lunedì 23 ott
  • Perché queste isole pedonali sono sbagliate

    Da quando Palermo ha iniziato il percorso verso la totale pedonalizzazione sono iniziate le chiacchiere positive o negative dei cittadini. Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda. Ebbene, mi piacerebbe farvi riflettere su alcune considerazioni fatte dalla sottoscritta che avendo uno studio professionale proprio nel cuore del centro storico, ma vivendolo in maniera sporadica, ha avuto modo di “apprezzare” i cambiamenti via via che ritorno a Palermo per motivi di lavoro. Partiamo dalla prima sensazione a pelle sulla città. La zona pedonalizzata appare, agli occhi del turista o visitatore, del tutto fallimentare; le migliaia di bancarelle che perimetrano i bordi delle strade, compresa la piazza del Teatro Massimo, fanno della città una copia esatta di una casbah o di una piazza del contrabbando. È un continuo fuggi fuggi dei venditori ambulanti che alla vista dei vigili (sporadici o ciechi) si nascondono nelle traverse limitrofe (anche di fronte al mio portone) per sfuggire ai controlli della mercanzia. La tipologia dei negozi è scarsa: perline, collanine, abbigliamento di quart’ordine rifiniti alla peggiore maniera, quasi un allestimento temporaneo che danno l’idea del futuro dello stesso. Le traverse limitrofe…beh quelle…è meglio starci alla larga: furti, borseggi, e parcheggiatori hanno la meglio, oltre la sporcizia e l’odore malsano dell’immondizia putrefatta. I prospetti sono decadenti e pericolanti, ogni tanto si trovano pezzi di mobili e letti disintegrati in attesa che qualcuno se né impossessi. Alle volte spero che il turista (ne vedo solo un bel po’ solo quando arrivano le navi da crociera e poi basta) non si addentri e si limiti a immortalare il fascino della decadenza con uno scatto fotografico dalla via Maqueda. Garage o parcheggi inestenti e “se posto vuoi trovare il parcheggiatore dei pagare”. I cittadini che lavorano e che hanno bisogno dell’auto possono escludere di vivere in centro storico. Anzi, ormai fuggono. Rimangono i fortunati capelloni che possono muoversi in bici (sempre se poi la ritrovano) e nemmeno, perché la bici la devi salire a piedi fino al secondo piano perché rischi di trovare solo il manubrio. Quindi, per abitare al centro storico devi essere: giovane, agile, devi fare un lavoro per il quale non ti serve l’auto, devi avere fegato per sopportare le maleducazioni dei vicini che buttano l’immondizia a terra e fisico possente per affrontare un fermo sotto casa quando ritorni oltre le 22:00. Esagero? Assolutamente no (come si usa dire da un po’ di tempo) perché è quello che vivo in prima persona tutte le volte che abito il mio studio di architettura, ristrutturato con tanto affetto e che amo tantissimo.
    La città del centro storico sta morendo. Ed è inutile che i “pseudo alternativi” che si agitano in questa città e che si schierano da parte del sindaco vogliono convincere che “per assomigliare alle altre città civili si deve pedonalizzare tutto”. Non è così. Palermo non è Firenze, non è Oslo, non è nemmeno Praga. Le città civili sono arrivate all’assetto attuale per gradi, cosa che Palermo ancora sogna di avere. Le altre città hanno realizzato prima le infrastrutture periferiche e centrali (solo oggi con la costruzione dei contestatissimi tram o treno leggero si sta iniziando a creare), hanno incrementato i mezzi pubblici con tanto di puntualità segnalata dall’orario di arrivo dei mezzi, hanno cambiato la mentalità dei cittadini ed hanno messo le biciclette, hanno inculcato nella mente delle persone che i beni comuni non si rubano e non si degradano, hanno ristrutturato i palazzi, hanno imparato a buttare la spazzatura negli appositi contenitori, hanno alzato il livello culturale delle persone che invece di buttare via i soldi hanno investito sulla storia della città, hanno messo più controlli e sanzioni contro l’evasione. E poi, solo dopo tutto questo lavoro durato anni e anni, le città hanno così potuto “pedonalizzare” i centri storici.
    Oggi a Palermo si vuole fare “il ponte di Messina senza avere l’acqua dai rubinetti”.
    Di recente ho seguito un convegno di urbanistica a Roma che mi ha aperto gli occhi su come progettare una città. Uno studio americano ha formulato e messo in pratica una teoria che una persona non può e non deve percorrere da un punto a un altro della città più di 5 minuti a piedi. La pratica ha portato a tracciare delle circonferenze in vari siti di Roma per testare in tempo di percorrenza necessario affinché un cittadino raggiunga una metro o la stazione dei bus o un parcheggio. Ebbene, la maggior parte dei luoghi è fuori da questo standard vitale.
    Io credo che la giunta di Palermo si sogna di effettuare questi studi e si sogna di interpellare urbanisti dotati di strumenti moderni. Per il sindaco è più facile chiudere tutto e basta. È peggio di qualunque altro abbindolatore e progandistico di una politica errata ed affrettata.

