lunedì 24 apr
  • cani in gabbia

    I sacchi di patate

    Negli scorsi giorni è avvenuta presso il canile in via Tiro a segno una 48 ore di follia. Uno scontro di carte ma soprattutto di principi tra l’amministrazione comunale, il cui comandante in capo annuncia l’intenzione di fare squadra con i cittadini ormai da settimane, ed i cittadini stessi con cui dal prossimo mandato intende fare squadra.
    Il tema è quello della ristrutturazione del canile sul quale pende un finanziamento di due milioni di euro e che giustamente l’amministrazione ha interesse a rendere operativo prima delle elezioni. Dico giustamente e legittimamente perché fa parte della retorica del consenso che non ha inventato il sindaco di Palermo, ma che è nell’ordine quasi naturale delle cose politiche in Italia. Non è questa la sede per giudicare questo andazzo, che prevede di fare le cose sempre e solo a ridosso delle elezioni.
    Per dare corso a questa ristrutturazione occorre liberare il canile da 111 cani. Occorre una soluzione rapida ed indolore. L’amministrazione dà corso ad un avviso il 10 gennaio; nella sostanza concede un contributo di 480 euro a chi preleverà i cani e li custodirà (il bando dice deterrà) per 12 mesi. L’incentivo verrà corrisposto in due quote, la prima dopo sei mesi dal prelevamento la seconda dopo 12 mesi. Affidandoli ad associazioni iscritte ad albi e comunque qualificate.
    Il 15 marzo, due mesi dopo, l’amministrazione modifica l’avviso in “piccoli dettagli”, per prendere in adozione i cani è sufficiente essere associazioni di volontariato iscritte ad albi ove presenti ed aventi nello statuto scopi animalisti e protezionisti. Con le modifiche l’incentivo verrà erogato il 50% 30 giorni dopo il prelevamento e 50% 120 giorni dopo il prelevamento (non si parla più di detenzione, parola comunque orribile), il che significa ovviamente che se nel primo caso è interesse di chi preleva il cane farlo vivere almeno un anno, nel secondo caso la fine del cane non interferisce sul pagamento del corrispettivo che avverrà comunque dopo sei mesi dal prelevamento e presumibilmente qualunque sia la sorte del cane detenuto.
    In tutto questo da dicembre le associazioni avevano contestato le determinazioni dell’amministrazione, ipotizzando che dietro il pagamento di un corrispettivo di fatto si incentivasse un business di operatori senza scrupoli del tutto disinteressati agli animali. La vicenda ha portato alle dimissioni della consulente per le politiche sugli animali, decisamente contraria al provvedimento.

    I volontari per i quali i cani sono individui che conoscono uno per uno, perché se ne prendono cura da anni, si sono proposti di trovare delle collocazioni a titolo gratuito, ma questa proposta, inviata via pec sembrerebbe successiva alla manifestazione di interesse di altre associazioni, non locali, cui l’amministrazione decide di dare priorità parlando genericamente di penali, delle quali per la verità sul bando non c’è traccia. Immagino che se la circostanza fosse dimostrata dai documenti, in presenza di una associazione disponibile per via ufficiale a prendere i cani gratuitamente preferire una che prevede un corrispettivo configuri il caso di danno erariale. Considerando anche la natura aperta dell’avviso e quindi della sottostante trattativa privata tra ente pubblico e soggetto privato.

