Profilo e post di Domenico Cogliandro

Sito: http://inogniluogo.blogspot.com/

e-mail: cogliandro@virgilio.it

Biografia: Laurea in architettura, insegna (involontariamente) storia dell'arte nei licei palermitani (il plurale è d'obbligo visto che, pur di ruolo, cambia scuola ogni anno) talora con soddisfazione. Annovera in Palermo 5 amici veri, gli altri sono profili di Facebook. Qualche esperienza editoriale, gratis et amore Dei; diverse letture, varie, e ascolti musicali opinabili. Compra, ogni tanto, film originali in dvd. Per scelta: non segue il calcio, non ha televisore e chiama scooter il "motore". Ha cambiato casa tre volte, ed è in procinto di arrivare a quattro.

Domenico Cogliandro
  • Spasimo off limits

    Domenica, esco di casa col passeggino, con Gianluca, e vado verso il Foro Italico. Palermo nuvolo, ma il sole si affaccia di tanto in tanto. La zona della Magione è deserta, ma è troppo presto, non è né l’ora dei matrimoni né quella degli avventori notturni. Attraverso, cincischiando con Gianluca. Poco più avanti noto che hanno aperto un nuovo locale, Prio si chiama. Poi vedo arrivare di fronte a me una coppia di turisti che scuotono la testa e sorridono, ma sconfortati. Poco più avanti incrocio un signore sulla settantina, altrettanto desolato, che mi guarda e mi dice: «Signommìo ma checcidebbodire a’ turisti?». E io: «Perché?». E lui «Ma può essere che lo Spasimo chiude difinesettimana?». Gianluca mi guarda, e mi chiede con lo sguardo dei bimbi: «Che succede?». Gli faccio un sorriso, sconfortato.

    Spasimo off limits

    Palermo
  • Legalizzare gli abusivi

    Salto tutte le premesse sulla legalità e l’abusivismo, che ritengo abbondantemente trattate (anche su Rosalio). Ma vorrei aprire una questione non capziosa e non pregiudiziale sui parcheggiatori abusivi: perché non rendere quel posto di lavoro (in qualche maniera) riconosciuto? Ci vorrebbe uno spunto immaginativo da parte dell’amministrazione comunale, che ha già dimostrato di averne abbastanza in occasione della richiesta di curriculum professionali per consulenze “non retribuite”. Ad ogni buon conto sarebbe una iniziativa meritoria, perché i parcheggiatori abusivi sono dispensatori di cortesia a fronte di necessità: alla stregua dei tassisti, che conducono da un posto ad un altro, i parcheggiatori ti suggeriscono, qualora non te ne renda conto, dove fermarti e, ritenendo che il loro compenso sia legato alle possibilità temporanee dell’avventore, non costringono ad una spesa fissa. Tutto dipende dalle disponibilità, d’animo e monetarie, e dalla propensione del parcheggiante ad accettare questo servizio “sociale”. Continua »

    Palermo
  • Gavettoni

    Riparto da , dove mi sono fermato qualche anno fa. Non è cambiato granché sull’argomento, evidente che la gravidanza di idioti si trasmette ereditariamente. Ho fatto qualche confronto con altre città e Palermo surclassa le altre come Bolt sui duecento metri. Peccato che Goletta Verde galleggi sull’acqua e che Ambiente Italia usi valori statici per definire la sua classifica. La città coi suoi cittadini, nonostante la ricostruenda primavera, subisce inane l’evento cumulativo dei pisciatori di suoni che, evidentemente, hanno in pregio solo consolle e altoparlanti.

    Non che ci abbia pensato particolarmente, ma l’estate (con le sue amene rappresentazioni) porta consiglio, e a me ne son volute almeno tre perché il suggerimento passasse da pura contemplazione a subdola percezione di una eventualità: dipende dal delay temporale nel quale siamo immersi e, per quel che mi riguarda, dalla nascita di due ragazzi. Ora, la soluzione appare nota dal titolo del post, va piuttosto messa in pratica a livello urbano: frecce su Giovanni il Malo e i suoi sgherri dal sottobosco della foresta di Sherwood. Che lo faccia uno solo, può darsi il caso; ma se l’attacco è globale… Continua »