    (foto di Antonio San Marco)

    Ospiti
  • 59 commenti a “Perché queste isole pedonali sono sbagliate”

    1. Per farla breve, secondo l’autrice, abolendo le isole pedonali “sbagliate” e ritornando al traffico veicolare selvaggio, le bancarelle abusive sparirebbero, Palermo non avrebbe più l’aspetto di casbah, i palermitani non abbandonerebbero più la monnezza dove gli pare, scippi ed aggressioni finite. insomma, la via per fare di Palermo una città vivibile sarebbe più semplice.

    2. La pedonalizzazione, di per sè non è errata, se solo ci fosse una politica urbana differente. Ovvero, il processo di pedonalizzazione non può essere di per se un “esperimento”. Se pedonalizzi devi prima pensare al decoro, alla pavimentazione (oggi solo un asfalto rattoppato), ai fronti degli edifici, al controllo della polizia municipale, ecc… . La pedonalizzazione è di per se un progetto vero e proprio di piazza longitudinale. Le stradine di pertinenza sono esse stesse parte integrante di questa piazza in quanto sono proprio le vie per accedervi. Le bancarelle sono solo l’effetto di una realizzazione incontrollata e fatta solo con superficialità, che rendono indecoroso una delle strade più belle ma decadute di Palermo.

    3. Emilia condivido ogni tua parola.

    4. Non sono d’accordo. Il centro storico ha certamente tanti problemi da risolvere, ma la chiusura al traffico ha giovato. Hanno aperto nuove attività e devo dire che guardando l’isola pedonale da un capo o dall’altro spesso manifesta un colpo d’occhio bello con un bel numero di persone che vanno su e giù per via Maqueda.
      Non so quando tu abbia deciso di aprire lo studio in zona, ma non mi sembra che prima la situazione fosse migliore.

    5. l’autore dell’articolo ha dimenticato qualche altro effetto delle pedonalizzazione:
      – la fame nel mondo
      – l’ISIS
      – i due marò
      La struttura del testo fa credere che tutti gli aspetti negativi riscontrati dall’autore sono riconducibili alla pedonalizzazione, spero solo sia un’impressione errata e che il senso del suo articolo volesse essere che ci sarebbero altre cose da fare prima della pedonalizzazione e che comunque andava fatta in maniera differente.
      Riguardo alla sua opinione che Palermo non è pronta perchè dovrebbe arrivarci per gradi chiedo: è a conoscenza di un vademecum su come tirar su una città? semplicemente i percorsi di crescita sono diversi tra città diverse perchè…si tratta di città diverse appunto. Portare ad esempio come sono arrivate alla pedonalizzazione Barcellona o altre città lo trovo un pò stupido.

    6. Dunque se non si pedonalizza non c’è più bisogno di pensare al decoro, alla pavimentazione etc etc? Possiamo anche tenerci la città sporca e disastrata, tanto passiamo ovunque con la macchina e non ce ne accorgiamo?
      Perché, sorpresa: Palermo non è tutta pedonale, ma è tutta sporca e disastrata! Provate a muovervi a piedi anche nel resto della città (è possibile, anche senza esserci costretti, sapete?) e ve ne accorgerete…

    7. No, @Zelig, secondo l’autrice, per fare un’area pedonale non basta chiudere la strada. Ci vuole una strategia urbanistica, un piano sulla viabilità che abbia un senso logico, delle zone parcheggio che non ti costringano a fare 4 km a piedi per raggiungere un posto (non tutti andiamo in ufficio in scarpe da tennis, ad esempio), dei mezzi diversificati, funzionanti e frequenti che i cittadini possano utilizzare per raggiungere o abbandonare il centro storico, un controllo di polizia costante per evitare abusivi e fermi e un’azione di pulizia altrettanto costante che non renda l’area un immondezzaio a cielo aperto.
      Nella situazione attuale, giovano dell’area pedonale solo i passeggiatori della domenica o i giovani in salute e bici-muniti che abitano in centro – o in zone non lontane dal centro – e non devono percorrere grandi distanze per recarsi a lavoro (qualora ce l’abbiano). Tutti gli altri si attaccano al tram… che ancora non è nemmeno attivo.

