domenica 22 lug
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    Il socialista Victor Hugo e il suo vescovo in un mattino d’inverno al rione Albergheria

    Quando si sono incontrati per la prima volta, ricordate, il vescovo Myriel offriva una seconda possibilità al ladro ed ex galeotto Jean Valjean a fronte del furto dell’argenteria da questi commesso ai suoi danni. Da qui l’incipit de I Miserabili, capolavoro di Victor Hugo, ove viene data ampia dimostrazione della bontà dell’assunto di Myriel con il racconto della nuova esistenza di Jean Valjean. In buona sostanza,la contaminazione feconda tra l’idea socialista e la prospettiva del cattolicesimo sociale, ove supportata da una adeguata rappresentanza politica, ha universalizzato ed elevato a pilastro della odierna civiltà giuridica il principio della seconda opportunità, per come sancito dall’art. 27 della nostra Costituzione, e concretamente attuato dalle disposizioni della cosiddetta “legge Gozzini”. Da allora, Victor Hugo e Myriel si sono incontrati per un infinito numero di volte. Si sono incontrati anche la mattina del 31/12/2017 al rione Albergheria a Palermo, all’indomani di una sconfitta amara per entrambi: perché anche lo ius soli è figlio illustre di tale contaminazione culturale, ma ai nostri tempi le Eccellenze della Politica, Dio le riposi, paiono ormai in tutt’altre faccende affaccendate… Veniamo allora ad occuparci dello scambio di lettere aperte tra Don Cosimo e Don Franco da una parte ed il signor Miccichè Gianfranco dall’altra in merito alla opportunità di “sbloccare” il tetto dei 240 mila euro annui per le retribuzioni dei dirigenti dell’Assemblea Regionale Siciliana. Non mi soffermerò sulle soluzioni tecniche di semplicissima adozione per scongiurare l'”ineluttabile” aggancio degli stipendi dei lavoratori in discorso a quelli dei loro colleghi in servizio al Senato. Quel che più colpisce, difatti, è l’oggettiva e involontaria comicità delle giustificazioni addotte dal sig. Miccichè a sostegno del ritorno all’antico: il merito, nella persona di un noto calciatore, è invocato quale criterio dirimente per salvaguardare il funzionamento delle Istituzioni dal pericolo dell’egualitarismo marxista, rappresentato nella fattispecie da un avvocato socialista come me e da due uomini di Chiesa. Ma quale è il parametro di riferimento convenzionalmente accettato con cui si valuta il merito in funzione dei risultati ottenuti? Temo che il sig. Miccichè non lo espliciti semplicemente perché non si è mai neanche posto il problema in ordine alla sua necessità.
    Così come la mia amica Antonella Monastra, ginecologa nel servizio pubblico, io ho invece un parametro molto chiaro a cui rapportarmi nell’esercizio della mia professione, ed è quello della attuazione di un diritto costituzionalmente garantito. Il diritto alla difesa e alla tutela giurisdizionale: così come migliaia di miei colleghi ho realizzato tante volte il risultato in favore di povera gente o di gente qualsiasi, ed ho così contribuito a rendere sempre più numerosa la platea dei consociati che fruiscono in termini effettivi, e non solo idealmente, di un diritto fondamentale. Non si tratta di marxismo, ma di una interpretazione “corposa” del giuramento di fedeltà al mio codice deontologico. Antonella Monastra e tutti i medici dell’ospedale Meyer di Firenze, ove anno per anno vengono accolti e soccorsi, tra gli altri, tanti bambini siciliani, potrebbero illustrarle negli stessi termini, egregio sig. Miccichè, gli aspetti costituzionalmente orientati del giuramento di Ippocrate (come vede, Marx era ancora di là da venire…). E per quanto riguarda le Istituzioni pubbliche ed i loro apparati? Non sono forse ancor più astretti di una libera professionista al surriferito parametro dell’attuazione costituzionale?
    Cercherò di metterla in termini semplici semplici, non vorrei affaticare ulteriormente le Eccellenze a cui mi rivolgo. Per verificare il raggiungimento degli obiettivi determinati dal parametro costituzionale da parte di apparati complessi, occorre fornirsi di adeguata strumentazione che di volta in volta garantisca:
    a) trasparenza nell’uso delle risorse impiegate ad acquisire i risultati programmati;
    b) controllo, anche attraverso forme di monitoraggio pubblico, in ordine ai tempi e alle modalità di produzione ed erogazione di beni e servizi alla collettività;
    c) partecipazione dei cittadini, anche in forma associata, alle decisioni rilevanti nell’ambito territoriale su cui insistono i loro interessi.
    Sig. Miccichè, si è mai chiesto perchè la Repubblica Federale Tedesca, i paesi del Nord-Europa, ed in una certa misura anche Regioni come la Toscana, sono meglio organizzate della Sicilia? Io non vorrei aver l’aria di infierire, ma avendo da decenni la ventura di risiedere in una regione a statuto ordinario, ho ospitato tanti miei conterranei che venivano a curarsi a Pisa ed a Firenze; non ho viceversa notizia di alcuna persona ospedalizzata in Sicilia che sia deliberatamente arrivata da fuori Regione, fatta eccezione per l’Ismett, creatura del”sinistro” prof. Luigi Pagliaro…Non manca certo il capitale umano in tutto il Sud Italia, forse difettano proprio le buone regole dell’organizzazione, la cui formulazione rappresenta il precipuo compito delle Assemblee legislative… Che dire poi della formazione professionale, in una terra che potrebbe riassorbire gran parte del suo elevatissimo tasso di disoccupazione sol che investisse a 360 gradi nel settore turistico (quanti quattrini dell’Unione Europea non sono stati utilizzati in questi anni…)!
    Buon anno sig. Miccichè, e che sia veramente un anno nuovo. Soprattutto per la Sicilia.

    Dedicato a Padre Cosimo, a Padre Franco, alla mia amica Antonella Monastra,ed anche a mia cugina Maria Grazia ed a suo marito Giovanni, dei quali ho tanta stima per il loro impegno nel volontariato.

    Palermo, Sicilia
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