Profilo e post di Daniele Billitteri

e-mail: dbillitteri@gds.it

Biografia: Daniele Billitteri è nato a Palermo nel 1951. Ha cominciato a lavorare come cronista al giornale L'Ora quando aveva 19 anni. Da oltre vent'anni lavora al Giornale di Sicilia

Ha vissuto sempre a Palermo dividendo il tempo tra il lavoro, la famiglia e la cucina, sua grande passione.

A Natale del 2003 ha narrato le vicende di un Homo panormitanus e ha venduto oltre ventimila copie. L'anno dopo Femina panormitana.

Daniele Billitteri

La tappina semantica

feb 09
06
23:57

Giafar – mi disse ieri mio cugino Eugenio l’Emiro – questa della tirata delle scarpe è bellissima. In effetti ci feci caso pure io. Ora basta che c’è una contrarietà, una protesta, un che dire con qualcuno, uno ci va e, pronto accomodo, ci tira una scarpa che se quello non si canzia ci scorcia la matrice dei pidocchi. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 7 commenti

La notizia è bellissima perchè è 1) curiosa, 2) insidiosa, 3) politicamente no scorretta: di più. In sostanza dice che una partita di miricani del Techisas, capitanati da una certa Katrina Durante scoprì che esiste un ormone che si chima estradiolo. Ora questa cosa capita che nelle femmine ce ne può essere di più e allora, in quel preciso momento loro dice che diventano più sdillinqui. Cioè a tipo che si vestono che si fanno vedere un poco di minne o le cosce, si annacano il culo, parlano tischi toschi e guardano ‘nsutta. Ma quel che è importante è che sono come il tassì che accende il cartellino “libero”. Continua »

In: Purtroppamente | 20 commenti

Come molti di voi sapranno sul social network più famoso del mondo vanno girando gruppi di fessacchiotti che inneggiano a Riina, Provenzano etc etc etc. La cosa si commenta da sola. Come le scritte sui muri dopo “Il capo dei capi”, le scuole “chiuse” con la colla nei catenacci e altre snargiassate del genere a dimostrazione che la cultura della violenza qualche proselito lo fa. Ma il problema è un altro: sulla base di questi episodi, che hanno smosso i commenti più svariati, da Veltroni a Pietro Grasso, emerge una richiesta di oscurare i “gruppi di sostegno” oggetto della polemica. Io penso che su internet si può imparare a costruire un’atomica in cantina, per non parlare delle molotov. Ci si può iscrivere a siti fondamentalisti di oscura composizione. E che dire di certi film (addirittura di certi canali televisivi particolarmente “votati” a questa “mission”) che osannano comportamenti da baby gang e indicano come “strafigo” l’adolescente che si fa giustizia da solo perchè “la vita a volte è tanto dura e quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Quelli non li tagliamo? Allora io penso che no, i gruppi che sostengono i boss devono restare in rete. Anzi andiamo a trovarli e diciamo loro quello che pensiamo. La Rete è una giungla semantica con regole intransigenti: nessuno può vietare niente a nessuno. Ma non perché non si deve, ma proprio perché non si può (la moderazione dei siti, compreso Rosalio, è ovviamente un’altra faccenda). Ma questa è la mia opinione. Voi che ne pensate?

In: Palermo | 48 commenti

Mio cucino Eugenio la combinò veramente esagerata. Dico io: c’era bisogno di farci assaltare i vermi a tutti i palermitani con questa cosa di fare cadere la neve solo al camposanto dei Rotoli mentre nel resto di Palermo sembrava che ci potevamo andare a fare i bagni? Quando ci spiegai che non era esatto lui mi disse: “Giafar non c’era altro di fare. Così ognuno pensa che dall’aldilà stanno parlando con lui e si passa una mano sopra il petto. E ti assicuro che tutti, dico tutti, trovano un ostacolo. Prima di quello naturale che, almeno i maschi, incontrano di sicuro”. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 11 commenti

Venerdì 12 dicembre alle 21 all’atelier Montevergini di via Montevergini si presenterà il mio ultimo libro “Solo a Palermo” pubblicato dalla Pietro Vittorietti Editore. Sono 14 racconti che sembrano veri e che forse lo sono. Raccontano storie paradossali, quasi impossibili. Storie che possono accadere, come si dice, solo a Palermo. Appunto. Ora, nell’invitare tutti i rosaliani alla presentazione del libro, mi piacerebbe che, chi se la sente, lasciasse qui un post raccontando cosa, secondo lui, può succedere “Solo a Palermo”. Sceglierò i post che mi sono piaciuti di più e li leggerò durante la presentazione. Quindi fuoco alle polveri…. Un abbraccio a tutti voi.

