domenica 22 lug
  • Sigarette elettroniche: le lobby e la salute

    Sigarette elettroniche: le lobby e la salute

    L’articolo 32 della Costituzione italiana cita testualmente:

    «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

    Ho avuto il piacere di incontrare un gruppo di negozianti di Palermo che commercializzano la sigaretta elettronica. Mi hanno esposto il loro forte disappunto per la modalità con cui il Parlamento italiano sta trattando questo commercio. Rischiano in pochi mesi di chiudere la loro attività a causa della visione miope del legislatore. L’argomento mi ha appassionato parecchio. Esempio emblematico di come scienza, micro-economia, macro-economia e politica possano combinarsi in un pasticcio all’italiana.
    Nei prossimi giorni in Parlamento si discuteranno vari emendamenti che riguardano le sigarette elettroniche e il loro commercio. Sembra che il dibattito politico è incentrato esclusivamente sugli interessi economici e sul consenso elettorale che ruotano attorno a questo argomento. È chiaro che le forze in campo sono da un lato la fortissima lobby del tabacco, dei tabaccai e delle industrie farmaceutiche che foraggiano le fondazioni di diversi politici forse per condizionarne le scelte e dall’altro lato tutti i partiti, nessuno escluso, che tentano di cavalcare questa problematica per accaparrarsi il consenso dei 3000 negozianti di sigarette elettroniche, 30000 dell’indotto e due milioni di “svapatori”.
    Negli ultimi cinque anni c’è stata tanta informazione e disinformazione sull’argomento. Da persona di scienza quale sono prima di esprimere una opinione mi sono documentato cercando le notizie certe. Indubbiamente quando ci sono in gioco miliardi di euro la ricerca di ciò che è vero e ciò che non lo è difficile e bisogna essere prudenti. Le notizie depistanti infatti sono tante, ma, con un po’ di pazienza, si può ancora creare un po’ di “ordine”. Innanzi tutto quello che ci deve guidare è il principio che prima degli interessi economici delle lobby e degli interessi elettorali delle compagini politiche, tutte le azioni politiche e economiche non devono essere contrarie alla TUTELA DELLA SALUTE sancita dall’ articolo 32 della costituzione italiana.
    Eminenti scienziati e dottori hanno dimostrato che le pericolosità delle sigarette elettroniche è del 95% inferiore a quelle delle sigarette per combustione. Inalando con una sigaretta elettronica ci sono 2 composti invece di 700 o più sostanze che derivano dalla combustione di una sigaretta normale. In Italia il tabagismo crea morte e una notevole spesa sanitaria. Il ruolo del legislatore deve essere quello di tutelare i cittadini dai rischi del tabagismo, consigliare, agevolare e non ostacolare i possibili strumenti per la tutela della salute. La sigaretta elettronica è senza ombra di dubbio uno di questi strumenti, forse il migliore in questo momento. Aumentarne la tassazione equivale a negare il diritto alla salute per migliaia di fumatori.
    Nel contesto Europeo, l’Italia è l’unica ad avere equiparato i costi delle sigarette elettroniche alle sigarette normali. In Inghilterra, per fare un esempio, scienziati di tutto il mondo, anche italiani inascoltati in Italia, saranno sentiti dal Parlamento per spiegare scientificamente i vantaggi della sigaretta elettronica nella lotta al tabagismo. In Francia la politica si sta muovendo nella stessa direzione: incentivare la sigaretta elettronica come strumento contro il tabagismo.
    Cosa porta nazioni evolute in Europa a non seguire l’esempio dell’Italia? La salute dei propri cittadini? Forse si, ma certamente di più il risparmio della spesa sanitaria! 30000 malati in meno significano milioni e milioni di euro risparmiati. Da quelle parti dell’Europa le lobby dei tabacchi tabaccai e Industrie dei farmaci non sono riusciti, foraggiando le loro “fondazioni”, a convincere i politici a preservare i loro interessi. Lì si ascoltano gli scienziati in Parlamento e non si cerca in tutte le maniere di minimizzare i loro risultati.
    In Italia i negozi di sigarette elettroniche avuto aumenti di tassazione dal 2014 ad oggi praticamente su tutti i loro prodotti: dalla elettronica della sigaretta alle essenze dei liquidi. Addirittura anche il liquido base (senza nicotina) che vendevano a 5 euro 10 ml costerà 50 euro mentre lo stesso liquido resterà a 5 euro se comprato in farmacia! A conti fatti la sigaretta elettronica non la venderanno più dovranno chiudere. Il motivo? Semplice: concorrenza ai tabaccai, danni alla industria del tabacco e del farmaco. A chi ha giovato il loro lavoro svolto fino ad oggi? Alla SALUTE del cittadino italiano.
    Da troppo tempo le lobby in Italia dettano legge. Abbiamo già subito le decisioni delle lobby delle banche. Quando finiremo di accettare passivamente che altri decidano della nostra vita o morte? La salute è un diritto inalienabile. La salute è diritto non ristretto alla sola sfera personale ma includente anche il principio della comunità. È ora di dire basta ad una visione opaca della politica. Ricordiamoci sempre che la politica serve ai cittadini per garantirne il benessere, lo sviluppo e la felicità.
    Un paese che perde di vista la TUTELA DELLA SALUTE è un paese che sta uccidendo i propri cittaidni e che rimarrà alla mercé di chi offre di più per i propri interessi. E’ ora di ristabilire le priorità dei cittadini. La prima senza ombra di dubbio è preservare la propria salute e la prevenzione delle malattie. La seconda è garantire il lavoro a tutti i cittadini onesti e in questo caso, in questi giorni, a coloro i quali si stanno facendo promotori della lotta contro il tabagismo.

    Palermo
  • 2 commenti a “Sigarette elettroniche: le lobby e la salute”

    1. Ottimo articolo sulle Sigarette Elettroniche Io ho smesso nel 2012 e dopo 6 anni che Svapo sto molto meglio.
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    2. Bravo Alessandro, e ti sei fatto pure pubblicità all’e-commerce. Comunque a Palermo esistono un sacco di negozi molto concorrenziali che fanno prezzi in linea con i maggiori shop on line di origine italiana, col vantaggio di avere subito il prodotto e di potere usufruire di assistenza valida e personalizzata.
      Non sto qui a dire i nomi ma i vaper palermitani come me li conoscono bene.
      Potevi fare un accenno alla situazione normativa attuale! E’ chiaro come la politica, nel gestire e regolamentare questo settore, sia miope e abbia utilizzato dei parametri, soprattutto nella tassazione, fuori dalle logiche di mercato e avulse da ogni ragionevole dinamica del comparto.

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