    8. per ignorare assolutamente i depuratori non funzionanti e l´incubo di bellolampo, che toccano il futuro di ogni cittadino e neonato. il progetto zona pedonale, la distrazione piú pigra e vuota. il tempo dopo questa gasata giunta lontana della realtá del grande sindaco, che odia la realtá, saranno le zone pedonale velocemente smantelate in pochi giorni. i vasi di plastica entreranno a bellolampo e le lacrime non scorreranno nei depuratori finti.

    9. Alemisia, 4 km non ci sono nemmeno tra il porto e viale Regione, diciamolo pure che il palermitano medio non si fa nemmeno 400 metri a piedi 🙂
      I vigili urbani e le polizie girano in via Maqueda e non è un immondezzaio a cielo aperto.
      Sempre ad estremizzare un concetto semplice: nel centro storico della città si va a piedi. Ed è anche bello e salutare.
      Quasi quasi mezza via Maqueda era la City di Palermo e non lo sapevo?

    10. Emilia: Complimenti e solidarietà! 🙂

    11. Ho deciso, devo assolutamente installare il software “Uwe Translate”; ormai, con tutta la buona volontà, non ne posso più fare a meno nel mio pc.

    12. Mi pare evidente che ci sia un malessere. Le rivoluzioni a volte vengono seguite dalla reazione. Quello che temo è che se il malessere di chi sta, coraggiosamente, sfidando il politicamente corretto della nuova Mobilità perché pretende che si proceda #manonallaca**o non verrà ascoltato il prossimo sindaco potrebbe avere il consenso per tornare molto indietro. Continuiamo a scannarci o cerchiamo di essere una comunità in cui i bisogni di tutti vengano ascoltati?

    13. Come al solito Rosalio pubblica opinioni da “autobus 101” e le traveste da articolo di blog.
      ma l’autrice quanti turisti ha intervistato? Che ne sa dell’idea che hanno o che avevano quando vedevano via Maqueda divorata dal traffico.
      I “capelloni ciclisti ” sono anche loro cittadini palermitani e hanno tutto il diritto di muoversi come credono.
      E in ultimo, le attività commerciali si sviluppano se c’è un’infrastruttura e a mio parere se continua così ve ne saranno di più e di migliori.
      Cambiate mestiere.

    14. I “capelloni ciclisti ” sono ANCHE loro cittadini palermitani”. Anche! Non esistono solo loro. Ma ragionano come se lo fossero.

    15. A me tutto questo disquisire sembra solo un modo per lamentarsi sempre e comunque. Io non capisco questa chiusura mentale alle novità e ai cambiamenti. Vogliamo sempre la botte piena e la moglie ubriaca. Io abito in periferia e ogni giorno vado a lavorare in centro, quindi so di cosa sto parlando. Prima della pedonalizzazione Via Maqueda era ridotta ai minimi termini, lercia e abbandonata, oggi é rinata, basta vedere il fiume di gente che vi passeggia nei weekend, e questo tanto per ricordare qualcuno che diceva “ma é inutile tanto vanno tutti al forum”, cavolate perché ai palermitani piace uscire a farsi la passiata. Tornare indietro é sempre un errore!!!

    16. Fai un bel resoconto di quello che è Palermo, o almeno solo degli aspetti negativi, e non tieni per niente conto di cosa voglia dire per un Turista o anche semplicemente per un Palermitano fare una passeggiata per via Maqeda e poi magari salire per il Cassaro.
      La pedonalizzazione del nostro centro storico è proprio un punto di partenza per muovere nella testa del cittadino Parmitano l’idea o anche l’opportunità che non bisogna per forza prendere la macchina per fare 300mt e per posteggiare davanti la nostra destinazione(magari in doppiafila).
      Non sono pro Orlando, che a mio modesto parere Il sindaco non lo sa fare, ma questa è stata forse l’iniziativa più riuscita del suo mandato!

