venerdì 24 nov
  • La Banda degli onesti

    La Sicilia ha un cuore che batte, si emoziona, la fa vivere, sognare e suonare.

    La nostra è una terra ricca di realtà stupende, una delle quali ha il volto di Suor Antonina della congregazione delle suore collegine, ed ha il suono della Banda di Bisacquino.

    L’una non potrebbe esistere senza la seconda e viceversa. La sorella ospita affettuosamente nel convento, di cui si prende cura e nel quale vive da sola con due anziane consorelle, la Nuova Bisacquino, un’associazione di ragazzi che lo ha ristrutturato, allestendo una foresteria usata per gli scambi culturali con giovani di altre città ed altre regioni. Tra le mura del convento e le cure di suor Antonina nasce la banda, diretta dal maestro Ignazio Gendusa, il professore della scuola che ha accolto questa sfida e scegliendo i ragazzi più dotati ne sta facendo musicisti. Siamo tutti di Bisacquino rivendicano, e fanno bene, i ragazzi. Il più giovane ha 12 anni. Imparano a suonare e questo li tiene lontani dai bar, dalle sale gioco, e li distrae dal pensare che essere nati in quel paese, dimenticato come tutto il resto dell’entroterra, sia una colpa e non un privilegio.

    Io sono capitato una sera di prove, per caso, i ragazzi hanno voluto farci un omaggio musicale. Ne ho rubato un pezzetto, sperando di avere in qualche modo registrato anche le emozioni contrastanti di quella sera. Rabbia, sempre, ancora e tanta, per ciò che dovrebbe essere e non è, una rabbia che cresce ogni giorno che giro questa nostra terra; ma anche affetto per questi ragazzi ed il loro professore/direttore/maestro. Sono i nostri avamposti in trincea ed hanno già iniziato a costruire la Sicilia che sarà, se sapremo ascoltarli e capirlo. Quella immaginata da una sorella settantenne, che sale e scende le scale del convento come fosse una ragazzina, portando affetto e gelato a dei ragazzi che suonano in nome del futuro che meritano.

    Mi sono emozionato, pensando quanta vitalità e gioia, in questa voglia di fare, in questa banda, che io credo dovrebbe diventare la Banda ufficiale della Sicilia, il simbolo di volere e saper fare a qualunque costo e contro ogni ragionevolezza, nonostante si viva in un posto troppo lontano da tutto, nel quale chi doveva ha dimenticato di rifare perfino le strade. Ebbene si, pensando alle emozioni di quella sera mi viene da dire che siamo gente che crede alle sirene ed ai sogni impossibili qui in Sicilia. La terra nella quale, lo ricordo, le piante trovano modo di attecchire su gessi ed argilla. Qui una banda di ventenni è nata nonostante tutto, arrampicata contro ogni ragionevole previsione, come le piante di cui parlavo lo sono alle pareti friabili dei calanchi. Io sogno un governo per la nostra terra, un governo che sappia prendersi cura di tutto questo, di questa musica, di questi sogni, di questi ragazzi.

    Palermo, Sicilia
  • Un commento a “La Banda degli onesti”

    1. È una cosa meravigliosa!! Abbiamo bisogno di gente che ami la Sicilia e i siciliani. Abbiamo bisogno di un popolo che ritrovi l’orgoglio della propria terra e la speranza di poter creare un futuro meraviglioso per tutti in ogni angolo della nostra bellissima isola. Chi ha ucciso lentamente questa terra, per ignoranza, malaffare e egoismo, deve sparire sovrastato dalla bellezza e dall’orgoglio della parte buona del popolo siciliano, troppo a lungo silente e rassegnato. Un grazie infinito a chi si sta impegnando, giorno dopo giorno, con impegno e passione, perché questo accada.

    Lascia un commento (policy dei commenti)

La Banda degli onesti, 4.3 out of 5 based on 4 ratings