domenica 22 gen
  • Bellezze al bagno a Mondello

    Se Carlo Lucarelli avesse il compito di introdurre questo breve racconto direbbe così: «Se la nostra storia fosse un film – uno di quelli ambientati in una spiaggia della California – i nomi delle nostre protagoniste sarebbero perfetti: Alyson, Britney e Lucy.
    Sarebbero bionde, slanciate e con delle curve mozzafiato. La nostra storia però non si svolge negli States ma a Palermo e più precisamente sulla spiaggia di Mondello. E le nostre protagoniste non sono né bionde né slanciate. Ma procediamo con ordine…».

    È domenica mattina e la spiaggia di Mondello è talmente piena che non c’è spazio neppure per distendere una tovaglia.
    «Colpa della 544» dice Alyson riferendosi al ritardo dell’autobus.
    «Ma unne n’avissimo ‘a mettere» rincara Britney sconfortata.
    Lucy – come sempre – sta zitta.

    Qualche metro più avanti del baretto – nel corridoio di sabbia che consente l’accesso al mare – Alyson si fema e sentenzia: «Lo sapete che vi dico? Io mi metto ccà».
    Le altre due non sembrano convinte, si fermano e restano a guardarsi indecise su cosa cosa dire poi Britney, con voce sguaiata, dice: «Ellinson. ‘Unn’è cuntu ca ti pare ca…».
    Alyson fulmina entrambe con lo sguardo e a denti stretti mormora: «Mute. Non lo vedete che ci sono un sacco di cristiani. Parlate italiano».
    «Ma io muto ho stata. Perché talii pure a me?» risponde Lucy.
    «Ellinson», riprende Britney «ma chi priu c’è a stare ccà. Semu quasi in mezzo alla strada. E ppi fari ‘u bagno dobbiamo fare i turni. Qua ci grattano tutte cose».

    Come sempre Alyson è determinata, si libera della borsa, la poggia sulla sabbia e si spoglia;
    «Qua troppo bello è», asserisce Alyson mentre sistema sulla sabbia un telo mare raffigurante una banconota da 50 euro.

    Solitamente nessuno la contraddice e anche questa volta è così.
    Alyson è gigantesca e indossa un costume intero blu scuro; la sua testa è grossa come quella di un toro, i capelli neri e fluenti e la voce identica a quella di Ignazio La Russa ma diversi toni più bassa. Britney sembra la riproduzione in scala: stessa statura da lottatore di wrestling con qualche centimetro d’altezza in meno.
    Lucy invece è magra da far paura e il suo viso sembra una composizione di spigoli priva di logica e simmetria.
    Dopo aver calcolato, con non poche divergenze, la direzione dei raggi solari, le tre amiche si siedono e cospargono i loro corpi con litri di olio Johnson.

    «Aspe’ aspe’», dice Alyson richiamando l’attenzione delle altre.
    «Cu è?» domanda Britney.
    «’U sienti?».
    Le altre due restano in silenzio e tra le urla acute dei bambini che giocano si percepisce una voce che in lontananza urla: «CIAMBELLI…CIAMBELLI…CIAMBELLI… …CIAMBELLI».
    Allarmata e come se fosse uno scioglilingua Alyson
    comincia a ripetere velocemente «I ciambelli, i ciambelli, i ciambelli…».
    Poi apre di scatto la mano e mostrando le dita ben dritte esclama: «Britani. Cinqu».

    Britney sgambetta sulla sabbia bollente sgraziata e selvaggia; trotterella generando potenti vibrazioni gelatinose che il costume contiene miracolosamente.

    Proprio nel momento in cui Alyson addenta la seconda ciambella Lucy, senza pensarci, le dice: «Miii ra panza chi hai!».
    Ci manca poco che Britney si affoga mentre Alyson serra le mascelle sulla ciambella e con lo sguardo fulmina Lucy che, nel tentativo di rimediare, agita la mano e aggiunge: «Però, hai un par’i minne» e per scongiurare ogni pericolo, con la faccia pietosa, conclude: «Talia a mmia».
    Alyson strappa con rabbia un pezzo di ciambella ma non la mastica, la conserva in bocca e con la guancia gonfia dice: «Ma chi bò riri?».
    Con tempismo perfetto l’attenzione delle tre viene distorta dalla figura di un uomo che si è fermato vicino al mare alla fine del corridoio.
    Ha un cappello da cowboy scamosciato, una maglietta bianca e un paio di pantaloncini jeans stretti; è magrissimo e sembra Mr. Crocodile Dundee.
    Lucy prende la palla al balzo e per tirarsi fuori dall’impaccio urla: «Tale’. Chiddu ri pollanche».
    «Pollancaaa» urla Alyson per attrarre l’attenzione del venditore, il quale prontamente le raggiunge.
    «Quante?». chiede l’uomo.
    «Quant’è una?», chiede Alyson.
    «Unoeccinquanta».
    «Facciamo quaccio, quaccio euro. Amunì», ribatte Alyson.
    «E amunì», conferma l’uomo.

    Alyson non fa a tempo ad addentare la pannocchia che Britney domanda: «Ma a che ora nnu putemu fare ‘u bagno?».
    Lucy guarda l’ora ma sta zitta; Alyson invece continuando a sgranare i chicchi di mais dice: «Alle due ce ne dobbiamo andare».
    Britney stavolta esplode: «Seee, nca uora mi fici tuttu stu tiempo nnà l’autobus ‘i Borgonuovo pi ghiriminni e’ rue?»
    Silenzio.
    «Turnamo stasira», conclude Britney.
    Alyson stavolta non si scompone anzi riconosce le ragioni dell’amica e con voce pacata le risponde: «Va bene però…am’a pinsari pi mmanciari».

    Ospiti
  • 6 commenti a “Bellezze al bagno a Mondello”

    1. Racconto piacevole sig. Gaspare. Anche se non sono a Palermo m’e’ sembrato di esserci, per qualche istante.
      Bravo!

    2. ahahahahhahahahaha

    3. oh asparino, tu c’hai na bedda faccia sciacquata, ma un ti pirmettere ri parrari mali ra me famigghia, u capisti????
      sti 3 picciotte sunn’i me cucine e sunnu picciotte apposto, i cosi ggiusti!!!! un vann’o mari pì sdivacarisi ‘ncap’i masculi ma pì manciari. c’avissi addiri quaiccosa????
      si t’annagghiu a mondello ti fazzu manciari ri puippi

    4. Grazie sig. David.
      chiddici 🙂

    5. Nelle spiagge degli Stati Uniti, ci sono molte più ragazze grasse che in Italia…

    6. Davide lo so…ma lo dica a Lucarelli.

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