domenica 22 ott
  • L’arte dello schifo!

    Il 10 luglio è programmata la mostra di un certo signor Nitsch. Trovate facilmente il rete le sue teorie sulla sua “arte”. Il contenuto delle sue mostre/esibizioni per farla breve è l’ostentazione della violenza, del sangue, della martoriazione di corpi di esseri viventi che fino a poco prima erano vivi. Serve a liberarsi dagli schemi, lui dice. Sarebbe quindi un processo di liberazione. Non sono pratico di arte. Sono in genere più interessato al bello. Ma non è questo il punto. A città del Messico la mostra è stata fermata. Alcuni a Palermo hanno stupidamente parlato di censura ed estremismo degli animalisti. La censura è impedire a delle idee di circolare. Impedire la messa in scena di una inutile crudeltà non è censura, è solo la cifra di una società che ha ancora la misura delle cose. Io credo che a Palermo la mostra dovrebbe essere annullata. Le ragioni sono molte. Sul piano etico ho detto la mia. La violenza fine a se stessa chiama violenza fine a se stessa. Ma esistono anche motivazioni “culturali” molto forti che dovrebbero indurre a riflettere l’assessore ed il sindaco sull’opportunità di questa mostra. Non abbiamo bisogno di provocazioni orgiastiche né di macabro degrado. Ci siamo già immersi. A Palermo c’è bisogno di bellezza e di ritornare alla bellezza. Ci vorrebbe Caravaggio semmai. Le provocazioni di Nitsch sono la rappresentazione di una cultura neodecadente e sazia, che a bisogno di spingere oltre i propri limiti per sentirsi viva. Palermo non è New York non serve questo a scuoterla. Non siamo sazi, siamo piuttosto affamati. Palermo vive quotidianamente la violenza fine a se stessa. Il caso degli alberi di Piazza Castelnuovo, al di là delle polemiche, è la dimostrazione di come il degrado decadente messo in scena da Nitsch per compiacere i ricchi del mondo, è parte organica del nostro quotidiano. Prima di procedere con questo superfluo intervento l’assessore ed il Sindaco dovrebbero spiegare quale disegno culturale sta dietro la messa in scena di questa mostra. Dovrebbero dare dei perché. Spiegare la linea culturale che stanno seguendo, insomma quale sia il progetto. Come per Piazza Castelnuovo potremmo scoprire che non lo sanno, le cose accadono e loro semplicemente sono li spettatori quasi inermi come noi normali cittadini.
    Ragioni culturali non ne ho sentite produrre, perché non c’è ne sono, la mostra, come tutto a Palermo è capitata perché l’assessore è amico dell’artista. Così a Palermo le cose avvengono, senza un progetto o un disegno. Capitano e basta. Perché qualcuno è amico di qualcun altro.
    Però, vorrei invitare a riflettere il sig. Sindaco, che una città per la pace, che fa cittadini onorari i migranti, forse per essere coerente dovrebbe bandire spettacoli di gratuita violenza. Questa mostra, se non altro per coerenza, dovremmo provare a non farla capitare.
    Lo so, lo so, ho detto una parola di troppo. Coerenza. Me ne scuso.
    C’è una petizione on-line, ha già raccolto oltre 7000 firme, con 5000 in una metropoli come città del Messico che fa venti volte la nostra popolazione, la mostra è stata annullata. Vi invito a sottoscriverla. Non so se servirà a fermare questa cosa, non siamo ancora in una democrazia compiuta come in Messico, ma darà la misura alla prossima amministrazione (con questa ormai non vale la pena perder tempo), del fatto che a Palermo siamo ancora in tanti a sperare nel bello ed in un progetto per la città.

    https://www.change.org/p/cancellate-la-mostra-di-hermann-nitsch-a-palermo-la-cui-apertura-%C3%A8-prevista-il-10-luglio-2015-presso-zac-a-palermo

    La mostra è sponsorizzata da Elenka, ricordatevene quando comprate il gelato. Perché poi una industria alimentare che produce preparati per gelato sponsorizzi questo e non un’altalena per bambini non lo capisco. Già, ancora con quella maledetta parola: coerenza.

    Palermo
  • 78 commenti a “L’arte dello schifo!”

    1. Stavolta non la pensiamo allo stesso modo. Trovo che ci sia qualcosa di pericolosamente ideologico nel pretendere di poter stabilire che cosa abbia diritto di cittadinanza nell’Arte. Avrei capito un appello a non andarci ma quello a cancellarla mi sembra inaccettabile. Comunque se dovesse passare questa logica vado a raccogliere le firme contro il gay pride perché a me non piace e avrò scoperto che ciò che a me non piace non si deve fare è ok.

    2. Personalmente siamo dell’idea che l’arte non deve essere censurata. Se un privato , con i propri soldi, vuole far esporre un artista, anche se discusso e discutibile, ben venga. Il problema invece si pone se i soldi sono quelli pubblici.
      Ammettiamo che non conosciamo tale autore, così ci siamo informati.

      Chi è Hermann Nitsch?
      È un artista austriaco considerato uno dei massimi esponenti dell’Azionismo viennese.

      Qual è lo scopo della sua arte?
      Insinuarsi nel subconscio del singolo colpendolo con immagini di animali sanguinanti e sacrificati in croce, ebbrezza, nudità e sangue. In questi giochi rituali, che durano diversi giorni, si incitano gruppi di persone a squartare animali, a tirarne fuori le viscere e a calpestarle, a imbrattare di sangue delle persone crocifisse e a unirsi in un rito collettivo di frenesia, basato su riti liturgici e sacri. ((testo di Nicolina La Ciura e Antonio Leto)

      Considerando che tale mostra sarà inaugurata il 10 luglio, durante i festeggiamenti del festino, francamente ci sembra un errore ( che ci azzecca lo squartamento di animali con Santa Rosalia), come anche il fatto che si spendano soldi pubblici per una mostra simile.

    3. Io non conosco così bene l’arte di Hermann Nitsch, da poterla giudiucare con leggerezza. e per questo andrò alla mostra.
      Vorrei sottolineare però, se mai ce ne fosse bisogno, che l’arte non deve sempre essere rassicurante e solare; l’arte di Nitsch è sicuramente un pugno nello stomaco, questo è innegabile, ma è arte.
      Personalmente mi ha datto più fastidio la mostra di Botero (artista che stimo e apprezzo,) , sia per il tema (sono ateo conclamato e felice e non sopporto nulla che si riferisca alla religione!), sia per il fatto che questa mostra si sia trasformata in un evento dove esserci ha significato per molti elevarsi a critici ed esperti d’arte…anche se la maggior parte di loro non avrebbe distinto un Botero da un Theotokopoulos. Nonostante questo sono stato felice che Palermo abbia ospitato la mostra di Botero, perchè la mia idea di arte non deve mai e poi mai interferire sulle scelte artistiche degli altri. Interferire, proibire, censurare…queste cose lasciamole fare alle religioni, non alle arti!
      Mi domando poi perchè tutte queste persone ardono dalla voglia di censurare la mostra; forse per un nuovo e vibrante animalismo? Che idea…smettano di mangiare carne 7 giorni su 7 piuttosto! Oppure sono tutti diventati dei censori? E sulla base di quali principi si fa una censura?
      Oppure queste persone sono scandalizzate dalla vista del sangue? Dall’erotismo che traspare da queste opere? Non riesco proprio a capirlo! Forse la mostra di Botero, dedicata alla pratica disumana, tremenda e violentissima della flagellazione risulta meno violenta solo perchè credenti gli attribuiscono un significato religioso in grado di assolvere ed annullare ogni tipo di violenza?
      Lasciate stare questa mostra… e se vi infastidisce semplicemente ignoratela, che vi costa? Io voglio vederla, magari non mi piacerà, forse la disapproverò, ma sarò sempre contento che Palermo abbia ospitato le sue opere!