    Palermo
  • Cara Palermo, non mi manchi

    Cara Palermo, ti scrivo questa lettera perché ho capito che non mi manchi. Scusa la schiettezza ma è bene chiarire le posizioni. Io ti abito più di dieci mesi l’anno, lavoro con le attività che ospiti, mi confronto con i tuoi utenti, ti vivo e non mi considero un cittadino ideale ma, qualora fosse possibile definirlo, non so nemmeno in che modo debba essere un tuo abitante modello. Troppi di quelli che incontro per strada sono, per esempio, irrispettosi delle regole elementari di convivenza civile o ne sono surreali interpreti. Tre su tante: non si fermano accanto alle strisce pedonali per far passare i pedoni, ma si piantano come giavellotti olimpici dopo il lancio ai rossi semaforici; si lamentano, criticano, si sbracciano, protestano dinanzi ai cumuli di immondizia e poi, con nonchalance, appallottolano fazzoletti di carta, pacchetti di sigarette, stampe pubblicitarie che distribuiscono dovunque, ma non negli appositi contenitori; parcheggiano i loro mezzi di trasporto personale nelle posizioni del più aggiornato kamasutra fregandosene di pedoni, disabili, passeggini ma anche di marciapiedi, sedi stradali e piste ciclabili e poi, al primo blocco di traffico, strombazzano le loro cacofonie clacsoniche e verbali in tutte le tonalità. Ho iniziato le mie vacanze una settimana fa, prima del Festino. Ora abito un piccolo centro meridiano, vicino al mare, con la mia famiglia. Continua »

    Palermo
  • La spocchia

    La spocchia

    Palermo non dovrebbe avere le aree blu per i parcheggi, lo suggerisco ai candidati a sindaco, sono inutili. Le aree blu non dovrebbero nemmeno esistere in una città civile, piuttosto dovrebbero essere educati i possessori di qualsiasi specie di mezzi a motore. Poche regole chiare per tutti: la città è di tutti (che a Palermo viene declinata così: se è di tutti è anche mia, e io ci faccio quello che mi pare), se la città è di tutti bisogna averne rispetto (tradotto: il rispetto se lo deve meritare, per cui fino a che non se lo merita io faccio quello che pare a me), se rispetti la città vedrai che la città rispetterà te (questa non la traduco nemmeno, lascio immaginare). Come ho già scritto su Rosalio: è una questione culturale, e l’ignoranza impera. Se poi si somma l’ignoranza al possesso incongruo di muscoli (reali e metaforici) emerge, senza filtri di sorta, l’arroganza in tutte le sue forme e derivazioni. Continua »

    Palermo
  • Galateo notturno

    Galateo notturno

    Non sia mai che nei primi anni del terzo millennio mi metta a scomodare Monsignor Della Casa, altri tempi, e il suo Galateo che era una raccolta di consigli e regole tali da consentire una vita armonica e semplice secondo i dettami rinascimentali. Ma, Dio mio, il galateo oggi è da vecchi, nemmeno mi ci metto a rispolverarlo.

    Eppure gli esiti delle serate urbane di residenti migranti che si spostano da una parte all’altra della loro città, finanziando le attività commerciali disposte all’accoglienza, all’intrattenimento, alla gastronomia (piazza Rivoluzione, via Bara all’Olivella, via Candelai, per fare esempi calzanti) non sono solo le volatili chiacchiere o i rituali scambi di effusioni, quanto piuttosto, con maggiore evidenza, le stratificazioni sconnesse di rifiuti solidi che ci si arroga il diritto di poter abbandonare dovunque. Continua »

    Palermo
  • Controsenso

    Controsenso

    L’altra mattina in via Magione, angolo con via Garibaldi, di fronte alla sede comunale dell’assessorato ai Servizi sociali, un automobile della Polizia municipale ha ostruito il flusso del traffico provocando disagio alla circolazione con una coda estesa fino a via Lincoln, con varie digressioni stradali che qui non sto a menzionare. Basterebbe la didascalia dell’immagine per raccontare l’accaduto, se non fosse che: era un parcheggio in controsenso, che nessun impiegato (o funzionario) del suddetto assessorato si è posto il problema (pur assistendo divertiti alla scena, affacciati ad un balcone della suddetta sede), e che, tornando al proprio automezzo con nonchalance, il vigile si è scusato dicendo, grosso modo: «Io non c’entro, ho dovuto parcheggiare qui perché il dirigente aveva fretta». Ha rimosso il mezzo in tranquillità, tra il borbottìo generale, ed è andato a parcheggiare altrove. Continua »

    Palermo
  • Palermo 2031

    Palermo 2031

    Caro Rosalio, quando il tempo atmosferico me lo consente, per muovermi a Palermo uso lo scooter. Un mezzo che avrei più semplicemente chiamerei motorino, ma che qui usano chiamare “motore”. Dunque, vado a lavorare col “motore”. Nel tragitto casa-lavoro, però, mi sento uno fuori dal mondo, quasi in difetto, perché uso mettere il casco, non faccio gli slalom, tengo una andatura entro i limiti, non trasporto altri tre passeggeri (oltre me), non cammino con le gambe a cavalcioni e non parlo al cellulare mentre guido: insomma, uno di quelli che da dietro ti clacsonano dicendo «eccheppalle, ma supera, no?». Continua »