    17. Ma poi vorrei chiedere all’autrice dell’articolo: dove sei nata e cresciuta? perchè mi sembri diciamo Bolzanese dal modo in cui parli; settimana scorsa sono stata a Roma e mi pare che in Piazza di spagna ci fossero diverse bancarelle che vendevano custodie per i cellulari, quindi di cosa stai parlando? è meglio il lerciume in cui vessava qualche anno fa? Mi sembra lo stesso discorso della movida e dei pub: ci si lamenta che in alcune zone da quando ci sono i locali c’è troppa confusione, ma prima dei locali erano buie piazze di spaccio… Bisogna parlare con cognizione di causa, non semplicemente vomitare tutte le cose che non vanno bene solo per dire qualcosa e fare finta di interessarsi ai problemi della città.
      @Tony Siino non siamo in grado di fare comunità perchè ognuno pensa ai propri problemi e se ne fotte degli altri, figurati se deve interessarsi alla città! Basti pensare a certi maiali che abbassano il finestrino gettano il fazzolettino con cui si sono appena soffiati il naso. Sono l’unica deficiente che li mette in borsa e li butta nei cestini?????

    18. “Capelloni ciclisti”
      Poi si pone il problema sul termine “panormosauro” o di spostare il dibattito incentrato sulla persona anzichè sugli argomenti.
      ‘Sto blog oramai insegue qualunque cosa cadendo in un becero qualunquismo da 4 soldi.

    19. Tony, a me sembra malessere da… toglietemi tutto ma non la mia auto!
      E’ verissimo che la città è sporca, che la manutenzione ordinaria di asfalto e marciapiedi è carente, che i vigili urbani non controllano il territorio, ma cosa c’entra questo direttamente con le zone pedonali?
      Se non vi piace che alcune zone della città siano pedonalizzate ditelo chiaro, invece di utilizzare argomentazioni speciose. Sarà più facile e costruttivo confrontarsi.

    20. Questo blog cade sempre più in basso.

    21. che dire? applausi!

    22. @Nessuno mi sa che il problema sta tutto nella volontà di confrontarsi che il partito anti-pedonalizzazione non ha

    23. Non sono contrario alle pedonalizzazione (#manonallaca**o) e non permetterò a nessuno di farsi interprete del mio pensiero, soprattutto a chi lo vorrebbe manipolare e far passare per quello che non è.
      Spiacente ma non ci tengo alla mia auto, se non per il fatto che al momento per me non c’è alternativa a usarla abitando a Capaci e lavorando fino a tardi.
      Qui si nota che c’è la totale assenza di un progetto di fondo.

    24. Vi invito a rimanere in tema.
      Liberissimi di criticare Rosalio ma vi ricordo che chiunque tra i lettori può inviare i propri post con opinioni differenti o simili a info@rosalio.it.

    25. Tony, se rendi pubblico il tuo pensiero e poi ti rifiuti di rispondere a chi ti chiede spiegazioni, è normale che gli altri lo interpretino. Se non ti piace spiegati meglio. #manon… non basta come spiegazione. Non è neanche italiano…
      Se abiti a Capaci le alternative potrebbero essere usare il treno fino a Notarbartolo oppure lasciare la macchina a piazzale Giotto e poi gli autobus, conosco diversi capacioti che lo fanno. Comunque mi riesce difficile credere che arrivando da Capaci il tuo problema sia un tratto di via Maqueda chiusa, semmai potrebbe essere proprio la troppa gente che come te, pensa che non ci sia alternativa al mezzo proprio.

    26. Chiedi pure ché quando non faccio satira ti rispondo. Hai problemi se uso un hashtag sgangherato? Un po’ di italiano lo conosco e comunque non è questo il punto. Cerchi di spostare l’attenzione?
      Il treno fino a Notarbartolo? Spiacente: servizio sospeso per i lavori del passante. Non posso lasciare l’auto a piazza Giotto perché mi sposto per appuntamenti e ho già avuto modo di verificare che il servizio bus è inefficiente. Appunto non è un mio problema personale via Maqueda, so che ti appare strano pensare che questa sia una battaglia da cittadino di una comunità e non da singolo. Ritenta.

    27. Sono 750 metri signori miei, 750 metri.
      È assurdo pure parlarne.

    28. Non sei obbligato a parlarne allora.

    29. Ha ragione l’autrice dell’articolo. Queste isole pedonali così sono sbagliate. Ma sono sbagliate perchè avrebbero dovuto essere totali e definitive sin dall’inizio. Il pericolo è che alla prossima sindacatura le persone #prendolautopaccattariupanisuttacasa (vero handicap di questa città…e dispiace constatare che anche persone di media cultura siano così) abbiano la meglio e convincano la nuova amministrazione a puntare allo smantellamento totale di quelle attuali. Comunque in effetti è la seconda volta in pochi giorni che becco su questo blog due articoli contro le pedonalizzazionei/il sindaco. Sarà un caso, ma un pò di #parcondicio magari?!?

