lunedì 23 ott
  • La bona a scuola

    Sono orgoglioso di essere palermitano, non era mai successo e credo che la memoria non mi inganni che in un solo colpo le due più alte cariche dello stato fossero nostri concittadini, ma c’è dell’altro, c’è un personaggio che mi rende ancora più orgoglioso di appartenere a questa città, un mio carissimo ex compagno di classe con il quale ho condiviso anni bellissimi all’istituto Piazzi e poi al Majorana.
    Sono anni che progettiamo la rimpatriata ma tra i suoi impegni e quelli di noi compagni di classe non si è potuta realizzare, così colgo l’occasione di salutarlo via etere.

    Ciao Davide e grazie per quello che stai facendo.

    Avrete capito, sto salutando Davide Faraone, al momento sottosegretario all’istruzione.

    Mi ricordo quell’altro di Arcore che aveva promesso un milione di posti di lavoro, che furfante.

    Lui invece quatto quatto, senza tanti proclami ne ha promesso centomila e solo nella scuola, ma vi rendete conto?

    Con la crisi che c’è centomila cristiani che lavorano non è un dato da buttare.

    I partiti opposti al PD gridano allo scandalo, ma sono solo invidiosi che la pattuglia dei palermitani al potere ottenga così tanti consensi; poi questa legge sulla scuola potrebbe avere effetti miracolosi, potrebbe moltiplicare non i pani e i pesci ma molto molto di più; moltiplicare i voti.

    Dunque ragioniamo, centomila al lavoro con famiglie, parenti e amici fanno quattrocento mila voti e se consideriamo che nei centomila posti ci sperano tre quattrocentomila aspiranti professori il dato si moltiplica.

    Avete letto bene, ci sperano in tanti perché se approvano la legge coi pieni poteri al preside basta conoscere un pinco pallino qualsiasi del PD o qualche preside amico et voilà, sei assunto.
    Alcuni parlano di liste già pronte attipo Mussolini, ma questi che lo dicono sono solo delle carogne.

    C’è un altro aspetto che renderà le scuole molto più belle; le insegnati di una volta spariranno.

    Racchie, petulanti, rompiballe, vecchiette con trent’anni di carriera alle spalle tutte a casa; rottamate.

    Io parlo da maschietto, vi chiedo scusa, però con “la bona a scuola” sarà uno spettacolo vedere queste nuove insegnati in minigonna tacchi a spillo, tutte truccate e con le minne rifatte, quale preside resisterà ad assumerle?

    Certo le presidi donna non scherzano ed i professori lo sanno, da quando c’è scruscio di catena tutti, dieta, palestra eccetera, i più furbi si sono fatti la tessera del PD, gli uomini certe cose le capiscono al volo.

    Ci voleva proprio una bella scossa alla scuola, molti miei coetanei vorrebbero riiscriversi sognando di rivivere le gesta di Pierino con l’insegnate sexy, alcuni gridano allo scandalo e non per la mignottizzazione del corpo docente quanto piuttosto per l’accentramento dei poteri al preside.

    Costui forse potrà decidere chi vive e chi muore ma anche chi cambia le lampadine, la ditta a cui appaltare i viaggi d’istruzione, l’acquisto di materiale, tutto senza gara d’appalto.

    I più maligni raccontano che Cosa nostra ha già brindato visto che questa organizzazione (ammesso che esista, per me è un invenzione giornalistica) ha già dimostrato di poter coinvolgere politici fino alle più alte cariche dello stato, magistrati (Carnevale, Signorino ecc.) esponenti delle forze armate e via dicendo; che ci vuole ad affiliare un preside con minacce o lusinghe o con tutto l’armamentario tipico dei mafiosi?

    Lavora questa ditta, questa ti fornisce il materiale, questa organizza i viaggi d’istruzione ed i figli dei boss li assumi come professori; ma io a questa infamia non ci credo, è il solito complotto anticomunista.

    E poi ammesso che la mafia metta le mani sulla scuola state certi che quelli l’obbligo se lo levano, in cambio dei lavori portano i voti, lo sanno pure i bambini di due anni.

    Io sono decisamente per la chiamata diretta, semplicemente perché ha un non so che di divino, e i conti tornano, nell’antico Egitto il sovrano era un intermediario tra gli uomini e Dio.
    Viva “la bona a scuola” dunque.

    P.S. Se ora come da altre parti su internet voleranno insulti a questa bella riforma sappiate che a me piace; già me le immagino queste professoresse scosciate e sensuali e tutti i papà che invece di giocare a poker o fare i lavativi tornano ad accompagnare i propri figli.

    Ecco, ne gioverebbe anche la famiglia, non vi pare?

    Ospiti
  • 9 commenti a “La bona a scuola”

    1. Purtroppo la satira è più vera della realtà……………complimenti!

    2. La verità…. bravissimo

    3. Bravo.

    4. oh giuseppinu, tu già c’hai na faccia accussì, poi parri siempre di fimmine sdillabbrate cu tacchi e minigonne…. ma chi sì maniaco???? n’annagghi na fimmina chi pirdisti u cuntu, vieru????

    5. chi poi scusami sai, ma licata chi fu trasferita stanotte in palieimmo?? picchì piero grasso ri licata è, e fin’assira licata a dda banna era, unni ccè agriggento
      si viri chi t’insignaro buonu a dda scuola
      rosalio, ma unn’i va a pigghiari chisti??

    6. Chiedo scusa per la graf, il commendatore Grasso e’ un grande tifoso del Palermo, palermitano d’adozione, amato e rispettato nella mia città al punto che io avevo dimenticato le sue origini licatesi. credo che lui stesso si consideri palermitano senza rinnegare ovviamente le sue origini licatesi. Comunque fimmina ne ho una e mi basta, quella che ho sposato.

    7. Parlando seriamente a me la riforma piace, credo che sia ottima e sarebbe un bello scossone per l’ambiente scolastico incancrenito da anni; il problema è il paese in cui viene applicato, andrebbe bene per la Germania, i paesi scandinavi posti dove c’è un senso civico diverso dall’Italia. Non è colpa del PD o di Davide se siamo un paese di ladri, chiunque ha un minimo di potere cerca di creare un sistema personale. E’ la riforma giusta nel posto sbagliato, abbiamo poco da additare un politico o un partito, passano gli anni ma nulla cambia, vi siete chiesto il perchè? Povera Italia.

    8. miiii cucì, ma vieru dici?? facisti na “graf”???? e chi è?? si mancia??
      ahhhh volevi dire “gaffe”? cieitto chi veru istruitu sì, hanno avveniri ri tia pi pigghiari lezioni r’italiano
      E povera mugghieri, mamaa
      rosalio, pi coittesia

    9. ” Non è colpa del PD o di Davide se siamo un paese di ladri… ”
      è una battuta, ovviamente.
      Ladri? A leggere le cronache il PD ne aggrega di ogni provenienza. Il bluff fiorentino e Faraone non sono ladri, ma sono emblematici dei tempi in corso: incapaci, bluff, che tra imbrogli concettuali (ideali sociali) e mediocrità diffusa arrivano a ricoprire posti che, per accedervi, nelle società normali richiedono esattamente l’opposto del loro curriculum … VUOTO
      Addirittura Faraone ci arriva dopo essere stato CACCIATO dalle elezioni comunali a Palermo… senza vergogna.

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