    4. Giovanni, io la penso esattamente come te. Solo che non avrei avuto lo stesso coraggio nell’esprimere il mio pensiero come hai fatto tu. Avrai tante critiche da questo articolo, aspettatele. Ti diranno che sei bigotto, o chiuso o provinciale. Come te, io credo nella bellezza, ed è alla bellezza che penso quando penso alla parola Arte. Credo che il compito supremo dell’Arte sia quello di elevare l’uomo ad uno stato superiore, di migliorarlo, come pensavano “gli antichi”…di avvicinarlo a Dio, qualunque cosa significhi essere vicini a Dio. Diceva Dostoevskij…”la bellezza salverà il mondo” e io ci credo ciecamente. Gia, io non sopporto l’arte moderna, le cosiddette installazioni…gente che non sa dipingere, fotografare, fa quattro segni in un pannello, ci appiccica dei pezzi di materiali vario sopra e la chiama Arte. Mi spiace, per me non lo è. Troppo semplice. Non mi sognerei mai di cercare di impedire l’esposizione di una di queste forme di espressione (non chiamiamola Arte, per favore) perché credo che tutti debbano avere la possibilità di esprimersi e di andare, se vogliono. Io semplicemente non andrei.
      Nel caso di questa esposizione però forse hai proprio ragione tu. Non andrebbe fatta. Premetto che non sono bene a conoscenza dei motivi che hanno spinto questo signore a cimentarsi in una tematica del genere… E’ denuncia? C’è qualche messaggio nascosto che né a me né a te, Giovanni, è dato comprendere? Perché se è così, bene, faccio un passo indietro nella mia critica e ben vengano le forme di espressione che hanno qualcosa da dire, ma altrimenti, se è solo sangue e carne, bah, non capisco. E non credo che ci sia nulla da dire. La chiamerei “pornografia artistica”. Siamo in un momento in cui sembra che se non ci sia altra strada, per attirare l’attenzione, se non quella della violenza gratuita. E Palermo in questo è molto brava. A farsi baluardo dei rifiuti del resto del mondo. Che lo schifo, come dici tu, che viene respinto dagli altri sia il benvenuto. Forza, apriamo le porte e stendiamo il tappeto rosso. Venghino signori verghino, Palermo apre le porte…a tutti, senza distinzione. Perché noi siamo cool. Perché noi siamo rivoluzionari. Perché noi siamo “avanti”. Oppure semplicemente perché noi non ci capiamo una beata.

    5. Parli del Messico come se fosse un paese da cui prendere spunto. Come direbbe Totò..ma mi faccia il piacere!
      Ottimo il punto di vista di Siino. Se la mostra non le piace si faccia una passeggiata al parco.

      Saluti

      Ahahahah la famosissima democrazia messicana! Ahahahah vada al confine con gli USA..a vederla…LA DEMOCRAZIA messicana.

    6. Singolare che si citi Caravaggio come esempio di cosa invece va mostrato. Perché ricordo che c’è almeno un quadro in cui si dipinge una decapitazione in corso…
      O l’autore si riferiva all’uso drammatico delle luci e delle ombre nella sua pittura?
      Comunque sia, concordo con Siino. Se vuoi, non vai a vederla, e puoi anche pensare che non sia arte. Ma se qualcun altro invece lo pensa, chi decide dove sta la ragione?
      E non dimenticare che esistono artisti che si esibiscono dal vivo in performance nelle quali si fanno appendere con degli uncini sottopelle e rimangono sospesi per ore intere. La cosa mi fa epidermicamente orrore, ma non per questo mi sogno di chiedere che smettano. Immagino che vogliano comunicare qualcosa che “io” non riesco ad apprezzare, ma magari altri sì.
      Perché poi il rischio è quello paventato da Siino, ovvero che si cominci a discriminare…

    7. Tony, premetto che ho maturato questa riflessione non immediatamente, a primo istinto condivido che non si debba vietare nulla. Ma ho dei figli, e questo comporta un senso di responsabilità che cambia rispetto a quanto di aspetti o pretendi che la società faccia per rappresentare se stessa, e per costruire il suo futuro. Questo per intenderci è il progetto culturale di una città (non l’elenco di concerti e mostre, come pensa qualcuno con cui ho scambiato idee su facebook) e quindi cosa produce l’assessorato culturale della città non è secondario. A questo punto della mia vita mi aspetto una direzione chiara, delle idee. Le azioni di Nitsch, sono estreme, ed in quanto tali obbligano a prendere posizioni estreme. Se hanno un merito è questo, consentono a tutti di avere chiaro da che parte stare. Il rispetto che dobbiamo ad altri esseri viventi a me fa assumere una posizione a mia volta estrema ed inaspettata. La vita si rispetta senza se e senza ma, anche a costo di vietare. Se io fossi il Sindaco di una città morente non darei spazio a questo genere di rappresentazioni, proverei a rappresentare il contrario, e lo scrivo ben sapendo che il giudizio più semplice ed immediato che queste parole determineranno è che sono bigotto. Però forse c’è un bigottismo più sottile e pericoloso nel sostenere che tutto è lecito, al di là finanche di una carta internazionale dell’Unesco (non mi riferisco a te quanto a varie posizioni registrate su facebook e sul web che sono arrivate a ridicolizzare questa posizione, senza ascoltare e senza capire che ha una sua logica)
      A mio avviso fai un errore a confondere una manifestazione che riguarda il gay pride, che rappresenta un’insieme di idee condivisibili o meno, espresse pacificamente da una parte della popolazione, in difesa di propri diritti. Con delle attività artistiche o pseudotali, che esistono solo attraverso la somministrazione di una dose gratuita di dolore ad altri esseri viventi. La cosa che mi preme i miei figli capiscano è che non siamo i padroni del mondo, dobbiamo imparare a condividerlo con chi altri lo abita, ed anche se abbiamo il potere di somministrare dolore non è detto che il giusto sia somministrarlo il nome dell’esercizio delle proprie libertà.

    8. @isaia panduri Caravaggio rappresenta una testa mozzata, ma non ha bisogno di mozzare una testa per rappresentarla. Rappresenta dolore, non riproduce il dolore. Nitsch produce materialmente e poi fotografa le scene in questione. Quelle foto esistono nella misura in qui un essere vivente è stato ucciso per realizzarle. A me basta per vietare.
      Circa i tipi che si fanno appendere, nella mia concezione di libertà uno con il proprio corpo fa quel che vuole, se per questo e per essere chiari su questo argomento io sono per la liberalizzazione delle droghe (tutte) e dei bordelli. Sono per vietare che vengano adescati ragazzini davanti le scuole con la droga, o alla tratta di schiave per la prostituzione.
      In ultimo non ho mai parlato di Arte, non mi interessa l’argomento anche perché come dici tu chi decide cosa è arte e cosa no? Io ho posto il problema etico dell’uso di un essere vivente per il diletto di altri esseri viventi.

    9. Da quello che ho letto io l’artista vorrebbe invece sensibilizzare proprio sul tema del trattamento che gli animali ricevono nel mondo…e la mostra potrebbe comunque sortire questo effetto.
      Non cito a caso il gay pride, perché molti di quelli che da animalisti e cultori dell’Arte si stanno spendendo per la censura della mostra usano gli stessi argomenti contro chi non vorrebbe che il gay pride si svolgesse: le idee devono circolare o no? C’è una doppia morale e una dittatura del politicamente corretto? C’è ancora la libertà di parola e di espressione? Je suis Nitsch.

    10. Riprodurre l’orrore per scuotere le coscienze, al fine che non si riproduca… un po’ paradossale, certamente “spettacolare”. Probabilmente un’accumulazione, tipo Arman, su piazza Politeama, non provocherebbe gli stessi effetti.
      La performance, e il messaggio che essa contiene, non li considero arte, non creano nulla, né materialmente né come pensiero, assolutamente, riproducono, al limite si tratterebbe di denuncia civile.
      Per ottenere un impatto maggiore l’autore avrebbe potuto usare una decina di uomini ammazzati in Siria o in Iraq, nelle fasi di guerra… siccome l’uomo è fondamentalmente deficiente, a vedere quello che succede ogni giorno nella vita quotidiana, ed ha una strana pretesa, tra tutte le altre deficienze, ovvero, ritenersi prioritario e superiore rispetto a un animale, ( perciò: si può “giocare” con gli animali, ma non con gli esseri umani ), ebbene lo sconvolgimento delle menti sarebbe stato certamente superiore…

    11. * accumulazione, non di cadaveri ( veri )

    12. chissà se sarebbe considerata arte – cento vittime di guerra, ammazzati in Siria o in Iraq, squartati su Piazza Politeama, e il loro sangue e carne e ossa spruzzati in aria come coriandoli o fuochi d’artificio – pertanto è la stessa performance… oppure l’avrebbero preso a pietrate, oppure, al massimo dell’ottusaggine umana, riaprirebbero i manicomi solo per lui ?

