Profilo e post di Domenico Cogliandro

Sito: http://purparl-e.blogspot.com/

e-mail: cogliandro@virgilio.it

Biografia: Architetto (RC, 1963). Laurea nel 1991 con lode, PhD nel 1995. Visiting prof dal 1995 al 2005 presso le Università di Catania, Palermo e Reggio Calabria. Insegna Storia dell'Arte a Palermo, in quel che rimane della scuola pubblica. Ha curato nel 2003 il numero 244 della rivista Parametro e un’inchiesta sul Giornale dell’Architettura (Dicembre 2009) intorno all’area dello Stretto di Messina. Membro ADI dal 2004, advisor per l’osservatorio sul design ADI Sicilia dal 2008, è anche editor di Biblioteca del Cenide, e dal 2004 coordina il magmatico LSD Studio con cui cura WozLab e Public Interview. Nel 2005 advisor della sezione Nuovi Laici (Calabria e Sicilia) ed estensore, nel 2006, della ricerca Architettura del Novecento in Calabria, per il Festival dell`Architettura di Parma. Ha pubblicato Disegni da viaggio (BdC, 2005) e Centro Isterico (BdC, 2008). Ha in corso un progetto fotografico su Palermo, un video su Pasquale Culotta, un libro sul Ponte sullo Stretto. È stato citato in articoli su Repubblica, Sole24Ore, Ulisse, Meridiani, e una intervista a lui compare sul primo numero di Andy Magazine. Ha scritto saggi e articoli su: Domus (Editoriale Domus, MI), Il Giornale dell`Architettura (Allemandi, TO), Andy (Andymag, MI), Parametro (Compositori, BO), D`Architettura (Motta, FI), And (Dna, FI); e sui magazine online Rosalio, Arch`it, DomusWeb, Antithesi.

Domenico Cogliandro

Galateo notturno

dic 11
06
02:42

Galateo notturno

Non sia mai che nei primi anni del terzo millennio mi metta a scomodare Monsignor Della Casa, altri tempi, e il suo Galateo che era una raccolta di consigli e regole tali da consentire una vita armonica e semplice secondo i dettami rinascimentali. Ma, Dio mio, il galateo oggi è da vecchi, nemmeno mi ci metto a rispolverarlo.

Eppure gli esiti delle serate urbane di residenti migranti che si spostano da una parte all’altra della loro città, finanziando le attività commerciali disposte all’accoglienza, all’intrattenimento, alla gastronomia (piazza Rivoluzione, via Bara all’Olivella, via Candelai, per fare esempi calzanti) non sono solo le volatili chiacchiere o i rituali scambi di effusioni, quanto piuttosto, con maggiore evidenza, le stratificazioni sconnesse di rifiuti solidi che ci si arroga il diritto di poter abbandonare dovunque. Continua »

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Una fotografia (surreale)

nov 11
11
01:45

Una fotografia (surreale)

In: Palermo | 9 commenti

Controsenso

nov 11
08
02:24

Controsenso

L’altra mattina in via Magione, angolo con via Garibaldi, di fronte alla sede comunale dell’assessorato ai Servizi sociali, un automobile della Polizia municipale ha ostruito il flusso del traffico provocando disagio alla circolazione con una coda estesa fino a via Lincoln, con varie digressioni stradali che qui non sto a menzionare. Basterebbe la didascalia dell’immagine per raccontare l’accaduto, se non fosse che: era un parcheggio in controsenso, che nessun impiegato (o funzionario) del suddetto assessorato si è posto il problema (pur assistendo divertiti alla scena, affacciati ad un balcone della suddetta sede), e che, tornando al proprio automezzo con nonchalance, il vigile si è scusato dicendo, grosso modo: «Io non c’entro, ho dovuto parcheggiare qui perché il dirigente aveva fretta». Ha rimosso il mezzo in tranquillità, tra il borbottìo generale, ed è andato a parcheggiare altrove. Continua »

In: Palermo | 20 commenti

Palermo 2031

nov 11
03
03:29

Palermo 2031

Caro Rosalio, quando il tempo atmosferico me lo consente, per muovermi a Palermo uso lo scooter. Un mezzo che avrei più semplicemente chiamerei motorino, ma che qui usano chiamare “motore”. Dunque, vado a lavorare col “motore”. Nel tragitto casa-lavoro, però, mi sento uno fuori dal mondo, quasi in difetto, perché uso mettere il casco, non faccio gli slalom, tengo una andatura entro i limiti, non trasporto altri tre passeggeri (oltre me), non cammino con le gambe a cavalcioni e non parlo al cellulare mentre guido: insomma, uno di quelli che da dietro ti clacsonano dicendo «eccheppalle, ma supera, no?». Continua »

