martedì 27 set
  • Via Maqueda e la mancanza di dignità

    Via Maqueda e la mancanza di dignità

    Ne avevo sentito parlare. E, attratta dalle parole, sono andata.
    Ho parcheggiato all’imbocco di via Cavour, sotto l’ala protettrice di un parcheggiatore abusivo, e sono andata.
    Alla scoperta della fantasmagorica via Maqueda pedonalizzata e pronta per le frotte di turisti.
    E sono rimasta agghiacciata.
    Bernardino de Cárdenas y Portugal, il duca di Maqueda, che alla fine del 1500 la fece costruire, resterebbe folgorato da tanta immane bruttezza, desolazione, mancanza di progettualità e finalità e, soprattutto, mancanza assoluta di gusto.
    La strada storica, l’asse viario antico, quello che ad ogni passo dovrebbe sussurrare bellezza e ricordo, grondare storia dai fasti antichi fino alla strage del pane, è un tripudio di deformità e disarmonia, un gigantesco rigurgito nauseabondo.
    Da dove vogliamo cominciare? Dall’asfalto? Passi anche il fatto, di per sé un abominio, di una strada storica asfaltata. Il basolato o i sampietrini, assai più adatti al contesto della via, sono stati sacrificati al bitume. Il bitume, si sa, è più redditizio. Necessita continuamente di manutenzioni, mentre il basolato e i sampietrini sono praticamente eterni, signori del tempo. E’ con l’asfalto che si spende, quindi via libera all’asfalto. Poi, quando i soldi non sono più quelli di una volta, pazienza se la pavimentazione di via Maqueda è tutta una crepa, un rattoppo, una buca. Cosa fatta capo ha.
    Se alzate gli occhi dall’asfalto (non fatelo mentre camminate, per carità, ci sono buche che possono catturarvi fino al centro della terra in un attimo e, di voi, i vostri amici e parenti non saprebbero più niente neanche foste stati rapiti dagli alieni) potete ammirare i palazzi. Oddio, ammirare non è la parola. Qualche antica facciata è stata restaurata, questo sì. Facciata, sia chiaro. Sì, esatto, solo il pezzo davanti. Quello che si vede dalla strada. Se fate capolino ai lati, la desolazione vi assale, tra muri scrostati, intonaci marcescenti e finestre pericolanti. Un dispiacere, perché molte, moltissime di quelle case, sarebbero davvero belle. Caratteristiche, pur non essendo capolavori architettonici come palazzo Comitini. Devastate dall’incuria, sono state almeno risparmiate dalla mano sacrilega che avrebbe volentieri coperto di linoleum i pavimenti a tappeto e sostituito le finestre e gli scuri con l’alluminio anodizzato, se solo avesse avuto i piccioli per farlo. Ovviamente, un progetto di recupero non è neppure nella mente di Dio. La consolazione è che almeno resteranno in piedi dopo il crollo delle indecenti palazzine costruite negli anni Quaranta e Cinquanta con lo stesso, osceno criterio dell’abuso edilizio: cubi e parallelepipedi con finestre che sembrano enormi occhi colmi di rimprovero. In quelle, dove negli impasti cementizi hanno avuto la brillante idea di infilarci anche la sabbia di mare, del ferro è ormai rimasto poco e niente. Si tengono in piedi per pura inerzia, come i castelli di carte. Esisterà un piano di recupero, di messa in sicurezza, di abbattimento e ricostruzione, magari con criteri architettonici meno infami? Non siate blasfemi. La politica locale non si occupa mica di queste piccolezze!
    Se, disgustati, riabbassate gli occhi, potete ammirare lo sfolgorio dei negozi. Ve bene, ho esagerato. Bottegucce tristi, tristissime, che tracimano cattivo gusto, chincaglierie e sconcezza. Qua a là qualche attività con gli interni in pastello e le insegne colorate che tentano un po’ di allegria in mezzo al deserto di desolazione e servono solo ad aumentare la miseria dello squallore. Ho visto turisti inorridire davanti ad una vetrina di abiti da sposo col risvolto della giacca coperto di strass e lustrini. E, di fronte all’esposizione di un paio di orrendi sandali di plastica con un enorme tacco quadrato ricoperto di pretenziosi pezzi di vetro, io stessa ho avuto un leggero mancamento.
    Ho dovuto sedermi un attimo su una panchina. Una panchina di una tonalità di grigio appena più scura di quella dell’asfalto. Bollente. Senza spalliera. Con la pretesa di sembrare di marmo. Ed è stato allora che le ho viste. Viste davvero, intendo. Registrate come esistenti. Suppongo che l’occhio le avesse sfiorate anche prima, ma il cervello deve aver tentato di cancellarne l’immagine. Per autodifesa. Le fioriere. Cioè, quelle che si vogliono far passare come tali. Cubi di ferro arrugginito e scrostato che ospitano infelici vasi di plastica e, dentro ciascun vaso, una sconsolata piantina di bosso, quella con cui si fanno le siepi, tagliata a forma di sfera. Una trentina di centimetri di diametro. Trenta centimetri di avvilimento e malinconia.
    Sono rimasta lì non so quanto. Minuti che sembravano ore. Attratta mio malgrado dalla profondità del degrado, come quando si guardano quelle vecchie signore incapaci di accettare il passare degli anni e che tentano in ogni modo di apparire tristemente giovani ricoprendosi di chincaglierie da quattro soldi e cosmetici volgari, finendo col diventare maschere grottesche di se stesse. O forse ero solo stordita dall’odore dolciastro e nauseabondo della spazzatura lasciata a marcire nei vicoli sotto il sole cocente.
    Sentivo la bruttezza appiccicarsi addosso, come un sudario opprimente. Mi sono tirata in piedi e mi sono lasciata trascinare dall’orda fino al teatro Massimo. Sono sgusciata in macchina e lasciata portare altrove, finché non ho visto il mare. Sono scesa nel vento, e ho aspettato che la salsedine asciugasse il disgusto.
    E il dolore.

