martedì 25 lug
  • Nuova ordinanza per la movida, pene più dure per chi trasgredisce

    È stata firmata la nuova ordinanza che, dal 3 luglio al 30 settembre 2015, regolerà la convivenza delle funzioni residenziali e le attività di pubblico esercizio e svago, in attesa che il Consiglio comunale approvi il Regolamento sullo sviluppo sostenibile. Sono previste misure più stringenti rispetto a quelle già individuate in passato. Tra queste, la chiusura dell’attività per sette giorni consecutivi, a partire sin dalla prima violazione dell’ordinanza, e il divieto assoluto di utilizzo, all’esterno del locale, di impianti elettroacustici di amplificazione e di diffusione sonora.

    Il provvedimento fa seguito alle plurime riunioni che si sono tenute in Prefettura in seno al Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza. Si è cercato, in particolare, di individuare ulteriori e più severe misure al fine di dare una risposta alla necessità di garantire il corretto equilibrio tra i diritti degli operatori economici all’esercizio della loro attività, nelle migliori condizioni di contesto, e i motivi imperativi di interesse generale, quali quello dei cittadini alla salute ed al permanere delle condizioni minime di vivibilità nei quartieri residenziali ad alta densità di locali di somministrazione aperti nelle ore notturne.

    Nello specifico, secondo quanto stabilito dall’ordinanza, i gestori dei pubblici esercizi, dei circoli privati, delle attività artigianali alimentari, nonché i responsabili delle manifestazioni pubbliche e private, avranno l’obbligo di assicurare la completa pulizia dai rifiuti derivanti dalla normale attività, non collocare erogatori di bevande alla spina all’esterno dei locali, se non espressamente autorizzati, e provvedere, nell’orario di chiusura notturno, a rendere inutilizzabili, da eventuali passanti, gli arredi esterni.

    L’ordinanza fa, altresì, divieto a chiunque di porre in essere tutti quei comportamenti gravemente lesivi del decoro cittadino, che arrecano pregiudizio all’igiene e alla sicurezza urbana quali, a titolo esemplificativo, l’abbandono di rifiuti, gli schiamazzi, le grida, gli imbrattamenti, anche con “rifiuti corporali”, dei muri, dei monumenti e in generale degli spazi pubblici.

    Sarà vietato, ancora, vendere per asporto o distribuzione automatica bevande in contenitori di vetro o in lattina, dalle ore 24 fino alle ore 07:00 del giorno successivo, al fine di contrastare comportamenti prevaricanti, aggressivi e di sostanziale inciviltà, determinati dall’abuso di bevande alcoliche e dall’abbandono, sul suolo pubblico, di contenitori di bevande in vetro. Nel caso dei titolari di esercizi artigianali alimentari, sarà loro consentita la vendita di bevande in contenitori di vetro, purchè essa avvenga contestualmente alla vendita di beni alimentari di produzione propria ed esclusivamente per il consumo immediato all’interno dei locali. È esclusa dal divieto la consegna a domicilio.

    In materia di acustica, il nuovo provvedimento vieta la diffusione sonora esterna a partire dalle ore 24:00. Mentre, nelle giornate di venerdì, sabato e prefestivi, sarà consentita fino all’1:00 del giorno successivo. Dopo tali orari ogni attività musicale potrà avvenire solo all’interno del locale a porte e finestre chiuse.
    In ogni caso, è sempre vietata l’attività musicale esterna con impianti elettroacustici di amplificazione e diffusione sonora.

    Le uniche deroghe sono previste, nel periodo che va dal primo luglio al 30 settembre, per le giornate del 14 luglio, 15 agosto e 4 settembre, quando l’attività musicale esterna sarà consentita fino alle 3 del giorno successivo.

    Per quanto riguarda l’attività musicale svolta dalle cosiddette discoteche all’aperto munite di licenza rilasciata, ex art.68 del R.D. n.773 del 18.06.1931, dal Questore, invece, è previsto che rimanga assoggettata ai limiti di legge e regolamentari vigenti in materia di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno, nonché al possesso dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo.

    Chiunque violi le disposizioni dell’ordinanza sarà soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 25 a 500 euro. E in più, è prevista anche la sanzione accessoria della chiusura dell’attività per sette giorni consecutivi, decorrenti dal primo venerdì utile, dopo l’avvenuta notifica del provvedimento di contestazione, già dalla prima violazione. I giorni di chiusura aumentano progressivamente nel caso di recidive.

    Palermo
  • 12 commenti a “Nuova ordinanza per la movida, pene più dure per chi trasgredisce”

    1. Questa volta il sindaco ,di fronte all’immobilismo catatonico del consiglio comunale, ha dimostrato un sano decisionismo, di cui non possiamo non essere d’accordo. Però le ordinanze non solo si firmano ma si devono applicare e far rispettare. Questo significa che la polizia municipale dovrà essere presente in forze, almeno nei fine settimana, per farla rispettare . Purtroppo temiamo che ,come scriveva il grande Shakespeare,” tanto rumore per nulla”. Alla fine Orlando, come al solito, non sarà capace di applicare le sue ordinanze e il caos continuerà .

    2. E’ da più di due anni che si va avanti a forza di ordinanze perchè i 50 consiglieri comunali sono incapaci di approvare uno straccio di regolamento organico.