    30. ‪#‎vogliamoiltram‬

    31. Mauro ti posto due link a post a favore usciti qui su Rosalio: 12. Restiamo sempre a disposizione per qualunque contributo, pro o contro.

    32. È vero. Chiedo a Rosalio di rimuovere i miei commenti da questa discussione surreale.
      Grazie

    33. Annibale nessun commento viene rimosso una volta postato a meno che non violi la policy dei commenti. Ti invito a utilizzare l’e-mail per comunicare con me. Grazie.

    34. Se violo la policy li rimuovi tutti?

    35. No, soltanto quelli che la violano e da adesso anche quelli fuori tema. Saluti.

    36. Sono d’accordo su tutto.Non si può chiudere la strada al traffico e dimenticare tutto il resto.Quello che tollero di meno oltre l’immondizia che regna sovrana, è la tolleranza dei vigili nei riguardi dei parcheggiatori abusivi a cui devi pagare il “pizzo”.Personalmente non lo faccio,ma non so fino a quando la passerò liscia, in quanto diventano minacciosi se ti rifiuti. Le bancarelle davanti i negozi poi sono intollerabili. Prima di chiudere al traffico,poniti qualche problema da risolvere,caro Sindaco.

    37. Come? Tu qui non vuoi rispondere e quello che vuole spostare l’attenzione sono io? Ma sei proprio… satirico!!!
      A proposito, anch’io nel mio piccolo ho cercato di essere satirico in qualche post precedente, procedendo per assurdo nel l’affermare i miei concetti, ma appunto pur nel tentativo di satira ho cercato lo stesso di affermarli, tu hai ripetuto sempre e solo le stesse parole… sarà pure satira, ma a me risulta vuota! Per lo stesso motivo non accetto un hashtag come risposta: tu per primo hai scelto questo spazio per esprimerti, il meno che possa fare se qualcuno si prende il disturbo di leggerti e risponderti mi sembra sia continuare qui la conversazione.
      Comunque, mi dispiace davvero che oggi sia tuo malgrado costretto da oggettivi impedimenti ad usare la tua macchia. Sono sicuro che quando completeranno il passante (a Capaci ci sarà pure una fermata in via Kennedy!), quando entrerà in esercizio il tram e quindi diminuendo l’esigenza in periferia aumenteranno gli autobus a servizio del centro e contemporaneamente aumenteranno e saranno tutte recintate le corsie preferenziali in modo da dare all’autobus quasi la stessa priorità sul traffico del tram, quando i prezzi del car sharing diminuiranno ancora ed in caso di urgenza sarà possibile prendere e lasciare le loro auto ovunque, quando succederà tutto ciò, sarai ben felice di lasciare la macchina sotto casa, vero?
      A scanso di equivoci, non voglio fare satira, sono tutte opere già pronte o quasi o iniziative di facile attuazione.
      Se quindi non è il tuo interesse a ripercorrere in macchina quel tratto di via Maqueda, che potrebbe comunque essere di breve respiro per quanto detto prima, mi spieghi per favore qui ed ora, qual è il bene comune che tu ed Emilia Orlando volete perseguire sollecitandone la riapertura?
      Io continuo a pensare che il fatto che non sia tutto il giorno e tutti i giorni piena di gente e che ci sia l’immondizia nelle traverse e l’asfalto sconnesso non sia un buon motivo ed a giudicare dalla maggior parte degli altri commenti non mi sembra di essere il solo.

    38. Capisco che chi scrive è un architetto che lacora per l’esercito, ma se si pretende di pubblicare un articolo si dovrebbe saper scrivere un po’ meglio, o, quantomeno, in maniera corretta.