    Palermo
  • 43 commenti a “Via Maqueda e la mancanza di dignità”

    1. Molto meglio via maqueda aperta al traffico,con triple file , ingorghi e gente stipata sui marciapiedi
      Ah i bei vecchi tempi
      Giustifico l’autrice perché presumo non sia Palermitana

    2. Diamo tempo per il basolato e altro, molto meglio ora che prima…..

    3. Non credo che l’autrice abbia nostalgia del traffico e delle triple file.
      E’ l’identica sensazione che ho provato anch’io percorrendo questa via.
      La invito ad informarsi su qualsiasi zona pedonale di qualunque città “civile” del mondo, per vedere come si presenta agli occhi dei turisti.

    4. nell’articolo a che c’era poteva pure lamentarsi del tempo e le aveva dette tutte…un potpourri di…non so come definirle…
      si passa dal lamentarsi dell’asfalto (spero che per coerenza non sia la prima volta che lo dice visto che via maqueda è stata asfaltata…qualche decennio fa?) all’invocare non si capisce quale intervento per fare ristrutturare abitazioni di privati e a come gli esercenti decidono di allestire le proprie vetrine.
      é un appello alla comunità tutta? solo così potrebbe avere senso…

    5. @michele personalmente non reputo Palermo una città civile al pari di altre città Europe,iniziando a pedonalizzare il centro storico forse iniziamo molto lentamente a diventarlo

      Dato che il centro storico pedonalizzato è un concetto nuovo a Palermo (ricordiamo le passate Critiche e Opposizioni degli esercenti?)al momento preferisco le isole pedonali anche fatte male che il traffico aperto alle auto.

      La critica al post è quella molto evidente che si usa l’argomento via maqueda solo come pretesto per criticare Orlando e la sua amministrazione (non sono pro Orlando e ci sono ben altre criticità a Palermo),attraverso questi articoli o con Foto (scattate al momento giusto per lo scopo)della zona pedonalizzata semi deserta(cosa vorrebbe dire che la gente non ne usufruisce perché fatta male?)

    6. Condivisibile la risposta di Sandro, sono criiche strumentali, lo sappiamo che c’è da migliorare, ma è innegabile che rispetto a prima non c’è paragone. Io lavoro vicino via Maqueda è sempre piena di turisti e croceristi altro che vuota, e piano piano stanno nscendo nuove attività commerciali di livello superiore. Ci vuole tempo. Attendo con ansia il progetto per la pavimentazione e nuova illuminazione.

    7. L’amministrazione attuale ha tante colpe, difetti e la sua azione è criticabile sono tantissimi punti di vista. Tuttavia, come già sottolineate da tanti utenti nei commenti precedenti, via Maqueda, bruttina com’è per ora, con i negozietti etnici polverosi, cadenti e con merce scadente, le fioriere e i bossi tristi e desolanti, è pur sempre molto meglio della via che era quando annegava nel traffico, nello smog e la gente si ritrovava costretta a passeggiare sugli angusti marciapiedi.

      Criticare così aspramente la bruttezza di Via Maqueda e l’operato dell’amministrazione sulle pedonalizzazioni rischia di essere controproducente: concentra l’occhio dove qualcosa di positivo, almeno, si è fatto e lo distoglie dove, invece, da dove si sono fatte porcate o non si è fatto proprio nulla.

