Profilo e post di Maria Letizia Affronti

e-mail: zoe80@libero.it

Biografia: Nata il 26 agosto del 1980 ha studiato due anni presso l'Università degli Studi di Palermo, poi si è trasferita a Siena e l'ultimo anno di università l'ha trascorso a Madrid. Si è laureata nel giugno 2005 e subito dopo ha effettuato uno stage presso "Il filo di Arianna" di Perugia e poi ha vinto una borsa di studio presso il MAE (Ministero Affari Esteri) a Roma. Poi, con la testa piena di tutte queste impareggiabili esperienze è tornata a Palermo imparando a conoscere ed amare per la prima volta la sua città di origine. Qui, grazie ai consigli del suo relatore ha iniziato a scrivere e da allora non si è più fermata. Palermo24h, Repubblica Palermo, I Love Sicilia, Cocoon....sono alcune fra le testate con le quali ha collaborato o collabora ancora. Una volta ha anche diretto una trasmissione radiofonica su Radio Action e ha realizzato e in parte ideato (grazie anche alla collaborazione di splendidi amici) un documentario sul fenomeno del tarantismo in Puglia: Tempo di Tarante. Sposata e mamma di un bimbo che ha i suoi stessi occhi, cerca ogni giorno, per come può, di rendergli il mondo migliore. Il suo sogno nel cassetto è quella di essere citata, postuma, nei libri di letteratura. Ma per questa finale "consacrazione", può ancora (e volentieri) aspettare.

Maria Letizia Affronti
  • Rosal10

    10 anni di me, di Palermo, di Rosalio

    Quando Tony Siino mi ha chiesto di scrivere un pezzo su Rosalio per festeggiare i 10 anni del blog mi è venuto il panico tipo coniglio con fari puntati e occhi abbagliati. Cosa potevo scrivere su Palermo? Sono anni (dal 2012!) che non scrivo su Rosalio. La mia vita in questi dieci anni è cambiata moltissimo. Ma anche Palermo. La mia vita come quella di tutti noi in dieci anni ha subito molti cambiamenti e la stessa cosa è capitata alla nostra terra. Ho iniziato a scrivere su Rosalio nel 2006 per gioco, per mettermi alla prova e perché mi divertiva moltissimo. Nel 2006 mi chiedevo ancora cosa volessi fare da grande ma scrivere era certamente qualcosa che mi piaceva fare. Continua »

    Palermo, Rosalio
  • Villette decadenti, di chi è la colpa?

    Villette decadenti, di chi è la colpa?

    Non sono riuscita a trattenermi. Scusate ma non potevo resistere a non denunciare una di quelle cose alle quali siamo così abituati che non ci fanno più effetto. Parlo delle condizioni vergognose di una delle numerose villette per bambini sparse per la città. Non parlo delle ville grandi e note (sulle quali potremmo parlare per giorni), ma di una di quelle micro villette dove i bambini possono, quasi, liberamente giocare. Dico quasi perché non sono recintate, come lo sono in Spagna per esempio, dato che lo capirebbe pure l’ultimo degli orchi che è meglio circoscrivere le aree per bambini. Probabilmente tutto ciò serve per fortificarli sin da subito: “se sopravvivi alla villetta diventerai un uomo/una donna”. Comunque non voglio aggiungere ulteriori commenti perché guardando queste foto appare evidente che c’è un problema, che chi dovrebbe fare un lavoro non l’ha fatto e chi dovrebbe controllare è girato da un’altra parte. Continua »