    39. Ma vengono rimossi solo i commenti che non sono pro toni?

    40. Mi ha stupito davvero leggere quest’articolo, è incredibile come la percezione del mondo esterno venga tutta da ciò che siamo dentro.
      Io vivo in centro storico, con mio marito e i miei due figli, e ogni giorno guardandomi intorno penso che non cambierei luogo per nessun altro. Ci muoviamo quasi sempre in bici (e non siamo capelloni) quando non usiamo la bici prendiamo l’autobus, la 101 è la nostra linea ma ne prendiamo anche altre, a volte, ma raramente, prendiamo l’auto. Tutte le mattine lascio mio figlio a villa Gallidoro, una scuola pubblica in una villa storica, con tanto di splendido giardino in cui è inserita. Lavoro nella zona Don Bosco quindi da Villa Gallidoro mi godo alle 08:15 l’arcobaleno della fontana del giardino inglese, per poi sempre in bici riprendere la via libertà ed andare in ufficio. Se c’è una cosa che mi fa rabbia è lavorare troppe ore al giorno e non potermi godere il mio centro, ma quando riesco ad avere un giorno libero o nei fine settimana queste isole pedonali me le godo tutte. È vero quello che dici, che questi venditori abusivi sono osceni, ma credo si stia facendo un passo alla volta, e non credo sia facile ne giusto far loro la guerra. L’altro giorno ho portato i miei figli, sempre in bici a visitare San Giovanni degli eremiti….non abbiamo incontrato un auto da via Cavour sino a lì, è stato bellissimo. Tu dici nelle altre città prima hanno creato le infrastrutture di supporto e poi hanno pedonalizzato….ma sei sicura che le cose siano andate esattamente così? O forse questo è avvenuto decenni fa, quando magari le città erano più vuote e tutto era più semplice? Conosci una città grossa come palermo che ha avviato una pedonalizzazione con il suo numero di abitanti e di auto? Nel mio lavoro ho imparato che bisogna avere il coraggio di non ascoltare chi vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, e che bisogna prendere delle decisioni per gli altri anche se gli altri non sono d’accordo, se si è in buona fede e sicuri di far bene e si vuole guardare al futuro. So che non è “democratico” ma se nel mio piccolo mi sono resa conto che è l’unico modo per ottenere risultati veri mi viene facile immaginare che questo è quello che stanno facendo i nostri amministratori.
      Mi capita di rincasare la sera ben oltre le 22:00, ma non c’è stata una sola volta che ho avvertito una situazione di pericolo, il palazzo dove abito ha tanti punti deboli, se qualcuno volesse entrare per rubare lo potrebbe fare senza alcuna difficoltà, sarei capace anche io, ma non è mai entrato nessuno, ho i bambini che fanno su e giù dal cortile e spesso lascio le chiavi appese alla porta d’ingresso e a volte mi è capitato di dimenticarle tutta la notte. Tu dirai che anche in centro ci sono zone e zone, zone più sicure e zone meno, ma quale città del mondo non è così? A New York se ti allontani dalla Fifth avenue anche di pochi isolati c’è da spaventarsi davvero senza bisogno di andare ad Harlem. A Rio de janeiro, una del città più belle che ho visitato, ti puoi ritrovare in una favelas senza rendertene conto, a me è capitato. L’unica aggressione fisica che ho subito in vita mia, non personalmente ma al ragazzo che viaggiava con me, è stato a Parigi, da parte di un trentenne di colore che voleva rubare il trolley al mio amico mentre stavamo andando alla metro per raggiungere l’aeroporto. Ho abitato diversi anni a Roma…..e la qualità della vita non è neppure lontanamente paragonabile, per me, a quella di qua. Come ho detto all’ inizio del mio post la percezione della città passa tutta da ciò che siamo dentro. In fondo amare la propria città è come amare il proprio uomo, o donna, prima la ami e basta senza accorgerti degli aspetti negativi, poi vedi i lati che non ti piacciono e iniziano le liti e speri che lui/lei ad un certo punto cambi, ma è solo quando impari ad accettare l’altro/a che ti rendi conto di quanto può darti il vostro rapporto è di quanto ti possa arricchire smisuratamente. Certo poi ci sono i divorzi, è quello il momento di cambiare città.

    41. “Di recente ho seguito un convegno di urbanistica a Roma che mi ha aperto gli occhi su come progettare una città.”

      l’ho fatto anche io. Ho trovato l’offerta su groupon

    42. Con un solo hashtag ti ho detto tutto e pure ti lamenti? Chiedi ancora se non è chiaro. Mi fa piacere che ti sia accorto che ci sono persone che non possono usare i mezzi. Quando tutto quello che è contemporaneamente in cantiere con enormi disagi per la cittadinanza sarà pronto io lavorerò ancora? Non si può sospendere la mobilità attuale in vista di una mobilita futura. Userò i mezzi ma ti pongo un altro problema. Ipotizziamo che tu abbia un genitore malato e che prendendo i mezzi non potresti essere a casa in meno di un’ora/un’ora e mezza. Li useresti? Ci sono situazioni che non possono essere risolte dalla camminata a piedi, dalla bici, dal tram. Come si pensa di risolverle? Con un arrangiatevi?
      Il mio problema è, lo ridico visto che non mi spiego, che manca un progetto. Mettere dei vasi da fiori, tanti vasi, troppi vasi per non insospettirsi e basta non è pedonalizzazione. Ritenta ancora.

