sabato 21 ott
  • Racconto erotico palermitano II

    Nadia e Ale erano stati compagni di scuola, dopo vent’anni si ritrovano su facebook. Lui è rimasto stupito di vedere quella ragazzina impacciata e un po’ bruttina divenire la donna bella e avvenente di adesso.
    Miracolo dei social network, una parola tira l’altra…
    – «Dove stai?».
    – «A San Martino».
    – «Ci passo sempre».
    – «Non ci credo».
    – «Giuro».
    – «Vieni a cena».
    – «Non vorrei disturbare».
    – «Mio marito è partito, non ti preoccupare».
    Ad Ale sale il sangue alla testa: «Ma può essere mai?».
    La villetta incastonata nel verde è molto bella, «Se la passa bene» pensa lui dopo aver suonato il campanello. La porta si spalanca e spunta lei in tutto il suo splendore, la gonna cortissima mette in risalto le gambe dentro le calze a rete, la camicetta bianca contiene a malapena due seni prosperosi.
    – «Non ha il reggiseno. Questo pensiero lo fa arrossire».
    – «Che c’è? Gli fa lei in tono scherzoso».
    – «Niente è che ho non ho portato neanche il dolce, vengo a mani vuote».
    Nadia non si scompone, abbassa lo sguardo verso la protuberanza dei calzoni. «Qualcosa hai portato vedo» dice ammiccante.
    Lui rimane di sasso, Nadia non possedeva questa spudoratezza né questa ironia, gli anni l’hanno cambiata.
    Anche le sue abitudini a tavola sono profondamente mutate; era astemia, ora non ha fatto altro che bere.
    Già dopo il primo bicchiere l’odore di alcool è pungente, le rimembranze sui compagni di scuola e gli insegnanti si fanno confuse, Ale capisce che piega prenderà la serata quando cade una posata per terra, si china per raccoglierla e lei spalanca volutamente le gambe.
    È ad un bivio, può sempre inventare una scusa ed andarsene, oppure…rimanere.
    Potete immaginare quello che è successo. Ale è sfinito disteso in terra sul tappeto, ha dei flash nella memoria,
    Ricorda la testa di lei che faceva su e giù in ginocchio innanzi a se, i suoi gemiti di piacere mentre la possedeva.
    – «Questo non l’ho mai concesso neanche a mio marito », disse lei mentre gli dava le spalle. Già, suo marito.
    Un uomo basso e pelato, robusto con le mani da contadino; ha la casa piena di trofei di caccia, deve piacergli l’arte venatoria, sarà nelle campane circostanti a caccia di cinghiali.
    Gli scalpi dei cervi imbalsamati ornano il salotto teatro dell’amplesso. «Ironia del destino» pensò Ale mentre lei era arrivata al dolce.
    Il volto imbiancato di Nadia è l’ultimo ricordo nitido, poi solo immagini confuse, lei che si alza di scatto coprendosi con un cuscino, un ombra che si materializza alle sue spalle, il fucile divelto dalla parete, il volto paonazzo di quell’uomo, ma da dove è spuntato?
    Bang; un lampo ed un boato, gli occhi si chiudono, il pavimento è freddo, gli arti pesanti, le palpebre sembrano macigni che rotolano giù verso la città.
    Matteo posa il fucile, si accende il sigaro e si siede.
    – «Oggi non mi posso lamentare, ho preso un cinghiale, un porco e una porca».
    Solleva la cornetta, compone tre numeri.
    – «Pronto Polizia, devo dirvi una cosa…».

    Ospiti
  • 4 commenti a “Racconto erotico palermitano II”

    1. Dunque, in buona sostanza, la trama e’: due ex compagni di scuola si ritrovano dopo 20 anni, e basta una dialogo superficiale su facebook per far si’ che lei inviti lui a casa, ed appena arrivato lui si trova dinanzi ad una donna vestita come una peripatetica che non perde occasione di mostrarsi in calore, tant’e’ vero che spinge lui ad accoppiarsi come conigli senz’alcuna precauzione nei confronti del marito (per giunta provetto cacciatore) come chiudere la porta di casa lasciando la chiave inserita nella toppa. Ed ovviamente il toro..ops, marito, puntualmente arriva ed aggiunge un paio di trofei alla sua collezione.
      Non le pare un racconto inverosimile, sig. Barcellona?
      Poi, da quello che scrive, s’intuisce che con un sol colpo ha ucciso entrambi, ma com’e’ possibile? Ha usato un proiettile telecomandato? E se e’ cosi’, da come lei racconta, sembra invece che Ale sia ancora vivo, perche’ ha dei ricordi. Quindi, Ale e’ vivo o morto? O forse non ha ancora deciso se vivere o morire?
      Le consiglio, se vuol avere qualche buono spunto su come scrivere delle storie scollacciate, di vedere l’opera omnia del trio Banfi/Fenech/Vitali ovvero, se vuol esser piu’ intellettuale, leggere il Decamerone.

    2. ahahahahahahah racconto leggermente raffazzonato
      Sottoscrivo in pieno ciò che ha scritto il sig. David

      P.S. Molto attinente l’immagine con le indicazioni stradali XD

    3. Prima o poi scriverò un racconto erotico che soddisfi pienamente il signor David, mi devo impegnare di più. Speriamo di fare centro al terzo!!!

    4. di racconto c’è poco e niente, storiella senza pathos e nemmeno capace di suscitare pruriti.

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