mercoledì 26 lug
  • La (s)natura di Palermo

    Palermo…Palermo è una città che non ama i suoi figli, e li abbandona subito dopo averli partoriti, snaturata, vigliacca, puttana. E loro crescendo si odiano tra di loro, sbranandosi a vicenda, come criceti in gabbia, dalle ferite lacere non esce neppure una goccia di liquido ematico, solo veleno, dannazione liquida. Sì, perché chi cresce in cattività diventa cattivo. Prigionieri del basso reddito, dello sfruttamento, degli atteggiamenti mafiosi come caratteristica culturale del posto, gli autoctoni modificano inconsciamente il loro DNA, mutando in homus palermitanus, fottendosene delle leggi darwiniane che attribuiscono il passare di millenni alla causa di una mutazione evoluzionistica. Ma di evoluzione c’è ben poco, di involuzione parecchia. Molti vanno via, e solo allora il velame che copriva i loro occhi sparisce, il DNA si normalizza come pure la capacità di discernere il bene dal male, lasciano che un’altra madre li adotti, sicuramente più affettuosa e meno puttana. Ho “perso” parecchi amici cosí, persino una sorella, un nipote e un cognato.
    Questa è la terra del “futti, futti, ca Diu pirduna a tutti” (fotti, fotti, che Dio perdona a tutti…). E non bisogna guardare i Tg della sera per rendersene conto, basta guardare il tipo che per evitare 50 metri taglia in controsenso e se non sei pronto a frenare per agevolarne il passaggio ti tempesta di insulti che il più cordiarle riguarda delle presunte attività sessuali illecite dei tuoi avi. Basta guardare le auto parcheggiate in quadrupla fila che ostruiscono il fluire del traffico e a 10 metri, forse meno, centinaia di posti liberi, arriva lui, l'”homus palermitanus” col sacchetto di pane (conquistato a spintoni in forneria) come un trofeo e dopo aver fatto un gesto irritante che invita alla calma all’indirizzo dei “palermitanus sbraitantis” paonazzi e strombettanti prigionieri delle loro auto, si accomoda con gesti lenti e nipponici da rito del thé sul suo trabbicculus palermitanus e si avvia verso altre palermitanate.

    (foto di Salvatore Ciambra)

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  • 21 commenti a “La (s)natura di Palermo”

    1. In realtà non sarei così pessimista. E’ una città difficile ma gli individui davvero impresentabili e irredimibili non sono poi tanti. Gli altri, i mediocri, quelli che si adeguano devono solo ricevere sanzioni, multe e denunce per comportarsi civilmente. Quando avranno imparato che la trasgressione sarà seguita dalla sanzione si educheranno da sé trasformandosi in buoni cittadini.

    2. Le spiegazioni antropologiche sono sempre le più semplici e rassicuranti, ci convinciamo che in fondo contro la natura non c’è nulla da fare trovando una buona scusa per la nostra ignavia.

    3. era da un pò che non veniva pubblicato un articolo che sputa veleno su Palermo…boh, non capisco dove sta il prio di ripetere e ripetere sempre che la nostra città fa schifo..

    4. @ zibibbo….. X non abituarsi e quindi non assuefarsi……… Anzi meravigliarsi ogni giorno…. Purtroppo….

    5. oh maiccedduzzu, a paitte u fattu chi paliemmu bottana unnè, ma tu m’ha diri unni sturiasti!!!! picchì pì fari l’allittrato scrivisti tante vuote “homus palermitanus”, ma ‘nzoccu è “homus”???? cuosa chi si mancia insemmul’a mafalda???? Ahhhh, uora u capiu, foisse volevi dire “homo” e a scafazzasti!!!!
      ti ggiuro chi scrive miegghiu vincenzinu menzanasca, n’amico mio chi fici i scuole prima ò malaspina e dopo all’ucciaiddone, cu specializzazzione a pagliarelli!!!!
      Sent’a mmia, a prossima vuota grapri un dizzionario prim’i scriviri fissarie cu buotto, accussì unn’accucchi ste malafiure
      chi cuose c’ha leggere mahh

    6. Giusta la critica, si coglie benissimo la rabbia del palermitano che vorrebbe una Palermo differente, piú a misura d’uomo, autocritico e impietoso, e forse é ora che cominciamo a guardarci un pò allo specchio…homo o homus (hai coniato volutamente homus sbraitantis?) hai scritto bene e ho colto l’amara ironia, a differenza di certi “homus criticantis agrestis”.Ti tengo d’occhio Semilia.

    7. In effetti però, se letto bene il post appare di una banalità immane condita da un po’ di crassa ignoranza che non guasta mai. Tenerti d’occhio mi pare quindi un’ottima pratica, ma per scappar via alla vista di un nuovo post di tal fatta.

    8. @ Cagliostro la notte porta consiglio 😛

    9. Tutto vero anzi é ancora peggio, provate a prendere un autobus o passeggiare in centrooooo!!! Hai scritto bene ma un pò di luce in fondo al tunnel no?