    13. io potrei eventualmente riflettere se considerarla arte, piuttosto che “spettacolare” denuncia civile condita da immagini sconvolgenti e di facile presa, SOLO se usasse, per la sua performance, 100 uomini ammazzati in guerra in Iraq o in Siria

    14. giovanni, anch´io sono d´accordo con tony incl gay pride appiccicato e falso. a chi si frega in cittá alla fine cosa succede alla zac, un spazio trash e un po sub. se non mi sbaglio, l´assessore cosumano ha studiato nella classe di nitsch. allora un ottimo ospite per palermo. negli l´ultimi anni mi piace adesso nitsch, perché questo concetto lui fa almeno di 50 anni. senza cambiamento, sempre lo stesso. un duro. e anche un personaggio profondamente divertente, testa tonda e rossa di carne con la barba del buon dio. forse mi sbaglio di nuovo, ma io credo a lui piace palermo assai, i cittadini soprattutto. a napoli lui ha fatto giá alcune shows tranquillamente. e mi pare che napoli per noi a palermo é piú una misura come messico. comunque cosa centra messico con palermo? niente. come la zac. mi raccomandate, fate i grandi come sempre e buttate questa petizione nel cesso e tutto aposto, perché mi pare per tutti questi problemi gravi ci sono a palermo, si cerca sempre di piú problemini piú ridicolo é possibile a trovare sono una volta un successino. mi sbaglio?

    15. anche io sono totalmente d’accordo con Tony Siino,

      e tu Uwe Jaentsch, riguardo il tuo commento, non ti sbagli neanche di un millimetro,
      Du

    16. hahaha costanza ti amo assai e sono anche d´accordo con te. giá hai messa la cartolina del psycho nitsch nella scatola di vienna ca 5 anni fa? quella a destra alla porta di manuel.

    17. L’inquisizione in Sicilia
      formalmente introdotta prima del 1224 dall’ imperatore Federico II.
      L’imperatore con la costituzione “Inconsutilem tunicam” emanata a Palermo, dispose inizialmente che tutti gli eretici e gli Ebrei dovessero pagare una tassa
      a suffragio degli inquisitori di fede preposti al loro controllo.

      Cambiano epoche usi e costumi,
      ma inquisizione e inquisitori persistono

    18. non voglio turbare questo clima da novella 2000 tra la signora sopra e lo pseudo-artista austriaco che nella munnizza palermitana ha trovato il luogo ideale per aggiungerci altra munnizza spacciata per arte…
      MA che si sappia almeno di cosa si tratta.
      Chi pensa che le performance di Nitsch servano da monito o contengano messaggi di denuncia civile sbaglia.
      ECCO
      Fin dalla fine degli anni 50 il progetto di Nitsch è infatti molto ambizioso: liberare anima e corpo dalle frustrazioni attraverso riti catartici collettivi.
      Nitsch però ci tiene a spiegare la necessità dell’“efferatezza”: «È solo passando attraverso i più bassi istinti dell’uomo che può avvenire la catarsi. Quando squartiamo un animale, sentiamo le sue viscere calde, beviamo il suo sangue, ritorniamo in contatto con qualcosa di primitivo che ci appartiene. È in questi momenti che esce fuori la nostra natura, che non è né buona né cattiva, è semplicemente il nostro istinto. Può essere anche violento, ma la violenza fa parte del mondo ed è meglio esorcizzarla in un rito collettivo che reprimerla. Viviamo in una forma di depressione latente, siamo anestetizzati. Le mie Azioni sono un modo per avvicinare la vita alla morte ed è da questa esperienza che usciamo più forti. Ecco perché la gente che partecipa mi ringrazia». Le celebrazioni, i culti, le pratiche religiose sono il materiale dal quale Nitsch attinge.

    19. IN EFFETTI, molto influenzato dalla psicoanalisi…
      QUESTO lo dico io: che ha reso depravato un individuo che, forse, era già “predisposto all’orrore”.

      RIPETO: la catarsi sarebbe MOLTO più efficace se usasse 100 uomini morti ammazzati nella guerra in Iraq o in Siria… ed in quel caso vorrei leggere i commenti di tutti i teorici dell’arte, improvvisati, che attualmente spopolano nel web di Palermo e dintorni.
      Si trasformerebbero in retorici benpensanti ? Non la considererebbero più arte ? Perché, la vita di un essere umano, fondamentalmente portatore di deficienze, vale di più della vita di un animale e non si deve usare come oggetto di un rituale catartico ?

    20. tutto ciò è molto pseudo

    21. ma quaiccuno sapi spiecari picchì tutti gli individui stravacanti com’a cchistu oppure puru uwe vengono dall’austria?? Ma chi ffa, quannu su picciriddi ci fa male l’aria ri muntagna cu tutti ddi pecuruna?
      poi pequoddo, u viri com’e cunzatu n’atra vota u to patruni? vacci a priparari subbito subbito na bedda pignata i cavatuna arriminati ch’i vruoccoli e faccinni aimmeno menzu chilu, u capisti? Ca si viri chi so mugghiera l’imperatrice troppo inchiffarata è pi pinzari o manciari.
      Oh belfagorro, ma picchì quannu scrivi dici siempre “siamo ammettiamo ci sembra? ma in quantu siti davanti o computer? 15? Chi parri a nome di na cooperativa??

    22. l’austriaco Uve ci ha creato tanti problemi e poi viene un altro austriaco.È solo passando attraverso i più bassi istinti dell’uomo straniero. Siamo alla frutta. Vergogna !

    23. Vorrei sapere chi decide cosa è bello e perché. Cosa è arte e perché. A me non piace Nitsch, ma la scusa di tutelare i propri figli in una città dove si espongono in bella vista frattaglie arrostite per strada, spacciato per street food, la trovo quanto mai risibile. Molti film d’autore sono vietati ai minori, che facciamo protestiamo anche per quelli? Solo Disney in città. Ma per cortesia…

      P.S.: Definire bella l’arte di Caravaggio è un autogol clamoroso, l’artista rinascimentale più oscuro (che detestava il concetto di bello e buono, per dire…)

    24. Trovo molto pretenzioso questo suo post, signor Callea. Se non altro per la premessa che fa circa il suo disinteresse per la materia in questione, ovvero l’arte, giustificando poi questo suo intervento – in un secondo momento – su una disquisizione riguardo l’etica. Affermare che i piani sono confusi è poco. E in una confusione generale come questa, Le viene facile giocare con le parole, dal momento in cui – come Lei stesso afferma – non ha un benché minimo interesse verso il mondo dell’Arte e quindi di tutte le dinamiche/problematiche che attorno ad essa ruotano. Basta prendere il più grossolano degli esempi che Lei fa: appioppando a uno così a caso, un certo Caravaggio, l’emblema della Bellezza. Parliamo di un delinquente (Caravaggio) che ha dato scandalo, nella sua epoca, per aver ritratto la Vergine Maria con le sembianze di una prostituta morta (oltre ad aver ucciso ed esser stato incriminato e poi scagionato varie volte per i suoi bagordi, in nome del suo incredibile talento – quindi pure un ‘raccomandato’, salvo poi esser stato fatto fuori in circostanze misteriose perché personaggio troppo scomodo). Lei dice: ‘rappresentava’, non macellava direttamente con le sue mani. E si sbaglia, sia nella forma, sia nel quadro estetico di questa affermazione (ma lei, giustamente, non si interessa di Arte, quindi, Estetica? di cosa stiamo parlando?). Ebbene, siccome chi è contrario a questa mostra punta il dito sull’umiliazione che queste carcasse di animali continuano a subire finanche dopo la morte (pur trattandosi di una mostra che espone le tele dell’artista e non quelle ‘immorali’ performance tanto incriminate), ritornando a Caravaggio è lui stesso che si sporca le mani andando a prendere sul Tevere il corpo di quella povera prostituta e la usa per ritrarla. Non si tratta in egual misura di umiliazione? non la prende per farle il funerale o per darle dignitosa sepoltura, la ritrae per poi rigettarla in quelle acque. Dunque ritorno all’inizio del mio intervento, sottolineando in certo qual modo l’arroganza della Sua esposizione, priva di ragioni motivate da solide basi conoscitive sulla materia in questione. Io ignoro l’astrofisica, eppure non mi permetto di giudicare l’operato della Cristoforetti. Io non mi intendo di elettricità, eppure se chiamo un professionista per mettere mani a un impianto di casa mia non gli faccio alcun appunto, perché lui saprà quello che fa. Con l’Arte invece accade questo strano fenomeno, siamo tutti competenti, anche chi non lo è. Anche chi premette di non saperne e di non volerne sapere. Siamo al delirio puro.