“Solo a Palermo”

In: Palermo | 38 commenti

Il palcoscenico è diviso in due longitudinalmente. Sulla destra c’è un tavolino scuro e una sedia. Sul tavolino c’è una lampada di stile antico, un blocco di carta, un bicchiere pieno di penne, Un telefono cordless.
A sinistra c’è un tavolino bianco laccato, una sedia anche quella chiara. Sul tavolo c’è un modellino della Statua della libertà, carta, un sopramobile baggiano, una lampada di stile moderno. In scena, a destra, entra un uomo in pantaloni e maniche di camicia. Si avvicina al tavolo, si siede. Accende la lampada. Prende in mano il telefono e compone un numero. Dall’altro lato si sente suonare un telefono. Entra in scena una donna in jeans e felpa, pantofole a gattoni ai piedi, un asciugamani avvolto in testa a turbante.
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In: Palermo | 7 commenti

Un divano al centro della scena. Di fianco due poltrone, davanti al divano un tavolino basso con bottiglie e bicchieri. Sul divano sta seduta una donna. Legge una rivista. Arriva un uomo. Indossa una giacca a scacchi e una cravatta a farfalla. Ha una cartella in mano Continua »

In: Palermo | 34 commenti

Una garitta al centro del palcoscenico. Dentro c’è un uomo seduto, quasi accasciato su un ripiano sul quale c’è una sorta di registro aperto. Tiene una matita in mano. Indossa una maglietta, una casacca catarifrangente e un cappellino con la visiera. Si sente il rumore di un’auto che passa e l’uomo la segue con la testa girando il collo da sinistra a destra. Poi lecca la punta della matita e l’appoggia sul registro. Continua »

In: Palermo | 18 commenti

Solo a Palermo

ott 08
20
17:04

Carissimi Rosaliani. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno commentato i miei racconti della serie “Solo a Palermo”. E voglio dirvi che questi fanno parte di una raccolta di racconti che, all’inizio di dicembre diventeranno un libro dal titolo, appunto, “Solo a Palermo”. Qui, con una piccola anteprima, ho voluto “sperimentare” se funzionavano. E funzionano. Per la verità di questo era sicura la mia “editora” Maria Elena Vittorietti che, oltretutto, è “responsabile” del titolo. Lo ha pensato un paio di anni fa leggendo un mio articolo su una vicenda che, anche quella, farà parte del libro. L’appuntamento con il maresciallo Scibilia (ma non solo) è dunque per i primi di dicembre. A quanti hanno commentato chiedo scusa per averli “usati” un po’ come cavie e confido nell’assoluzione. Sono grato a tutti per i complimenti, anche per quelli “esagerati”. Ma per un palermitano cosa è mai veramente esagerato???

In: Solo a Palermo | 12 commenti

Condominio

ott 08
18
12:38

Il ragioniere Augusto De Ruggiero guardò la serratura e si preoccupò moltissimo. Benedetto, il portinaio, parlava. Ma lui manco lo sentiva, gli occhi fissi sulla normalissima serratura Yale, con quella gocciolina ormai rappresa che sembrava una lacrima. Ma può mai piangere una serratura, benedettiddio? Continua »

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In: Solo a Palermo | 19 commenti

Aria fritta

ott 08
16
20:22

Ci sono posti a Palermo che di giorno sono una cosa e di notte un’altra. Prendete la piazzetta Comesichiama nel quartiere San Lorenzo. Di mattina è come l’osso pizzillo di un piede: ti aspetti di trovarlo dove in effetti lo trovi. È il classico luogo della borgata sul quale si affacciano le botteghe degli artigiani, un’officina, un piccolo bar, il tabbacchino. Non può mancare la classica “filiera alimentare” fatta di un panificio, una salumeria, un macellaio e un fruttivendolo. Insomma un luogo che – se ti ci portano bendato, poi ti liberano e ti chiedono dove sei – non è certo da quello che hai attorno che tu capisci se sei a Brancaccio o, mettiamo, a Cruillas. Continua »