    Palermo
  • Sulla notizia

    Sulla notizia

    Caro Rosalio, i miei amici che scrivono sui quotidiani dicono che per stare sulla notizia devi battere il ferro finché è caldo. E allora sono tornato sulla notizia che, per pura coincidenza, è anche un luogo.
    La foto che ti ho inviato venerdì non evidenzia la reiterazione del comportamento di un singolo, ma denuncia che quel comportamento è generalizzato: come dire che l’occasione fa l’uomo ladro, ma se l’uomo è già ladro sa che le occasioni bisogna crearsele. Il motto suggerisce un’occasione casuale, un’evenienza, un accadimento che appartiene all’improbabile più che al “solito”. Evidentemente quel “margine superiore” non viene letto come un livello differente di vivibilità ma come l’estensione non voluta, o involuta, della via carrabile: tradotto sta per “che se ne fanno di tutto quello spazio i pedoni”. Continua »

    Palermo
  • Il margine superiore

    Il margine superiore

    Caro Rosalio, ho scattato questa foto.
    Mi riesce difficile capire cosa ho fotografato, per quanto quello che io ho fotografato non sia quello che appare. Se tu pensi di vedere un automobile su un marciapiedi, accanto ad alcuni contenitori di differenziata, io ti smentisco e penso che tu sia capace di vedere solo quello che appare. Mentre se, come sei solito fare, riesci a cogliere il senso dell’immagine avrai capito che ho fotografato un comportamento, l’espressione di un atteggiamento oppure il corpo di una forma mentis. Continua »

    Palermo
  • Il Teatro Finocchiaro chiuso

    Teatro Finocchiaro

    Lo osservo, quando ci passo accanto a piedi. La sua saracinesca su via Roma, che fa da contraltare alla sua dimensione monumentale di via Firenze, mi intristisce oltremodo, vedendola chiusa. Da qualche parte ho letto che venne realizzato nel 1926 su progetto di Paolo Bonci (architetto che, nel 1927, prevedeva di collegare Monte Pellegrino a Mondello tramite una funivia elettrica) in stile eclettico, ma con particolari di grande ricercatezza formale. La sala, fino a qualche anno fa destinata a proiezioni cinematografiche (l’ultimo film proiettato era La famiglia omicidi, niente di che, con Rowan Atkinson, alter ego di Mr. Bean), è un piccolo capolavoro di equilibrio formale e funzionale, fornita di un meccanismo che consentiva di aprire il tetto.

    Ma è possibile che sia stato chiuso così? Punto e basta? Continua »

    Palermo
  • Si può fare? (asili comunali)

    Si può fare?

    Non so quale sia la situazione negli altri asili nido comunali palermitani, quali le condizioni per entrare e a quali criteri e regole l’amministrazione comunale si è attenuta per far accedere i bimbi. Ho riletto il pezzo scritto da Nicola Pizzolato su Rosalio cinque anni fa. Non mi pare sia cambiato molto ad oggi, probabilmente c’è solo un asilo nido in più. I miei ragazzi (li chiamo così anche se hanno solo diciotto mesi) sono stati accettati dalla struttura Maria Pia di Savoia che sulla carta, e anche dal punto di vista di Google Earth, appare come una struttura con un ampio giardino in cui i ragazzi possono uscire, giocare, avere un altro orizzonte oltre che le pareti delle stanze, peraltro accoglienti e pulite. Un asilo con un giardino che, peraltro, può vantare, come sta nella genie dei giardini palermitani, alberi di differenti famiglie: un piccolo giardino botanico alle spalle dei tribunali della città, altri direbbero una “villa”. Insomma, non è poco. Continua »

    Palermo
  • Didascalia palermitana

    Didascalia è la parte non dialogica di un testo teatrale, oppure la breve descrizione posta accanto a un’immagine. Se l’immagine non ha bisogno di didascalia può voler dire che essa stessa è didascalica, cioè si descrive da sola oppure, per esteso, dialoga con chi la vede pur non potendo parlare. La città è Palermo, mandamento Tribunali, piazzetta Cattolica già «crocevia di traffici urbani: infatti la via Paternostro qui incrocia una lunga arteria che univa piazza Marina con il mercato dei Lattarini».

