lunedì 5 dic
  • Girati a Palermo e a Cefalù gli spot Averna con Andy Garcia

    Girati a Palermo e a Cefalù gli spot Averna con Andy Garcia

    Sono stati girati a Palermo e in provincia gli spot della nuova campagna Averna con protagonista Don Salvatore, interpretati dall’attore hollywoodiano Andy Garcia, sotto la direzione di Emanuele Crialese.

    Le location sono state Villa Malfitano Whitaker, residenza ottocentesca in stile neo-rinascimentale, oggi sede dell’omonima fondazione e Cefalù.

    Palermo, Sicilia
  • 21 commenti a “Girati a Palermo e a Cefalù gli spot Averna con Andy Garcia”

    1. Bellissimi Spot veramente, poi Andy Garcia è proprio un grande attore, ma è proprio tutto lo spot ad essere fatto bene e a mandare un messaggio, oltre che commerciale ovviamente, anche turistico, fa vedere proprio come è bella la Sicilia e Palermo, fa proprio vedere cosa abbiamo da offrire….belle ville, scorci meravigliosi, mare incantevole, un buonissimo amaro, il retaggio infinito di essere mafiosi dentro, proprio le nostre eccellenze…….
      Perché il taglio dato dal regista o dallo sceneggiatore è quello di avere come protagonista “Don Salvatore”, che sa parecchio di mafia, sa parecchio di “il giorno della civetta”, ma non si poteva scegliere che ne so un vecchio contadino che con la sua grande saggezza dispensa consigli bevendo un amaro, oppure un pescatore, o uno stigghiularo?
      Perché quando qualcuno ci dice “sicilia è mafia” ci offendiamo a morte, e poi permettiamo una cosa così, che a mio avviso non esalta un’eccellenza della nostra terra…..esalta un aspetto negativo della nostra terra. Giudicatemi pure un qualunquista o un rompipalle che critica tutto e tutti e ci mette sempre l’antimafia di mezzo, ma io non ho mai visto uno spot che pubblicizza la birra tedesca che ha come protagonista un generale tedesco delle SS……
      Sinceramente amareggiato-

    2. Bravo!!! Sei riuscito in pieno ad interpretare il pensiero di molti.
      Ma che c’entra il personaggio di Don Salvatore! Mah! Siamo alle solite… non riusciamo a toglierci di dosso l’essere etichettati come mafiosi.

    3. Il punto, a mio parere, e’ che ogni regione del mondo e’ rappresentata da degli stereotipi, e quando si vuol associare un prodotto alla sua regione d’appartenenza si ricorre spesso proprio a qualcuno di essi. Specialmente se si vuol parlare ad una vasta platea che non ha tutta la cultura necessaria per andar oltre lo stereotipo stesso.
      Per esempio, all’Inghilterra si associa il gentleman che beve il te’ alle 5, il che non avviene quasi piu’ ma lo stereotipo e’ quello.
      Quando ci si riferisce alla Svezia si associa l’idea di donne belle e disinibite.
      Quando si parla della Germania si pensa a persone squadrate che si strafogano di birra salsicce.
      Quando si immagina la Spagna ci si ricorda del torero e delle nacchere.
      Quando ci si riferisce agli USA il pensiero corre al Far West con annessi sceriffi e pistoleri.
      E per restare in Italia, se si pensa a Napoli vengono in mente pizza e mandolino.
      O a proposito di Milano lo spavaldo “ghe pensi mi”.
      E a Genova e’ associata l’idea di una persona risparmiatrice, per non dire proprio tirchia.
      E gli esempi potrebbero continuare.
      Ora, la Sicilia ha avuto la ventura di dare i natali alla mafia e di esserne spesso condizionata, ed e’ quindi abbastanza naturale, anche se non piacevole purtroppo, che quando si vuol parlare della nostra regione ad un vasto pubblico qualche riferimento, piu’ o meno velato, alla stessa, venga fatto.