In: Solo a Palermo | 11 commenti

Una Commedia per un ladro

ott 08
15
18:46

Quante volte avete detto: miii, questa solo a Palermo poteva succedere. Esatto. Così ho pensato di dedicare qualche storia a questa categoria. Si tratta di storie che all’origine hanno una vicenda reale ma che io ho, come dire, interpretato. Mi è sembrato il modo migliore per tornare su Rosalio dopo un periodo di assenza dovuto alle troppe cose da fare.

“Va bene, ti stavi fottendo una bella macchinuzza nuova nuova. Tu e l’amico tuo. E fino a qui…. Nel tuo motorino c’erano tre cacciaviti. E fino a qui…. Ma il libro? Quello proprio non mi quadra. Ora, mentre aspettiamo la macchina per andare al carcere, tu mi devi spiegare perché. Se no io stanotte non dormo e mia moglie si rummulia”. Continua »

In: Solo a Palermo | 25 commenti

Cuffaro si è dimesso

gen 08
26
13:22

Il presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro si è dimesso oggi alle ore 13,23 intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana la cui convocazione era stata richiesta dallo stesso governatore al presidente dell’Ars Gianfranco Micciché ieri a tarda sera.

In: Sicilia | 32 commenti

Chi fa la festa a Totò?

gen 08
21
13:21

L’emiro Totò mi parse come quello che, finito sotto il cavallo, ci dice a tutti: miii, menomale, potevo finire sotto la carrozza. E festeggia. Mio cugino Eugenio, mentre Totò sparteva cannoli a tutti, mi diceva “Giafar, forse lui fa festa perché pensa che al peggio non c’è fine”. Può essere ma secondo mè l’emiro Totò è finito sotto la carrozza proprio. Solo che non è come pensano tutti. Cioè: la carrozza non sono i giudici ma gli amici suoi. Allora io penso che mentre i giudici decidevano come se lo dovevano sollevare, si cucinavano pranzi in tante cucine. Per fare la festa all’Emiro Totò mentre lui se la faceva da solo. Ma non era la stessa festa. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 34 commenti

Stamatina, primo giorno del vostro anno, chiamavi a mio cugino Eugenio e ci dissi: Eugenio, vieni senti sta telefonata che c’è di ridere. Noi, da quassopra possiamo intercettare tutte le telefonate che vogliamo tanto non è conto che possiamo scrivere rapporti e fare altre sbirritudini, Insomma la telfonata era la seguente: Pronto, lei è ildottore ics dellospitale ipslon? Ma vero è che stanotte è nato un picciriddu a menzanotte e un minuto? Sì? Ma che va dicendo? Io sono il dottore Nonsochì dello spitale Nonsodove e ci posso assicurare che qui è nato un picciriddu a menzanotte e trenta secondi quindi senza mentere a cominciare che vi volete ammuccare il primo nato in Sicilia perché quello è nostro e non ce lo può levare nessuno. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 7 commenti

Contrada: grazia sì o no?

dic 07
26
12:13

Cari amici, Bruno Contrada, condannato a dieci anni per “concorso esterno” con la Mafia con una sentenza definitiva, ha chiesto la grazia al capo dello stato. Contrada, arrestato una prima volta quindici anni fa, ha già trascorso in carcere almeno tre anni ed è stato al centro di una vicenda processuale lunga e complessa tra condanne, assoluzioni, appelli, fino alla sentenza definitiva. Viene accusato da una “rosa” di pentiti di avere avuto comportamenti professionali che hanno favorito Cosa nostra, reato del quale il funzionario, ex capo della Mobile e della Criminalpol di Palermo alla fine degli anni Settanta e poi alto funzionario del Sisde, si è sempre dichiarato innocente. Continua »

