Archivio per la categoria 'Ospiti'

La città liquida

Ettore Zanca
set 10
03
02:44

«Palermo è una conchiglia chiusa nel suo centro, Palermo per capirla devi starci dentro…».

Lo so che è assurdo, ma è come ti dico. La città che vedrai presto è liquida. Non si riflette sull’acqua che la tocca, la prosegue, ne prende l’essenza. È liquida nell’anima ondivaga di chi resta, con una mareggiata interiore che fa odiare Palermo, ma poi basta una sera d’estate con un caldo più mite e torna violento il cavallone della passione, è liquida per chi la lascia, mentre va via la vede attraverso le lacrime, sempre più lontana. Quasi tutti i partenti da lei lo sono a malincuore, a quel punto strappano a sé stessi la solenne promessa di tornare e non lasciare più quel mare. È liquida nel sangue di chi ha lasciato la vita per renderla migliore, o almeno provarci, di chi ha denunciato, lottato, vinto, a volte col prezzo e col sacrificio di una vita blindata. È liquida come il mare di solitudine che spesso ha attanagliato questi eroi, cui la città troppo spesso è stata grata solo dopo, troppo poco durante. È liquida come colori a tempera non ancora essiccati con cui sembra a volte dipinta. Colori che non si lasciano asciugare, cui accanto si dà subito una pennellata umida di un cromatismo diverso, ed ecco che un rosso fuoco di un tramonto unico, si fonde con un azzurro intenso di cielo, con bianca spuma di mare e azzurro di onde, ma stavolta più tenue. Continua »

Stereogramma

Marco Bertucci
set 10
02
02:02

Stereogramma

Trovo assurdo che per essere “ammessi” all’esame di Laurea si debba pagare una tassa.

Una tassa è una somma di denaro che si versa ad un ente pubblico (Stato, Regione, Comune…), per ottenere da esso un certo servizio. Esempio: pago la tassa sui rifiuti al Comune come corrispettivo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Avrò anche sbagliato esempio, d’accordo. Ma tornando all’Università, mi pare inconcepibile che uno studente debba pagare 150 euro per potersi sedere all’esame di laurea.

Ma cos’è? Una discoteca? Uno studente che paga annualmente le tasse universitarie ha il pieno diritto ad essere “ammesso” all’esame finale di laurea (cioè, in fondo, alla discussione della sua tesi). Io rispetto la legge e pagherò i 150 euro, ma avrei preferito che l’Università, il Ministero, o chi per loro, mi avessero sottoposto ad un esame di “ammissione” o ad un test, come si dice. Continua »

Superman a Palermo!
(foto di Lillo Sorrentino)

Sguardo fiero, passo sicuro, fisico possente, ieri nel tardo pomeriggio, sotto i portici di via Ruggero Settimo, i palermitani hanno incontrato, finalmente, colui che potrà risolvere tutti i problemi della nostra città.
Munnizza? Basta uno sguardo per incenerirla! Inquinamento? Un soffio e si dissolve! Traffico? Ci pensa lui a spostare con un dito le auto in sosta selvaggia!
Di chi sto parlando? Ma di Lui, ovviamente: del supereroe per antonomasia. Tutina blu, mantello rosso: Superman, in gran spolvero, ha attirato le occhiate incuriosite degli habitué del passìo palermitano. Continua »


Il palmeto di Letizia da marenegato su vimeo.

Palermo non ama il suo mare, Palermo non ama Palermo: è un semplice sillogismo, ma sono sempre più ferma nella convinzione che il destino della nostra città e delle acque in cui è immersa camminino insieme.
Palermo sembra aver dimenticato il suo mare e gli volge le spalle!
Guardando al litorale, tra sterminati cumuli d’immondizia, macerie, colate di cemento armato, capannoni, ogni tanto appare e lo salutiamo, quasi stupiti della sua presenza.
Dell’antica Panormus ormai rimane quasi nulla, la città perde la sua essenza, si rinchiude in se stessa e si allontana dal mare, non prendendosene più cura e lasciandolo così in balìa di un travagliato destino dove a spuntarla, sino ad ora, sembra siano solo interessi pubblici, economici e di potere.
E il nostro rapporto con il mare così diventa sempre più flebile, smette lentamente di essere della comunità e i piccoli sprazzi concessi al singolo diventano manifestazione ogni volta più rara. Dove immergeremo i nostri piedi fra dieci, vent’anni, quando vorremo affidare i nostri pensieri alle onde che passano? Continua »

C’eravamo lasciati con un sospiro di attesa, cara Palermo. Con una lacrima che non voleva venir giù, con un distacco che doveva necessariamente avvenire. L’afa d’estate mi ha riportato qui da te, come fa coi coralli rossi sulla riva delle tue spiagge. Figli di quella spuma, noi migranti torniamo con il caldo, pronti a ripartire all’ingiallire delle foglie.

Cos’è cambiato in questi mesi? In noi tanto. Ed anche in te. Tornare a casa è la conta delle differenze tra ogni andata e ogni ritorno. Mi diverte tantissimo vedere il nuovo per le strade: il venditore di pollanche ai Quattro Canti che prima non si era mai visto, il locale che dai Candelai si è spostato a piazza Sant’Anna in cui si riversano tutti, piazza Indipendenza piena di transenne, i cartelloni pubblicitari appena affissi, Mondello con meno cabine e più staccionate.

