mercoledì 28 set
  • 392esimo "Festino" di Santa Rosalia

    392esimo “Festino” di Santa Rosalia

    Si svolgerà stasera lungo corso Vittorio Emanuele la sfilata del carro del 392esimo Festino di Santa Rosalia. Il tema di questa edizione è l’integrazione e l’accoglienza e l’edizione è dedicata a Giuseppe Pitré nel centenario della morte.

    Uno spettacolo tra terra e cielo aprirà al piano di Palazzo dei Normanni. Coreografie sospese, danzatori acrobati, ballerini in scena ed effetti multimediali accompagneranno e rappresenteranno un percorso surreale e onirico della storia di Santa Rosalia. Rivivrà la storia della vergine fanciulla vissuta nel dodicesimo secolo a Palermo all’epoca dei normanni.
    Nei trionfi si racconta che fosse parente, da parte di madre, del normanno Ruggiero d’Altavilla e che la sua mano fosse stata promessa a Baldovino, nobiluomo che salvò Ruggiero da un feroce leone. La giovane Rosalia, rifiutando il prestigioso matrimonio, fuggì da Corte e divenne romita monaca basiliana nella zona della quisquinia.

    Successivamente si trasferì sul monte Pellegrino a Palermo dove morì. Nel 1625, Palermo è martoriata dalla peste e la gente si affida alle sante protettrici della città e dei quattro mandamenti cittadini – Sant’Agata, Santa Cristina, Sant’Oliva e Santa Ninfa – ma la peste continuava a mietere vittime. Durante questa crisi, narra la leggenda, l’allora poco nota Santa Rosalia apparve a Vincenzo Bonello, un saponaio salito su Monte Pellegrino per suicidarsi. La Santa indicò all’uomo l’ubicazione delle proprie spoglie ingiungendo che solo se i propri resti fossero stati portati in processione la peste sarebbe terminata. Il 9 giugno del 1625 così avvenne. Nella grotta indicata dalla visione vennero trovate 27 reliquie e il 15 luglio l’arcivescovo, seguito da tutto il clero, dal senato palermitano e da alcuni eminenti cittadini portarono in processione le reliquie della Santa. In pochi giorni la città venne liberata dalla peste. Dal 1625 la chiesa autorizzò il culto anche se Rosalia venne proclamata Santa, cinque anni più tardi: il 26 gennaio 1630.

    La vita di Santa Rosalia – rappresentata in scena dall’attrice Lorena Cacciatore – si snoderà attraverso il racconto del narratore, un palermitano doc fortemente legato alla sua terra natìa, Lando Buzzanca. Nicola Franco vestirà i panni di diarista e del saponaio Vincenzo Bonello. Il tutto accompagnato dalle musiche composte da Ruggero Mascellino e Marco Betta.
    I diversi momenti della vita di Rosalia, prenderanno forma e vita nei quadri di danza sul palcoscenico – eseguiti da un corpo di ballo formatosi per l’occasione – sotto la guida del coreografo Alessandro Cascioli. Verranno ricreate le atmosfere a Corte, il momento della vocazione e della fuga che s’intrecceranno con le coreografie aeree acrobatiche dei Kitonb Project, la cui cifra stilistica è basata sullo stravolgimento dimensionale dello spazio scenico e del paesaggio. Con il naso all’insù, dunque, si assisterà all’ascesa al cielo di Santa Rosalia, alla tentazione dei diavoli, all’arrivo della peste a Palermo per finire con la grande festa in cielo con vergini e santi.
    La suggestiva scenografia naturale di Palazzo dei Normanni sarà la”tela” per giochi di luci e quadri di visual art.
    Un percorso storico e di vita che si svilupperà tra aria e terra e che sarà accompagnato da musiche di grande impatto emotivo e da canti mediterranei eseguiti dal soprano Letizia Colajanni.

    Al termine dello spettacolo al piano di Palazzo dei Normanni, partirà il corteo. Quattro le fermate: Cattedrale, Quattro Canti, Piazza Marina, Porta Felice.
    Il Carro – su cui prenderanno posto sei turisti rappresentanti altrettante nazionalità e un ensemble di ottoni di maestri del Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo che eseguiranno brani della tradizione popolare e musiche mediterranee – sarà trainato dai devoti di Santa Rosalia appartenenti a diverse parrocchie e da una rappresentanza di giovani atleti.

    La cattedrale di Palermo, fulcro della festa in onore della patrona, è una tappa significativa non soltanto per la sua fondamentale valenza religiosa ma anche perché inserita all’interno del percorso arabo-normanno. Sarà illuminata artisticamente nella sua totalità.
    All’arrivo del Carro, su una parete, sarà possibile ammirare la danza verticale di tre ballerine dei Cafelulé che interagiranno con riprese video, visual art e mapping. Le performance dei Cafelulé sono frutto della fusione tra elementi diversi: la danza contemporanea che si concentra nell’essenza del movimento; la verticalità ovvero un dialogo differente con la gravità; l’urbano e naturale in cui la natura e l’architettura diventano palco e scenografia; la poesia e tecnologia come unione tra linguaggio poetico e tecnologico che offre una nuova grammatica di movimento.

    La piazza dei Quattro Canti rappresenta un momento molto importante e sentito dai palermitani che affollano il quadrivium in massa in un momento di grande coinvolgimento e unione fra la città e la Santa, rappresentato dall’omaggio floreale che il sindaco offre alla “Santuzza” al grido di «Viva Palermo e Santa Rosalia».

    Anche qui, tutti con il naso all’insù per l’esibizione di acrobat-jumper dei Kitonb Project che contribuiranno a rendere anche questa fermata, spettacolare e mozzafiato. Angeli volanti – accompagnati da sonorità di forte impatto – si muoveranno nel cielo che sovrasta i Quattro canti.

    In prossimità della fine del Corteo, un grande spazio a piazza Marina offrirà all’arrivo del Carro, un altro significativo momento scenico e di aggregazione popolare. Ritorna la compagnia Cafelulé con una performance di danza in sospensione. Un quadro onirico aereo accompagnato dalla musica mediterranea dei Kaiorda.

    Un ultimo saluto della città alla sua patrona prima che il Carro varchi i due piloni per arrivare al Foro italico per i tradizionali giochi d’artificio. Ad illuminare il cielo prima dei “botti”, tantissimi palloncini luminosi che verranno distribuiti al pubblico per poi essere lasciati liberi di salire al cielo al grido corale di «Viva Santa Rosalia, viva».

    Palermo
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