    Palermo
  • Scioperi e tecnologia

    Ieri mi sono imbattuta in uno sciopero. Come sempre. Come quasi ogni mattina. Ho la fortuna-sfortuna di lavorare in centro storico e ogni volta la stessa storia. O in piazza Indipendenza o ai Quattro Canti mi ritrovo un vigile che con fare autoritario devia il traffico perché c’è manifestazione. E lo scopri lì, quando sei davanti alla folla che protesta e ormai, chesei in fila da molti, moltissimi minuti, non puoi più deviare o fare una strada alternativa. Tralasciamo il fatto che se la polizia municipale informasse in maniera corretta tramite il loro sito internet sulle manifestazioni previste in giornata, la mattina un povero cristo che vuole andare al lavoro potrebbe controllare il “bollettino scioperi” e decidere se prendere quella via, se usare un mezzo alternativo, se farsi venire un attacco di febbre e non uscire. Ma comprendo che questa è fantascienza. Non solo, comprendo anche che le soluzioni vengono dal basso e che se noi cittadini abbiamo un problema ce lo dobbiamo risolvere da soli. Io come posso, ogni volta che incontro un blocco stradale, un gruppetto di manifestanti, cortei studenteschi o qualsiasi cosa blocchi la circolazione (una volta ora che ci penso segnalai un albero caduto in via Crispi…) lo twitto. Insomma comunico su Twitter che a #Palermo c’è un problema di circolazione da qualche parte. Ma capisco che non basta. Ieri mattina mentre facevo l’ennesimo giro di piazza Indipendenza cercando di scansare polizia municipale e forestali (erano loro? Ormai non li distinguo neanche più) ho pensato: se ci fosse una webcam puntata sulle strade cruciali della città, si potrebbe verificare quotidianamente la viabilità cittadina. Continua »

    Palermo
  • I coccodrilli di Miami

    Vi ricordate la vicenda dei ragazzi palermitani bloccati in aeroporto perché colpevoli di avere acquistato souvenir illegali come teste di coccodrillo e squali in salamoia a Miami? Beh, la vicenda si è conclusa in una bolla di sapone, lo dico subito per amor di chiarezza. Coccodrilli di cuoio e squali di plastica. Ma se avrete la bontà di leggere il seguito potrete conoscere la vera storia dei coccodrilli di Miami secondo la voce di un protagonista d’eccezione. Il coccodrillo.

    I coccodrilli di Miami

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    Palermo
  • La gravidanza, consigli non richiesti per l’uso

    L’arrivo di un figlio ti cambia la vita. Da subito. Da quando quella strisciolina si colora timidamente, da quel momento lì, per sempre, la tua vita cambierà. Passi da momenti di incertezza, di paura, di gioia, di preoccupazione e di felicità con la velocità con cui il sabato sera ti provavi le scarpe più adatte per uscire. Ecco con questa stessa velocità e indecisione affronti i nove mesi più importanti della tua vita. E non sei sola. Oltre a quella povera vittima del tuo compagno che cerca di seguire i tuoi ormoni altalenanti che sembrano ormai del tutto impossessati del tuo corpo e della tua mente, la tua vita inizia a costellarsi di persone fino a quel momento sconosciute che ritengono fondamentale darti dei consigli. Soprattutto se non richiesti. Tu ti muovi nella giungla dell’indecisione chiedendoti se effettivamente la commessa del supermercato che ha già avuto tre figli ne saprà di più della tua ginecologa. E così inizi a scoprire che comunque chiunque, ne sa più e meglio di te. Hai la nausea? Mangia un chicco di caffè (perfetto così oltre a vomitare mi affogo pure!). «Niente caffè!» Tuona la vicina che non ha figli ma ha cinque gatti, «devi mangiucchiare sempre qualcosa di secco» (ma si attacca alla parete della gola e rischio l’embolo!). Ricordati di bere sempre. Non provare a bere troppo! Ogni consiglio inoltre è accompagnato da moniti epocali che ti ricordano morte immediata e repentina di madre e figlio in caso di mancato ascolto dei consigli della nonna. Continua »

    Palermo
  • Parcheggio Amat e posteggiatori abusivi a piazzale Ungheria

    Questa volta niente storie di città, niente gossip matrimoniali. Questa volta Rosalio deve essere mio complice per denunciare una situazione che, pur avendo segnalato ai diretti interessati più volte, rimane ferma da un po’ di tempo. E allora visto che da palermitana non voglio accontentarmi di una città costellata da ingiustizie, questa piccola cosa spero giunga alle orecchie giuste per porre rimedio soprattutto in vista dell’arrivo dei numerosi turisti (temerari) in città.
    Si tratta del posteggio di piazzale Ungheria, luogo felicemente riscoperto da me da pochi mesi grazie ad una utile conversazione con gli amici di Mobilita Palermo che un giorno mi dissero: «I palermitani non lo sanno ma a piazzale Ungheria la sera il posteggio costa 1 euro…per tutta la sera!». Insomma invece di pagare il “pizzo” al posteggiatore abusivo sostando spesso sul marciapiede, in divieto di sosta o sopra gli alberi, il posteggio di piazzale Ungheria è una valida (e legale!) alternativa. Il pomeriggio invece la sosta è cara e amara (1,50 Euro l’ora) ma per due passi in centro va anche bene senza bisogno di ammazzarsi per trovare strisce blu libere e soprattutto gratta e parcheggia. Ora, dove sta il problema? Continua »