    25. caro luca mangogna, per nessuno é possibile decidere cosa é arte o no. il tempo decide. un esempio estremo: per tutti gli esperti, masturbatori e poliziotti del grande mondo dell´arte é stato molto chiaro che il dittatore adolf hitler non avevo un talent per l´arte. invece oggi salgono i prezzi dei suoi quadri in ciffre paurose e cambiarono i collezionisti corrente. e ogni anno sempre di piú.
      l´austria é anche un mondo molto molto strano, piena dei grandi esperti che hanno buttato mozart in una tomba collettiva, perché lui non é stato un musicista.

    26. Noi benpensanti e benaltristi, diciamo un forte NO alla mostra di Hermann Nitsch​ a Palermo!!
      Perchè noi non siamo abituati alla vista dei poveri animali squartati e appesi, noi siamo un popolo civile…noi 😉

      http://life.style.it/CACHE/users/v/vaneggio/Image/vucciria.jpg

    27. Non solo sono totalmente d’accordo con quanto scrive Giovanni Callea,ma sottolineo che ha scritto uno dei migliori Post che si siano visti in questo spazio in cui si confrontano elementi di spicco della cultura palermitana.Callea ha citato Caravaggio,secondo me non a caso.Ma al di la del soggetto pittorico,la grandezza di Caravaggio,e la peculiarità,sta nella maestria di rappresentare ombre e luci,appunto maestria che lo rende unico.Non vi va Caravaggio?Andiamo su Antonello da Messina.E’ difficile?Optiamo su epoche più recenti.Leto,Lo Jacono,Catti.O ancora più recenti.Renato Guttuso.Ma evitiamo di considerare arte chi fa sensazionalismo.Chitarre spaccate ed incollate su una tela,sveglie,orologi,lattine,colature di colore o gli stessi pennelli attaccati alla tela,tele squarciate,sacchi in iuta piegati ed appiccicati,o bruciacchiati,gigantografie ritoccate con qualche pennellata,e,chi più ne ha più ne metta.

    28. Uwe, il valore economico dei quadri (mediocri) di Hitler non credo c’entri molto con l’arte, quanto piuttosto con il feticismo legato al personaggio. A Zeus vorrei dire invece di svegliarsi perché siamo nel XII secolo. La “maestria nel rappresentare ombre e luci” mi sembra un concetto molto limitativo dell’arte di Caravaggio. L’arte non è saper disegnare bene.

    29. XXI secolo chiaramente…

    30. Uwe,in questi giorni va in asta un abito indossato da Marylin Monroe nel suo ultimo film e qualche collezionista sborserà centinaia di migliaia di dollari ,solo perché appartenuto a Marylin.
      Lo stesso concetto vale per le tele dell’imbianchino,da te citato.

    31. Mi inserisco nel dibattito solo per fornire alcuni dati di mia conoscenza che potrebbero essere utili:
      1) L’amministrazione comunale non spende un euro per questa mostra.
      2) Nitsch usa solo carcasse di animali già morti perchè destinati al macello, prima che finiscano sulle nostre tavole vengono utilizzati per le sue performances
      3) La mostra sarà realizzata con quadri, foto e video. Nessuna performance.

      Valutazioni personali: credo nella pluralità per cui non avanzo diritto di censura neanche su Salvini che tende spesso alla lesione dei diritti umani (vd. Diritto di Asilo). In generale penso che Palermo possa dirsi realmente una città plurale dove trova posto Regina Galindo, Botero e Nitsch e secondo me questa ritrovata centralità nel mondo artistico internazionale è motivo di vanto.

      Saluti

    32. L’arte deve anche rendere distinguibile l’Autore.Si chiama stile.Caravaggio ha un suo stile,inconfondibile,giocato su ombre e luci,indipendentemente dal soggetto.
      Leonardo o Raffaello o Gentile da Fabriano .
      Velasquez,Goya ,hanno un loro stile.
      Cosi Renoir,Toulouse Lautrec,
      Van Gogh.
      Gustave Klimt o
      Kokoschka.
      Picasso.Modigliani.

    33. Anche Manzoni, Fontana, Klein…

    34. In sostanza,un criterio per dare la patente di artista potrebbe essere riconoscere l’autore dell’opera senza leggerne la firma,
      Il resto sono croste.

    35. Su Lucio Fontana ho le mie riserve,anche se il mercato lo ha premiato.

    36. Mi ricordo di un grande artista (e la storia lo confermerà) che scrisse si vende su una fontana del 1400. Per poi scoprire nei messi successivi che per certo è stata venduta la pavimentazione della piazza. Era un artista o un profeta? Il suo merito avere acceso il riflettori e la riflessione su un certo degrado della città. A suo modo questa petizione che difendo ha consentito di aprire un dialogo sull’argomento. Sono emerse posizioni ciascuno ha avuto modo di riflettere sulla cosa. Il tutto mi pare molto in linea con il compito dell’arte. Qualunque cosa sia ed a qualunque cosa serva. Quindi confermo la petizione :). Se fossi stato un artista magari avrei organizzato o promosso lo spargmos di un broccolo con diretta sul web. :).
      Idee diverse devono potersi esprimere e confrontare anche in maniera violenta (come può essere percepita la richiesta di soppressione di una mostra), ma sempre senza pregiudizi, con l’obbiettivo di trovare una sintesi.

    37. peró nitsch vale economicamente. e quando fate i grandi con lui vengono indietro turisti, tquelli che non vengono con la costa concordia per 79 euro. e questi soldi che spendano qui si serve. perché i progetti tram, riqualificazione, zone pedonale, gesip, santa rosalia festival, soprattutto tanti tanti tanti stipedianti, etc sono molto costosi. e adesso la economia di palermo é basato troppo sui fondi ue e un po grano di roma. molto rischioso. ma forse avete ragione, perché certamente il rischio é sexy. allora a questo punto fregate lui quando arriva e poi lasciate anche subito pagare 30% l´iva (perché straniero) é dopo lo show non pagate solo 1 euro, perché i soldi non ci sono e poi si fa un po l´amore con la sua moglie mentre abassate lui sulla terra. anche questo é marketing come la sicilia e l´expo a milano. mi piace come sempre.

    38. Gentilissimo Marco Bertucci,
      Speravo che uno pratico di arte come lei sembra essere mi facesse i complimenti per avere citato Caravaggio data la scelta praticamente infinita di artisti. Caravaggio rappresenta anche lui infinite sfaccettature dell’animo umano scava a suo modo a fondo, e la sua rappresentazione del modo crea contrasti molto violenti negli schemi di pensiero del tempo. In riferimento al quadro da lei citato mettere il volto di una prostituta alla vergine è una devastante rottura di schemi. Resta il fatto che la prostituta non la uccise lui. Circa le considerazione di merito artistico, mettere in dubbio l’opera di uno dei più importanti artisti della storia dell’arte mondiale, che in qualche modo anticipo’ o fu di ispirazione a tutta la pittura barocca forse è un suo atto pretenzioso (detto rispettosamente, si capisce).
      Circa il tema arte, ribadisco la mia incompetenza. Ed infatti il mio post prova a da affrontare altri temi. Abbiamo il diritto o meno di uccidere un animale per produrre un ‘opera d’arte? E parimenti chiede all’amminsitrazione il perchè di qeusta scelta culturale. Proprio chi non sa come me ha l’obbligo di chiedere, e questa se vogliamo è l’esatto opposto della prevenzione.

    39. chiedo scusa: dell’essere pretenzioso.

    40. Gentilissimo Luca Magnoga,
      Cosa è bello non lo decido io ne io ne lei, e lo decidiamo io e lei. Il bello è per definizione soggettivo. Quindi passiamo oltre perchè io non ho minimanete sognato di aprire la discussine su questo argomento. A mio avviso intoccabile. Il riferimento ai figli è strettamente connesso non alle frattaglia ma all’esigenza di conoscere quali sia il porgetto culturale per la città.