      Invito l’autrice ad evitare strumentalizzazioni sterili. Via Maqueda è stata asfaltata anni fa ed era ovvio (attenzione, ovvio e non giusto) che si facesse in considerazione del traffico veicolare che vi transitava. L’amministrazione, in ogni caso, ha già programmato di sostituire l’asfalto con il basolato sia qui che in Corso Vittorio. Ci vuole, però, del tempo.

      Quest’amministrazione è parecchio carente. Concentrarci però sulle pedonalizzazioni rischia però di sviare l’attenzione da quelle che sono bruttezze ben maggiori, più gravi e di completa responsabilità dell’attuale amministrazione comunale.

    8. Post interessante: un fitto coacervo di prosopopea, snobismo e altezzosità, con in più un pizzico di sussiego che non guasta mai.
      Non male, eh?
      PS. Scusa Rosalio, ma non vuoi sempre post originali? Perché questo articolo è stato già pubblicato alcuni giorni fa sul sito dell’autrice in questione. Così, per capire.

    9. David non ne ero a conoscenza. Ti invito comunque a utilizzare l’e-mail per comunicare con me. Grazie.

    10. Il meglio sarà nemico del bene ma che squallore.

    11. E che dire degli uomini che passano di lì coi pantaloni corti? Rabbrividisco.
      E quell’orrido tanfo di arancine che si espande nell’aria graffiandomi violentemente le narici!
      E quelle lingue rozze, fameliche, che leccano gelati di dubbia qualità lì, alla luce del sole, sotto l’occhio desolato e disgustato di Conti e Baroni che rimpiangono i Borboni.
      E, ancora, i giovani di questa persa gioventù, generazione che ha smarrito il senso del bello e il bon-ton, ragazzette che al massimo aspirano ai pon pon, e al Massimo sostano, maledette perdigiorno, a bere Tennent’s a buon mercato dell’indianino, immondo pure lui, con la sua botteguccia di alcolici e radici puzzolenti. Vergogna. Schifo.
      Ma per fortuna se guardo su vedo finalmente il cielo, blu e perfetto con le sue nuvole bianche e paciocche. Perchè Palermo non riesce a imitare il cielo, così perfetto, così tuttoalpostosuo? Che desolazione, che disfatta, che disgusto.

      PS: ditecci a Ollando di dipingere quella benedetta pista ciclabile, ché io una soddisfazione avevo nella vita: insultare i pedoni sulla pista ciclabile.
      Pure quella mi hanno tolto ora che non si capisce più che quella è una pista ciclabile.

    12. il disgusto e addirittura il dolore??? Questo articolo sembra scritto dal “classico”palermitano, quello che deve criticare sempre e comunque tutto. Forse ti sei scordata cosa era via maqueda pochi anni fa. Forse da snobbettina ti aspetti di vedere negozi come Prada, Valentino, Armani? Sai cosa vedo io invece? Vedo una rinascita, una rinascita che sicuramente deve essere perfezionata, a partire dall’asfalto e dalla ristrutturazione dei bellissimi palazzi storici che sono presenti. Vedo un’economia che sta risorgendo, prossima apertura “Bucalo”, uno dei negozi che forse potrebbe attirare la tua attenzione. Vedo le persone che con pattini, biciclette, attraversano la via, ecco magari anche questo deve essere perfezionato. Vedo turisti, palermitani che passeggiano, che si fermano a comprare un’arancina, un gelato e che magari si siedono su quelle panchine di marmo, presenti in altre città europee, credimi, identiche. Vedo una piazza Bologni (corso Vittorio Emanuele) rinata, splendida, anni fà era solo piena di macchine e parcheggiatori abusivi. Potrei continuare, ma preferisco fermarmi qui. I miracoli non esistono, esistono però i piccoli passi, che vi piaccia o no questa giunta comunale, sindaco, sta compiendo. Il dolore e il disgusto conservalo per altro, per le cose SERIE, le strade sporche e l’inciviltà del palermitano. Se poi devi scrivere un articolo, cerca di essere quanto meno obiettiva, perchè io che conosco la situazione di via Maqueda, visto che abito qui vicino, posso sputtanarti, ma chi legge e non sa effettivamente come era e come sta “rinascendo”, avrà un’immagine completamente distorta.