      Ma siamo sicuri che questa ordinanza abbia i requisiti di contigibilità ed urgenza? Magari qualche avvocato ne sa di più!

      E nei due giorni scoperti da ordinanze (il 1 e il 2 luglio, visto che una scade oggi e questa entra in vigore il 3 luglio), i gestori dei locali possono fare ciò che vogliono?

    3. D’accordo con Belfagor; qualcuno ha dei recapiti “veri” e “funzionanti” della PM da chiamare in caso di mancato rispetto delle suddette ordinanze ? O volendo inoltrare una segnalazione per email (quindi non “di emergenza”), a chi inoltrarla ?

    4. ma sta movida nzocchu è?? chi ci sunnu fimmini chi s’annacano????

    5. solo io non sono d’accordo su questi orari e il divieto di tenere musica fuori dal locale?

      solo io ci vedo un gruppo di imprenditori che da lavoro a chissà quanti dipendenti su cui l’amministrazione dovrebbe investire? perché non si concentrano sui controlli e fanno mettere in regola tutti quelli che lavorano in nero oltre che a vigilare perché la notte non succeda niente invece di limitare la crescita di un asset della ricezione turistica?

      ci sono molte città che riescono a gestire (e sfruttare) la movida notturna senza grossi problemi

    6. Zibibbo, alzati ogni mattina alle 6:30/7:00 (anche d’estate, ovviamente) per andare a lavorare. E fallo dopo aver passato ogni notte pressoché insonne per musica ad alto volume oltre le 2:00, e schiamazzi, motorini smarmittati e brusio fino al primo mattino.
      Poi vediamo se non ti coglie il raptus da cecchino improvvisato…

      La chiave di tutto è il rispetto dei diritti di tutti e delle regole.
      Nessuno vuole far chiudere i locali, ma i cittadini che abitano nelle zone più “gettonate” (o dovunque vi siano locali di quel tipo) hanno sacrosanto diritto a riposare, a vedersi un film senza essere costretto ad usare le cuffie, a fare conversazione in famiglia senza ballare con il pavimento al ritmo dei bassi e, in alcuni casi, a poter rientrare a casa propria a qualsiasi orario senza che la cosa si trasformi in un’avventura.
      Finalmente c’è un’Amministrazione che, tra mille difficoltà (e resistenze anche all’interno del Consiglio Comunale, che ovviamente segue altre logiche e non il benessere di tutti i cittadini), sta cercando di regolamentare la questione e di affermare, con l’inasprimento delle sanzioni, che non è più tempo per i “furbi” a Palermo.
      Speriamo abbia la forza ed i mezzi per poter attuare appieno quanto deliberato.

    7. Ciao Thor
      mi alzo ogni mattina alle sei per andare a lavorare 🙂 quest’anno anche d’estate visto che ho deciso di prendere le ferie a settembre…
      ovviamente non è lo stesso ma ho un campanile a dieci metri da casa che suona ogni mezz’ora e ogni tanto ci allieta con un concerto!
      ho anche un centro sociale a 50 metri e ti giuro che anche quando fanno seratone i vetri doppi e la zona notte dalla parte interna dell’immobile fanno si che non sento davvero niente
      un esempio solo per darti un punto di vista differente: magari una cosa che si potrebbe fare è incentivare(di nuovo ma in maniera più seria) la ristrutturazione degli immobili del centro, delimitare la zona in cui è possibile attuare un’ordinanza sulla movida meno rigida, presidiare meglio le zone della movida (il mio tormentone, un giorno Palermo comincerà a cambiare dalla polizia locale)…la responsabilità civile del proprietario rispetto a quello che succede di fronte al locale mi sembra un’ottima cosa invece
      l’obiettivo deve essere di fare crescere la città cercando di ledere il meno possibile il minor numero di cittadini ma qualcuno scontento ci sarà sempre…

    8. ah ovviamente il campanile è stato controllato dai carabinieri(per i decibel) e quando fanno serata al centro sociale c’è una pattuglia posteggiata davanti all’entrata ma succede solo in polentonia…le istituzioni hanno la colpa morale di come è diventata Palermo nei decenni

    9. I residenti hanno il sacrosanto diritto di riposare senza essere costretti a fare tutte le notti vita mondana.
      I gestori dei locali guardano”giustamente” solo ai loro interessi.
      Spero nella severità delle pene e nell’attuazione dell’ordinanza.

    10. scusate ma nelle città che sfruttano la movida secondo voi come si è arrivati ad avere locali aperti di notte e residenti sereni?

      chiudendo prima i locali?

      qui sento solo gente che si scazza se non può seguire amici della de filippi con la finestra spalancata sopra il locale pieno di gente…boh

      ma quando lo capirà il palermitano che Palermo può rifiorire solo se si da una spinta alle attività locali? e che se rifiorisce ne traggono benefici tutti?

      meglio continuare a pensare che è giusto chiudere i locale alle 22 e poi lamentarsi che i nostri figli non trovano lavoro perchè palermo è una città morta…scusate ma la chiamo ipocrisia

    11. ipocrisia e idiozia!

    12. Caro zibinbo se il nostro rufiorire significa vedere i nostri figli ubriachi schiamazzare per srrada ballarmi ubriachi sull’auto come mi è capitato es essere minacciato dai proprierari dei locali.
      Beh io questo lo chiamo rifiorire mafioso

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