giovedì 25 mag
  • Un autosilo a piazza Croci

    Spesso mi sembra di cogliere nel dibattito palermitano la totale assenza di quel senso pratico che rende vivibili le città che invidiamo altrove in Italia e in Europa. Sembra che ci sia un certo pudore a fare proposte che siano semplicemente pragmatiche senza bisogno di dover apparire a tutti costi “buone” o semmai buoniste. Ricordo che quando la proprietà della c.d. area Quaroni (quel buco in via Maqueda lasciatoci per decenni dai bombardamenti dell’ultima guerra) annunciò la realizzazione di un immobile polifunzionale con parcheggio privato, galleria di negozi e recupero architettonico di una preesistente chiesa oggi adibita ad auditorium, in molti si sentirono in dovere di suggerire invece la realizzazione di un giardino. L’immobile realizzato penso che oggi contribuisca alla nuova vita dello storico asse cittadino, in parte pedonalizzato, più di un giardino in discesa che avrebbe ispirato realizzazioni come il roseto di viale Campania o il giardinetto di piazza di S. Agata alla Guilla, nel centro storico, entrambe opere pubbliche decisamente discutibili.

    Stesso copione mi pare di scorgere nel dibattito aperto da un paio di architetti sulla ricostruzione risarcitoria per la città di villa Deliella, vittima emblematica del sacco di Palermo, sulla cui area sorge da decenni un parcheggio con autolavaggio. Premesso che, come nel caso dello spazio Quaroni, ogni proposta non può prescindere dagli interessi dei proprietari del terreno in questione, nel caso non fosse di proprietà pubblica, mi sentirei di lanciare una diversa destinazione per l’area: quella di realizzarvi un autosilo. Anche un autosilo, struttura del tutto sconosciuta a Palermo a differenza di quanto avviene a Catania, Messina, Bari ecc. per restare nel Meridione, può essere realizzata con gusto e un buon disegno architettonico ed è evidente che sarebbe una struttura capace di autofinanziarsi, dettaglio non da poco.

    A chi fosse sul punto di stracciarsi le vesti per una proposta così filo automobilisti, vorrei ricordare che da tempi non sospetti (dal 2006) e anche su queste pagine sostengo con convinzione la visione di un centro storico, quello della vecchia città murata, interamente pedonalizzato, trasformando in un’opportunità di lavoro la soluzione del conseguente problema della mobilità interna a quest’area di 250 ettari sul modello in uso nelle nostre isole minori dove la mobilità è assicurata H24 e 7/7 giorni da veicoli elettrici. Non vedo incoerenza tra le due proposte non essendo stato il centro storico costruito pensando ai veicoli a motore, a differenza della moderna espansione della città, e un centro storico così pieno di monumenti è senz’altro più godibile a piedi, in bici o tramite un servizio di veicoli ecologici a vantaggio di residenti di tutte le età, esercenti e turisti. Diverrebbe un’invidiabile isola di qualità della vita nel cuore di una grande città.

    Palermo
  • 6 commenti a “Un autosilo a piazza Croci”

    1. Esatto! Chiudere da muro a muro il centro storico, fare parcheggi multi piano e in prossimità di essi attivare bus a raffica che attraversino il centro storico, senza traffico i bus sarebbero puntuali!

    2. Quando vado a Malta usufruisco sempre del posteggio a silo sotterraneo davanti la città di Valletta, molto comodo e sicuro per posteggiare e se non ricordo male anche economico, perché a Palermo non esistono di queste strutture?

    3. L’autosilo, brutto a vedersi, si potrebbe fare sotterraneo e sopra ricostruire villa Deliella, restituendo al luogo l’eleganza di un tempo.

    4. Di autosilo ( ovviamente con progetti più che gradevoli e quello della foto non lo è) io riempirei la città, anche storica. Ma in quel sito, proprio per onorare la memoria di Basile e Villa Deliella, indirei un concorso di progettazione internazionale per realizzare un museo ( l’area è destinata a attrezzature museali) che porti a Palermo un edificio contemporaneo importante, visto che oltre allo scempio delle demolizioni Liberty in questa città si è perpetrato altresì lo scempio di porre assurdi veti all’architettura contemporanea di qualità.

    5. ..inoltre, sarebbe bello se il Comune acquistasse Villa Pottino in via Notarbartolo, per farne un luogo pubblico con annesso parco ( credo sia in vendita) . Adesso è pressochè in abbandono sommersa e resa invisibile da vegetazione-cartelloni pubblicitari. Sarebbe un modo per valorizzare una delle ville superstiti di via Notarbartolo magari dotandola di illuminazione notturna…ecco dove farei il museo del Liberty.

    6. ho la sensazione che in questo sito si dibatta più volentieri di arancine alla carne o burro piuttosto che di argomenti importanti per la città, come questo.

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