    Palermo
  • Caty e Uilly oggi si sposano

    Se a Caty cinque anni fa le avessero detto che oggi si sarebbe svolto il suo matrimonio in questo modo non ci avrebbe mai creduto. Né sperato. Per carità avrebbe preferito un tappeto di rose e le palombelle bianche all’uscita della chiesa, avrebbe preferito svolgere il ricevimento in una di quelle ville antiche con le scalinate lunghe dove sarebbe entrata come una regina invece che usare il villino di Carini di quella strega della zia Tania, ma alla fine sempre meglio di quello che ha fatto sua madre scappata di casa a 16 anni con la promessa di un amore eterno durato cinque anni e due figli. A Caty è sempre piaciuto quel ragazzino biondino che aveva sempre le mani sporche di grasso perché aiutava il padre in officina. «La scuola è per chi un bole travagghiari» diceva il padre di Uilly e lui annuiva non capiva e continuava a verificare la pressione delle gomme della Fiat Uno che aveva davanti, anche se aveva solo dodici anni. Caty lo guardava da lontano e sua cugina Jessica che aveva già avuto la possibilità di provare le diverse doti di vari uomini, anche se così giovane, le diceva «Se ti piace, pigghiatillo». Continua »

    Palermo
  • Ho scritto t’amo e ho sbagliato

    Caro giovane Cyrano de Bergerac del centro storico, oggi il mio pensiero va a te. A te che stai nascosto dietro quell’apparente schermo fatto di pantaloni calati che mostrano a chiare lettere la scritta “ARMANI JEANS” dei tuoi discreti e timidi slip, a te che celi la tua dolce natura dietro a quei capelli pettinati con i mini ciccioli. Oggi mio giovane amico sei tu nei miei pensieri. Tu che per i professori sei solo un cognome celato tra “Benenati Maria” e “Buscemi Dario”, tu che potresti narrare le tue innumerevoli gesta compiute tra le 8:30 e le 13:30 dentro Bet Pro Scommesse in un tomo pesante come l’intera Divina Commedia (se solo sapessi cosa è la Divina Commedia). Parlo proprio con te timido e pur determinato amico che hai dentro di te tanto amore tanti quanti sono gli ormoni grossi come noci che si sballonzolano su e giù nel tuo corpo e ti fanno battere il cuore per la brunetta della 2D. Con te che vorresti urlare il tuo amore al mondo ma tutto ti sembra piccolo. Pochi i 160 caratteri degli sms, ridicoli i messaggi sulla bacheca di Facebook nessuno di questi spazi può colmarsi del tuo amore pulsante che stranamente non batte esattamente sul cuore. Continua »

    Palermo
  • Miracoli palermitani

    Staccando l'ombra da terra
    (foto di Gilberto Gaudio)

    In questa città a volte capitano dei miracoli. Anzi, diciamola tutta, in questa città a volte ci sono persone che fanno sì che accadano miracoli. In questa città c’è gente che lavorando onestamente, con pochi mezzi, con tanta fatica e con tanta passione rende felici altre persone. E, molte volte, a costo praticamente zero. Mi prendo uno spazietto per parlarvi di una mia esperienza personale che ha decisamente cambiato la mia vita e che potrebbe cambiare anche la vostra. Voi che vi nascondete dietro mille scuse, voi che “preferisco la nave che è più comoda”, voi che siete aerofobici proprio come lo ero io. Adesso non voglio illustrarvi i meandri della mia mente e i motivi per cui si diventa aerofobici (perché non si nasce aerofobici, questo è chiaro!) ma vi voglio parlare di un progetto che nato in via Roma nella sede dell’Asl oggi Asp 6 e voluto da un team di psicologi in gamba ha permesso di far spiccare il volo a tutti coloro che fino ad oggi avevano le ali tarpate. Il progetto si chiama Paura di volare, no problem e nasce come tutte le cose belle da un caso fortuito saputo ben interpretare dalla dottoressa Mitì Triscari e portato poi avanti anche da Valerio D’Angelo e Viviana Urso. Vi spiego come funziona, da utente, da persona che si è avvicinata a questa nuova avventura con la voglia di migliorarsi e di superare un proprio limite. Continua »