    Didascalia palermitana

    Continua »

    Palermo
  • Criteri

    Per via di un diretto interesse alla cosa, ho letto sul sito del Comune di Palermo che è stata avviata l’iniziativa caro vita denominata La Scuola per Tutti, giunta alla seconda edizione. Evidentemente la prima edizione sarà andata bene. A questo punto cito per intero che «La Giunta Comunale ha approvato con deliberazione n° 174 del 20/08/2010 l’iniziativa denominata: “La Scuola per Tutti”. Il progetto sorto dalla collaborazione tra l’assessore Felice Bruscia e l’assessore alla Pubblica Istruzione Francesca Grisafi in sinergia con la Confcommercio-Associazione Provinciale intende agevolare le famiglie, il cui bilancio economico viene gravato dai costi delle rette scolastiche nelle strutture private, per mantenere i propri figli, esclusi, per esubero dalle graduatorie delle scuole comunali. Il progetto, valido per la sessione scolastica 2010-2011, prevede la seguente scoutistica negli Asili Nido e nelle scuole dell’Infanzia legalmente autorizzati ed aderenti all’iniziativa: sconto del 50% sulla quota d’iscrizione – sconto del 25% sulla retta mensile».

    Ora, per chi legge, evidentemente non è prevista una scoutistica ma una scontistica (si vede che il tasto della tastiera era ribaltato). Iniziativa lodevole, ci siamo detti, e siccome ne avremmo bisogno andiamo a vedere de visu la situazione in uno degli “esercizi” riportati nell’elenco. Abbiamo, per via di una ovvietà che rasenta l’idiozia, scelto quello più vicino al posto dove abitiamo. Continua »

    Palermo
  • Io stavo

    Sono un migrante, per questo non ho la sensibilità dei cittadini di Palermo. Per capire questa città o, meglio, per capire qualunque città, bene, bisogna che vi si sia nati. Solo in questa maniera si sviluppa orgoglio, pregnanza, appartenenza. Di più se vi è nato ogni componente della famiglia, fratelli, sorelle, padre, madre, zii, etc. Le radici appartengono a chi semina, non a chi le coltiva. Posso, magari, leggere le righe di quello che mi accade qui, ma tra le righe sta uno spessore di cose che solo la permanenza autoctona può rivelare, dispiegare, divulgare. Sicché non posso suscitare la densità di ricordi o di suggestioni che solo un palermitano sa avere. Dunque, ma non solo per questo, il senso delle cose che riesco a scrivere di Palermo riguarda solo un “clubbino di intellettuali” a cui non afferisco ma che, lo stesso, dice che apprezza quel che faccio. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Panormitan correct

    Piccolo incidente, scontro tra due scooter. Me lo sono visto capitare davanti. Cose che possono capitare. Il malcapitato, quello che si è trovato lo scooter in mezzo alla strada, è franato in terra, penso non abbia frenato o non ne abbia avuto il tempo. La cosa è accaduta, a Palermo, e poi in via Porto Salvo, nei pressi della Cala. Un bivio in cui accadono spesso queste cose.

    Due tizi su uno scooter, a Palermo si chiama “motore”, tagliano la strada, provenendo da destra, ad un flusso in movimento e, anche, ad uno scooter immerso nel flusso. Scontro. Tecnicamente, lo scooter nel flusso si è scontrato con quello proveniente da destra ma (a) il flusso su via Cala è il corso principale e (b) il “tagliatore di flusso” proveniva da una strada secondaria. A chi va addotto il merito di aver provocato l’incidente? Continua »

    Palermo
  • Piscio sonoro

    Ore 11 am, sono seduto sul divano a leggere, le finestre di casa mia affacciano su via Magione, non fa proprio caldo ma sono socchiuse, è l’inizio di gennaio e a quest’ora il traffico di auto passanti non è intenso. Si sentono, mi piace sentirle, le voci del quartiere. Fino a che, lo si percepisce con un certo anticipo, non arriva lo swoom di un woofer a manetta, stump stump stump, mi alzo dal divano per curiosità e per chiudere le ante. Una panda verde pisello, modello 1988, da cui si propaga il verbo musicale di un indigeno a cui si augura, con tutto il cuore, una lunga profilassi futura presso un centro di audiolesi.

    Ore 2 pm, provo a vedere un telegiornale locale giusto per il prio di sapere cose che non mi riguardano ma che possono diventare chiacchiericcio da bar. La stanza è la stessa, la casa questa è, il divano pure. Le persiane sono socchiuse, magari mi appisolo pure, e le ante chiuse per il cambio repentino di temperatura. Fuori, alcune folate di vento fanno sbattere le persiane del vicino di casa. Si prospetta una serata di maltempo, forse. Ed ecco che ritorna, o è un altro, stavolta non mi affaccio proprio, il riverbero lontano del solito passeggiatore sonoro: questo è neomelodico, palermitano naturalizzato partenopeo, che fa sapere a tutto il quartiere quanto vuole bene a Serena e quanto gliene vorrà per sempre. Continua »

    Palermo