In: Palermo | 13 commenti

Sulla notizia

ott 11
24
03:31

Sulla notizia

Caro Rosalio, i miei amici che scrivono sui quotidiani dicono che per stare sulla notizia devi battere il ferro finché è caldo. E allora sono tornato sulla notizia che, per pura coincidenza, è anche un luogo.
La foto che ti ho inviato venerdì non evidenzia la reiterazione del comportamento di un singolo, ma denuncia che quel comportamento è generalizzato: come dire che l’occasione fa l’uomo ladro, ma se l’uomo è già ladro sa che le occasioni bisogna crearsele. Il motto suggerisce un’occasione casuale, un’evenienza, un accadimento che appartiene all’improbabile più che al “solito”. Evidentemente quel “margine superiore” non viene letto come un livello differente di vivibilità ma come l’estensione non voluta, o involuta, della via carrabile: tradotto sta per “che se ne fanno di tutto quello spazio i pedoni”. Continua »

In: Palermo | 1 commento

Il margine superiore

ott 11
21
08:03

Il margine superiore

Caro Rosalio, ho scattato questa foto.
Mi riesce difficile capire cosa ho fotografato, per quanto quello che io ho fotografato non sia quello che appare. Se tu pensi di vedere un automobile su un marciapiedi, accanto ad alcuni contenitori di differenziata, io ti smentisco e penso che tu sia capace di vedere solo quello che appare. Mentre se, come sei solito fare, riesci a cogliere il senso dell’immagine avrai capito che ho fotografato un comportamento, l’espressione di un atteggiamento oppure il corpo di una forma mentis. Continua »

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In: Palermo | 8 commenti

Teatro Finocchiaro

Lo osservo, quando ci passo accanto a piedi. La sua saracinesca su via Roma, che fa da contraltare alla sua dimensione monumentale di via Firenze, mi intristisce oltremodo, vedendola chiusa. Da qualche parte ho letto che venne realizzato nel 1926 su progetto di Paolo Bonci (architetto che, nel 1927, prevedeva di collegare Monte Pellegrino a Mondello tramite una funivia elettrica) in stile eclettico, ma con particolari di grande ricercatezza formale. La sala, fino a qualche anno fa destinata a proiezioni cinematografiche (l’ultimo film proiettato era La famiglia omicidi, niente di che, con Rowan Atkinson, alter ego di Mr. Bean), è un piccolo capolavoro di equilibrio formale e funzionale, fornita di un meccanismo che consentiva di aprire il tetto.

Ma è possibile che sia stato chiuso così? Punto e basta? Continua »

In: Palermo | 2 commenti

Si può fare?

Non so quale sia la situazione negli altri asili nido comunali palermitani, quali le condizioni per entrare e a quali criteri e regole l’amministrazione comunale si è attenuta per far accedere i bimbi. Ho riletto il pezzo scritto da Nicola Pizzolato su Rosalio cinque anni fa. Non mi pare sia cambiato molto ad oggi, probabilmente c’è solo un asilo nido in più. I miei ragazzi (li chiamo così anche se hanno solo diciotto mesi) sono stati accettati dalla struttura Maria Pia di Savoia che sulla carta, e anche dal punto di vista di Google Earth, appare come una struttura con un ampio giardino in cui i ragazzi possono uscire, giocare, avere un altro orizzonte oltre che le pareti delle stanze, peraltro accoglienti e pulite. Un asilo con un giardino che, peraltro, può vantare, come sta nella genie dei giardini palermitani, alberi di differenti famiglie: un piccolo giardino botanico alle spalle dei tribunali della città, altri direbbero una “villa”. Insomma, non è poco. Continua »

In: Palermo | 3 commenti

Didascalia palermitana

gen 11
12
03:46

Didascalia è la parte non dialogica di un testo teatrale, oppure la breve descrizione posta accanto a un’immagine. Se l’immagine non ha bisogno di didascalia può voler dire che essa stessa è didascalica, cioè si descrive da sola oppure, per esteso, dialoga con chi la vede pur non potendo parlare. La città è Palermo, mandamento Tribunali, piazzetta Cattolica già «crocevia di traffici urbani: infatti la via Paternostro qui incrocia una lunga arteria che univa piazza Marina con il mercato dei Lattarini».