    4. Lo spot per quanto mi riguarda non rappresenta più la Sicilia solo per il fatto che l’Amaro Averna non è più prodotto in Sicilia, e a Caltanissetta non c’è più neanche la sede.
      Il tutto è stato svenduto alla Campari per soli 100 milioni di €, che per il valore del marchio sono un’elemosina.
      Non giudico l’operazione commerciale degli eredi Averna, naturalmente ogni imprenditore è libero di fare quello che vuole, anche svendendo la sua storia, quella dei suoi avi e quella del suo territorio, ma ormai il prodotto non ci rappresenta più.
      Però capisco che commercialmente è sempre comodo associare un marchio così famoso nel mondo alla Sicilia, perchè qui è nato e ha fatto la sua storia e la sua fortuna.
      Parlando di sceneggiatura infatti, lo spot non avrebbe avuto la stessa bellezza se girato in una grigia città del Nord Italia. Quantomeno servirà come promozione turistica, e per fortuna il centro storico di Cefalù non potrà mai essere spostato da qualche altra parte.

    5. @Pablo:potrei cercare di obiettare su quasi tutto quello che hai scritto,ma evito,ti dico solo che il
      Centro storico di Cefalù nessuno lo sposterà a meno che Don Salvatore non voglia.
      @ale:grazie so almeno duna non essere solo.
      @david:lei ha ragioneria sono d’accordo in pieno,ma sa gli stereotipi degli altri sono quantomeno folcloristici…..il nostro no.
      Per un prossimo spot penso che si possa chiedere un consiglio prima……naturalmente a Don Salvatore….
      Sinceramente acqua e zammù.

    6. oggi ci sono almeno dieci etichette in Calabria e Sicilia che offrono ottimi amari aromatizzati alle erbe.
      Dunque 100 milioni di euro possono essere anche troppi in un mercato con tanta offerta.

    7. Scusate la colpa deve essere per forza mia, non c’è verso, deve per forza essere colpa mia, me ne scuso tantissimo.
      Innanzitutto mi scuso con i neuroni di qualcuno, devo averli svegliati di botto, non erano pronti, è come se si fossero svegliati con l’alburata di una festa di paese, scusate neuroni, tornate a dormire.
      Poi volevo scusarmi anche con tutti i cliché che da anni mi fanno litigare con mezzo nord Italia, i cliché su di noi siciliani, scusate tanto, evidentemente non mi sono accorto che da cliché avete fatto carriera e siete diventati caratteristiche distintive di un siciliano medio.
      Poi volevo scusarmi con le diverse etichette di amari siciliane e calabresi che tengono alto il nome e la tradizione di un così nobile estratto di erbe, e senza neanche usare attorno hollywoodiani come testimonial, minkia fate davvero digerire tutto, scusate della mia scarsa considerazione.
      Poi mi volevo scusare con tutti voi, o almeno con quella parte di voi che aveva capito che il mio commento si riferisse all’uso stereotipato della mafia, per rappresentare un prodotto tipico siciliano, scusate molto, non volevo fuorviarvi, io volevo dire commentare che 100 milioni per una bottiglia di amaro sono veramente troppo pochi, si sono pochi perché per farmi digerire la “montagna di merda” deve essere fatto a regola d’arte, non deve essere proprio un amarino così, deve avere le migliori erbe della sicilia, tipo l’estratto di lupara bianca, l’infuso di pizzo stellato, qualche bacca di tritolo, un pesto di magistrati, giornalisti imprenditori preti e gente comune messo a macerare nell’acido, e poi per dare l’aroma finale un pizzichino di dignità calpestata.
      Sinceramente il gusto pieno della vita….

    8. Campari è un gigante, il primo gruppo italiano di spirits, uno dei primi al mondo con un portafoglio prodotti immenso (è recente l’acquisizione dell’azienda di sesto San Giovanni di Grand Marnier). Averna era un’azienda destinata al fallimento, lacerata da lotte interne ed esterne e senza più una strategia commerciale. Campari ne ha approfittato cercando di riposizionare il brand. Il tentativo, a mio avviso, è riuscito anche se un paio di passaggi in TV non determinano nulla. Lo spot a me non piac perché usa un tono della voce scialbo e impersonale (per tono della voce non si intende il doppiaggio di garcia). Mi è piaciuta la scelta di usare villa Whitaker piuttosto che le solite ville baariote che francamente ci hanno annoiato tre terzi di zebedei.

