venerdì 25 mag
  • corna

    Insulti in dialetto palermitano “italianizzati”

    Circolano da parecchio tempo ma adesso c’è una nuova ondata e mi hanno strappato una risata. 🙂

    Preferirei spendere il mio capitale per rifornire il tuo guardaroba, piuttosto che provvedere al tuo sostentamento nutritivo.
    (Ti rassi ‘a vestiri ma no ‘a manciari!)

    Provochi in me un arricciamento dell’epidermide.
    (Mi fa’ arrizzari ‘i carni!)

    Lei non solo è sprovvisto di identità, ma la sua anonimità è complementare ad una completa inesistenza materiale.
    (Si’ nuddu mmiscatu cu nenti!)

    Egregio signore la prego di provvedere ad imbustare le proprie flatulenze gassose.
    (Ma va’ ‘ncartati ‘i pirita!)

    Hai pronunciate protuberanze sovracraniche e chi non ti fa notare verbalmente tale condizione, ne è anch’esso affetto.
    (Cuirnutu tu e cu ‘un t’u rici puru!)

    Esso si ritiene un pene in aggiunta all’equivalente di una metà dello stesso.
    (Si senti un cazzu e mienzu!)

    Hai sproloquiato un turpiloquio.
    (Sta’ riciennu minchiati!)

    Sei un idropenesaturo.
    (Si’ na minchia china r’acqua!)

    Lei sta espropriando le mie funzioni cerebrali.
    (Ti sta’ puirtannu ‘u cirivieddu!)

    Lei è una venditrice di pantofole.
    (Si’ na tappinara!)

    Vai ad erogare plasma dal miocardio.
    (Va ‘etta sangu r’u cori!)

    Riferisca al genitore suo di essere vittima d’infedeltà coniugale.
    (Va ricci cuirnutu a to’ patri!)

    Grazie a Cristiana Rizzo per la segnalazione.

    Palermo
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