    Le associazioni a quel punto, gente che frequenta il canile e che si occupa dei cani da anni, chiedono di conoscere la destinazione dei cani, l’identità dell’associazione che li avrà in custodia, quali sono i cani che andranno deportati in questa nuova detenzione (per noi sono sacchi di patate per loro animali che conoscono per nome), con quale mezzo avverrà il trasferimento; chiedono di assistere con veterinari a questi momenti per essere certi che i cani scelti siano in grado di reggere il viaggio. Sembrerebbe che sul camion siano finiti anche cani già adottati, sui quali restavano da definire solo gli ultimi documenti di adozione, e soprattutto tanti cani malati, che probabilmente con buona pace di tutti sarebbero morti durante il trasferimento o poco dopo. Il sembrerebbe è d’obbligo perché come si vede dai video a nessun cittadino o presidente di associazioni, o volontario è stato consentito di assistere alle operazioni. Da qui il nascere delle proteste. Ma se non hai niente da nascondere, viene da chiedersi, qual’è il problema di fare assistere i portatori di interesse?

    Nel frattempo, qualcuno, un teppista delinquente, taglia le ruote di un camion, e così finalmente il sindaco ha l’occasione di fare di tutta l’erba un fascio e responsabilizzare dell’incidente lo stesso gruppo di cittadini che chiede solo trasparenza ed informazioni. Queste signore che vedete nel video sarebbero agitatori taglia gomme.

    Le associazioni animaliste si dissociano dal taglio delle gomme, a mezzi che sono consapevoli essere utilizzati giornalmente per i soccorso agli animali in difficoltà, si sentono vittime dell’atto teppistico tanto quanto l’amministrazione con cui vorrebbero fare squadra. Ma è presto ragazze, aspettate a giugno, allora si saremo una squadra, e perché no una grande famiglia. Abbracciamoci e vogliamoci bene, da giugno, forse. Ora non c’è fretta.

    Ma torniamo ai fatti. Per i cani va trovata una soluzione, meglio finale, peraltro una associazione per fortuna rispondente ai requisiti delle modifiche dell’ultima ora (che culo, viene da pensare, il dirigente ci ha visto lungo), si è resa disponibile a prelevare i cani. Tutto sembra andare per il meglio, e la città tradizionalmente inginocchiata alla monarchia di chi sa fare, sembra pronta ad accettare anche questa soluzione finale del problema come definitiva ed inappellabile. Finché, colpo di scena, si scopre che l’associazione destinataria dei cani, sembrerebbe presieduta dal marito di una donna, nota alle cronache, con varie denunce per maltrattamento di animali. Fermata con camion pieni di cani prelevati trovati morti o tenuti in condizioni al limite della sopravvivenza. Soluzione finale appunto.

    Vabbe’…il marito sarà un altro genere di persona. La signora è stata vista scegliere i cani ed era presente al prelevamento degli stessi. Vabbe’…ma il marito, che fino a prova contraria è persona per bene, certamente vigilerà su di lei. E poi una denuncia non è una condanna penale. Dove è finito il garantismo? Le denunce sono molte. Vabbe’ e così però non si può fare mai nulla…
    Per chi si è preso cura di questi cani è legittimo chiedere un principio di precauzione prima di consegnare i cani a questa associazione. A quanto pare il dirigente di turno sarebbe stato spiazzato dall’idea che le parole “principio” e “precauzione” potessero essere associate in una sola frase.

    Il sindaco a mezzo dei suoi solerti delegati va avanti, ancora per qualche settimana d’altro canto lo sa fare, comincerà a fare squadra e ad ascoltare le ragioni della città quanto prima, appena lo avrete rieletto. Per il momento lasciatelo fare. Avremo presto un bel canile per prenderci cura dei cani come prescrive la legge, che importa nel frattempo dei cani. D’altro canto è coerente con il resto. Non abbiamo forse a Palermo piste ciclabili sulle quali è impossibile andare in bicicletta? Bambini senza avere asili nido? ecc. ecc. ecc.

    La magistratura ha bloccato tutto, anche a seguito di un intervento dell’assessorato sanità che riscontra non iscritta al competente albo l’associazione incaricata dal comune del prelievo dei cani.

    Il sindaco a questo punto fa marcia indietro e sospende tutto. Ancora una volta la magistratura governa e decide per manifesta incapacità di chi dovrebbe farlo e di certo aveva detto che lo sapeva fare.
    Peraltro è indirizzata al sindaco una denuncia penale da una associazione nazionale di tutela degli animali.