    9. Don è un termine comunemente utilizzato, a partire dalla metà del Duecento, come prefisso al nome, per indicare nobili del patriziato milanese e napoletano, principi, duchi, marchesi di baldacchino, nobili sardi, ecclesiastici e religiosi. Don è l’abbreviazione della parola donno in uso ancora ai tempi di Dante ma non più conservata, la quale deriva dalla parola latina dominus, che significa signore, padrone. Don Salvatore si riferisce a Salvatore Averna…
      Una notte di metà Ottocento, frà Girolamo dell’Ordine dei Cappuccini di Caltanissetta fece chiamare d’urgenza al suo capezzale Don Salvatore Averna, ricco commerciante di tessuti del luogo, uomo pio e integerrimo, benefattore del convento e grande amico del religioso. Frà Girolamo era malato da tempo e, sentendo vicina la sua fine, volle lasciare a Don Salvatore, in segno di riconoscenza, una misteriosa e antica pergamena riempita di una minuta calligrafia. In quella pergamena c’era la ricetta segreta di una bevanda rara, fatta di erbe siciliane, che i cappuccini del Convento nisseno erano soliti preparare, da tempo immemorabile, come miracoloso rimedio per le febbri malariche, il catarro intestinale e i disturbi della digestione.

      Don Salvatore Averna, infatti, che aveva più volte gustato e apprezzato al convento il liquore, ebbe l’idea di produrlo per sé, per la sua famiglia e per gli amici, come suo hobby speciale e insolito, quasi come un passatempo al suo lavoro di commerciante di tessuti.

      INFORMATEVI PRIMA DI DIRE DON é MAFIOSO!

    10. Quoto in Toto Giuseppe.
      Lo spot sponsorizza scorci stupendi della Sicilia.
      Per coincidenza sto rivendendo in TV Jhonny Stecchino,vogliamo criminalizzare pure il Film?

    11. Snobberia rosaliana….

    12. Ammetto che la storia di Don Salvatore Averna è affascinante, e non la conoscevo, e ringrazio il Sig. Giuseppe di avermela fatta conoscere.
      Ma la mia critica inizialmente era rivolta allo spot che incentra l’atmosfera, la scelta del tono di voce, il taglio cinematografico, troppo vicino ad uno stereotipo sempre troppo presente, quello del “don” mafioso.
      Premettendo che posso anche avere una visione sbagliata delle cose, comunque il mio commento negativo riguardava l’uso dello stereotipo e non criticavo ne la persona di Don Salvatore Averna, ne la parola Don usata sin dai tempi immemorabili.
      Per rispondere al Sig. Nuccio, dico solo che se non ha capito che Johnny Stecchino è la più feroce e riuscita condanna alla mafia degli ultimi 40 anni, allora significa che il film lo deve rivedere ancora una volta, Benigni vuole ridicolizzare proprio quegli atteggiamenti e quegli stereotipi che invece continuano a identificare Palermo e la Sicilia.
      Sig.ra Cetty scusi l’ignoranza ma non so cosa voglia dire il suo commento.
      Sinceramente non toccherò più una banana……..

    13. La mia era una critica a quelli che.ogni.volta si tenti di rappresentare un normale stereotipo siciliano partono subito.con lo scandalizzarsi… e qui su Rosalia, di certe snobbare ne esistono un bel po’. Dunque era tutto in sua difesa signor Antonio.

    14. Allora Sig.ra Cetty la ringrazio,e mi scuso nuovamente per non aver subito colto lo spirito del suo commento.
      Sinceramente contrito….

    15. @a.dagostino: benissio hai colto il punto del mio pensiero.
      Non sono un critico cinematografico,ma nella mia ignoranza ho colto che anche lo spot usa uno stereotipo scientemente.
      Sul tono di voce:se è siciliano che accento dovrebbe avere?
      Comunque con molto rispetto per le opinioni altrui alla fine è una questione di gusti.