    13. A me pare un articolo totalmente fuori dal mondo.
      Non mi sembra che via Maqueda con le macchine fosse infinitamente migliore di come sia ora.
      Posso concordare sull’asfalto in condizioni pietose, ma… ehi… il comune non ha gli occhi per piangere, figurarsi se può di punto in bianco mettersi a basolare Corso Vittorio e Via Maqueda. Sono cose che si faranno (spero) nel tempo. Nel frattempo però io riasfalterei.
      Il resto… mura sbrecciate, case fatiscenti, odori nauseabondi e tutte le altre castronerie belluine di cui è ricolmo l’articolo… beh… forse la signorina Gaito era solita percorrerla velocemente in auto con l’aria condizionata sparata, così da arrivare prima a perdersi nella salsedine.
      E mi fa piacere che abbia percorso questa “cloaca immonda” di Via Maqueda. Perché (si suppone) potrà agire per migliorarla.
      E per agire non intendo certo un post su un blog che è stato ripostato da Rosalio.

    14. di questa lezioncina da puzza sotto il naso della fine esteta Vania Lucia Gaito , non ne sentivamo proprio il bisogno !
      la dignita’ di noi palermitani non e’ calpestata dalle fioriere arrugginite di via Maqueda , stia rilassata la signora …abbiamo ben piu’ gravi problemi

    15. ……..E quelle lingue rozze, fameliche, che leccano gelati di dubbia qualità lì, alla luce del sole, sotto l’occhio desolato e disgustato di Conti e Baroni che rimpiangono i Borboni.
      E, ancora, i giovani di questa persa gioventù, generazione che ha smarrito il senso del bello e il bon-ton, ragazzette che al massimo aspirano ai pon pon, e al Massimo sostano, maledette perdigiorno, a bere Tennent’s a buon mercato dell’indianino, immondo pure lui, con la sua botteguccia di alcolici e radici puzzolenti. Vergogna. Schifo……
      .
      DI CONTI E BARONI NEMMENO LA POLVERE E’ RIMASTA.
      E MENO MALE !

    16. Attaccare l’autrice di questo articolo è sbagliato, alla fine se a lei la via Maqueda pedonale fa schifo chi siamo noi per sindacare sui suoi gusti. Più spazio per noi e per i tantissimi che invece amano passeggiarci.

    17. Palermo è una città povera. Pedonalizzare via Maqueda non significa (e penso che nessuno se lo aspettasse) di vederla trasformata in via Montenapoleone. Gli edifici sono squallidi perché non restaurati e poiché appartengono in gran parte a privati cittadini, questi sarebbero responsabili del decoro del luogo dove abitano. Magari qualcuno vorrebbe pure restaurare ma senza pecunia come si fa? Non è certo l’Amministrazione che può intervenire al posto del proprietario.
      Meglio lo squallore attuale piuttosto che la camera a gas del passato.
      Chi frequenta la via? L’imperatore del Giappone e famiglia? No, solo dei poveri diavoli che hanno la loro educazione, le loro possibilità economiche, il loro buon gusto.
      Di cosa dovremmo scandalizzarci?

    18. Tutta la zona a ridosso della Stazione Centrale fu il fulcro di tanti commerci che venivano alimentati dalla domanda di paesi e paesetti della provincia palermitana.Arrivavano in treno,facevano il loro shopping e se ne tornavano al paesello.Con la diffusione dell’automobile a livello familiare,si è assistito ad un decentramento delle attività commerciali verso le nuove zone di espansione della città,che chiunque poteva raggiungere facilmente.Quindi si abbassavano le saracinesche in centro storico e proliferavano tanti nuovi negozi nei nuovi quartieri.Finche’ non arrivò la GDO,cioè la Grande Distribuzione Organizzata.Si chiudono le saracinesche non solo in Centro Storico,ma anche nelle zone nuove.Ovviamente mi riferisco ai nomi tradizionali,che esercitarono per una o due generazioni.Arrivano gli asiatici che si inseriscono facilmente nei vari commerci ,sopratutto grazie a merce contraffatta,che si può comprare a prezzi stracciati.Intanto la Città
      che sostanzialmente vive di terziario,si è impoverita,e va a caccia di prodotti a basso prezzo.E li trova.Cosi il Centro Storico si avvia a divenire la Chinatown palermitana.Non male!

