Archivio per la categoria 'I racconti di tre righe'

Le arance per Salvatore e per il piccolo Giuseppe. Per Salvatore che spreme la sua vita a Torino e per il piccolo Giuseppe che puzza di Fanta. Le porta su dalla Sicilia ogni anno Giuseppe il grande, padre di Salvatore, 86 anni di tenacia. Lo fermano a Salerno: vaga convinto di essere sull’autostrada. E finalmente Salvatore torna giù. A prendersi le arance, il padre e la memoria.

Arance per Salvatore (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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Illusioni

Daniele Billitteri
mag 09
04
00:48

Aveva le labbra di corallo rosa mentre mi guardava con gli occhi gonfi. Sembravano finte come solo le belle labbra sanno sembrare e io pensavo a collane tropicali che le cingessero il collo in un’isola calda e felice. Non in un letto dalla trapunta sbilenca. Neanche il poster delle Maldive fece la magia. Perché magico è solo il destino dei coraggiosi.

Illusioni (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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Tango di passo felpato, nella corte in penombra di lampade fioche. Tango che infila i portici come un ago che cuce. E le tue gambe nervose dipingono l’aria nell’avvinghio delle mie mentre le mani forti tengono ferma la tua schiena fasciata di porpora. Tango senza il casché che sa di conclusione. Perché in questa corte così lunga la fine è solo l’inizio. Come in un cerchio.

Il tango nella corte (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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Controcorrente

Daniele Billitteri
mag 09
02
10:12

C’era un fiume dove l’acqua scorreva al contrario, verso monte. Così, per trovare il grande mare, egli doveva andare contro corrente. Ed era una fatica. Ma sbagliava perché pensava solo al fatto ovvio che tutti i fiumi finiscono al mare. Riposò solo quando riuscì a capire che bastava girare il fiume per dargli un senso. Si può fare pure con la vita. E lo fece.

Controcorrente (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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Le bandiere che sellano i muli del contado ne fanno cavalcature da disfida. Rosse sono ma non di vergogna, anzi d’ira. E i pugni minacciano il cielo, fieri e blasfemi. Le falci, che oggi non tagliano spighe ma teste, urlano ai potenti il loro clangore e raccontano di lunghe marce finite nel nulla. Mentre svetta sull’agriturismo la bandiera della Coldiretti.

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Spinse il pedale del freno senza pensare, come accade sempre quando nella vita si vuole rallentare. Ma il tram non aspettò che il suo pensiero si compisse perché nessuno è mai solo. Nel bene e nel male. Nello schianto gli fu compagno un tranviere. A lui, a posteriori, raccontò la sua vita. Meglio di niente.

Quel tranviere mi fu compagno (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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Cercherò di postare ogni giorno un raccontino di tre righe. Mi piacerebbe durare almeno un anno. Vediamo se ci riesco.

Muore di luce chi si ciba del buio
Dentro la stanza le lame di luce tagliarono la polvere dei ricordi stantii ed egli accusò il dolore acuto della pulizia che sradica. Corse a chiudere le imposte. Ma era troppo tardi. E i ricordi finirono a fette e si ricomposero in un fascio incoerente. E morì di luce chi si cibava del buio.

Muore di luce chi si ciba del buio (illustrazione di Giuseppe Lo Bocchiaro)

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