lunedì 5 dic
  • Brexit

    Un palermitano a Londra ai tempi della Brexit

    Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla Gran Bretagna all’indomani del referendum che ha decretato la vittoria dei sostenitori del “leave”, contro il gruppo del “remain”. Cinquantadue a quarantotto, le percentuali che dividono i due schieramenti, uno scarto di due punti percentuali appena che potrebbe determinare uno sconvolgimento senza pari in Europa. Abbiamo raggiunto un palermitano trapiantato a Londra per farci raccontare l’uragano Brexit da chi si vede adesso messo in discussione in un paese che, differenze a parte, ha imparato a chiamare casa.

    Davide vive a Londra da quasi sei anni, lavora come croupier in uno dei più prestigiosi casinò della capitale. Ha iniziato la sua avventura sulle navi da crociera, come tanti un po’ per curiosità, un po’ per mancanza di alternative e dalle navi ha spiccato un volo solo andata verso la Gran Bretagna. Lui, come tanti, ha imparato ad amare quel paese uggioso, a tratti ostile, dove guidano a sinistra, festeggiano per un anno intero il compleanno di una novantenne, vestono male, non conoscono il bidet, votano di giovedì e così, dall’oggi al domani, si depennano dal continente.

    Davide si sente relativamente tranquillo, dopo anni di lavoro oggi gode di un contratto a tempo indeterminato, ha l’assistenza sanitaria gratuita e altri benefici sulla casa e child care. «Per noi non cambierà nulla, i problemi saranno per chi arriverà da adesso in poi e per chi non ha un impiego stabile, niente più borse di studio per cittadini europei e forse occorreranno dei permessi speciali per rimanere a lungo, ma tutto questo verrà definito nei prossimi due anni di trattativa. Gli inglesi hanno votato senza sapere per cosa stessero votando e uno scarto così irrisorio ha spaccato il paese ma non ha evidenziato una scelta netta e consapevole». L’atmosfera che si respira tra gli immigrati ci racconta, è di incertezza e preoccupazione. Molti temono di dover lasciare tutto, di perdere diritti e vedere le loro condizioni di lavoro e di vita peggiorare drasticamente. Nella capitale intanto imperversano manifestazioni di protesta contro i risultati del referendum; un gruppo di sostenitori del remain si sarebbe accampato presso l’abitazione dell’ex sindaco Boris Johnson richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine per frenare le contestazioni. L’attuale sindaco invece, Sadid Sadiq Khan lancia un messaggio distensivo agli europei: «Qui siete più che benvenuti. Come città, siamo grati per il vostro enorme contributo […] Oggi sono quasi un milione i cittadini europei che vivono a Londra, lavorando duramente, pagando le tasse, lavorando nei nostri servizi pubblici e contribuendo alla nostra vita civica e culturale».

    Palermo
  • 16 commenti a “Un palermitano a Londra ai tempi della Brexit”

    1. Stupisce il risalto mediatico che viene dato a coloro che hanno perso il referendum e vorrebbero ripeterlo. Per la serie, il referendum va ripetuto fino a quando il risultato non è quello che diciamo noi…

    2. C’è gente convinta che la sterlina sia crollata e che sia possibile andare a fare shopping selvaggio quasi aggratis….

    3. La differenza tra 48 e 52 sono quattro punti, non due! Che tradotto in voti fa parecchie migliaia di persone in più.

    4. In effetti ho notato che nei casino’ di Leicester Square vi lavorano molti Italiani ed in particolare un buon numero di Siciliani, da addetti alla reception a baristi, da addetti alla pulizia a croupier.
      In particolare conosco un paio di croupier palermitani, ed evito accuratamente uno di loro due per un paio di motivi: il primo e’ che possiede un accento palermitano cosi’ marcato che ogni volta che lo sento dire ad alta voce “No more bids, please!” con quell’inflessione scoppio a ridere dinanzi a tutti gli altri giocatori, i quali ovviamente non capiscono il motivo. Ed in secondo luogo perche’ e’ certamente uno dei croupier piu’ “attassati” che la storia ricordi, almeno per quanto mi riguarda. Infatti basta una sua occhiata e il denaro, matematicamente, vola via dal portafoglio..e purtroppo non ho ancora trovato a Londra un cornetto rosso napoletano king size atto a proteggermi dai suoi malefici influssi.
      Per quanto invece riguarda la nuova “indipendenza” britannica, beh, a mio parere e’ in ogni caso qualcosa di positivo: se l’Inghilterra se la cavera’ vorra’ dire che esiste un’altra strada, se invece soffrira’ sara’ un monito per il futuro e contro i facili populismi.

    5. Gli inglesi non hanno mai voluto padroni, al contrario di noi siciliani.
      Sono convinto che riusciranno a cavarsela lo stesso, magari con qualche assestamento iniziale. Il problema sarà per gli europei e i molti italiani che “bivaccano” in UK, cioè per coloro che hanno un lavoro precario che non riesce a diventare un po’ più stabile; e per coloro che si trovano là solo per assaporare lo stile di vita britannico e goderne l’efficienza senza lasciare nemmeno un contributo professionale e culturale.
      L’Inghilterra in particolare è stata molto accogliente verso gli italiani negli ultimi anni ma, vista l’altissima competizione che c’è nel mondo del lavoro, anche molto crudele. Ho visto ritornare molti siciliani da Londra, che pensavano di andare a fare una passeggiata di salute senza la necessaria preparazione che una società del genere pretende.