    19. D’accordissimo con l’autrice (e non me ne frega se è o non è Palermitana…non è quello che conta!). Inutile dire quanto lo scempio ed il senso del brutto sia oramai intrinseco a tutto ciò che accade a Palermo. Nelle mie peregrinazioni estive per le vie del centro, prima di entrare in via Maqueda ho potuto anche godere
      – della fauna che bivacca di fronte al Massimo con cani da combattimento quasi sempre di circolare e attaccare chiunque,
      – di ubriachi seminudi che lanciavano bottiglie di vetro alle 2 del pomeriggio,
      – del solito odioso mercante di cuccioli (che mi è stato detto da una pattuglia della polizia cinofila che sostava a 50m non si può fermare in alcun modo)
      – di un allegro trio di ragazzi che allietavano le mie pupille (e quelle dei passanti) con una fellatio al Politeama alle ore 7.30 del pomeriggio
      – dei sempre più presenti posteggiatori abusivi
      etc etc etc

    20. Alcuni commenti, di gente col cervello montato al contrario, provocano tanta di quella rabbia che viene voglia di prenderli a calci in cu.lo e andare a buttarli in un’isola deserta. Ecco perché un incapace come orlando cascio trova terreno fertile, tra sottosviluppati. Scrivono costoro che la città rinasce, e che ora è meglio di prima ?
      Fuori di testa: è meglio il centro storico trasformato in souk con bancarelle orrende che lo invadono, e negozi etnici nauseabondi che vendono merce inutile e di pessima qualità ?
      Annientamento della produzione locale oltre che dell’identità.
      Insegne nauseanti di bruttezza.
      E poi, patatine, caramelle, negozi di livello medio-basso; negozi chiusi.
      Non è difficile capire che è diventato un centro storico per miserabili, che non attrae, se non alcuni tasci locali, non attrae capitali, turismo di qualità, investitori. Moltiplica la miseria, l’economia sprofonda a “rating spazzatura”.
      Gli ignoranti come “balatoni”, tasci, scambiano la confusione che produce piccola economia miserabile (peraltro gli etnici, di bancarelle e negozi orrendi, vendono merce contraffatta, di importazione, trasferiscono denaro e impoveriscono ulteriormente oltre a deturpare), la scambiano per vitalità.
      Livello souk del terzo mondo per cervelli montati al contrario. Chiudere una strada non vuol dire pedonalizzare: zero servizi, zero attività socio-culturali, senso estetico da tasci rozzi e ignoranti (gli spagnoli autori dell’urbanizzazione del centro storico si rivoltano nelle tombe)

    21. A Barcellona sulla Rambla puoi trovare prostitute borseggiatori e truffaldini delle tre carte e nelle vie adiacenti indiani che vendono lattina di birra a pochi centesimi.

      Madrid ricordo la prevalenza di negozi Compro Oro con tanto di Strillone e butta dentro fuori dal negozio.

      Ma di che stiamo parlando?

      Io non voglio estremizzare scrivo solo che ora è un po meglio di prima e chi non lo ammette o vuole il centro aperto al traffico come prima o fa solo propaganda contro Oralndo( mettendosi al suo livello quando elogia la sua Palermo)

      Ps. Ma i troll nelle discussioni sono voluti?

    22. http://palermo.mobilita.org/wp-content/uploads/sites/6/2013/12/1505139_645028355536548_2145683498_n.jpg

      Riprendiamoci la Dignità di Via Maqueda!Rideteci Via Maqueda Così!( così faccio un po di demagogia anch’io )

    23. TROLL E SENZA CIRIVIADDU CI SEI TU.
      E magari pure multinick ?
      Quello che voi chiamate un po’ meglio, ripeto, è l’inizio della sostituzione… verso un souk del terzo mondo, un centro storico invaso da attività illegali e altre che vendono merce di pessima qualità, avviamento verso un’economia di miserabili, rating spazzatura.
      Paragonare con Barcellona, 5,5 milioni di turisti 50% in più di tutta la Sicilia è segno di demenza.
      Il problema di borseggiatori è mondiale ed in Europa le città italiane sono ai primi posti, Palermo compresa. Ma a Palermo si aggiunge, nel centro storico il souk diffuso e l’economia miserabile.
      C’è solo quello nel centro storico di Palermo: attività di basso livello, illegalità, puzza, bruttezza, bancarelle, negozi etnici orrendi, invasione che deturpa. Pedonalizzare per produrre questo scempio ? TARATI.
      Da senza ciriviaddu interpretare le critiche verso una pedonalizzazione fatta senza logica, da coloro che fanno invadere il centro storico da attività illegali, bancarelle, negozi che deturpano, attività nauseabonde che impoveriscono la città, interpretare le critiche per auspicio a tornare all’apertura al traffico è l’interpretazione da tarati provinciali.

    24. che palle accontentarsi sempre…
      è ovvio che via maqueda col traffico sia peggio, ma quella pedonale bella non è!