Didascalia palermitana

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In: Palermo | 4 commenti

Solo una foto

ott 10
21
03:10

Solo una foto

In: Palermo | 3 commenti

Criteri

ott 10
04
02:42

Per via di un diretto interesse alla cosa, ho letto sul sito del Comune di Palermo che è stata avviata l’iniziativa caro vita denominata La Scuola per Tutti, giunta alla seconda edizione. Evidentemente la prima edizione sarà andata bene. A questo punto cito per intero che «La Giunta Comunale ha approvato con deliberazione n° 174 del 20/08/2010 l’iniziativa denominata: “La Scuola per Tutti”. Il progetto sorto dalla collaborazione tra l’assessore Felice Bruscia e l’assessore alla Pubblica Istruzione Francesca Grisafi in sinergia con la Confcommercio-Associazione Provinciale intende agevolare le famiglie, il cui bilancio economico viene gravato dai costi delle rette scolastiche nelle strutture private, per mantenere i propri figli, esclusi, per esubero dalle graduatorie delle scuole comunali. Il progetto, valido per la sessione scolastica 2010-2011, prevede la seguente scoutistica negli Asili Nido e nelle scuole dell’Infanzia legalmente autorizzati ed aderenti all’iniziativa: sconto del 50% sulla quota d’iscrizione – sconto del 25% sulla retta mensile».

Ora, per chi legge, evidentemente non è prevista una scoutistica ma una scontistica (si vede che il tasto della tastiera era ribaltato). Iniziativa lodevole, ci siamo detti, e siccome ne avremmo bisogno andiamo a vedere de visu la situazione in uno degli “esercizi” riportati nell’elenco. Abbiamo, per via di una ovvietà che rasenta l’idiozia, scelto quello più vicino al posto dove abitiamo. Continua »

In: Palermo | 5 commenti

Pulintone (Alia)

set 10
21
01:43

«Pulintone...»

In: Palermo | 2 commenti

Io stavo

mag 10
11
03:03

Sono un migrante, per questo non ho la sensibilità dei cittadini di Palermo. Per capire questa città o, meglio, per capire qualunque città, bene, bisogna che vi si sia nati. Solo in questa maniera si sviluppa orgoglio, pregnanza, appartenenza. Di più se vi è nato ogni componente della famiglia, fratelli, sorelle, padre, madre, zii, etc. Le radici appartengono a chi semina, non a chi le coltiva. Posso, magari, leggere le righe di quello che mi accade qui, ma tra le righe sta uno spessore di cose che solo la permanenza autoctona può rivelare, dispiegare, divulgare. Sicché non posso suscitare la densità di ricordi o di suggestioni che solo un palermitano sa avere. Dunque, ma non solo per questo, il senso delle cose che riesco a scrivere di Palermo riguarda solo un “clubbino di intellettuali” a cui non afferisco ma che, lo stesso, dice che apprezza quel che faccio. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 10 commenti

Panormitan correct

apr 10
14
02:09

Piccolo incidente, scontro tra due scooter. Me lo sono visto capitare davanti. Cose che possono capitare. Il malcapitato, quello che si è trovato lo scooter in mezzo alla strada, è franato in terra, penso non abbia frenato o non ne abbia avuto il tempo. La cosa è accaduta, a Palermo, e poi in via Porto Salvo, nei pressi della Cala. Un bivio in cui accadono spesso queste cose.

Due tizi su uno scooter, a Palermo si chiama “motore”, tagliano la strada, provenendo da destra, ad un flusso in movimento e, anche, ad uno scooter immerso nel flusso. Scontro. Tecnicamente, lo scooter nel flusso si è scontrato con quello proveniente da destra ma (a) il flusso su via Cala è il corso principale e (b) il “tagliatore di flusso” proveniva da una strada secondaria. A chi va addotto il merito di aver provocato l’incidente? Continua »

In: Palermo | 16 commenti

Piscio sonoro

gen 10
07
02:04

Ore 11 am, sono seduto sul divano a leggere, le finestre di casa mia affacciano su via Magione, non fa proprio caldo ma sono socchiuse, è l’inizio di gennaio e a quest’ora il traffico di auto passanti non è intenso. Si sentono, mi piace sentirle, le voci del quartiere. Fino a che, lo si percepisce con un certo anticipo, non arriva lo swoom di un woofer a manetta, stump stump stump, mi alzo dal divano per curiosità e per chiudere le ante. Una panda verde pisello, modello 1988, da cui si propaga il verbo musicale di un indigeno a cui si augura, con tutto il cuore, una lunga profilassi futura presso un centro di audiolesi.