    Ovviamente mentre le decisioni vengono prese, senza la voglia di ascoltare, cercare e trovare soluzioni condivise, troveremo tempo e modo di parlare del problema: nei comizi elettorali, che presto arriveranno, nella tavole rotonde, nel dibattito; ne parlerà il sindaco, il candidato sindaco, l’amico del candidato sindaco, il consigliere comunale, il candidato Pd senza simbolo, il candidato Forza Italia con il simbolo, o forse no, non si sa ancora; l’attivista, il candidato 5 Stelle senza bandiere, il candidato cittadino, la bandiera senza candidato, il Pc, l’ultimo elettore ancora vivente di Rifondazione, il bene comune, ce lo chiede l’Europa, il sacrificio, partecipazione dal basso ecc. ecc. Tutti avranno argomenti per spiegarci la situazione, immagino anche un plastico del canile ed il parere dello psicologo che ha intervistato i cani; se siamo fortunati avremo anche l’intervista anonima di un cane che ha deciso di smettere di abbaiare. Apriremo tavoli tecnici, conferenze di servizio, esperti nazionali, consulenti, blog, pagine facebook, parole di cordoglio per i cani caduti in questa guerra di civiltà; verrà scovato anche chi ha tagliato le gomme che riceverà un compenso per andare in una tv nazionale a spiegarci come funziona il mondo. Perché si sa chi delinque in Italia è titolato ad andare in tv.

    Calma. Calma. Calma. State tranquilli. Non saranno presenti i rompiballe degli animalisti. Perché è bene che mentre noi esperti argomentiamo su come si gestisce la questione cani, alternando gli argomento con riflessioni sul bene comune e sull’incognita del Palermo calcio, qualcuno che lo sa fare si occupi dei cani.

    Palermo
  • 5 commenti a “I sacchi di patate”

    1. Infatti, alla fine chi si sta occupando dei cani? I mafiosi criminali delinquenti animalisti, gli stessi che il dirigente Capo area in una lettera pubblica definiva “soggetti infami”. Ma come, quando fanno comodo non lo sono più? Ora che stanno togliendo all’amministrazione una patata bollente (è il caso di dirlo) dalle mani, facendo tra l’altro risparmiare soldi alla città, non sono più infami?

    2. Eliminerei le polemiche sul vocabolo “detenzione” in quanto è traslato dalla Legge 15/2000 della Regione Siciliana che cita più volte il termine detentore (come colui che ha in possesso il cane), diventa quindi un termine giuridico traslato dalla norma al provvedimento e non un modo di intendere un regime carcerario (anche se, di fatto, i cani in canile sono carcerati in attesa di adozione-liberazione.
      Andrei cauto anche sull’ipotesi riguardanti i tempi dello svuotamento del canile (coincidenti col periodo pre-elezioni ) in quanto l’appalto è stato aggiudicato da anni ed non consegnare i lavori alla ditta aggiudicataria pone il Comune (e quindi noi) a rischio penali.
      Per il resto appaiono evidenti errori dell’amministrazione nell’avere gestito la cosa in maniera poco trasparente soprattutto riguardo alle associazioni che, dal canto loro, spero collaborino nell’individuazione di colui (o coloro) che sotto i loro occhi ha (o hanno) tagliato i pneumatici ai mezzi comunali.
      Per dovere civico ed anche perchè le stesse associazioni sono parte lesa.