    25. Non so, forse sono io che ho problemi, ma io tutti questi odori nauseabondi non li sento, a parte la puzza d’ascelle.
      Qui non si sta dicendo che la via Maqueda sia diventata l’isola che non c’è. Ma da qui a descrivere una situazione catastrofica che obiettivamente non è , ce ne passa.
      Se io fossi un milanese, e leggessi questo articolo, penserei ” che merda di posto!!!”
      Siete davvero sicuri che la puzza sia così nauseabonda, perchè mi metto all’angolo di via bandiera a vendere mascherine, visto che in quella via vige l’illegalità.
      Le bancarelle hanno un permesso, sono spesso controllate dai vigili, i negozianti adesso pagano la tassa sull’insegna dei negozi, che fino a qualche mese fà nessuno pagava( e di questo ne sono certa). Forse non vi piacciono, forse non vi piacciono i negozi che fino ad ora sono presenti in questa via, ma queste sono “gusti” personali. E chissà, forse diventerà una piccola Via dei Condotti.
      Di strada da fare ce n’è, e su questo siamo tutti d’accordo, penso. Ma un articolo del genere è vergognoso perchè non rispecchia assolutamente la realtà. Questo non è giornalismo.OBIETTIVITA’, non IMPRESSIONI PERSONALI.

    26. Vi invito a essere rispettosi nei confronti degli altri commentatori. Grazie.

    27. @gigi le tue non sono critiche sono offese

      Non stupiamoci che con certi toni Rosalio perda utenti

    28. @<nick1
      ….DI CONTI E BARONI NEMMENO LA POLVERE E’ RIMASTA.
      E MENO MALE !….
      Invece dobbiamo ringraziarli!
      Se non fosse stato per baroni, conti, principi e duchi non avremmo di sicuro tutti quei bellissimi palazzi, chiese e monumenti che ammiriamo e ci riempiamo la bocca di avere in città, non esisterebbero di certo.
      Solo chi aveva il potere economico nelle mani poteva permettersi di costruire grandi dimore progettate dai grandi architetti che si sono susseguiti.

      Tutti i palazzi e ville storiche portano i nomi di chi li ha fatti costruire/modificare/ampliare/abitare, Palazzo Butera, Palazzo Comitini, Palazzo Santacroce, Palazzo Asmundo, Palazzo Abatellis, Palazzo Chiaramonte-Steri, Palazzo Ganci-Valguarnera, Palazzo Federico, Villa Trabia, Villa Malfitano, Villa Belmonte, Villa Pantelleria, etc…etc…., per non parlare dei cimiteri monumentali pieni di edicole funerarie che sono splendidi esempi di architettura del passato.
      Affermare che non è rimasto nemmeno la polvere e quanto di più riduttivo e negazionista.
      I Palazzi, con tanto di nome delle famiglie nobiliari, rimarranno lì a futura memoria di chi li ha eretti.
      Sicuramente di te e di me non resterà nemmeno la polvere e dai posteri saremo dimenticati.

      @Sandro
      io non farei certi paragoni con Via Montenapoleone, perchè tolte le boutique della grandi firme rimane una anonima via di una qualsiasi città del mondo, Via Maqueda è ben altro!

      @GIgi
      in linea di massima hai ragione, continuando di questo passo Via Maqueda, Via Roma e tutto il centro storico, sarà presto trasformata in un grande souk, ma non è facile attirare nuovamente il commercio in queste Vie che per anni sono stati il fulcro dell'economia di Palermo. La concorrenza dei centri commerciali è spietata.

    29. Sandro rimuoverò ulteriori commenti fuori tema e chattanti.

    30. Beh vedo che il dibattito è acceso, fa piacere sapere che lo 0,0063% dei palermitani dibatte su scelte che ha preso l’amministrazione senza consultare la suddetta cittadinanza.
      Ora premettendo che via Maqueda, e traverse annesse, era diventata una camera a gas a cielo aperto, è chiaro che l’idea di pedonalizzare il centro storico di base è una idea vincente.
      Perché quando si pedonalizza un centro storico, si creano percorsi storici, dove si ammirano le bellezze storiche e architettoniche di una città, si creano spazi d’arte dove esprimere tutta la vera fantasia e creatività tipica della nostra gente, si pensa ad un piano per il traffico e i parcheggi che rispetti l’ambiente e favorisca il commercio di chi vuole creare lavoro e opportunità nella propria città, si incentiva anzi l’apertura di negozi e ristoranti, di tipicità e unicità, di multietnico e km 0, ma regolamentato e legale nel rispetto di tutti, si abbellisce il centro storico con piccoli o grandi interventi a volte conservativi a volte estrosi ma sempre ad esaltarne la bellezza, e si aiuta chi possiede bellissime dimore a mantenerle bellissime……
      Ecco questo è pedonalizzare un centro storico, non chiudere una strada e “unni vuliti pigghiari pigliati”.
      Non credo sia questione di odori o di sporcizia, non solo di quella almeno, perché ci sono molte capitali europee pulite e vivibili ma Palermo no……
      Ma Palermo non deve essere come Barcellona o Siviglia o Amsterdam, semplicemente perché Palermo è diversa, ma questo non vuol dire inferiore, Palermo è bellissima (o meglio lo era parecchi secoli fa), ora bisognerebbe solo ricordarselo, e fare tutti qualcosa per farla tornare un pochino vicina a quello che è stato.
      Un primo passo sarebbe quello di cercare di capire chi mandare a governare la città, informandosi, cercando sulla rete, capire chi è che si candida alla guida di Palermo, questo è il primo passo per cambiare le cose.
      La filosofia del megghiu ri nianti non paga, non ha mai pagato, ma questo lo devono capire i giovani e trasmetterlo ai bambini, e aiutare a farlo riscoprire agli anziani.
      O almeno bisogna provarci.
      Sinceramente