Ore 2 pm, provo a vedere un telegiornale locale giusto per il prio di sapere cose che non mi riguardano ma che possono diventare chiacchiericcio da bar. La stanza è la stessa, la casa questa è, il divano pure. Le persiane sono socchiuse, magari mi appisolo pure, e le ante chiuse per il cambio repentino di temperatura. Fuori, alcune folate di vento fanno sbattere le persiane del vicino di casa. Si prospetta una serata di maltempo, forse. Ed ecco che ritorna, o è un altro, stavolta non mi affaccio proprio, il riverbero lontano del solito passeggiatore sonoro: questo è neomelodico, palermitano naturalizzato partenopeo, che fa sapere a tutto il quartiere quanto vuole bene a Serena e quanto gliene vorrà per sempre. Continua »

In: Palermo | 30 commenti

Civico

ott 09
05
03:11

Civico 730

Penso di non dire nulla di nuovo, come uso fare (motivo per cui vengo sorvolato nei miei post, poco male). Il termine d’uso comune “civico” fa da discrimine, a mio parere, nella maniera di vivere questo tempo e la nostra città. Il senso civico può essere definito come un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive. Non si tratta solo di una definizione, ma di uno stato di cose che manca.

In tal senso “civico” è una figura di garanzia a tutela del cittadino, se è difensore. Per avere questo soggetto lo abbiamo importato dalla Svezia. Come civico è anche un numero che viene assegnato a un edificio allo scopo di identificarlo in modo univoco nel contesto di una certa via. Senza il numero civico non ci orienteremmo, visto che i nostri indirizzi, oggi, email, li vestiamo senza numeri progressivi di riconoscimento. Senza il difensore civico, talvolta, saremmo spersi, altrettanto.

Se provate a cercare, sic et simpliciter, sul più noto motore di ricerca il termine “civico” vedrete che si farà riferimento, prima che a categorie o modalità, al Civico, maiuscolo, di Palermo. Ci sono stato l’altro ieri, al pronto soccorso. Cose che possono capitare. Lì ho notato che la modalità di accoglienza e l’attenzione verso l’utenza erano tutt’altro che disponibili (prenda nota la Petyx), e se non avessi deciso di andar via prima (preferendo altra struttura più “civile”) avrei dovuto attendere dietro la stanza dell’ECG, da solo, che gli astanti presenti concludessero il loro superenalotto.

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Vicolo della Pace

set 09
23
03:05

Vicolo della Pace

Il vicolo o vico (dal latino viculus, diminutivo di vicus, che significa borgo) è una strada urbana secondaria molto stretta. In qualche maniera è anche una unità di misura delle città, il più piccolo elemento viario che fa da contraltare ai viali, ai corsi, ai lungomare o ai lungofiume. Il vicolo è a misura d’uomo, si dice così, mentre il corso è a misura di città.

Un’altra cosa. Tempo fa la scrittrice Maria Attanasio, durante un’intervista, mi disse che il degrado delle nostre città dipende anche dal voler fare attraversare mezzi di trasporto troppo grandi per la dimensione di tali vie: «Invadiamo gli spazi dei vicoli, li violentiamo e li rendiamo disabitati, la gente si chiude in casa e scappa dai luoghi che sono, invece, l’estensione delle case nella città».

A Palermo, come si può notare dalla targa viaria, dovrebbe esserci un vicolo della Pace. Lo stradario non lo riporta più, nemmeno il Di Liberto, è scomparso dalle mappe urbane e il web non ci aiuta a restituirlo. La sua esistenza è dipesa dalla presenza di un edificio, prospiciente la targa, che nel tempo è crollato, ruderizzato e via via cancellato. Il nome del vicolo ha resistito alla sua stessa esistenza.

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Viale Diana

set 09
09
01:35

Penso che a Palermo viale Diana sia una delle più straordinarie eccezioni stradali d’Italia. Si svolge lungo un circuito interno al Parco della Favorita. Lo percorro quasi tutti i giorni, verso Mondello e ritorno. Ci si immette da piazza Leoni o da via della Favorita, lato sudest, dal viale Margherita di Savoia o dai Giardini della Palazzina Cinese, lato nord-ovest.

Secondo lo “stradario storico” del Di Liberto va da piazza Leoni al cancello Giusino, e prende il nome da una statua imperiale di età romana, “oggi visibile ma incorporata in una zona di proprietà della Marina Militare”. Diana è una dea italica, latina e romana, signora delle selve e protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, nonché protettrice delle donne, cui assicurava parti non dolorosi.

Ogni mattina il viale, nei due sensi di marcia o, meglio, lungo tutto il suo circuito, è frequentato, in maniera stabile e duratura, da ragazze molto giovani provenienti da regioni africane che sono state rese schiave da un business, ritengo, illegale ma non per questo perseguito, vista la permanenza delle ragazze e la reiterazione del crimine. Non scandalizza la bellezza delle donne, il loro abuso sì.