    Palermo
  • Gli ipocriti

    Non è nella lista dei peccati capitali, non è neanche considerato un peccato a tutti gli effetti. È un vezzo, una necessità quasi. Chiamatelo “cancia bandiera”, o “quaquaraqua”, ma l’ipocrita è una persona che è sempre esistita e sempre esisterà. Sorridiamo quando vorremmo ringhiare, annuiamo quando vorremmo dare una testata, stringiamo mani quando vorremmo utilizzare un coltello. «Si deve lasciare profumo» diceva mia nonna e forse era un modo per inghiottire con ancora più tenacia i bocconi amari. C’è chi lo nasconde meglio degli altri, chi riesce ad ingannare persino lo specchio. Pepè Calafiura era uno di questi.
    Geometra di vecchia scuola riusciva sempre ad essere sorridente. Con i clienti più simpatici ma anche con quelli insopportabili già scaricati da altri suoi colleghi e approdati nell’unico porto franco di Palermo che era il suo piccolo studiolo nel cuore della città vecchia a pochi passi dalle vie intricate di Ballarò. Per giungere nel suo piccolo regno Pepè passava davanti al panellaro «buongiorno – buongiorno», di fianco alla taverna «buongiorno – buongiorno», di fronte al tabacchino «buongiorno – buongiorno», apriva il pesante portone, saliva lungo le ampie e scivolose scale ed entrava nel suo ufficio. Una grande scrivania marrone, un paio di sedie rosse, qualche quadro della Palermo di una volta e un computer. Spento. Continua »

    Palermo
  • Palermo Miami andata e ritorno

    Mi metto in coda ai due post divertenti e perfettamente condivisibili di Maria, per raccontarvi la parte successiva al momento del «Sì, lo voglio»: il viaggio di nozze. Ebbene sì, anche io sono stata coinvolta nel vortice delle nozze, nel caos dei confetti, nel delirio della lista. Ma, per fortuna, e oggi sono qui a testimoniarlo, se ne esce vivi. Anche perché, sia chiaro, uno fa tutto sto casino di organizzazione con lo scopo finale di rispondere con un minimo di soddisfazione e un piccolo ghigno di sfregio a tutti coloro che chiedono «e il viaggio di nozze, dove lo fate?» e tu, rispondendo come se fosse l’unico scopo della tua vita ma al tempo stesso una normale routine quasi con annoiata ed aristocratica insufficienza…..: «America!» uhhhhhhhhh! Bene, non ho intenzione di raccontarvi la mia vita in luna di miele ma ho osservato con attenzione i posti che ho visitato e vorrei focalizzare l’attenzione sulle differenze che ho notato tra due città di mare: Miami e Palermo. Per carità uno si affaccia su un mare-quasi-lago l’altro ha di fronte l’oceano ma credetemi per molte cose si assomigliano, l’odore dell’olio solare mescolato alla sabbia è preciso preciso a quello che si annusa con il primo caldo a Mondello, quando ancora non hanno messo le cabine (poi l’odore della pasta “col” forno prevale su tutto). Continua »

    Palermo
  • Buon primo maggio

    È il primo maggio. È la festa dei lavoratori. L’articolo 1 della Costituzione della Repubblica che conoscono anche i bambini recita: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Vista così la nostra nazione sembra un baluardo per i lavoratori, una casa santa dove tutti possono trovare riparo perché a qualsiasi costo lei, la amata Patria ci difenderà. Sembra così ma so già che molti di voi sorrideranno sapendo che nulla di quello che viene proclamato così ad alta voce non è neanche lontanamente simile alla realtà. Scrivo del primo maggio, della festa dei lavoratori perché voglio dedicare una riflessione a tutti i miei amici e amiche le cui storie le conosco come se fossero la mia, perché spesso le nostre vite si sono intrecciate e perché conosco i sacrifici che fanno tutti i giorni per andare avanti. Non parlo di disoccupati poco scolarizzati o di nulla facenti che attendono il posto fisso…ohh miraggio, non ci sperano da anni. Parlo di persone che hanno studiato, che addirittura si sono laureate in tempo record e con ottimi voti e che lavorano. Bene, questo è un dato, queste persone LAVORANO ma qui si apre il reale problema. Non dico che pretendono un contratto, per carità non siamo in Europa (o sì??), non dico ferie (non siamo dei lavativi), non dico neanche che pretendono chessò un permesso per malattia o per famiglia (famiglia??!?!? Non esageriamo adesso) ma almeno lo stipendio…almeno essere pagati per le proprie compentenze, per il proprio lavoro, per il semplice fatto di alzarsi la mattina, prendere la macchina o i mezzi, recarsi nel luogo di lavoro e fare qualcosa. Continua »