    31. mi è capitato questo articolo su facebook. l’ho letto e speravo di non vederlo più. Solitamente non difendo palermo a spada tratta e non sono il suò più grande ammiratore, ma l’articolo è un insieme di critiche verso tutto e tutti senza senso.

    32. @Full
      mi verrebbe da scrivere che scrivi come se fossi un epigono di Conti e Baroni.Il mio commento voleva solo dire che la gioventu’ di oggi che si aggira intorno ai monumenti edificati da Conti e Baroni e’ certamente migliore
      di quella vissuta in epoche di Conti e Baroni.
      Pertanto riposino in pace (RIP) e non hanno motivo di rivoltarsi nella tomba a causa dei giovani d’oggi.
      Certo i monumenti sono rimasti,ma vi invito a riflettere sul modello di societa’ che ne ha permesso la edificazione.Sacrifici di tanti,per il godimento di pochi.Oggi gli epigoni di Conti e Baroni non riescono nemmeno a fare manutenzione.E’ la societa’ che e’ cambiata.Il lavoro costa e va pagato.

    33. Questo articolo è a dir poco patetico e pretestuoso per attaccare l’amministrazione comunale, che se vogliamo ha l’unico merito di avere pedonalizzato il centro storico. Un susseguirsi tracotante di snobismo radical-chic, . Persino la famosissima Sanremo aveva sino a due anni fa la via pedonale come la nostra vale a dire asfaltata! ci vogliono tanti soldi per pavimentare ed il comune li troverà Roma non fu fatta in un giorno. Poi se vuole l’autrice dell’articolo può fare una donazione al comune cosi’ velocizziamo i tempi!

    34. Si potrebbe attivare un’ operazione di raccolta immagini per ispirare chi volesse o potesse migliorare la zona? Magari può anche succedere che qualcosa cambi?

    35. Full, si devono ringraziare soprattutto gli spagnoli che lo permisero, costruirono monumenti anche direttamente, e crearono le condizioni, in particolare col loro “privilegio di Toledo e Maqueda”.
      In una città che conosco, e che frequento regolarmente, Parigi, in casi simili, per evitare il souk orrendo, il Comune ha messo in atto strategie intelligenti ed ha aiutato a installare negozi di qualità (ora riscuote gli affitti). orlando cascio e catania, incompetenti e incapaci, hanno trasformato il centro storico in un souk orrendo e nauseabondo.
      Stare qui a dissertare sulle strategie da applicare per copiare l’esempio parigino è perdita di tempo, per la presenza di alcuni utenti, e per la nefasta presenza al Comune di orlando cascio e catania. La qualità e servizi adeguati (comprese iniziative e luoghi per attività socio-culturali di qualità) attirerebbero, ed eleverebbero il livello di frequentazione, i centri commerciali non sarebbero un ostacolo; ora attira troppi tasci e squattrinati. Patatine, telefonia, caramelle, collanine di pessimo gusto, alimentazione etnica puzzolente e indigesta, insegne improvvisate di bassissimo livello (pezzi di plexiglas orrendi), vestiti cinesi e indiani di scarsissima qualità. Centro storico di tasciume e miseria, aggravante non c’entra niente con Palermo.
      La signorina Eleonora necessita di visita specialistica se non vede la bruttezza e non sente i cattivi odori nauseabondi… e non ha capito che sulle bancarelle c’è merce contraffatta, illegale, venduta pure al nero; soldi trasferiti da un’economia già disastrata. Chi concede le licenze è complice dell’illegalità

    36. correggo: In una città che conosco, e che frequento regolarmente, Parigi, in casi simili, per evitare il souk orrendo, il Comune ha messo in atto strategie intelligenti ed ha aiutato a installare negozi di qualità (ora riscuote gli affitti)
      SALTATA UNA FRASE:
      spostando in altre zone (periferiche), o chiudendoli per questioni amministrative (sicurezza, igiene, legalità, etc) i negozi che costituivano il souk, e negando ad altri simili la possibilità di prendere il posto di eventuali negozi vuoti. A Palermo dovrebbero chiudere innanzitutto per danneggiamento da deturpazione.

