domenica 24 lug
  • Lavoratori Almaviva: flash mob contro l'immobilismoiteama

    Il giorno nero di Almaviva: confermati 1670 licenziamenti

    Ieri Almaviva ha confermato gli esuberi e Palermo risulta la sede più penalizzata con 1670 licenziamenti. Già ieri i lavoratori si sono concentrati in via Cordova dove prosegue il presidio. Stamattina è previsto anche un concentramento a piazza Indipendenza davanti a palazzo d’Orleans, sede del governo della Regione.

    Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha dichiarato: «Si apre un dramma senza precedenti per le lavoratrici e i lavoratori, così come per tutta la città. È una scelta grave, che compromette l’avvio di un percorso di salvaguardia attorno al settore dei call center intrapreso al Tavolo di Settore del 09 marzo scorso al MISE. È necessario che il governo convochi un tavolo urgente di crisi territoriale per un intervento di natura straordinaria, dinnanzi ad un numero di lavoratrici e lavoratori coinvolti che rappresenta una pesantissima ed insostenibile ricaduta sociale per la città. Auspichiamo che il Governo Nazionale attivi una verifica urgente sul fronte degli ammortizzatori sociali, delle strategie attuative delle norme esistenti per bloccare il processo di delocalizzazione e di quanto previsto dalla neo clausola sociale affinché aziende come Enel o Poste italiane salvaguardino il principio della territorialità nell’affidamento delle gare. L’avvio della procedura consegna a Palermo un risultato devastante per le migliaia di famiglie coinvolte».

    Ci sono 75 giorni di tempo per trovare soluzioni e scongiurare i licenziamenti.

    Palermo
  • Un commento a “Il giorno nero di Almaviva: confermati 1670 licenziamenti”

    1. Quella scritta apparsa sullo striscione. Ai più sarà risultata come un normale striscione, a sostegno di quei lavoratori che stanno attraversando situazione difficile. Siamo abituati alle scritte sui muri e siamo abituati al carattere col quale questa scritta è stata confezionata. In realtà si tratta di un messaggio ben preciso: la scritta è stata infatti realizzata col font tipico dei manifesti e degli striscioni delle formazioni di estrema destra. Questo carattere si chiama “Ultras Liberi” (anche se comunemente è chiamato “fascio font”) ed in effetti così appare registrato nelle banche di font rintracciabili in rete. Sta di fatto che è il lettering utilizzato dalle svariate conformazioni di destra estrema che infestano la città da decine di anni, forse fin dagli anni Sessanta. Come mai? Possono essere successe due cose. La prima è la più innocua: qualcuno, in buona fede, dovendo vergare uno striscione lo ha realizzato semplicemente “imitando” le scritte che tante volte ha visto in giro, non ricollegando lo stile all’appartenenza politica ed a tutto quello che si porta dietro. In perfetta buona fede, insomma. L’ipotesi più probabile invece è che alcuni dei gruppi di estrema destra si siano occupati di confezionare la scritta con il loro stile, marcando il territorio, con la loro modalità, con il loro carattere tipico e inconfondibile utilizzato per mille manifestazioni violente, per mille scritte idiote allo stadio, per mille azioni di sfida e di sciocca provocazione sui poveri muri della città. Quella scritta, insomma, potrebbe essere un modo come un altro che questi gruppi senza scrupoli utilizzano per marcare il territorio come cani che pisciano agli angoli. Un sistema per dire: ricordatevi che qui è “zona mia” (quante volte questa locuzione ricorre nella Palermo della piccola e della grande criminalità ?).

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