domenica 26 mar
  • Frase shock di Tutino a Crocetta? La Procura smentisce, l’Espresso conferma

    Nel numero de l’Espresso in edicola oggi viene riportata una presunta intercettazione tra il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e Matteo Tutino (medico personale del presidente e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica e Maxillo Facciale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, oggi agli arresti con l’accusa di truffa, falso e peculato). Nell’articolo viene riportata una frase shock attribuita a Tutino sull’ex assessore regionale Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo ucciso nel 1992 da Cosa nostra: «Va fatta fuori come il padre». Crocetta non avrebbe replicato né si sarebbe indignato.

    Ieri la diffusione delle prime indiscrezioni sull’articolo ha provocato un terremoto politico con diverse richieste di dimissioni provenienti anche da esponenti del Partito Democratico. Crocetta aveva inizialmente annunciato la volontà di autosospendersi dicendo di non aver sentito la frase durante le sue telefonate con Tutino. Il legale di Tutino aveva detto che non fosse mai stata pronunciata. Nel pomeriggio la Procura di Palermo per voce del procuratore Lo Voi ha detto: «Agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino». L’Espresso ha confermato l’intercettazione aggiungendo che si riferirebbe a intercettazioni del 2013 e farebbe parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo.

    AGGIORNAMENTO n.1: la Procura di Palermo è tornata sull’argomento precisando che «l’intercettazione tra il dottor Tutino e il presidente Crocetta, di cui riferisce la stampa, non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas». Si starebbe valutando se aprire un’inchiesta.

    AGGIORNAMENTO n.2: l’Espresso ha nuovamente confermato che l’intercettazione esisterebbe.

    Palermo, Sicilia
  • 11 commenti a “Frase shock di Tutino a Crocetta? La Procura smentisce, l’Espresso conferma”

    1. 1) Crocetta può non avere sentito la frase indegna. Resta il fatto che ha per amico un personaggio discutibile. (mascalzone non si può dire e non lo dico).
      2) La Procura sostiene di non avere “agli atti” la trascrizione della telefonata. Che non sia “agli atti” però non vuol dire che non esiste e sia reale.

    2. Ipotizziamo per un attimo che la famosa intercettazione a Crocetta sia legata a un’indagine che non riguarda la Procura di ‪‎Palermo‬.

    3. ipotizziamolo.ipotizziamo anche che i “giornalisti” siano stati” imboccati”….ma soprattutto PRETENDIAMO che UNA VERITA’ SIA DOVEROSO SAPERLA in tempi RAPIDI.

    4. E quale organo istituzionale avrebbe allora ordinato queste intercettazioni, se non è stata nessuna procura o forze dell’ordine?

    5. scusate non voglio andare OT o trollare…ma su questo stesso blog si sponsorizza la candidatura a capo della polizia municipale di un tipo dichiarato colpevole in primo grado e si fa il processo mediatico invece al più alto dirigente della regione che chissà con quanti beoti ha dovuto parlare prima di questo Tutino (sempre se è vero che l’ha detto).
      Secondo me Crocetta non ha voluto fare il solito politico che smentisce indignato, seriamente ha detto di volersi sospendere (che poi non ho capito se l’ha fatto veramente…) e così è passato il concetto che l’intercettazione potrebbe essere vera.
      Sono propenso a credere però che se la Procura ha dichiarato che non esiste è perché non c’è…se Crocetta è coinvolto in un’indagine di un’altra procura non sarà certo sta telefonata il vero problema…
      ribadisco secondo me il concetto importante: il processo mediatico casomai va fatto a Tutino se l’ha detto e non a Crocetta perché l’ha sentito..imho

    6. Il silenzio di Crocetta alla famosa frase di Tutino ( sempre che sia stata detta) è un buon motivo per alzare tutto questo polverone? Mille possono essere i motivi per cui Crocetta può non aver risposto e, tutti giustificabili. Ma perchè avrebbe dovuto assolutamente rispondere per le rime? Eh, si. Siamo proprio schiffarati.