    16. Che poi voglio sottolineare che vedendo gli spot,io alla mafia non penso proprio

    17. in generale odio tutti i cliché sulla sicilia-mafia, i vari palermo-milano solo andata, l’onore e il rispetto etc….
      Credo però che non si debba andare a cercare il pelo nell’uovo per forza, qui don salvatore rappresenta don salvatore averna la cui storia è stata raccontata prima da giuseppe e il cui nome (salvatore averna) è scritto su tutte le etichette di amaro averna…l’associazione non era così difficile…
      per quanto riguarda la cadenza è quella che abbiamo, anzi qui non è stata caricata e macchiettizzata come succede ogni lunedì sera quando zingaretti imita un tremendo siciliano in montalbano, oppure come succede in uno spot di formaggi galbani o ancora come succedeva in una becera pubblicità che commercializzava un mezzo mandarino e mezzo pompelmo: il mapo… perché nessuno ha detto niente lì?
      Don Salvatore è trattato come un boss? non credo, è trattato con rispetto, uno dei valori che ancora sopravvivono in sicilia e non soltanto verso i mafiosi o gli uomini d’onore, ma soprattutto verso i più anziani cosa che don salvatore è in questi spot.
      cosa ha del boss? il fatto che sia seduto a capotavola? il fatto che ha la barba hipster? o davvero crediamo che basti dare del “don” per fare di un uomo un mafioso? Don Paolo era il giardiniere che veniva a casa mia, don vincenzo il portiere e don gianni il mio prof di religione…. ne vogliamo parlare?
      io credo che la cosa sia molto semplice: qui siamo davanti alla rappresentazione di un uomo anziano che dà consigli sulla vita e su come bere averna.
      può piacere o no, si può trovare banale o impersonale, ma di certo la mafia lasciamola stare. qui non c’entra proprio nulla…
      per quanto riguarda la scelta di amaro averna di vendere a campari noto con piacere che abbiamo una pletora di abilissimi direttori marketing… 100 milioni sono pochi…campari è un grande gruppo…nessuno ha obbligato nessuno, averna era un ricettacolo di liti familiari e di soldi che non c’erano. E’ arrivato uno dei più grandi gruppi mondiali di beverage (che è italiano 100%) e se l’è accattata qual’è il problema? non credo che abbiano sciacallato e se lo hanno fatto evidentemente agli eredi di don salvatore è andata bene così. baciamo le mani.

    18. Grazie Sig. Sfincione del suo punto di vista, mirabile esempio di ragionamento critico. Mi permetto di chiarire il mio pensiero, ovvero la mia critica, condivisa anche da altri, non è su cosa o chi fosse stato nella sua vita Don Salvatore Averna, o se si capisse o meno che quello nello spot fosse lui, la mia critica è riferita ad un modo quasi univoco di rappresentare un mondo che non MI rappresenta.
      Voglio fare un esempio, lo spot del Vecchi Amaro del Capo è ben diverso
      https://youtu.be/lErZYj4fXEE
      Sarà ma quando lo spot dell’amaro averna era quello degli anni 80 mi sembrava più bello e sopratutto meno tendenzioso
      https://youtu.be/XRrha9WXy9E

    19. @ Dagostino: scusa ma la dissuasione mi appassiona.
      Ho visto lo spot.Ionjo notato che le due Marche si rivolgono a diversi consumatori,mentre Averna mantiene un profilo classico del dopo pasto,Del Capo cerca appeal sui consumatori più giovani,facendo da follower a Marche ben più note come Jegermeister.Credo che si tratti solo di scelte di marketing.

    20. Certo sig. Nuccio sono certamente scelte di marketing, che sono legittime e si basano sul profilo che l’azienda ha deciso di adottare per la campagna pubblicitaria, e Averna ha sempre scelto di raccontare storie. Personalmente stavolta il modo di raccontare queste storie a me non piace,perché rimanda troppo ad uno stereotipo negativo.
      Sinceramente per niente dissuaso….

    21. Uno spot decisamente ben fatto. Teatro, letteratura, pittura, musica in un “rituale” che dichiara senza remore e sentimenti di inferiorità i suoi debiti nei confronti di un passato che è insieme ingombrante ma anche fertile di frutti da cogliere. E trasformare.

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