In: Palermo | 140 commenti

‘u Picciriddu

dic 07
23
23:52

Ci dissi a Eugenio che dopo tanti anni di firriare Palermo Palermo, quasi mille a pensarci bene, non mi sono ancora abituato a questa storia del Natale. Ora vengo e mi spreco: non è conto che noi dell’islam siamo arrivati qua e abbiamo ammazzato a tutti i cristiani. Ma quale: ficimu strate, iardini, palazzi bellissimi. Certo gli infedeli non ci piacevano tanto assai ma chiese non ce na abbiamo abbruciato e i monasteri bizantini non li toccava nessuno. Ai tempi di mio padre Yusuf c’erano trecento maestri che ci insegnavano a leggere e scrivere a mezza Palermo. Forse di più di come succede ora. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 3 commenti

Muharram (capodanno)

dic 07
20
13:07

Mi stavo facendo una passiata con mio cugino Eugenio (l’Emiro) e siamo passati dal Politeama dove hanno montato l’albero di Natale. Con tutto il rispetto. Per noi Gesù è stato un profeta. Ci crediamo pure noi. Mentre guardavamo tutti i brillantini che dice che sono costati mila e mila euri, intesi dire che quest’anno il capodanno a Palermo non lo fanno. Dice che l’Emiro Diego decise di prendere seicento mila euri e di spartiriccilli ai morti di fame. Tanto a morto di fame, viene, magari, un piatto di lasagne. Bravo Diego, disse mio cugino Eugenio. Ma io ci spiegai: aspetta Eugenio che qua non è conto che le cose sono sempre come sembrano. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 66 commenti

Targhe alterne

dic 07
16
12:49

Quando me la colsi nel castello di Maredolce, al grandissimo Onnipotente ce lo feci per patto. Rinuncio – gli dissi – a metà delle settanta vergini che mi toccano ma tu, oh Luce Perpetua, mi devi lasciare a Balarm per sempre. Lui mi disse che si poteva fare e così mi passo il tempo a guardare quello che succede, io l’Emiro Giafar, ultima Spada dell’Islam in Sicilia. E non sono solo visto che, quando non è in giro a spirugghiare faccende, c’è pure mio cugino Eugenio. Eugenio l’Emiro, per intenderci. Continua »

In: Il taccuino di Giafar | 4 commenti

Daniele Billitteri - “FBAI - Domando scusi”

Domani alle otto e mezzo (di sera, non vi spaventate) il mio editore Maria Elena Vittorietti ha deciso di dedicare una serata tutta a me e ai quattro libri che ho scritto per lui. L’ultimo nato è “FBAI, Franco Butera Amato Investigazioni, Domando Scusi”, la seconda “uscita” dell’investigatore palermitano già protagonista de “La collana di corallo”. Nel nuovo libro si raconta di un posteggiatore che si rivolge all’FBAI per risolvere una questione che parte misteriosa, si sviluppa intricata e si conclude… Beh, non è conto che ve lo posso dire, se no finì il prio.
Tutto avverrà alla Tonnara Florio e ci sarà un poco di sgraniggio e soprattutto buon vino visto che Maria Elena Vittorietti, insieme con Silvana Paladino della Tonnara Florio, ha pensato di abbinare un vino ad ognuno dei quattro libri, con la collaborazione delle Aziende Vinicole Miceli. Chi mi vuole venire a fare un poco di prio è il benvenuto. Specialmente se è targato Rosalio. Tante belle cose. Billi

In: Palermo | 2 commenti

Purtroppamente (n.11)

lug 07
12
18:25

Purtroppamente non ricordo un Festino senza che menza città si priava e l’altra menza si rummuliava. Ma tutta si immischiava. Ora accollarcela tutta a Scuderi (che è pure mio vicino di casa e ci ho il rispetto del terrazzino) mi pare, come posso dire?, una perdita di tempo. Anche perché, prima di darci l’incastro, è giusto che ci facciamo il processo. Insomma domenica 15 luglio ci mettiamo qui su Rosalio e a Scuderi e ci diciamo: Alfio, va cogghi luppina. Oppure: e bravo! Se andate nella Scala e fanno la Traviata (che è vecchia come la cucca e la sanno pure i picciriddi), e il tinore è uno nuovo, non è che è conto che ci dite prima: minchia ra atta mbriaca. Prima sentite come canta Parigi oh cara e poi, se è il caso, lo abbanniate. Insomma Alfio, domenica ne parliamo. Farlo ora mi pare inutile. Continua »

In: Purtroppamente | 15 commenti
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