    41. grazie giovanni

    42. A parte il fatto che l’opera d’arte non deve essere necessariamente bella,ma se lo è,e’ meglio,
      vero e’ che il bello e’ soggettivo,
      ma ciò che è bello e’ di solito oggettivamente bello.
      Questo si verifica quando tutti concordano nel giudizio.

    43. Sig. Callea, potevo pensare di tutto meno che dovermi giustificare su Caravaggio. È alquanto lapalissiano affermare che su un artista come Caravaggio non ci debbano essere dubbi in merito al suo valore. I miei dubbi e le mie accuse di pretenziosità ricadevano sulla Sua scelta dell’esempio, Caravaggio per l’appunto. Dunque rispedisco nuovamente a Lei la pretenziosità che ha cercato di farmi rimbalzare, equivocando il contenuto della mia riflessione. Denigrare il personaggio di Caravaggio definendolo delinquente non significa oltremodo denigrarne la sua grandezza come artista, ci mancherebbe. Delinquente e assassino lo fu. Immenso artista anche. Non sarò “uno pratico” di arte come Lei, con un velo di sarcasmo, mi definisce, ma sicuramente a me stesso non faccio mistero dell’interesse che nutro in ambito artistico, a differenza di chi parla di un argomento premettendo di non saperne e di non volerne sapere. Concludo dicendo che Lei gioca coi livelli e con le parole, sminuendo il senso di un confronto vero. Scrive un post che ha per oggetto l’arte, ma dice di voler affrontare altri temi e lo fa citando Caravaggio e la Bellezza (non mi sembrano proprio ‘altri’ temi). Prova a improvvisarsi un po’ l’espertone che-anche-se-non-gliene-frega-una-mazza-di-arte però lo fa ugualmente, ma appena vede che non può tirarla per le lunghe (vedi lacune di cui sopra) sposta l’attenzione su “altri temi”. Degno di certo artisti paraculi, tanto per restare in tema. Vede? magari si è pure scoperto un po’ artista, pur fregandosene altamente.

    44. @uwe, un parere, come suggerisce @marco bertucci, si potrebbe dire che la petizione e questo mio post in qualche modo sono un’opera d’arte? Nella misura in cui stanno costringendo due fazioni a riflettere sulle loro reciproche posizioni? 🙂 In tal caso ora che sono artista cosa dovrei fare? Tipo devo iscrivermi a qualche club o a qualche lista segreta?, mi date un diploma, come facciamo a riconoscerci con gli altri artisti se ci incontriamo per strada? :))
      Pensare che citare Caravaggio faccia di questo un post sull’arte, è come sostenere che citare in un post sui licenziamenti a termini imerese la fiat, ne faccia un post sulla mobilità.
      Bellezza ed arte non sono necessariamente un binomio indissolubile. La bellezza di un paesaggio non è un prodotto artistico. E giusto per fare un esempio la Merda d’artista di Manzoni, per quanto sia una cosa geniale non è bella, io credo 🙂

    45. È facile fare “arte” o qualunque altra cosa quando la vita e il corpo che usi, abusi, distruggi non è il tuo. È facile parlare di “violenza come purificazione” quando non sei tu a subire la violenza, quando non sei tu la vittima. Se uccidere e fare scempio del corpo di un essere senziente la chiamiamo arte, siamo già oltre la decadenza, siamo già sul fondo del precipizio, abbiamo già annichilito l’anima e la ragione. Stiamo spogliando questo pianeta di ogni bellezza, e la bellezza non è nulla di astratto, non è un’invenzione umana, non è l’invenzione di un artista, la bellezza è la vita stessa, in ogni sua espressione, anche in ogni piccolo animale. Con le parole di Anna Maria Ortese: «…questo silenzio, che segue tutte le scomparse anche di piccoli animali amati, corrisponde ad una specie di svenimento dell’anima. Un’amputazione è avvenuta; una parte dell’anima se n’è andata per sempre». Facendo scempio della vita, distruggiamo la nostra anima. Dunque, a chi accusava di censura dico che non è censura è scegliere il bello e la vita contro l’orrore di chi pretende di manipolare e distruggere il vivente (Foucault lo chiama “biopotere”). A chi scriveva che con tutti i problemi che ha Palermo questa è una questione minore e insignificante rispondo, ancora, con le parole dell’Ortese: «Amo e venero la Terra; e i suoi figli più modesti e discreti mi sollevano nel cuore onde di emozione che un tempo, forse, appartenevano alla sfera del sentimento filiale, infantile. Amo e venero la Terra! È il mio Dio. Penso alle mucche, ai vitelli, al toro; capre e pecore e perfino (il mio linguaggio resta banale) all’umile maiale, come a rappresentazioni celesti: mansuete, dolorose sempre, benevole sempre, magnifiche. Non vedo perché l’uomo debba pensare che gli appartengono, che sono suoi propri, che può distruggerli, usarli. Concetto tra i più barbari e nefasti, da cui procede tutta la immedicabile violenza umana, l’essere micidiale della storia, la cui meta sembra solo l’accrescimento di sé, tramite il possesso e la distruzione dell’altro da sé. Scuola di appropriazione e violenza questa storia! Ma ogni possesso è un arbitrio, ogni uso dell’altro è un’infamia. Questo è innegabile. Il dolore dato all’altro non ha giustificazione; è l’ingiuria resa a ogni figlio della Terra, la costante e mostruosa massificazione delle anime della Terra, e comporta insensibilità e distruzione per lo stesso uomo. Più uccidiamo e più siamo uccisi. Più degradiamo e più siamo degradati. Questo è un risultato. L’abbiamo sotto gli occhi, e non sappiamo da dove viene. Viene dal nostro cuore inumano. Non lo era! E oggi, se c’è qualcosa che possiamo fare per l’uomo, è combattere la sua inumanità, intervenire contro i suoi delitti, che prima ancora di essere i delitti dell’uomo contro l’uomo, sono delitti dell’uomo contro la Terra! La Terra va adorata! Non uccisa e sfruttata! Non adoperata. È sovraumana, la Terra, e tutti i suoi verdi cuori lo sono. Onore alla Terra! Combattiamo per la libertà e la reintegrazione della Terra nel nostro sistema di valori! Tornino al primo posto! In primo luogo le foreste e la luce, le acque e i monti! Tutti gli esseri elastici e splendidi, spirituali e regali che la popolano. È l’uomo che va ridimensionato, non la Terra. E quando dico «uomo», mi riferisco essenzialmente alla sua vecchia cultura, cultura d’arroganza, che lo ha posto al centro dei sistemi, padrone e torturatore, corruttore e venditore di ogni anima della Vita» (“Corpo celeste”, 1997). Attuare la distruzione dell’altro ed inneggiare ad essa e legittimarla come strumento per il nostro beneficio è la barbarie dalla quale dobbiamo liberarci per tornare ad essere… “umani”, per salvare noi stessi dalle logiche distruttive che abbiamo posto a fondamento della nostra esistenza e per salvare la Terra con tutti i suoi meravigliosi abitanti, prima che sia troppo tardi. Questo è il progetto culturale che vorrei fosse proposto, rappresentato e attuato nella mia amata Palermo. Non c’è nulla di più importante, tutto il resto deriva da questo.

    46. miiii ma tutti chi parranu di caravaggiu…. caravvaggiu iccà, caravaggiu iddà…. ma cu cabbasisi è chistu??
      cu è, parent’i scurreggiu pi ccaso????

    47. Definire il Messico una democrazia compiuta è una battuta fantastica. Da grande umorista.
      E poi, caro Callea, non ti consiglio di chiedere la censura per nessuna forma d’arte, visto che i tuoi ripetuti insuccessi in vari campi artistici potrebbe spingere qualcuno a chiedere di censurare te, per manifesta assenza di talento. Ma finora, fedeli al principio della libertà d’espressione, t’abbiamo lasciato provare e riprovare…e poi riprovare ancora.

    48. No no, nessun diploma, club o lista segreta. Le basterà continuare ad argomentare così sciattamente e a giochicchiare con le parole per aggirare la sostanza del discorso. Magari i suoi post d’arte non saranno classificabili come raggiungimento del Sublime, ma sicuramente come merda…d’artista, s’intende 😉 Saluti

    49. considerando a quanto va alla scatola, magari!!!

