mercoledì 22 nov
  • Genio

    Canile Palermo

    Il canile di Palermo, quanto vi avviene, quanto è avvenuto, è una splendida metafora della nostra città. Mi ero occupato dell’argomento in campagna elettorale.
    La vicenda, che tra l’altro prevedeva lo smaltimento di animali vivi con il ricorso ad operatori di dubbia fama, generò proteste degli animalisti e l’attenzione di parlamentari nazionali del movimento 5 stelle con un accorato intervento di Licia Colò; in ragione di questo emersero e furono rese pubbliche irregolarità anche amministrative e la vicenda fu sospesa. Sono seguiti mesi di campagna elettorale conclusi con la grande vittoria del sindaco uscente.
    Una vittoria talmente eclatante che ha ridato l’energia al sindaco ed ai suoi uffici, che hanno riaperto le procedure quasi come se nulla fosse. Se allora scrivevo per aprire gli occhi ai miei concittadini, ora scrivo solo per potermi prendere il gusto tra cinque o cinquanta anni di potere dire: l’avevo detto. I risultati elettorali danno ragione ai metodi dell’amministrazione, per quanto arroganti possano sembrare.
    Ho letto, nei giorni successivi alla campagna elettorale vari commenti ironici da parte di elettori orlandiani che commentavano in vario modo i risultati elettorali 5 stelle, come se fosse una questione sportiva e non punti di vista diversi che dovrebbero comunque incontrarsi e dialogare. Come se io e loro portassimo i figli in scuole diverse, attraversassimo marciapiedi diversi e vivessimo in città diverse.
    Quel ghigno di ironia lo leggo adesso anche nei modi con cui la vita amministrativa della città riprende: ripreso il potere significa per Orlando riporre nel cassetto lo slogan “facciamo squadra”, al quale per la verità non credo neanche i suoi elettori abbiano mai creduto, e riprendere la strada consueta del dispotismo senza squadra, del decisionismo nudo e crudo.
    Al canile, come se nulla fosse stato discusso, come se nessuna campagna elettorale avesse avuto seguito, come se nessuno avesse mai protestato, sono ripresi i trasferimenti dei cani, senza alcun confronto preventivo con le associazioni animaliste, senza neanche cercare il dialogo con la squadra (che per capirci è la città, non gli elettori); il sindaco d’altro canto rinato a nuova vita politica, è adesso concentrato nelle regie e nelle strategie regionali: vincere a Palermo lo porta lontano da Palermo, il che non è detto sia un male.
    Nel merito della vicenda, l’amministrazione applica una foglia di fico che prevede lo spostamento dei cani al canile di Isnello, struttura presso la quale sarebbe stato visto – in assenza di prove certe il condizionale è d’obbligo – lo stesso mezzo della equivoca società cui i cani sono stati assegnati con un corrispettivo di 480 euro diversi mesi fa e che determinò tante proteste. Sembrerebbe quindi solo decentrato rispetto alla città il processo di smaltimento dei cani non la procedura adottata né le modalità operative.
    La questione va molto oltre il canile ed i cani, che pure pagheranno con la loro vita le decisioni dell’amministrazione. La questione è relativa a come intendiamo ed immaginiamo il rapporto tra chi amministra e chi è amministrato. La questione è relativa al nostro ruolo di cittadini, ed al diritto dovere che abbiamo di essere parte dei processi decisionali che ci riguardano.
    Adesso c’è una battaglia importante da compiere, ed in palio non vi sono voti questa volta, c’è contro un nemico fortissimo, un sindaco elettoralmente vincente, amministrativamente competente ed arrogante. C’è una sfida tra Davide e Golia. Nuovamente i parlamentari nazionali 5 stelle si sono attivati, e nuovamente Licia Colò ha realizzato un video seguitissimo sulla vicenda.

    CI CHIEDONO ANCORA AIUTO sul canile di Palermo. Purtroppo i cani continuano ad essere portati via.. CONDIVIDIAMOLA. GRAZIE

    Posted by Licia Colò on Thursday, June 15, 2017

    Serve, adesso, che qualche giovane scagli la sua fionda contro l’ingiustizia, serve che qualcuno dei cittadini 5 stelle neoeletti a Palermo abbia il coraggio di alzare la testa e dare voce a questa protesta, di rivendicare il diritto al dialogo ed alle scelte condivise, il diritto ad un tavolo di concertazione sulla gestione di questa e di altre emergenze cittadine. Serve che uno qualunque tra gli eletti 5 stelle a Palermo faccia quello per cui è stato votato: obblighi il sindaco alla squadra promessa, e lo faccia adesso.

    Palermo
  • 4 commenti a “Canile Palermo”

    1. Perché questo appello a un solo gruppo?

    2. Tony, chiedo conto e ragione a quelli cui ho dato fiducia. Loro sono portavoce ed hanno obbligo di rendere conto, e in virtù dello statuto del movimento possono essere revocati se non svolgono il loro compito.
      Non credo di avere lo stesso ascendente su nessuno degli altri eletti ;).

    3. ci sono indagini avviate dalla Magistratura sull’operato del comune e sull’operato delle associazioni ambientaliste.
      Indagini avviate sia per denunce del comune che delle associazioni.
      Ormai (fortunatamente) non è più una questione “politica” ma solo di verifica del rispetto delle normative vigenti in fatto di gestione del canile e in fatto di economicità dell’azione amministrativa del comune nelle scelte operate.
      Ci saranno sentenze e non saranno post di blog nè comunicati stampa politici.

    4. Andrea! E’ sempre una questione politica, ed al di là di quanto le procedure siano state rispettate da una parte e dall’altra, resta il fatto che scelte strategiche come queste debbano sempre essere oggetto di un confronto con la comunità e con i portatori di interesse e non semplici atti amministrativi.
      Ragione per la quale auspico che rimanga l’attenzione di blog e di comunicati stampa al di là delle sentenze. Queste sono garanti del rispetto delle regole, i primi garanti del persistere delle condizioni minime di democrazia.

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