    43. Daje Emily non so se il tuo commento sua viscido o divertente.

    44. è sarcastico.
      emily ha scoperto come si progettano le città andando a un convegno a roma.

    45. Vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti.
      Toni tristezza finora sono stati rimossi soltanto un paio di commenti palesemente in violazione della policy dei commenti.
      I commenti di Cicciopasticcio, Toni tristezza e daje Emily! sono stati postati dallo stesso indirizzo IP.

    46. Nessuno ma poi la maggior parte dei commenti? Ci sono più mi piace al post che commenti. 😀

    47. Futura dici bene nella prima parte: se dentro di noi c’è ideologia vediamo fuori di noi attraverso l’ideologia.

    48. Come già espresso per altri post, non sono d’accordo.

      iniziamo dal titolo: queste pedonalizzazioni sono sbagliate. Queste quali? Perché anche se per me il Cassaro pedonale è sacrosanto ( che poi non è pedonale ma è ZTL) capisco che può creare qualche difficoltà di attraversamento. Ma se toccate Piazza Bellini o Piazza San Francesco divento integralista.

      -“Il percorso verso la totale pedonalizzazione del centro storico”: al momento sono chiuse metà Via Maqueda e Piazza Verdi, Piazza Bellini con Via Discesa dei Giudici, Piazze Sant’Anna e Croce dei Vespri, Piazza Bologni, Piazza San Domenico, Piazza del Parlamento, parte di Via dei Benedettini, Piazza San Francesco, e metà del Cassaro (che come dicevo pedonalizzato non è), se non mi scordo altro. Mettete tutto questo su una cartina e vedete che parliamo di una minima parte del centro storico, altro che totale. Stiamo nella realtà.

      -problemi di decoro: onestamente, questo che ha a che vedere con le pedonalizzazioni? Se le strade fossero aperte alle macchine la situazione sarebbe migliore? Semmai le pedonalizzazioni possono aiutare, perché il decoro chiama decoro, questa estate non c’erano bancarelle davanti il Teatro Massimo per la prima volta da anni.

      -“La zona pedonalizzata appare, agli occhi del turista o del visitatore, del tutto fallimentare”: no perché invece prima che li facevamo stare schiacciati su marciapiedi stretti a fare slalom tra le macchine sperando di non essere investiti gli sembrava tutto un successo. Proprio la mancanza di zone pedonali era una delle lamentele più frequenti tra i turisti, non ci inventiamo le cose.

      -Peospetti decadenti: negli ultimi 10 anni credo che qualcosa come 600-700 edifici mel centro storico siano stati restaurati, è un processo lento e lungo ma ancora in corso. Il passaggio delle macchine rovina anche quello che si è fatto, tra 5 anni col nostro traffico ritroviamo tutte le facciate nere.

      -Poi l’arrivarci per gradi è ridicolo, se si deve pedonalizzare prima si deve fare il passante, se si de fare il passante prima si devono migliorare gli autobus, se si devono migliorare gli autobus prima si deve fare il tram, se si deve fare il tram prima si devono riasfaltare le strade, se si devono riasfaltare le strade prima si deve inventare il teletrasporto, ed è così che in questa città per decenni non si è fatto una beneamata…

      Ma poi gli americani che dicono chequalità della vita è non fare più di 5 minuti a piedi di che azienda sono, la obesi & co.?

      Infine, Tony Siino, io continuo a non fidarmi del tuo “le voglio, ma non alla caxxo”. Se fosse così dovresti pretendere che vengano fatte funzionare, non che vengano revocate. Pretendiamo più sicurezza? Facciamolo. Vogliamo che il Cassaro possa essere anche percorso anche da chi ne ha bisogno per motivi di lavoro? Parliamone. Chi ha problemi (veri) di mobilità dovrebbe avere permessi speciali, certo. Ma revocarle significa non volerle, bene o male che vengano fatte.