    37. Ma l’autrice sa per dato di fatto che mancano i progetti di restauro degli edifici? Perché negli ultimi 20 anni se ne sono restaurati centinaia nel centro storico, molti altri sono in attesa (l’iter burocratico è purtroppo molto lungo). L’unico caso in cui la facciata restaurata nasconde un palazzo in cattive condizioni all’interno è Palazzo Napoli-Palazzo Costantino, ma perché il restauro non è stato concluso per esaurimento fondi. In altri casi si è restaurato all’interno mentre le facciate ancora aspettano.
      Resta molto da fare senza dubbio, ma non è che siamo fermi a 20 anni fa…

    38. @Nick1
      se per epigono intendi “chi riprende le idee o lo stile del passato”, allora sono un epigono e lo prendo come un complimento, se invece lo intendi come figlio di, allora sei proprio fuori strada.
      Dici che la gioventù di oggi, che si aggira fra le dimore storiche, è migliore.
      Ma migliore di che?
      La stragrande maggioranza è ignorante, nonostante diplomi e lauree, nullafacente, che la sera bivacca in ogni angolo di strada dove insistono pub e locali vari, lasciando rifiuti in ogni dove, per poi la mattina, smaltita la sbornia, lamentarsi delle strade sporche.
      Poi non mi pare di vivere in uno Stato dove tutti abbiamo lo stesso tenore di vita, ci sono i ricchi e i poveri.
      Oggi i ricchi edificano, solo per loro stessi, in zone nascoste agli occhi dei più, mentre un tempo i nobili costruivano anche altri tipi di manufatti (chiese e monumenti) che potevano essere fruiti anche dai poveri.

    39. un complimento,
      ovviamente!

    40. Condivido in pieno quanto descritto nel post.
      Condivido anche quanto scritto da GIGI: il problema sono i palermitani che si accontentano invece di protestare con veemenza di fronte a tale scempio.
      Orlando, del resto, è quello che ha inaugurato di recente il “fantastico” giardino di piazzetta S.Anna al capo…

    41. Post azzecatissimo che approvo totalmente.
      Faccio i miei complimenti all’autrice per l’encomiabile stile e per i correttissimi contenuti.
      E’ fin troppo ovvio l’amore che da questo post si evince verso la città e verso quella che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per questa città.
      Ma che come tutto il resto, è stata violentata deturpata resa oscena e fa male a chi veramente ama questa città e la vorrebbe splendida come dovrebbe e purtroppo potrebbe essere.
      A me non interessa affatto la politica , illazioni sull’amministrazione etc etc., mi piacerebbe soltanto tornare e trovare la mia città di un tempo, all’altezza di quello che fu.
      Piange il cuore, ma questo è!

    42. da quanto scrivi
      suppongo tu sbbia oltrepassato i novant’anni !

    43. No…non ancora…
      Diciamo che sono abbastanza vecchio per avere vissuto gli anni 80.
      Ma il mio riferirmi allo splendore di Palermo di un’epoca molta lontana ormai nel tempo, è voluto nel senso che bisogna lottare affinchè tutto porti verso quella direzione e quei fasti.
      Per cui le correttissime considerazioni dell’autrice del post, non vanno prese come snobismo o come fatte da chi non vive nella (triste) realtà Palermitana.
      Bisogna capire che qualunque cosa fatta in maniera ineccepibile e possibilmente bella, è assolutamente vitale per questa città.
      Continuare a dire che siccome va tutto male, allora il minimo sforzo va letto come qualcosa da prendere come una benedizione, è un errore madornale.
      Se qualcosa va fatto, allora va fatto a regola d’arte.
      E la pedonalizzazione di via Maqueda è un orrore, una presa per i fondelli sia verso i cittadini, che nei confronti dei poveri turisti, che ignari popolano questo suk , convinti di trovare bellezza magnificenza…e poi invece si presenta loro la cruda verità…

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Via Maqueda e la mancanza di dignità, 3.7 out of 5 based on 6 ratings