sabato 1 ott
  • Giuseppe Insalaco

    Il figlio dell’ex sindaco Insalaco contro Ferrandelli: “Manifesto offensivo”

    Luca Insalaco, figlio dell’ex sindaco Giuseppe Insalaco (che venne ucciso da Cosa nostra nel 1984 dopo aver denunciato collusioni tra mafia e politica), ha criticato il manifesto con cui Fabrizio Ferrandelli ha annunciato venerdì la sua candidatura. Nel manifesto vengono mostrati diversi ex sindaci di Palermo tra cui Vito Ciancimino e Salvo Lima accostati ad altri sindaci e l’immagine di Ferrandelli a colori con la scritta «Ora ci provo io».

    Insalaco ha dichiarato: «Il signor Fabrizio Ferrandelli nella presentazione della sua candidatura a sindaco di Palermo ha fatto riferimento ai sindaci che negli ultimi 50 anni hanno governato la città, affermando tra l’altro che “si sono succedute amministrazioni diverse, diverse negli uomini, nelle idee, negli schieramenti politici; ogni sindaco si è presentato, quasi sempre, con programmi e proclami di miglioramento e con promesse che troppo spesso sono state disattese”. In questa presentazione, nel suo sito e nel filmato che è stato trasmesso tramite social network e media, era messo in evidenza un cartellone con le foto di alcuni primi cittadini della città di Palermo. Tra le foto era ben visibile quella di Giuseppe Insalaco, sindaco per solo 100 giorni poiché immediatamente sfiduciato dai politici del tempo, in quanto aveva cercato di intraprendere un’amministrazione rispettosa della legalità e contro la criminalità organizzata fino ad essere successivamente barbaramente trucidato dalla mafia. L’inserimento dell’immagine della figura di mio padre all’interno del cartellone della sua candidatura e di conseguenza l’adombrare che anche la sua azione politica fosse stata l’ennesimo fallimento o il risultato di comportamenti inefficaci offende la nostra famiglia, gli amici e tutti i cittadini sani della città che hanno vissuto le sue tragiche vicende. Ferrandelli, nell’inserire anche Giuseppe Insalaco tra gli autori del fallimento amministrativo e politico della città, accomunandone la figura a quelle di un Ciancimino e di un Lima e non inserendo tutte le immagini dei passati sindaci come se avesse voluto escluderne solo alcuni dal malgoverno, ha arrecato gravissimo danno alla sua memoria, provocando alla famiglia profondo dolore e immensa indignazione».

    Speciale elezioni sindaco di Palermo.

    AGGIORNAMENTO.
    Ferrandelli ha replicato: «Mi rammarica profondamente che il signor Luca Insalaco non abbia compreso a pieno il senso delle mie parole sintetizzate nel manifesto di presentazione della mia candidatura a Sindaco di Palermo. Ho dichiarato che negli ultimi cinquant’anni “si sono succedute amministrazioni diverse, diverse negli uomini, nelle idee, negli schieramenti politici”, ho precisato di non volere, con ciò, entrare nel merito delle loro intenzioni e delle loro capacità come persone né delle loro diverse storie personali, ma semplicemente costatare quello che hanno sotto gli occhi tutti i palermitani ogni giorno: una città diversa nell’estetica forse, ma immutata nella sostanza.”
    Inoltre, ho ribadito in modo netto che la storia politica, etica e morale di ognuno dei soggetti è DIFFERENTE e NON ACCOMUNABILE.

    Proprio per non esercitare alcuna valutazione etico-morale ma volendo essere obiettivi: quel manifesto “mostra” solo gli ultimi 50 anni di amministrazione cittadina (cinquantennio che comprende ANCHE la parentesi di Giuseppe Insalaco). Il MANIFESTO È SOLO UN ELENCO STORICO NON UNA VALUTAZIONE MORALE.
    Mi preme precisare, per estrema chiarezza, l’assenza di due ex sindaci: Giovanni Lapi che ha governato per 16 giorni e Francesco Spagnolo del quale, nonostante accurate ricerche, non siamo riusciti a rintracciare alcuna immagine.

    Spero davvero che le parole dette da Luca Insalaco siano state frutto di un semplice fraintendimento delle mie intenzioni. Tuttavia come lo stesso Insalaco ha potuto constare le sue parole, al di là della sua volontà, sono state utilizzate per avviare una polemica che non fa bene a nessuno, nemmeno alla memoria di chi per servizio ha pagato con la vita.
    Per questo auspico un incontro, per rivolgere direttamente al sig. Insalaco la stessa domanda che ho posto a tutti i palermitani: “Lei, sig. Insalaco, è soddisfatto della sua città?” …proprio su questo vorrei confrontarmi».

    Palermo
  • 3 commenti a “Il figlio dell’ex sindaco Insalaco contro Ferrandelli: “Manifesto offensivo””

    1. Purtroppo ognuno di noi dimostra superficialità, poca attenzione e molta presunzione nel voler érgersi rispetto agli altri, con atti, o in questo caso manifesti, fuori da ogni logica., il signor Ferrandelli pensava forse di avere trovato la chiave, o di avere fatto una “genialata” o è stato semplicemente mal consigliato, e comunque sono d’accordo con il signor Insalaco.
      Anche io la penso come lui. Rispetto per le Sue parole

    2. Costanza, in passato mi sono ritrovato piu’ volte in disaccordo con i tuoi commenti. Oggi non posso fare altro che darti ragione. Tutti dovremmo sempre riflettere bene prima di ergerci rispetto agli altri.

    3. trovo la risposta di Ferrandelli fuori luogo, ancora più del manifesto. credo che avrebbe dovuto solo scusarsi e non aggiungere altro. una magra figura.

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