venerdì 27 mag
  • semaforo

    Fessi che si sentono furbi

    Non c’è fesso più patetico di quello che si sente pure furbo e di poveri fessi la città sembra sempre piena. Un esempio sotto gli occhi di tutti si ha agli incroci quando, per guadagnare il vantaggio di un misero paio di metri, molti automobilisti palermitani non resistono all’idea di fermarsi all’apposita linea di stop mentre il semaforo volge al rosso e lo oltrepassano, sostando magari sulle strisce pedonali. Quando scatta il verde poi, ovviamente, non lo vedono perché hanno superato il semaforo e si muovono quindi solo all’invito dei clacson mentre vengono superati a destra e a manca.

    Furbizia inconcludente, degna di miglior causa visto che le regole, nelle società più sviluppate, non sono state pensate per i fessi, ma sono il modo più furbo per far funzionare la vita sociale.

    Palermo
  • 5 commenti a “Fessi che si sentono furbi”

    1. Sono ancora più macagni quelli che, quando vedono una fila di auto ferme davanti al semaforo rosso, anzichè accodarsi alla fila scavalcano tutti e si vanno a mettere lì davanti così da ripartire per primi appena scatta il verde. Cose che a Milano non ho mai visto in tanti anni. E vi assicuro che nenache muovendosi verso Trapani o Messina ci sono i livelli di vastasaggine che ci sono a Palermo, ormai ci sono troppi “chiodi storti” impossibili da raddrizzare.

    2. Vero è! Questa cosa mi ha sempre fatto impazzire!!!

      Continuo a pensare che se ci fossero i vigili urbani normalmente in giro per le strade, questa come altre assurdità (posteggiatori, doppia fila selvaggia etc…) sarebbero meno frequenti.

    3. L’esempio tipico è costituito da quelli che, tornando da Mondello, non devono girare verso Pallavicino ma ti superano da destra per poi piazzarsi al centro della carreggiata sotto al semaforo. E’ una vita che assisto a questa scena, quindi ormai parliamo di generazioni di “chiodi storti”!

    4. Ci sono gli incivili che si sentono furbi, ma hanno anche responsabilità le autorità che non fanno il loro dovere e non controllano come si deve. Zone della città che sembrano terra di nessuno sono terreno fertile per la crescita di sotto culture che si sostituiscono allo Stato. Nelle zone dove le regole stradali vengono rispettati e sono minori le violazioni, non è tutto merito dei singoli cittadini ma fa la sua parte anche un sistema che riesce a far applicare le regole (non basta che siano scritte in un codice), essere presente sul territori ed educare e sanzionare.

    5. Il furbo sarebbe furbo se il furbo lo facesse solo lui.
      In una città di furbi restano tutti come i cessi.
      Come quel tale che 2 giorni fa, in una mia rarissima uscita in auto, mi stava per superare a destra e frenando riesco ad evitare l’impatto. Si agita, e quando gli faccio notare che mi stava superando da destra nei pressi di un incrocio mi ha ribattuto: “Non è cosí, io sono in moto, a me mi è concesso”.
      Ecco, oltre alla furbizia c’è la pretesa di avere un proprio codice della strada, che decade davanti ad uno in divisa. In quel caso i furbi si cagano addosso.

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