sabato 27 mag
  • 10 anni di me, di Palermo, di Rosalio

    Quando Tony Siino mi ha chiesto di scrivere un pezzo su Rosalio per festeggiare i 10 anni del blog mi è venuto il panico tipo coniglio con fari puntati e occhi abbagliati. Cosa potevo scrivere su Palermo? Sono anni (dal 2012!) che non scrivo su Rosalio. La mia vita in questi dieci anni è cambiata moltissimo. Ma anche Palermo. La mia vita come quella di tutti noi in dieci anni ha subito molti cambiamenti e la stessa cosa è capitata alla nostra terra. Ho iniziato a scrivere su Rosalio nel 2006 per gioco, per mettermi alla prova e perché mi divertiva moltissimo. Nel 2006 mi chiedevo ancora cosa volessi fare da grande ma scrivere era certamente qualcosa che mi piaceva fare. Non guardavo ancora Palermo con occhio critico mi piaceva la città che piano piano stavo riscoprendo con i suoi vicoli le sue usanze che avevo perso nel tempo. Nei palazzi del potere cittadino c’era il sindaco Diego Cammarata al suo primo mandato, un sindaco che non rinunciò alla sua indennità da parlamentare e che mi avrebbe accompagnato per buona parte del mio futuro lavorativo. Ma ancora non lo sapevo. Salvatore “vasa vasa” Cuffaro era il presidente della Regione; clientele, favoritismi tutto faceva intendere che Palermo sarebbe rimasta affossata per molto tempo. Rosalio cresceva e faceva emergere invece dei fari di speranza con commenti e riflessioni che ogni tanto scuotevano la città. Continuai la collaborazione con Rosalio che mi aprì altre porte lavorative importantissime (ancora oggi aperte), altre si sono chiuse malamente, altre hanno condotto in un vicolo cieco. Era il tempo del Cammarata Bis elezioni stravinte malgrado la presenza di un candidato di opposizione che Palermo conosceva bene e che anche io ricordavo e conoscevo, che gridava ai quattro venti la sua lotta ai brogli elettorali che lo avrebbero sfavorito. Molto rumore per poco, Cammarata continuò il suo mandato da sindaco e da quel momento avrei analizzato ogni singolo movimento di quella amministrazione così egocentrica mentre la città si allontanava dalle luci della ribalta rimanendo in un’ombra che ancora oggi la avvolge. Iniziai a lavorare sulla cronaca, sulle vicende politiche della città e della Regione. Imparai a scoprire dove si trovavano i bacini dorati dei fondi pubblici a cui gli amici degli amici attingevano. Inizia ad appassionarmi al comportamento dei palermitani che in alcune situazioni erano davvero peculiari. Prassi per noi consolidate erano comportamenti alieni in qualsiasi altra parte del mondo terracqueo e ne parlai sulle pagine di Rosalio descrivendo abitudini e tradizioni che spesso hanno anche scatenato qualche polemica. Mentre a Palazzo Orleans veniva eletto il catanese Raffaele Lombardo, il primo presidente della Regione di origini leghiste, a Palazzo delle Aquile il sindaco Cammarata inizia a navigare in cattive acque grazie all’inchiesta portata avanti da Striscia La Notizia sul caso skipper. Per la prima volta era svelato il segreto di Pulcinella: il sindaco affitta la sua barca tramite un dipendente della Gesip che fa più lo skipper che il giardiniere. Ed ecco che arriva il 2009 la mia vita cambia drasticamente per motivi personali qui le mie fonti di ispirazione casalinghe vengono a mancare e inizio a diradare i miei scritti su Rosalio. Divento un’altra persona, forse migliore chi lo sa, ma certamente non più la Maria Letizia del 2006. Ecco direi che quello è il momento della mia svolta in ambito privato e lavorativo. Mi passa la paura di volare e mi sposo. A gennaio del 2011 l’ex Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro inizia a scontare la sua pena nel carcere di Rebibbia poiché condannato in maniera definitiva per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Ad agosto nasce il mio primogenito, uno tsunami biondo che sconvolge nuovamente la mia vita, divento mamma per la prima volta, cambio di nuovo pelle, imparo a sopravvivere dormendo una manciata di ore a notte e scopro che non si muore di stanchezza. In città arriva il sindaco Orlando, il cui spot “il sindaco lo sa fare”, diventerà un tormentone negli anni seguenti per rimarcare i problemi che si sperava svanissero dopo l’epoca Cammarata e che invece sono rimasti e in alcuni casi sono anche peggiorati. In questi dieci anni ho capito che Palermo attende sempre un deus ex machina che risolva i problemi della città e della regione. Ecco infatti che arriva un nuovo presidente della Regione: Rosario Crocetta. Una speranza per i siciliani. Un presidente antimafia, dopo l’esperienza cuffariana, sembrava un faro nella notte dei tempi. Una luce che però si è spenta presto. Qualche novità però arriva sugli scranni dell’Assemblea Siciliana. Per la prima volta in parlamento entra, con 15 deputati, una forza politica nuova: il Movimento 5 Stelle. La storia tirerà le somme di questa esperienza ancora in corso. Io inizio a dormire qualche ora in più la notte, mio figlio cresce e riemergo nella vita sociale scrivo ancora per Rosalio su scioperi inopportuni, amenità e villette per bambini ridotte a discarica. Nasce la mia seconda figlia. Palermo si pedonalizza, il tram che era “un sogno” diventa “un disagio”, la città punta sulla mobilità alternativa, sembra lontano il flop della Ztl in epoca Cammarata. Ormai si pensa alla mobilità 2.0, alla pedonalizzazione, ai mezzi alternativi. Le piste ciclabili, che rimangono oscene, non sono più solo corsie preferenziali per motorini ma vengono realmente sfruttate dai ciclisti. Mi converto pure io alla bici! Cambiano i sensi di marcia, il centro storico è interdetto alle auto. Aprono nuove attività: le patatine fritte prendono il posto delle sigarette elettroniche. I bar storici chiudono, ho visto gente piangere salutando le arancine di Recupero. Dieci anni sono passati. Io sono cambiata, la mia vita è cambiata, la città è cambiata e anche Rosalio è cambiato. Se in meglio o in peggio potremmo però solo valutarlo tra un po’, quando festeggeremo i 20 anni di Rosalio.

    Palermo, Rosalio
  • Un commento a “10 anni di me, di Palermo, di Rosalio”

    1. Auguri a Rosalio e a Tony, il suo ideatore. 10 anni sono un bel traguardo, anche se il sito mi fa venire in mente il giudizio di una professoressa a proposito di un alunno svogliato : “E’ intelligente ma non si applica!”
      Infatti, a mio parere, Rosalio sarebbe potuto gia’ divenire una realta’ ancor piu’ importante a livello non solo cittadino ma anche nazionale, fosse stato piu’ curato e con la partecipazione costante di “grandi” firme che potessero smuovere maggiormente il dibattito e le menti.
      Invece, soprattutto negli ultimi anni, a volte pare che il sito vada avanti piu’ per forza d’inerzia, ed il livello di alcuni articoli, sia come contenuto che come grammatica, e’ notevolmente basso.
      Certo, si puo’ dire che squadra che vince non si cambia, e dato che Rosalio e’ sempre li’, tra i primi siti della citta’, tutto va bene. Ma perche’ accontentarsi di vincere 1-0 quando, con un po’ piu’ d’impegno, si potrebbe agevolmente vincere per 5-0?
      Ad ogni modo, auguri!

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