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Fuori registro

giu 09
19
02:54

Domenico Cogliandro - “Fuori registro”

Ho scritto un piccolo Fuori registro. Si può scaricare liberamente dal sito di Biblioteca del Cenide (www.cenide.net), si trova alla sezione libri (una volta dentro la sezione, in alto si può selezionare un “cerca” che conduce direttamente al libro). Al suo interno rileva lo stato dell’arte di un singolo istituto cittadino, parte per il tutto di una situazione generalizzata e simile in molte scuole della città di Palermo. Non solo, le condizioni di lavoro e di studio sono comuni a molte realtà scolastiche, non necessariamente meridionali. Il film La classe di Laurent Cantet, per quanto rappresentasse un iistituto tecnicamente e amministrativamente funzionante, è riuscito più di molte proteste pubbliche a tastare il polso alla situazione scolastica che, evidentemente, è comune a molte realtà europee. I problemi riguardano, sì, l’integrazione ineludibile tra soggetti, non importa di che razza siano (“bisognerebbe abolire le nazioni” dice con fermezza il mio amico Francesco) e a quale religione appartengano, ma resiste, e da noi è una difficoltà estesa, una gamma di questioni irrisolte che sono strutturali all’esistenza della scuola. Continua »

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Palermo è perduta

mar 09
18
13:19

Palermo è perduta

La città è perduta. Guardatevi in giro, cercate il dialogo: niente da fare. Quando sono arrivato qui si sentiva l’animosità di un luogo che produce relazioni, via via questo sentimento del luogo è andato svanendo e la città si è abbrutita. I quartieri sono enclave di apparente accessibilità, in realtà stanno fuori dal mondo: ognuno ha le sue leggi, ognuno una vera autonomia.

La si potrebbe leggere così: stiamo sperimentando il federalismo urbano. Invece no. Si tratta del ritorno alla babele dei poteri, il principio della disunità. Anche la vita dei singoli, all’interno di questi nuclei è dettata da queste leggi, che vigono sugli atteggiamenti e i modi d’agire, sui modelli educativi e culturali, sulla gestione e la qualità dei luoghi. Ormai è una città senza guida, lo dicono anche le pietre. Continua »

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Un appendiabiti, please!

feb 09
13
02:31

Aula

Mi faccio latore, ed estendo a tutti, di una lettera che uno studente rappresentante di classe scrive al dirigente della sua scuola. Io, per esteso, penso al ministro dell’Istruzione, e alle migliaia di studenti italiani, siciliani, palermitani in queste condizioni, che alle carenze degli istituti scolastici oppongono una lezione di civiltà e di buon senso. Per quel che vale. Continua »

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Fumo retorico

Dico spesso che ho preso il vizio di respirare da che sono nato, e questo vizio viene aggravato dal dover respirare il vizio di un altro. Vizio al quadrato. Esiste una legge che tutela i non fumatori, o respiratori, e ci sono dei regolamenti, delle chiarificazioni e delle sanzioni. I trasgressori possono venire multati. Ma non mi pare accada così spesso.

Mi è accaduto, però, di essere stato “nominato”, in una scuola di Palermo, per tutelare, a norma di legge, la salute dei non fumatori. Dove chi mi formalizza la richiesta di tutelare la salute di chi non fuma, normalmente fuma. Chi non rispetta la salute di chi osa respirare dev’essere, però, colto in flagranza di reato, così recita la norma (in maniera più prosaica). Continua »

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L’onore dei pizzini

gen 09
19
03:13

Pizzini

Ho partecipato ad una sagra dinanzi all’antica focacceria San Francesco. Musica, gente, odori, sapori. La settimana scorsa. Mi piacciono le sagre, si mangia tanto e si paga poco. E poi si incontrano degli amici, o dei convitati ignoti coi quali si intavolano discussioni. Talvolta si dibatte, altre volte si annuisce, spesso si tenta di uscire, imbarazzati, dal dialogo.

Ho pagato otto euro, quattro pizzini. Era lo standard, otto euro. Chi c’è stato sa come funziona. Ogni pizzino vale una, mezza o un quarto di pietanza. In due abbiamo consumato due panini con le panelle, un ottavo di pizza e una cocacola. Otto euro. Poi ho fatto la prova del nove, altrove, e con la stessa cifra si sarebbe mangiato di più. E la sagra?

Qualcosa non quadra. Non c’è misura. O la sagra non conviene, o il pizzino è diventato retorico ed è caduto, fritto, nel suo stesso olio. Non si specula sulle sagre, e nemmeno sulla cultura antimafia. Il rischio è evidente, lo abbiamo corso, e coinvolge una vera coscienza civile. Bisogna uscirne presto.

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