    7. Da cittadini dobbiamo pretendere chiarezza dagli esponenti di due importanti poteri: quello giudiziario e quello dell’informazione. Se la frase non risulta agli atti DI NESSUNA INDAGINE, Vicinanza ed i suoi cacciatori di scoop siano radiati dall’Albo dei Giornalisti.
      Se invece la conversazione è stata registrata (e nei server delle società che forniscono i servizi di intercettazioni telefoniche rimane tutto), Lo Voi e tutto il suo staff vengano inviati a Lampedusa, mascherine in volto, ad accogliere gli immigrati ma allo stipendio di un impiegato statale. Altrimenti spieghino quali questioni di sicurezza nazionale siano contenuti in fantomatici o meno “fascicoli secretati”

    8. Secondo.. in merito all’ipotesi che la telefonata sia stata intercettata nel corso di indagini di altra Procura. Alquanto improbabile, se l’Espresso per primo indica che afferirebbe ad uno dei tre filoni di indagine sulla gestione di Villa Sofia, che mi risulti sia un ospedale di Palermo. Quale Procura dovrebbe avere avuto la titolarità di quella indagine? Caltanissetta? Roma? Ed il principio di connessione tra i procedimenti dove lo mettiamo???? Suvvia…

    9. @jonathan scusa ma non la vedo così remota come possibilità: per dirne una banale..altro filone di indagini che sta andando avanti sulla mafia a Roma che vede coinvolti imprenditori e funzionari siciliani…per quanto ne so io la titolarità sta nel filone di indagini principale, se è stato seguito da Roma continua a indagare Roma e non deve coinvolgere necessariamente un’altra Procura (spero però ci sia qualche esperto che ci può chiarire questo punto perché non c’ho studiato…)
      e per essere realistici..non esiste qualcuno che può dire se l’intercettazione esiste in una qualunque procura se non il ministro (e le tempistiche sono ovvie) e se si scopre che le notizie sono false la responsabilità è delle fonti e non del giornalista, al massimo l’ordine gli può fare un richiamo. Sono 30 anni che i giornali diffondono notizie non verificate!

    10. @Zibibbo. Non mi riferivo alla territorialità ma alla “connessione obiettiva con un altro procedimento” che potrebbe avere un eventuale filone di indagini di un’altra procura. Ribadisco che l’Espresso indica che la telefonata “incriminata” sarebbe stata intercettata nell’ambito del medesimo cluster di indagini per il quale è stato arrestato Tutino. Se tu PM vuoi convincere il GIP a firmare un ordinanza di custodia cautelare, devi avere prove solide e convincenti (quindi raccolte nel corso di inchiesre tra loro collegate, anche per quello si parla di “coordinamento della Procura”) e motivazioni solide come il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Una telefonata di quel tenore, se vuoi formare un quadro generale della pericolosità del soggetto, io la terrei in considerazione come sintomo di tendenza a metodiche mafiose ed insofferenza all’ordine costituito.
      E poi… le telefonate intercettate le ascoltano i poliziotti/carabinieri/finanzieri. Vuoi che qualcuno di loro che mai dovesse averla sentita non si faccia avanti, palesemente o per vie traverse, per confermarne l’autenticità? Non stiamo parlando di rivelazioni sull’esistenza degli alieni, di sconvolgenti verità in grado di seminare il panico nell’opinione pubblica o nel ritrovamento delle ossa di Gesù, ne di questioni di sicurezza nazionale tali da “secretare” fascicoli di indagine.
      Per la radiazione dall’Albo. . Ho volutamente e esagerato, credevo si capisse chiaramente (Lo Voi a contare immigrati per una bugia pubblicamente detta non credo lo manderebbero mai…). Ma se la telefonata non risultasse esistente da nessuna parte, una censura (il richiamo mi sembra troppo blanda come sanzione per un fatto del genere) sarebbe il minimo. Ad ogni modo, peggior sanzione della mancanza di credibilità, per un giornalista serio, non credo ci sia.

    11. Al tempo di Craxi e Andreotti vi erano le Procure DORMIENTI e male che andava i processi duravano decenni in attesa della PRESCRIZIONE. Poi sono venute le Procure ACCANITE a dare la caccia a Silvio che impediva ai Comunisti di andare al Governo. Ora abbiamo le Procure CREDULONE che cercano la telefonata di Tutino ,ma se dopo 30 anni non riescono a trovare l’agenda ROSSA, figuriamoci se trovano la telefonata.Una procura seria prima delle prove cerca gli indizi di colpevolezza, l’attitudine a delinquere, scava nel DNA degli imputati e dei parenti,cerca nei casellari giudiziari,controlla le note disciplinari nei registri di classe,parla coi Marescialli all’antica, ascolta i compagni dimerenda com faceva ORIANA Fallaci. Parla coivicini di casa. Controlla i parenti acquisiti e i cugini di primo e secondo grado.Partendo dal quadro indiziario generale ,poi si passa ad analizzare i fatti specifici.E poi per ultimo raccoglie le informazioni dei CONFIDENTI e dei PENTITI. Non farebbe male mandare i nostri magistrati a fare pratica OBBLIGATORIA in USA.

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