    Palermo
  • Car sharing a Palermo, istruzioni per l’uso

    Quando per la prima volta ho sentito parlare di car sharing a Palermo ho provato quel senso di soddisfazione che raramente noi palermitani possiamo provare legato alla sensazione di far parte del mondo civilizzato europeo. Non solo ma già godevo al solo pensiero di poter sfrecciare lungo le vie preferenziali come se guidassi un taxi oltre alla soddisfazione di poter parcheggiare (quasi) gratuitamente dentro le strisce blu. Insomma ho pensato voglio aderire. Per fortuna l’esperienza ha frenato il mio entusiasmo e una vocina interiore mi ha consigliato di non essere la prima pioniera nell’uso del car sharing palermitano. Meglio aspettare il rodaggio del sistema. Così a distanza di un anno dal suo battesimo mi sono avventurata nel favoloso mondo dell’auto condivisa. Per diventare un utilizzatore del car sharing ci si deve recare presso gli uffici Amat di via Giusti prima però fissate un appuntamento al numero 091350318 saranno loro a dirvi quando recarvi in sede. Dalla mia chiamata sono passati circa tre giorni. Una volta lì una signora ottima venditrice mi ha presentato le caratteristiche del servizio che ancora per pochi giorni, dice lei, è anche ad una tariffa vantaggiosa (prezzo scontato del 50%). Continua »

    Palermo
  • Divieto di sosta

    Era stato preannunciato già da diverso tempo. Se ne parlava come un momento ineluttabile di eventi concatenati che avrebbero portato allo scompiglio generale. Si diceva “Sì, sì, si è già trasferito”, “questione di giorni, vedrai”. E oggi puntuali come il timer del tostapane i rumori assordanti e ritmici di un martello pneumatico alle 6 del mattino hanno spalancato le porte al temuto ovvio: divieto di sosta e fermata lungo tutta la via per il trasferimento di un magistrato nel palazzo di fronte. Panico tra i condomini.
    Li vedi già armati di telecamera nella speranza di riprendere un calzino turchese che possa demolire la figura del magistrato e spedirlo ad occuparsi di questioni condominiali, c’è chi si è dichiarato disposto ad una petizione popolare “se c’è ri cogghiere firme, io sono d’accordo”, ha dichiarato Franco il portiere senza timore. Insomma ognuno fa quel che può opponendosi con tutte le forze ad un divieto di sosta che causerà la soppressione di oltre venti posti auto regolari e un’altra decina irregolari (lo spiazzale ampio sul quale si estende la via consentiva ai più di posteggiare le auto al centro della carreggiata a mo’ di spartitraffico). Questo malumore che serpeggia tra gli abitanti della strada mi ha fatto riflettere. Continua »

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  • Marco anch’io ti amo

    «Marco anch'io ti amo»

    Sembrava un sogno romantico. Una dichiarazione d’amore gridata (a caro prezzo) per tutta la città.
    E invece, questa mattina, Palermo si è riempita di cartelloni che, rispondendo allo struggente messaggio d’amore, pubblicizzavano un noto negozio di arredamento (daiQuiri).
    Sogni (e cuori) infranti? Non del tutto! Infatti i più romanticoni potranno ancora sognare perchè secondo l’agenzia Adduma (l’agenzia che si è occupata della campagna pubblicitaria che “risponde” al primo messaggio), la scelta del loro slogan è stata solo SUCCESSIVA e NON DIRETTAMENTE COLLEGATA al primo messaggio d’amore per Valentina.
    Insomma: il primo cartello era davvero una dichiarazione d’amore, il secondo in risposta è una campagna pubblicitaria che si è abilmente appoggiata al messaggio iniziale originale.
    La caccia al romantico, dunque, è ancora aperta.

    AGGIORNAMENTO: la Repubblica Palermo ha pubblicato un articolo sull’argomento.

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