    50. Noemi
      anche tu parli di Progetto Culturale?
      !!!!!!

    51. I perché del rifiuto appaiono cosi illogici? L’arte non doveva salvarci dall’orrore? O diventa il mezzo di uno psicopatico per enucleare e materializzare le sue turbe psichiche e condividerle col mondo? Come il nome di Dio viene usato per uccidere, come scusa per dispensare morte e orrore negli occhi dei bambini così si abusa del nome dell’arte creando un’accostamento delirante e distopico tra essa e lo schifo.Viene naturale una riflessione sul confine tra arte e psicosi, tra opera e reato, su quale sia il confine consentito e sull’incidenza delle teorie sulla psicanalisi nel mondo artistico.Froud ha fatto più danno che altro.Il mondo é pieno di orrori, di quelli che produce questo mentecatto non abbiamo che farcene, siamo in grado di sentire e apprezzare il calore del sole anche senza aver passato l’inverno in Siberia.Che torni da dove é sbucato.

    52. @Marcello S. Certo, da uno che scrive ‘Froud’…

    53. Dal tono e dalla qualità di certi interventi si intuisce bene il significato dell’espressione “beata ignoranza”

    54. Marco bertucci ho scritto di getto, senza neppure rileggere, per farti felice mi prenderò a martellate gli zebedei per una buona mezzora…un consiglio…vai oltre certe minc..te.

    55. @sante parole,
      scusami ma non ti avevo letto, e sento di doverti ringraziare. considerato che non sono un artista e non mi sento tale, il fatto che qualcuno abbia voluto leggere un tratto artistico nei miei fallimenti mi onora come non mai. Non li avevo mai considerati fallimenti da artista. Per me erano solo fallimenti. Grazie. E’ penso il complimento più bello che ho ricevuto negli ultimi giorni. Grazie di cuore.
      p.s. appena hai tempo approfondisci il significato della parola ironia, a tuo uso personale. Nel mio testo fallimentare era ironica l’affermazione ed intendeva evidenziare come in Messico (che sulla carta è meno democratico dell’immensa Palermo, 5000 firme hanno sospeso una mostra qui, nell’immensa Palermo, siamo a 50.000, siamo democratici, e l’assessore manco ha ritenuto di dovere spiegare a che cavolo serve sta mostra). A proposito della parole ironia anche l’incipit di questa risposta era ironica, leggila e prova a spiegare a parole tua a tua sorella quello che hai capito.

    56. @Tony Siino: pericolosamente ideologico, dici, voler stabilire se una cosa sia arte o no?
      A me sembra che, viceversa, sia pericoloso l’atteggiamento di chi, senza sentire ragione, tenta di impedire che chiunque si possa permettere di mettere in discussione qualcosa, inclusa l'”arte”.

      Un’elite, più o meno grande, il mercato, o quello che vuoi tu, hanno stabilito che quello che viene dal sig. Nitsch è arte.

      Io sono convinto (certo, io sono un po’ bigotto, provinciale, ignorante e perfino amico di Antonio Leto e mi sento molto vicino al Sig. Callea, pur non conoscendolo) che ci siano tutti i presupposti affinché l’attività del nostro si possa derubricare dal capitolo “arte”, e ascrivere a qualcosa di diverso e decisamente meno alto.

      Quindi esprimo, liberamente (si può?), il mio dissenso.
      Firmando la petizione, convinto che non sia censura (tanto nessuno impedirà che la mostra si faccia, Palermo è troppo più democratica del Messico e troppo più culturalmente avanti, cosa vuoi che sia la voce di qualche decina di migliaia di ******) e che chi continua a parlare di tentativo di “censura” guardi il dito e non la luna.

    57. Ciao Zeus,
      quando parlo di “progetto culturale” lo intendo in maniera ampia. La cultura investe tutti i settori del vivere collettivo e tutto è connesso. Un progetto culturale per me è una visione del mondo e di come vivere nel mondo, è il manifesto dei principi etici che si vogliono condividere, valorizzare e trasmettere, e della strada che si vuole perseguire per applicarli, diffonderli e rafforzarli. In sintesi, circoscritto all’abito specifico, è come la comunità Palermo vede il mondo, e come vuole essere e agire nel mondo. Da parte di chi amministra (che è dato per scontato che debba avere un progetto culturale per cui è stata eletta e chiamata ad attuare attraverso politiche culturali, sociali, ambientali ed economiche – ripeto, sono tutte connesse) richiede ovviamente la capacità di avere un quadro d’insieme, di capire la connessione tra le parti e di saperle connettere superando i conflitti e le contraddizioni, facendosi da tramite. Perché si tratta di scelte fondamentali spesso tra principi contrapposti, che richiedono un confronto aperto interno e col resto del mondo, e che comportano cambiamenti profondi sul piano pratico, in termini di organizzazione e struttura della società, ma anche intimi perché toccano l’identità stessa degli individui oltre quella collettiva. E sono cambiamenti molto impegnativi da attuare, poiché richiedono un processo di trasformazione che dev’essere compreso e accompagnato passo passo. Un progetto culturale, condiviso e partecipato, è lo strumento per la crescita e l’evoluzione collettiva. Ovviamente, dal mio punto di vista, un progetto culturale “giusto” (che fa proprio un senso di giustizia verso il vivente) dovrebbe partire dall’antispecismo, ovvero dalla nonviolenza e dalla rimozione dei confini fisici (gabbie) e delle barriere concettuali (antropocentrismo) che ci impediscono di vedere oltre il nostro ristrettissimo ambito di interesse, oltre la nostra arroganza di specie. In questo senso chiedevo quale fosse il progetto culturale che il sindaco, o meglio i palermitani hanno per se stessi come collettività. Quello del sindaco è chiaro: non c’è, ma all’assessorato alla cultura c’è uno che collabora strettamente con questo signor nitsch, chiara espressione della cultura antropocentrica e dell’ideologia del dominio, e nell’ambito dei diritti animali (di quei pochi che son riconosciuti) l’amministrazione è completamente assente e inadempiente.
      E i palermitani che vogliono? Stigghiola, ricotta e pane ca meusa… ma non tutti e sempre di meno. Prima o poi le contraddizioni esplodono, e nella confusione si finisce per appigliarsi all’unica via che le risolve davvero, quella in cui TUTTI ne escono VIVI. 😉

    58. Ciao Noèmi
      leggerti e’ un piacere.Si intravede che sei stata educata in una buona scuola ed hai maturato determinati concetti.Peccato che la tua proposta di Progetto Culturale poco si addice,come tu stessa fai notare,ad una città come Palermo.Ne’ si vedono spiragli a breve termine.

    59. Bravo @Marcello S., dattele pure sulle mani un paio di martellate, così evitiamo pure di leggere certe idiozie.

      Soltanto una cosa mi rincuora, alla fine di tutto questo: e cioè che sicuramente la mostra si farà, in barba a una petizione inutile, à bientôt. 🙂

    60. è arrivata la rispsota dell’artista. Seocndo me la questione può essere archiviata e si commenta da sola, non è questione di arte, cultura o altro. è solo questione di affari e di quotazione internazionali che salgono di fornte alla proteste. L’articolo è di fatto come dire cretini agli animalisti invitandoli ad alzare i toni. Io mi astengo, passo è chiudo sull’argomento. http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/06/26/news/_cari_animalisti_vi_spiego_perche_sono_uno_di_voi_-117730227/

    61. insomma a scafazzasti e ti nni vai
      e pì na vuota uwe l’inseirtò, mamaaaa

    62. chiddici,
      Uwe è una delle persone più lucide ed intelligenti che conosco, detto questo “inseirtò” non è siciliano.

    63. Purtroppo hai ragione: questo fa soldi grazie ai cretini. E noi cretini alzeremo i toni.
      Come scriveva Adorno: «Chi si batte per la conservazione della cultura radicalmente colpevole e spregevole diventa un collaborazionista, mente chi la rifiuta incrementa direttamente quella barbarie che la cultura ha mostrato di essere. Nemmeno il tacere fuoriesce da questo circolo; esso semplicemente razionalizza la propria incapacità soggettiva con la condizione della verità oggettiva e perciò degrada questa ancora una volta a menzogna». Tutti siamo partecipi della macchina della mercificazione. È una macchina totalitaria. Come uscire, allora, da questo impasse? Ne vogliamo uscire? Se ne può uscire? Sembra non esserci via di fuga, come non l’hanno avuta quegli animali immolati nel mattatoio di nitsch e nei mattatoi del mondo. Siamo tutti carne da macello, artefici e guardiani della nostra stessa prigionìa.