    49. ancora nessun argomento valido a sostegno del ritiro delle pedonalizzazioni…addirittura una concittadina che abita al centro che non se ne lamenta ma anzi ne è entusiasta!
      Almeno la battaglia (per principio fino a quando non vengono fornite motivazioni a supporto) di Siino ha l’ottimo risultato di fare emergere quanto invece i palermitani apprezzino le aree pedonali 🙂

    50. Oh, alla fine ci siamo arrivati: i soliti argomenti (i lavori non finiranno mai, non si può causare disagio ora per migliorare chissà quando, io sono un caso particolare etc…) di chi non vuole che la situazione cambi perché evidentemente in una città caotica ci vive bene. Hanno già risposto altri, aggiungo solo che nell’emergenza, che in quanto tale può succedere una tantum, trovarsi con l’auto imbottigliata nel traffico non ti aiuta molto. Ovviamente mi sono posto il problema, anch’io ho genitori anziani, e secondo me in caso di reale necessità (ripeto: episodica) il mezzo più rapido anche della propria macchina è il taxi che fra l’altro nel resto del mondo, complici prezzi più abbordabili e tariffe più sicure, è considerato proprio un altro mezzo pubblico.
      Tony, il tuo problema è… che sei in cerca di un problema da usare come scusa per lasciare tutto com’è: ritenta ancora!!! 😀

    51. MarcoC capisco che in un delirio di onnipotenza tu possa pensare di sapere meglio di me che cosa penso ma io chiedo una progettualità e di valutare la riapertura in alcune ore in cui sono deserte e il traffico è troppo congestionato ad esempio.
      Nessuno il tuo esempio sul taxi evidenzia proprio l’assenza di progetto di cui parlo. Prezzi abbordabili? Una mia amica due settimane fa ha pagato 10 euro dal Massimo a piazza Marina. Prendilo a New York. Due miei partner di lavoro lo hanno preso da Punta Raisi e hanno pagato una 35 e una 40 e c’è la tariffa fissa. Chi vigila? Ritenta tu, ritenta pure a non copiarmi le chiusure.

    52. Tony Siino, non accusare di deliri di onnipotenza che non c’entrano niente. Non pretendo di sapere meglio di te cosa pensi, quella è semplicemente la mia impressione da quello che scrivi.
      La riapertura, anche solo per alcune ore, secondo me non va bene, un’isola pedonale non è giustificata solo dalla continua presenza di persone e ho scritto 4 volte perché (lo ripeto per la quinta volta, rovinare i monumenti con i gas di scarico delle auto è criminale per noi che siamo nati in una delle città più belle d’Europa). La pensiamo in modo diverso, potrei avere torto io, ma potresti anche avere torto tu.

    53. Tony, hai il copirrait sulle chiusure? Non ti piace la satira quando è diretta nei tuoi confronti?!? Amunì… 🙂
      Per parte mia, ormai mi basta quanto hai già detto, non ritenterò più.

    54. Vi ricordo che questa non è una chat.

    55. Telegraficamente, in assoluta sincerità e seguendo l’ordine dei rilievi del post:
      – Anziché rapportare la presenza dei venditori abusivi alla propria idea di città e niente più, ci si potrebbe interrogare sul perché questi tizi si trovano lì. Molti di loro provengono da paesi poveri ed è impensabile sia per passione che affrontano il freddo, all’aperto per un intera giornata, per vendere chingaglierie. Senza voler dire per forza “è giusto così”, cadere in buonismi o giustificare l’illegalità… non c’è dubbio che cambiare punto di vista possa lenire il fastidio, inevitabilmente soggettivo (io non ne provo).
      – Non ricordo di aver pagato un parcheggiatore abusivo negli ultimi 5 anni, nonostante le richieste, e non ho subito alcun danno. Sarò stato io fortunato?
      – Uso quasi esclusivamente la bicicletta, ma non sono un “capellone” né mi risulta di aver notato ciclisti dai capelli particolarmente lunghi.
      – Vivo al centro storico da diversi anni, mi sposto frequentemente a piedi anche di sera e non ho mai subito furti o borseggi. Sarò stato io fortunato?
      – Ho perso il conto delle volte in cui ho lasciato la mia bicicletta in via Maqueda: non ho mai subito furti né danni. Sarò stato io fortunato?
      Per chiudere, trovo sia scorretto denunciare esperienze o proiezioni assolutamente personali alla stregua di dati di fatto. E se posso permettermi, il post è scritto anche molto male.

    56. nella stessa logica di chi abita a capaci e lavora a Palermo…un palermitano ha diritto di parola su partinico solo se ci lavora?

    57. Ma onestamente apritevi un post su Capaci…fare la guerra alle isole pedonali è da radical chic stativinni acasaaa

    58. Sorry un Blog

    59. […] e facendo notare che quell’asfalto non è proprio da isola pedonale. Emilia Orlando ha scritto che queste isole pedonali sono sbagliate e Vania Gaito aveva evidenziato lo scarso decoro della via. Ci davano dei panormosauri ma ieri […]

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