Sprint malriusciti

    Expo sta arrivando e la Regione Siciliana, che ne è partner ufficiale, «sarà protagonista» come ha affermato Linda Vancheri, l’assessore regionale alle Attività produttive. Ne sarà protagonista in positivo intende? Vediamo come siamo finora stati protagonisti della Comunicazione.

    Nei primi mesi dell’anno innanzitutto era andato in scena un mal di pancia tutto interno alla Giunta Crocetta quando non capendo bene chi stesse coordinando la partecipazione a Expo tra Linda Vancheri, Cleo Li Calzi e Nino Caleca sembrava che il coordinatore fosse una specie di “nipote di Ben Ali” (l’ex presidente tunisino): Sami Ben Abdelaali. Ma era un difetto di Comunicazione, disse il presidente Giufà (il copyright è di Francesco Foresta): Sami non era una sorta di commissario dell’Expo, ma il tecnico della presidenza della Regione che segue per il presidente tale attività così come avviene negli assessorati; il coordinamento era invece saldamente della Vancheri.

    Eppure qualcosa non deve funzionare ancora nella Comunicazione interna se si è sentito il bisogno di due conferenze stampa: una ieri al Museo Salinas e una stamattina all’Officina delle Idee. Proprio un uccelletto del gabinetto di un assessorato (a ulteriore conferma del fatto che i mal di pancia sulle attribuzioni continuino) mi ha fatto notare una manifestazione delle eccellenze del nostro governo regionale e dei suoi, l’eccellenza nelle malefjure: il comunicato che invita alla conferenza stampa di stamattina recita così in un passaggio:

    «A far da apripista per i 180 giorni di attività, unico partner pubblico italiano di EXPO MILANO 2015, saranno le isole di Sicilia (Pantelleria, Lampedusa, Linosa, Favignana, Levanzo, Marettimo, Ustica, Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi) che, con una sorta di “james session“, porteranno a Milano prodotti, stili di vita, identità culturali ed attrattive territoriali. Questa modalità intende premiare le peculiarità di ciascun apporto identitario, all’interno di un’armonia condivisa».

    Si dice jam session (sempre che c’entri qualcosa in questo contesto). E comunque qualche problema con l’inglese ci deve essere se nei documenti che parlano del Palinsesto del Cluster Bio-Mediterraneo si parla di speekeasy

    Incomprensibile è la scelta strategica per web e social media. Per oscuri motivi la presenza della Sicilia a Expo passerà sotto lo Sprint, lo sportello per l’internazionalizzazione (alla cui guida era stata proposta Nelli Scilabra) della cui esistenza forse sperano che qualcuno si accorga. L’utente si ricorderà di Sprint Sicily per arrivare a Expo? Ne dubito. Il sito punta ad app inesistenti e ha tra i suoi “fiori all’occhiello” Expup, quella che a qualcuno deve essere sembrato una riuscita fusione tra Expo e WhatsApp e che a me fa pensare a Expupù.

    Chiudiamo con una isolata nota positiva: il logo (che non è quello di Vittorio Catania che apre il post ma una Sicilia variopinta) mi sembra ben riuscito.

    Sicilia Expo 2015

    Per il resto la vedo male, speriamo bene.

    Palermo, Sicilia
  • 10 commenti a “La Sicilia a “Expo” 2015 tra “james session” e Sprint malriusciti”

    1. la comunicazione che si fa con la parola SUCA è sicuramente insuperabile evocando allo stesso tempo: provare piacere,sottomissione, dare piacere o offendere. Penso che noi siciliani e palermitani difronte a questa macchina per fare soldi camuffata di buoni intenti siamo solo capaci di criticare, non sapendo fare nulla, con nulla intento il vuoto spinto. Anzi, siamo solo in grado di creare disordine in tutti i settori della vita. Quindi la nostra critica ha motivo di esistere solo per criticare i business finalizzato allo sfruttamento di popolazioni e contadini poveri e indifesi, non certo per la capacità organizzativa dell’evento. Secondo me il tema di EXPO è stato travisato e la natura stessa della manifestazione è contraddittoria, pensiamo al sacrificio di terre distrutte per sempre per creare gli spazi espositivi, un sacrificio accettabile? la vera rivoluzione dovrebbe essere dentro ognuno di noi, basterebbe cambiare le nostre abitudini per salvare noi la nostra terra ed il mondo. la salvezza del mondo passa dalla responsabilità che ogni uomo si deve assumere per curare, tutelare e preservare il proprio spazio vitale con la consapevolezza che non non siamo proprietari di nulla, solo inquilini di passaggio.

    2. Sweet Sweet flaming jam…che classe!

    3. Mi auguro che l’EXPO sia una reale occasione per la Sicilia e non l’ennesima occasione per missioni dei politici e governanti regionali a spese dei contribuenti. Già Presidente, Assessori & Co. avranno pronte le loro griffatissime valigie

    4. So di essere fuori tema, ma la parola S..A da noi inventata, da noi scritta su tutti i muri e da noi usata come fosse buongiorno e buonasera è sbarcata a Milano!! con la piccola differenza che qui non viene scritta sui muri ma su magliette, zaini e felpe che vengono vendute e … comprate!!! dovevamo mettere il copywright e invece regaliamo tutto…

    5. @sfincione
      l’immagine pubblicata nell’articolo con scritto SUCA e i colori dellìExpo ha il copiright in piccolo è indicato ©VittorioCatania. Ovviamente non conosco chi l’ha registrato, se si tratta dell’organizzazione dell’Expo o di chi ha disegnato la scritta per l’Expo.

      @siculoinkazzato Quando parliamo di tutela del nostro ambiente dobbiamo riferci a noi stessi esseri umani e al limite gli altri esseri viventi, è sbagliato quando si dice stiamo “uccidendo il nostro pianeta”, al limite noi come esseri umani siamo in grado di trasformare parti del pianeta e rischiare di distruggere il nostro habitat vitale, ma il pianeta continuerebbe ad esistere per molto tempo, finchè gli equilibri dell’universo permettono (esaurimento del Sole. astereoidi..ecc.) che non dipendono da noi.

    6. Insomma il nostro pianeta continua a “vivere” anche senza di noi esseri umani.

    7. La chiosa finale sull’ennesimo logo “Sicilia” era evitabile. Pessimo lavoro anche questo.
      A.G.

    8. Grazie del tuo commento Antonio, puoi argomentare?

    9. Rispondo anche io con una domanda: utilizzare il contorno geografico della Sicilia per il marchio della Sicilia è frutto di un lavoro di ricerca, analisi e sintesi grafica?

    10. Cerchiamo almeno di vedere le cose come stanno.Non è il contorno o perimetro della Sicilia che risulta mostrato,ma la sua superficie frazionata in undici aree,chissà perché.
      Se fossero state 9 ci si riferiva alle province.
      Sono state usati 6 colorazioni diverse.Chissa perché!
      Comunque il risultato e gradevole
      anche se non significa niente,
      quindi regolare,
      o no ?

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