    64. nca pirciò, uwe è lucido…. sì, u lucid’i scaippi
      comunque giuvanninu un ti pirmettere!!!! chi mi cunti chi inseirtò unn’è paleimmitano?? io un scrivo in dialettu, peissona allittrata sugnu e siempre in italiano scrivo
      fici pure i megghiu scuole ri palieimmo: elementari ò capo, medie ò zen, liceo ò cep e pigghiai puru na laurea in un posto altissimo, a boccadifalco
      c’avissi addiri quaiccosa ah????

    65. @chiddici,
      premesso che il siciliano è una lingua orale con poca tradizione scritta, il tuo siciliano, nonostante il lignaggio e le frequentazioni che vanti, mi pare un po’ affannato. inseritò nella tua trascrizione pare un adattamento italianizzato del siciliano nzirtò. usa la nostra lingua madre, per carità, ma non farne eccessivo scempio. Anche perché rischi di sembrare un po’ come uno che spera di fare credere che parla francese solo perché mette l’accento sulle ultime vocali. Finché scherza fa ridere… se poi insiste convinto che un francese debba capirlo fa tenerezza.

    66. tanto tuonò
      che piovve.
      A catinelle.
      Adesso si respira!

    67. la petizione 2.0 “l´arte della ribellione della bellezza”
      http://www.rosalio.it/2015/06/29/fuori-i-sassi-dalle-nostre-piazze/

    68. Miiii stu Gigi è proprio sperto, si vede che ha viaggiato,peccato che fa confusione colle lingue e un si capisce niente

    69. sig. Rohe, sono d’accordo con la sua analisi, Nitsch non fa nulla di più e niente di diverso da un qualunque macellaio e da chi lo arma con una mannaia, o da quei leviti biblici che attendevano al servizio delle offerte – leggi decine di migliaia di olocausti – all’Heloim YHWH. E come questi, anche Nitsch santifica tutta questa opera di assoggettamento e di appropriazione della vita dell’altro ad uso e consumo umano. In questa rappresentazione rituale, catartica secondo la presunzione dell'”artista”, l’umano dovrebbe uscirne idealmente purificato, forse, chissà!? ma a farne le spese realmente e praticamente sono gli animali. Uccisi e smembrati due volte: fisicamente e simbolicamente; la loro esistenza e la loro dignità, così come la loro memoria annichiliti completamente per un momento di “giubilo” collettivo. E questo, per quanto possiate provare in tutti i modi a convincermi che sia pro-animalista, di certo non lo è. Altro che santificazione della vittima! Questa è santificazione, apologia dell’assassinio. La vittima non è semplicemente morta, è stata crudelmente assassinata! La morte di cristo è simbolica, quella di miliardi di animali è reale, e non c’è resurrezione a salvarli. Ecco il diritto che si arroga questo macellaio, non diverso dagli altri: uccidere e massacrare liberamente, fagocitare l’altro per soddisfare la propria fame di… purezza? no, di violenza. E qui entra in gioco la funzione del «capro espiatorio», meccanismo che agisce per il mantenimento della coesione sociale e dell’ordine costituito. Ma sarebbe lungo parlarne e rimando alla lettura di René Girard, che ha analizzato a fondo i meccanismi vittimari e le loro giustificazioni (anche quello da lei citato), e anche il modo in cui i testi e le rappresentazioni entrano in rapporto con esso: come tema o come struttura. È questo aspetto che trovo interessante evidenziare, con le parole di Girard: «Prima di invocare il capro espiatorio, a proposito di un testo, bisogna dunque chiedersi se si stratta del capro espiatorio ‘del’ testo (il principio strutturante nascosto) oppure del capro espiatorio ‘nel’ testo (il tema chiaramente visibile). Soltanto nel primo caso bisogna definire il testo come persecutorio, completamente sottomesso alla rappresentazione persecutoria. Questo testo è governato dall’effetto di capro espiatorio, che esso non esplicita. Nel secondo caso, invece, il testo esplicita l’effetto di capro espiatorio dal quale non è governato; allora non solo non è più persecutorio, ma rivela la verità di una persecuzione». Nel caso di Nitsch l’effetto del capro espiatorio è strutturale e non esplicitato. Il meccanismo sacrificale viene assorbito, nascosto ed edulcorato dal rito catartico: la vittima scompare, rimane solo il rituale. Ogni sorta di identificazione empatica è annullata dal fatto che la vittima è già oggetto sacrificale nelle intenzioni collettive; è l’assolutamente altro, il diverso per antonomasia, in quanto animale, cioè non uomo. Ed è questa la sua colpa, la sua funzione e la sua condanna. È vittima ideale perché essa non genera una reazione vendicativa, che è uno degli elementi fondamentali del ‘capro espiatorio’, ovvero fermare la spirale di odio e violenza che mettono a rischio l’integrità dello status quo. È vittima ideale perché trova tutti concordi. «Grazie al meccanismo persecutorio, l’angoscia e la frustrazione collettive trovano un appagamento vicario in quelle vittime che facilmente suscitano l’unione contro se stesse, in virtù della loro appartenenza a minoranze mal integrate, ecc.», il “diverso”, l’assolutamente altro, appunto. Nitsch non affronta il tema del capro espiatorio, ma struttura la sua rappresentazione come capro espiatorio, attraverso il processo mimetico attuato in forma rituale: «lungi dal frenare o interrompere il gioco mimetico dei desideri [odio, violenza, vendetta, ecc., ndr], l’attività rituale lo favorisce e lo trascina verso vittime determinate. Ogni volta che si sentono minacciati da una discordia mimetica reale, i fedeli […] usano ogni tipo di ricetta per favorire la soluzione sacrificale che li riconcilierà a spese della vittima». Tutto il lavoro di Nitsch non fa altro che rafforzare i meccanismi persecutori, ovvero l’ideologia del dominio e le logiche di sopraffazione del vivente che da essi scaturiscono. Ecco forse la differenza più evidente: i macellai veri uccidono e basta; il macellaio nitsch, lungi dal metterlo in discussione, pone e ripropone in aeternum (è la funzione del rito) il sacrificio dell’assolutamente altro a struttura fondativa dell’esistenza umana. È il fondamento dell’umanesimo e di ogni totalitarismo. Non c’è niente di più antropocentrico e meno animalista il tutto il pensiero umano.
      Dunque non posso che concludere con le parole di Marguerite Yourcenar: «Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. È un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà».