    6. Un paio di commenti da chi vive anche a Londra:

      1) godere di un contratto a tempo indeterminato non significa proprio nulla in UK, dove si assume (e si licenzia) con molta facilità. Diciamo che è una cosa “incredibile” solamente per chi è abituato al solo mercato italiano
      2) l’assistenza sanitaria gratuita è data dalla convenzione sanitaria europea, non dall’Inghilterra. Inoltre il sistema NHS è uno dei peggiori che abbia mai visto (il migliore di tutti quello belga e francese, e poi quello italiano). Tanto per dirne alcune: non esiste il concetto di pediatra che segue i bambini, il medico generico (GP) ti tiene per 10minuti e poi ti butta fuori, impossibile avere un “referral” per uno specialista (ed io vivo al centro di Londra…figuriamoci nelle zone periferiche)
      3) i benefici sulla casa sono stati annullati dai recenti aumenti della “stamp duty” che richiedono di pagare 10 o anche 15% dell’importo sul prezzo di acquisto. Il costo MEDIO di una casa a Londra (50-60 mq) è di 480mila sterline…una cosa folle
      4) i childcare vouchers hanno senso per risparmiare circa 300 o 400 sterline all’anno (che vivendo a londra sono il budget di una settimana)
      5) il sindaco di chiama Sadiq Khan, non Sadid

    7. La notizia di rilievo è che il signor David frequenta i casinò inglesi, ma non apprezza l’inflessione palermitana (pertanto il signor David è l’opposto de! provinciale complessato… come sappiamo il provinciale complessato usa il cretinissimo e pieno di errori fonetici, il tischi toschi, toni da bambini ritardati).
      Nelle esperienze di mia conoscenza, nei posti che frequento regolarmente (a Parigi o in altre città francesi), l’inflessione, anche se ormai “imbastardita” (ma sempre fiera) è stata di aiuto a livello professionale, ed anche nei rapporti amorosi, o di semplici contatti umani.
      Tra non molto si esaurirà la speculazione in borsa, gli inglesi ex colonizzatori, senza padroni, serviranno da esempio per altri paesi, peraltro tra non molto anche Olanda, Francia, Danimarca, Austria, ed altri paesi, usciranno da questo imbroglio inumano ad uso di vari poteri finanziari, e multinazionali. Per molti finirà la pacchia; lobbies e parassiti.
      N.B. il bidet non è igienico, ancor meno odorante, e se l’essere umano intende “annacarsi” è proprio il bidet che gli ricorda impietosamente il suo stato animale; meglio la doccia.

    8. dissento pervicacemente.I nostri servizi sono dotati di doccia ed anche bidet Puoi fare la doccia una volta al giorno.ed usare il b. tutte le volte che serve.Siamo piu’ civili in questo.

    9. Non me ne frega un cavolo del dissenso di chi utilizza un nickname di comodo, “00”… uno che di solito commenta con un altro nick.
      Non mi dilungo sul cu.lo “ammollo” dentro l’acqua sporca… da vomito.

    10. @GIGI non si smette mai d’imparare: http://it.wikihow.com/Usare-un-Bidet

      …cmq il disprezzo che esterna per le opinioni altrui non è molto edificante, sminuisce l’intelligenza di chi l’afferma.

    11. facile dedurre che qui scrive gente che non fa un uso corretto del bidet,oppure
      non ha mai visto
      un bidet evoluto,
      ad acqua corrente,
      con scarico continuo,
      tipo doccia.
      Zibibbo
      molto ben fatto l’articolo del tuo Link.Lo consiglio.
      Personalmente sono convinto che una Civilta si misura oggi dal numero di bidet installati,
      tecnologicamente evoluti
      non tipo bacinelle (per intenderci).
      A meno di non disporre di 3 bacinelle
      di cui la terza per risciacquo finale.
      Il bidet allunga la vita
      e favorisce i rapporti tra gli umani.

    12. una cosa da raccomandare e’ il preliminare uso della carta igienica,ad evitare il rischio di intasamento dello scarico del bidet,le cui tubazioni spesso risultano insufficienti allo smaltimento e per la presenza di gomiti.

    13. Ma zibibbo & 00, visto che siete così esperti del bidet perché non andate lì e vi fate un bello shampoo? Perché da quanto dite i vostri cervelli più di scorreggiare non sanno fare

    14. adesso arriva il segno meno in soccorso a uno che ha affermato che il bidet non e igienico.
      Ed offende pure.Complimenti.

    15. @00 che risposta ti aspetti da una mente priva di contenuti?
      come con i bimbi (maleducati) va lasciato giocare con gli altri bimbi, sperando che la vicinanza di persone educate lo possa raddrizzare un pò

    16. Oh zibibbo, tu sei educato? Davvero? E in quale occhio?

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