lunedì 26 set
  • Marchese del Grillo

    A che gioco giochiamo?

    Qualcosa mi sfugge, ma è sicuramente un mio personale limite. Qualche giorno fa scrissi un articolo piuttosto accorato sul senso della parola “unico” contenuta in S.U.A.P. cioè Sportello “Unico” Attività Produttive. Ci sono andato giù senza fare sconti, spinto anche da una considerevole dose di incaxatura per le traversie e le pene che con la mia famiglia stiamo subendo per la chiusura della nostro bistrot Cocotte, probabilmente non imputabili a quegli uffici. Non entro nel merito della considerazione personale dei soggetti, soprattutto perché ne conosco tanti e a tanti riconosco un serio valore e un’adeguata professionalità, così come sono assolutamente certo dell’integrità personale dell’assessora, la signora Giovanna Marano. Ma in questi giorni qualcosa è cambiato e altro ancora cambierà. Provo a fare il punto partendo dalla mia esperienza personale. Lo scorso 8 giugno dagli uffici del S.U.A.P. tramite PEC ci comunicano che sono decaduti i termini per la s.c.i.a. e quindi dobbiamo immediatamente sospendere l’attività. Detto fatto, immediatamente, attenendoci pedissequamente alle regole. Sempre la stessa mattina, e sempre dagli uffici del S.U.A.P. arriva un’altra PEC che ci comunica che abbiamo ottenuto l’autorizzazione all’uso del suolo pubblico… Ma come? Mi rigetti la pratica e poi mi autorizzi il suolo pubblico?
    Senza che nessuno si offenda, considerando che il primo offeso sono io, ma come funziona la gestione del lavoro in quegli uffici?
    I commercianti, le aziende, gli ambulanti, insomma chi fa commercio a Palermo deve confrontarsi con questi uffici? Con tutte le loro lacune? Con i malfunzionamenti farraginosi di una burocrazia che tutto sembra ma in realtà pare essere il primo nemico di chi vuole lavorare in regola? Non sono un esperto ma a me pare che le competenze siano oltre il livello consentito dalla sopportazione. Andiamo avanti con altri aspetti per me riprorevoli. Nei mesi scorsi la solerte amministrazione – dal latino: ad ministare, ovvero servire 😉 – in preda a chissà quale elucubrazione non riesce a definire un regolamento per la cosidetta “Movida”, ma quando vi riesce fa un’ulteriore castroneria che viene puntualmente sottolineata dai soliti palermitani selvaggi che si rivolgono al TAR per far valere i propri diritti, e bla bla bla, proprio come per le ZTL.
    Dopo “oggettive sintonie” e ricorsi vari, il CGA si esprime su alcuni aspetti del suddetto regolamento, uno tra questi riguarda le sanzioni del Comune che oserei definire medievali, ovvero: chiusure coatte per cinque giorni e sequestri degli strumenti musicali. Secondo il CGA, pare proprio che il Comune non possa sequestrare né tanto meno imporre chiusure punitive. Il comune recepisce, forse, ma nel frattempo la Polizia Amministrativa continua il suo lavoro di controllo sul territorio, probabilmente ignara dei cambiamenti e decide di “punire” un’attività commerciale. Quindi: altro ricorso al TAR e immediato dissequestro delle attrezzature e revoca della punzione dittatoriale legata alla chiusura per cinque giorni. Andiamo avanti, in queste ore c’è il caso dello Stadio delle Palme, che ospita i concerti di Mika e Negramaro. Bene, anzi no, male. Quello è un sito deputato all’atletica leggera, e basta! Nessun concerto è consentito, nada, niet, nisba! Ed ecco il turno del vice sindaco Emilio Arcuri, il quale scrive alla Commissione Provinciale di Vigilanza sottolineando che già in precedenza non si era tenuto conto di questo aspetto per altri spettacoli musicali, guarda caso autorizzati e proposti anche dalla precedente sindacatura orlandiana, come sempre corredata da fedelissimi, vice sindaco in testa. Per la serie: «Visto che abbiamo già violato le regole negli anni ’90 siamo autorizzati a farlo anche ora» ed ecco che mi viene in mente Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo «…mi dispiace, ma io so io e voi nun siete un caxxo». Ma a questo punto ritorno al mio problema, analogo a quello di altri commercianti in città con le attività chiuse, con soldi persi e in attesa del miracolo. Se il vice sindaco dichiara che c’è stato un illecito in passato e chiede di poter reiterare la violazione delle regole, perché non possiamo farlo anche noi? Ma che è? Ma come funzionano le regole? Se le cose devono andare così, allora esigiamo che tutte le irregolarità vengano accettate di buon grado, proprio come il vice sindaco Emilio Arcuri pretende si faccia per questi concerti irregolari, e possibilmente pericolosi per agibilità e vie di fuga non adeguate agli eventi musicali di quel genere. Tanto per la cronaca, tra le irregolarità l’amministrazione non tiene deliberatamente conto che a poche decine di metri dallo Stadio delle Palme ci sono ben due ospedali, e la legge vieta categoricamente emissioni sonore come quelle musicali, pena il carcere oltre alle sanzioni pecuniarie.
    A questo punto la domanda è una: cosa deve accadere per far si che almeno chi amministra la città abbia l’adeguato decoro e rispetto per i cittadini? Siamo stanchi di vicerè di seconda mano, sono già bastati i danni del passato!

    Palermo
  • 2 commenti a “A che gioco giochiamo?”

    1. Ennò caro amico!
      Lei, mi pare giochi un poco “sporco”: lei cita fatti e controfatti, dice e non dice, spiega e non spiega. Nella sua a dir poco discutibile analisi circa la sua impossibilità di intraprendere – naturalmente IO SONO TUTTO IN REGOLA – , lei salva soltanto la buona fede dell’assessore Marano. Ma che atteggiamento ruffiano è mai questo? Ma che dice, cosa crede di fare, si sta “attaccando i cani”? Ma, mi chiedo e le chiedo, da chi crede che sia, per così dire, determinata l’azione amministrativa, e nello specifico quella delle attività produttive della città. Da chi, mi dica. Forse dagli incolpevoli impiegati e funzionari, che lei ha così, violentemente attaccato, nelle scorse settimane? Perchè si può essere incauti (nello sparare sulla croce rossa…), come forse è stato lei in passato, e rendersene conto, in corso d’opera. In questo caso, fare mia culpa diventa un obbligo morale. Ma, se per caso oltre che incauto – sempre che lo sia stato – è stato diffamatorio, probabilmente verrà chiamato e risponderne nelle sedi preposte. Però il suo intervento lascia un interrogativo enorme, ci dica di chi è la responsabilità dello sfascio, chi le impedisce di esercitare la sua attività imprenditoriale e perchè? Grazie.

    2. dalla mia esperienza personale. Lo scorso 8 giugno dagli uffici del S.U.A.P. tramite PEC ci comunicano che sono decaduti i termini per la s.c.i.a. e quindi dobbiamo immediatamente sospendere l’attività. Detto fatto, immediatamente, attenendoci pedissequamente alle regole. Sempre la stessa mattina, e sempre dagli uffici del S.U.A.P. arriva un’altra PEC che ci comunica che abbiamo ottenuto l’autorizzazione all’uso del suolo pubblico… Ma come? Mi rigetti la pratica e poi mi autorizzi il suolo pubblico?

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