    3. L’aggiudicazione per la ristrutturazione è del 2012, cioè questa amministrazione in 5 anni non è stata capace né di svuotare il canile né di trovare una soluzione alternativa e anche più logica, che sarebbe stata quella di fare PRIMA una NUOVA struttura, dove POI trasferire i cani, invece di distribuirli in giro per canili privati, o di mercificarli con incentivi che inevitabilmente possono attirare gente poco raccomandabile. E ciò che non ha fatto in 5 anni, guarda un po’ deve farlo di tutta fretta a due mesi dalle elezioni… Ma certo, beviamoci pure che lo fanno nell’interesse della comunità! L’interesse dei cani è stato comunque ignorato.
      Altra domanda: ma durante i 18 mesi (previsti nel bando) di ristrutturazione di Via Tiro a segno, tutti gli altri cani che i civilissimi palermitani continueranno a maltrattare e abbandonare, dove li mettiamo, visto che l’ex-macello è già saturo? Dove sono state in questi 5 anni le politiche di prevenzione, sensibilizzazione ed educazione?
      E infine, a chi è servito il taglio delle gomme? Forse a chi l’ha usato per distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità amministrative e dirigenziali e per delegittimare chi protestava per le scelte inqualificabili dell’amministrazione. Chi ha tagliato le gomme è un vandalo e uno stupido, non un animalista. Tutte le associazioni e i volontari hanno condannato il gesto. Io al presidio c’ero: non ci sono mai stati gesti di violenza, mai tensioni di nessun tipo, se non continue richieste e tentativi disperati di dialogo con un’amministrazione che invece si è trincerata dietro carte e cavilli, impedendo tra l’altro l’accesso a chi legittimamente doveva, e poteva per legge, controllare e garantire la correttezza delle procedure in atto a tutela degli animali. Il maggior momento di tensione è stato quando ci siamo seduti a terra invocando in coro “pace pace pace”… anzitutto per gli animali che continuano ad essere le vittime indifese di questa città capitale, sì, ma del degrado culturale e umano.

    4. Spillo 68, io non ho polemizzato sulla parola, l’ho solo giudicata, e la ritengo orribile. Opinione che mi sento di confermare. Sarà scritta nella legge e quindi vorrà dire che la legge utilizza una parola orribile che froidianamente elicita le intenzioni di chi la legge ha redatto. Il mondo lo costruiamo decidendo di accettare ed usare parole o loro sinonimi, come ben sanno le vittie di bombe intelligenti.

      Io non c’ero, ma mi è stato riferito che il taglio delle gomme è avvenuto nelle mattinate quando c’era un presidio di 3/4 persone che ha avvisato le associazioni appena ha notato le gomme tagliate. Ma anche questo è del tutto ininfluente. In questa città è stato detto: “il sospetto è l’anticamera della verità”, è una frase fascista (anche qui non polemizzo, giudico), che ha determinato il presente nel quale viamo, che ha consentito al sindaco di ribaltare agli animalisti, che avevano evidenziato la pessima gestione della vicenda e le responsabilità dell’amministrazione, responsabilità non loro; ed è il principio che consente a lei di mescolare in questa sede i piani circa la leggittimità delle richieste degli animalisti, ed il dovere sancito dalla legge di denunciare un crimine quando vi si assiste. Converrà che sono due temi del tutto distinti.

    5. Convengo che sono due temi del tutto distinti ed infatti non li ho affatto mescolati. Rimane il fatto che l’episodio è stato strumentalizzato (com’era facilmente prevedibile) ribaltando la prima impressione sui torti e le ragioni. Riguardo al sospetto (la verità del “non c’ero ma lo so” la lascio allo stimato Pasolini!) non credo però ad un sabotatore inviato da chi ha poi rivoltato la frittata od al vandalo passato da lì per caso. Rimane il fatto che chi la pensa secondo il principio fascista da Lei citato ritiene “mascariati” proprio i ragazzi del sit-in (a cui, in generale, va tutta la mia stima).
      Riguardo alla parola detenuto=posseduto (vedi dizionari vari) rispetto la Sua valutazione soggettiva, io mi sono limitato a riportarne il significato asettico (e giuridico) in quanto mi è sembrato che l’attenzione posta sul termine la distogliesse dalla valida tematica del post

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