    10. Ormai sono 13 anni che vengo regolarmente a Palermo, avendo sposato una palermitana, a dicembre e nel periodo estivo, non posso certo smentire questo articolo anche se ovviamente ci sono delle eccezioni ma in linea di massima il palermitano medio é un’automobilista indiscipliato e senza rispetto per il pedone, prepotente, sembra che sia costantemente in gara e ci si debba contendere ogni centimetro del manto stradale, per non parlare della cattiva abitudine di gettare cartacce e cicche per terra.Avete la fortuna di vivere in un contesto geografico meraviglioso ma oltre a non valorizzarlo lo votate al martirio.Non conto più il numero dei parenti di mia moglie che ho aiutato trovandogli un impiego a Brescia, ormai a Palermo son rimasti in pochi e tutto perché non trovano lavoro, al massimo qualche rogna sottopagata e in nero malgrado la maggior parte di essi sia diplomata e laureata.Direi che questo articolo rispecchia l’amarezza di chi ama la propria città ma si sente disarmato di fronte allo scempio.É un vero peccato mi sarebbe piaciuto vivere in un posto così caldo e con un mare stupendo, ma é invivibile sotto tantissimi profili, tra tre giorni ritorno a Brescia una parte vorrebbe restare qua, l’altra vorrebbe fuggire a gambe levate.E dai commenti vedo che nemmeno vi rendete conto della gravità in cui versate.

    11. non dispererei…tutto vero quello che descrivi ..ma non dobbiamo disperare noi siamo quelli dei vespri siciliani …..che cacciarono gli angioini…. quelli di FALCONE E Borsellino ….non dobbiamo disperare ..la nostra è una terra difficile …..ma quando vuole sa drizzare la testa !!

    12. Che ben venga la critica che forse è il primo passo per renderci conto della realtà, darle una forma. ormai si passa accanto alla oscenità, alla volgarità e il pericolo è che tutto questo degrado divenga una parte di noi..incorporiamo il brutto come se fossimo dei camaleonti e spesso non si riesce più a farne una differenza.
      La critica è un abilità complessa che comprende assertività, empatia, ascolto, sensibilità, desiderio di cambiare, di migliorare. ci sorprendiamo di ciò che è così evidente? di come in basso è caduta questa città? o non vogliamo vedere , sentire? si scelgono strade facili pur di non mettersi in questione.
      trovo triste e squallido e banale piuttosto il denigrare chi ha preso voce chi ha avuto il coraggio di fare denuncia pubblica, chi ha cercato di metterci davanti gli occhi chi, cosa e come e chi si è chiesto il perchè. è diventata prassi andare contro il buon gusto la decenza la regola il rispetto l’educazione.sembra che l’unica forma di sopravvivenza in questa città sia diventato il sorpruso, la prepotenza,il concepire ciò che non è nostro come oggetto di distruzione. all’articolo non era chiesta un’analisi grammaticale o sintattica, chi si sente professore cerchi di svolgere la propria mansione altrove perchè i giovani di domani vengano dovutamente educati. ma doveva essere spunto di riflessione che forse pochi hanno compreso.

    13. direi che c’e’ chi è anche più crudo nel raccontare l’inciviltà palermitana…

      http://livesicilia.it/2015/08/16/estate-palermo-mare-ma-lei-che-e-sbirro-cronaca-di-un-ferragosto-a-mondello_656293/

    14. Iu pinzannucci bbonu putissi essiri benissimu stu homus palermitanus…e mi piaci assai u sfuttiri e farimi i fatticeddi mii futtennuminni i cu è che! e puru ca mancu sacciu fare a O cu u bicchieri mi piaci fari u prufissuri !!! scusati uora a ghiri cu me cumpari vincenzinu menzanasca a cuogghiri cartuni e fierru cu lapinu.

    15. Per carità non si parli male di Palermo, anche se si denuncia la pura verità! E quando tra voi c’é qualcuno che alza la testa e cerca di farvi aprire gli occhi linciatelo pure! Bel pezzo, vai pure avanti, homo civilis!

    16. @Zaffiro
      non so se lei si stava rivolgendo a me nel suo commento ma il mio intervento non deve essere inteso come un non voler sentir parlare male di Palermo ma come un auspicio che la stessa energia che ci mettiamo nel criticarci possa essere utilizzata invece per cercare nuove soluzioni. se scorre gli articoli pubblicati qui (o su qualunque altro blog palermitano) troverà centinaia, se non migliaia di articoli sullo stesso tema a fronte di pochissimi (qui solo uno andando a memoria) che invece provano a dare soluzioni.

    17. chiddici sta diventando un mito del blog
      adesso ha pure gli imitatori senza avatar che scrivono pure peggio di lui, il che e’ quanto dire 🙂

    18. É una triste realtà ed é giusto,sacrosanto che se ne parli.Senza smorzare i toni, con Verismo.La soluzione dei problemi passa da una massiccia presa di coscienza.Liberissimi di seppellire la testa sottoterra.Bravo Marcello, arruspigghiali a tutti!

    19. @ Austino scusi ma la massiccia presa di coscienza di chi? dei panormosauri immuni al codice stradale, al codice civile e al buonsenso? dovrebbero cambiare idea per qualche post in più che evidenzia i problemi della città? o si riferisce ai cittadini che seguono per esempio anche questo blog? Io credo che chi una coscienza ce l’ha si è già reso conto di quali sono i grandi problemi della città. E continuare a parlarne semplicemente descrivendoli non aiuta a risolverli in alcun modo.

    20. Vi invito a rimanere in tema e vi ricordo che questa non è una chat. Grazie.

    21. Palermo – Palazzo Chiaramonte Steri
      Momenti della proiezione del film documentario “Libero nel nome” del regista romano Pietro Durante.
      “Palermo è una città che non merita bambini”. Frase pronunciata da Alice – figlia di Libero Grassi – alla notizia dell’uccisione del padre.

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