    70. Signora Noemi, Lei non è affatto d’accordo con la mia analisi, per il semplice fatto che io non ho parlato di quello che lei qui scrive e commenta…parole sue sono e cito “Nitsch non fa nulla di più e niente di diverso da un qualunque macellaio e da chi lo arma con una mannaia, o da quei leviti biblici che attendevano al servizio delle offerte”. Quel non fa nulla di diverso – a parte che io come l’artista stesso – non vuole convincere nessuno, non è vero. Lei scrive che quel macellaio di un artista usa cavie per motivi di giubilo… io rimango leggermente basito. Su quali presupposti Lei dice questo ed altro? Ha parlato con Nitsh? Ne ha studiato qualcosa? Mi dica, io sono qui come vede. Lei scrive di “apologia dell’assassinio”, ma dove l’ha visto? Io credo che l’abbia voluto vedere, perché tutti difronte al “non capisco” abbiaMO bisogno di un Esorcismo: utilizza la parola “si arroga questo e quello”… LEI, Noemi si sta arrogando molto di più, si arroga il diritto di parlare di niente sul forse, ma è anche un suo dovere farlo, a quanto pare.
      Parla di sacrificio come fondamento…. ma sono parole sue? E’ preoccupante tutto questo. Poi – o forse prima poco importa da quello che ho letto – scrive che la morte del Cristo è simbolica, dovrebbe aggiungere una postilla, che so, un “secondo me”, altrimenti questa è presunzione a meno di prove scientificamente e storicamente accertate. Non è mio interesse contestare Lei, che anzi ringrazio per il tentato dialogo, non è mia intenzione promuovere un artista come Nitsh che, mi creda, non ne ha bisogno. Io scrivo esprimento una idea, ragionata e credo profonda, razionevolmante valida come quella di chiunque, imbecille come quella di qualcuno
      Tutt’al più utilizza uno strumento molto difficile, il mezzo artistico, per arrivare a più gente possibile ed esprimere, alla Sua maniera, quello che è sotto gli occhi di quasi tutti. dalla macelleria all’indegna commutazione ormai storicamente accettata, ovvero quell’intensiva attività prettamente umana di macellare, col sangue e la carne, intensivamente quelle povere creature (critica sociale). La cosa disturba l’artista, lo tocca, provoca in Lui come in noi uno sdegno. Serve un esorcismo: serve l’esorcista, l’artista, lo sciamano, o come preferisce. Rivoltosi al mondo, perché nel mondo viviamo, e con un senso del sacro degno di Van Gogh, l’artista trasmuta tutto questo, probabilmente disturbando la sua immacolata coscienza ed altre migliaia ancora (Van Gogh, prima di esorcizzare una visione del mondo che l’avrebbe distrutto, ha provato da pastore protestante a rivolgersi a quella che credeva essere la sua stessa gente. la gente, le persone cui l’artista predicava e predica ancora nei suoi girasoli, è la stessa e più o meno va bene grazie ai girasoli, ma il messaggio non è diverso. Di contro, l'”amico” Adolfo Hitler, dai famosi olocausti, era vegetariano.
      Questa è tutto fuorché presunzione.
      Per altri cenni storici (che non troverà mai cosi chiari), la invito ad aprire qualche link che sia seriamente interessato al lavoro dell’artista che lei contesta veemente, ma sta sbagliando. Uno l’ho già linkato, ma evidentemente non ha funzionato. Lo riporto:
      http://www.arteneisensi.it/arte-gusto/bue-squartato-rosso-sangue/
      per quello che conta, per chi cerca poichè lo sente dentro e ne ha bisono, di sfogare, ci sono i poligoni, per l’assoluzione, ci sono altre strutture, ma non so fino a che punto possa servire. Non è facile, l’Arte è sacra per definizione, ed è tra le più difficili attività una ne. L’assoluzione può arrivare, io ne ho bisogno non so voi, solo tramite una ricerca critica ma lucida, profonda, e solo tramite un certo termine, che in italiano suona “Azione”.
      “Azionismo” di Vilma Torselli,pubblicato il 5/04/2007.
      “La ferita è un segno dello stato di estrema fragilità del corpo[…] un segno che evidenzia la situazione esterna di aggressione, di violenza a cui siamo esposti” (Gina Pane)

      Fondato nel 1960, Azionismo (Wiener Aktionismus) designa non tanto un vero e proprio movimento culturale quanto un’identità di vedute che percorre trasversalmente varie esperienze contemporanee, tutte improntate al coinvolgimento del corpo nell’opera d’arte, in genere pittorica.
      Con manifeste analogie con la Body Art, l’Happening e, se vogliamo, con le Anthropometries di Yves Klein, con l’informale, con la pittura gestuale, l’Azionismo concepisce la pittura come conseguenza di un’azione fisica ed il corpo come mezzo espressivo, nelle modalità che gli sono proprie o possibili, come la performance, l’arte mimica, la rappresentazione teatrale, azioni che lasciano tracce dell’evento sulla tela, ma non necessariamente.
      Il legame tra arte visiva e corpo avviene attraverso il concetto di materia, intesa come oggetto espressivo: il corpo in quanto materia, può essere oggettivato, e così ogni singolo organo, ogni singolo essere vivente, uomo o animale.
      Il principale esponente dell’Azionismo è il bodyartist viennese Hermann Nitsch, che fonda, per ospitare le sue performance, un suo “Teatro delle Orge e dei Misteri” (Das Mythische des Orgien Mysterien-Theaters): personalità violenta ed eccentrica, è attore di sconvolgenti messe in scena cruente e macabre, con tanto di forbici, siringhe, bisturi per squartamenti sacrificali a carattere ritualistico e quasi orgiastico, molto impressionanti, allo scopo di coinvolgere gli spettatori, il che immancabilmente avviene, seppure con mezzi ripugnanti come quello di riversare su di loro sangue e materiale organico (carne di vitelli e pecore sventrati, liquidi corporali come sangue e urina) degli animali vittime del massacro.
      Sostenendo che in ogni uomo si nasconde un potenziale assassino, perchè l’animale uomo deve uccidere per sopravvivere, Nitsch fa leva sugli istinti peggiori del suo pubblico, che assiste sdegnato eppure magneticamente coinvolto a spettacoli ripugnanti che presuppongono la sofferenza del corpo, la mutilazione, la ferita della carne, tema ricorrente in tutti gli artisti azionisti, di grande significato simbolico, perché “La ferita è un segno dello stato di estrema fragilità del corpo[…] un segno che evidenzia la situazione esterna di aggressione, di violenza a cui siamo esposti” (Gina Pane)

      Günter Brus ed Otto Mühl sono altri artisti del movimento, che in genere è caratterizzato dal diffuso ricorso al sangue, a pratiche cruente, a cerimoniali pagani, a riti di carattere tribali inerenti la simbologia della trasformazione della vita e la celebrazione di una comunicazione mistica che modifica il senso ed il significato dell’azione: nello stesso filone si possono collocare altri artisti come Marina Abramovic e, appunto,
      (by Gina Pane).
      Aladino, lo conoscete, è rimasto TRE giorni chiuso in una grotta, prima di invocare un Jinn che avverasse il suo desiderio di rinascita: Cristo, ha fatto la stessa cosa. Buddha, è nato Uomo, ha provato tutto e di tutto, grotta compresa.

      http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=90&id=380
      Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi: ×
      Derrida lettore di Mallarmé
      La ricerca estetica nello spazio di Tadeusz Kantor
      Gadamer e Derrida in dialogo. Testo, metafisica, alterità.
      Con l’anima tutt’intera – Paradosso della morale e morale del paradosso nel pensiero di Vladimir Jankélévitch
      L’immagine e l’immaginazione, la natura umana tra percezione e conoscenza.

      http://www.rable.it/?p=3104
      http://www.ibs.it/code/9788876483219/perniola-mario/disgusti-nuove-tendenze.html
      http://www.arteneisensi.it/arte-gusto/bue-squartato-rosso-sangue/
      Per questo, ed altro, l’artista maschio, l’Uomo Hermann Nitsh (come alti), è il fondatore del Wiener Aktionismus (Azionismo Viennese)
      http://www.leachebooks.org/1yenr2_pdf-book-della-ferita-corpi-e-volti-dell-azionismo-viennese.pdf
      http://www.abebooks.it/Ferita-Corpi-volti-dellAzionismo-Viennese-Francesca/8787790646/bd

      Dunque non posso che concludere con le parole di Marguerite Yourcenar: «Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. È un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà».

      A VOI,
      una metafora non indifferente:
      https://www.youtube.com/watch?v=IeFB5LF4xH0

    71. ridicoli.
      Bannate tutti quelli che non sono”in riga”?
      Ben venuti ragazzi, this is ROSALIO!!!!

    72. ancora in attesa di moderazione? Guardate che siamo amici, a meno che non siete mafiosi.

    73. Non banniamo né rimuoviamo post che non violino la policy dei commenti. Alcuni commenti a volte possono essere posti in coda di moderazione erroneamente. Se non avete la pazienza di attendere che un moderatore li sblocchi potete anche non commentare. Vi invito comunque a essere rispettosi nei vostri commenti. Grazie.

    74. Rohe, o Giampiero. Piacere ragazzi, Ogni tanto èp bello un dialogo.
      Grazie, posso scrivere anche su facebook? mi sbloccate l’account?
      Buon lavoro, quando e se volete sapete dove trovarmi per il momento virtualmente.
      Ciao Noemi, scusami se ti ho fatto male, passerà vedrai.

    75. e comunque e la chiudo qui Rosalio, quello del non banniamo e abbiate pazienza non è vero. La mia pazienza è sotto i tuoi occhi e quelli di tutti, fatto sta che sono dovuto entrare con un’altra mail e un altro nome. per non hakerarvi del tutto che non è giusto.
      Ripeto, la chiudo qui.

    76. Giampiero ti sbagli. Se fossi riuscito ad hackerarci saresti stato denunciato e questo tipo di approccio minaccioso ci fa sorridere e non ci intimorisce per nulla. Poiché questi commenti sono fuori tema sono disposto a ogni chiarimento via e-mail. Eventuali ulteriori commenti fuori tema saranno rimossi. Saluti.

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