Non è vero che sei così terribile, mia cara Palermo. Io lo sapevo già, e starti lontana me ne ha dato la conferma. Continua »

Quello della qualità della vita è diventato un tema ricorrente. Ne parlano, nel poco tempo che sottraggono agli affari propri e al litigio inconcludente, gli uomini politici, i potenti di ogni sorta e i vippi che istupidiscono giornali, tivù e plebaglia. Ne parlano, appunto, come di cosa distante e assente dal loro vissuto quotidiano dato che nessuno di loro né dei loro intervistatori, ha mai il buon senso di fare differenza tra la vita dei privilegiati e quella dei non privilegiati, con relativa ed ovvia differenza di qualità…
Ad ogni modo, non fidandomi più delle statistiche elaborate, su profumata commissione, da facoltose signore rappresentanti di istituti specializzati in sondaggi d’opinione, né tanto meno delle chiacchiere in tivù, ho pensato di indagare in prima persona su ciò che la qualità della vita rappresenta per noi cittadini normali, privi di privilegi, fama, fortuna e potere. A questo scopo, ho utilizzato il Giornale di Sicilia. Continua »

Domenica 29 agosto 2010 in via Alfieri alle ore 10:00, il Comitato Addiopizzo e l’associazione antiracket LiberoFuturo invitano a portare un fiore per commemorare un uomo libero di nome e di fatto: Libero Grassi, “imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti e dall’assenza dello Stato” il 29 Agosto 1991.

Anche quest’anno la cerimonia sarà diversa e meno rituale del solito. A fianco di Addiopizzo e LiberoFuturo saranno infatti presenti numerosi imprenditori e commercianti che hanno finalmente rotto il muro dell’omertà denunciando gli estorsori.
Invitiamo la città e tutti gli operatori economici onesti a stringersi intorno ai loro coraggiosi colleghi, per onorare la memoria di Libero Grassi e per dare una risposta ferma a coloro che in queste ultime settimane hanno inviato messaggi di morte sia a uomini delle istituzioni che a semplici testimoni.
Oggi più che mai è necessario rispedire al mittente le minacce e dimostrare che non siamo disposti a piegarci al sistema di potere mafioso. Continua »

Più di un anno fa, come potete vedere da questo articolo, vi fu un incendio che ha coinvolto anche le rovine di Solunto rovinando dei cavi elettrici e da quel 21 giugno le rovine furono chiuse al pubblico. Rimaneva aperto solo il museo.
A settembre 2009 pensavo che le cose fossero già state risolte, d’altronde un cavo elettrico non è poi chissà quale danno.
Ma il custode mi disse (in realtà molto vergognato) che non dipendeva da loro ma dalla Sovraintendenza e probabilmente dalla Provincia che non dava fondi per questi lavori.
Bene… Oggi, a distanza di un anno, decido di chiamare il museo e vedere gli orari di apertura e chiusura per visitare le rovine e con mia grande sorpresa il custode mi dice che ancora i lavori non sono cominciati (!!!) e che in settimana forse qualcosa si sarebbe mosso.
Non mi sono potuto trattenere e mi è scappato «Ma che vergogna», che ovviamente non era rivolto a lui, ma alla situazione. Continua »

Qanat a Palermo

Gabriella Insana
ago 10
26
00:56

In questi giorni di caldo afoso e di conseguente lagnusia, giorni in cui c’è chi si sciarrìa da un lato e chi urla alla cospirazione cattiva dall’altro, mentre la nostra bella città se ne va allo scatafascio, ho deciso di mettere da parte le cose che Palermo non ha per dedicarmi a cercare le cose che Palermo, e spesso solo Palermo, ha. Così inizio da qui una, spero, lunga scoperta di quelle cose che sono uniche e che spesso i palermitani per primi non sanno di avere.
Cominciamo dai Qanat (leggesi canat). Molti di voi in questo momento penseranno, e che ci voleva questa a dirci che c’erano i qanat a Palermo? E avete ragione, voi che lo pensate. Ma qualcun’altro magari si chiede: e che sono ‘ste cose? Si mangiano? Beh per la seconda categoria di persone io vi dico che i qanat non si mangiano. Continua »

La Sicilia, oggi, potrebbe avere una grande opportunità se le scelte politico-amministrative andassero nel senso della strategia “Rifiuti Zero”, dove una gestione dei rifiuti innovativa porterebbe nuovi posti di lavoro, ricchezza per le imprese locali, educazione al senso di comunità ed alla sostenibilità. Sessanta giorni di tempo al Commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia per elaborare un nuovo piano dei rifiuti che deve prevedere però, secondo le imposizioni del governo nazionale, gli impianti di incenerimento dei rifiuti che danneggerebbero fortemente la Sicilia.

La strategia Rifiuti Zero, promossa nel mondo dal prof. Paul Connett, docente di chimica ambientale e tossicologica della St. Lawrence University di New York, è oggi una risposta concreta nella gestione dei rifiuti e delle risorse. L’eccesso di consumismo ha generato nelle nostre società un’aumento della produzione dei rifiuti facendo perdere di vista il punto centrale della questione.
I rifuti, non sono altro che oggetti derivati da una cattiva progettazione industriale che l’ambiente non può più tollerare. Continua »

Eccomi qua, tornata nel nostro capoluogo dopo l’essere andata via su per l’Europa.
Con qualche click del mouse ed un volo preso dalla calda Palermo sono arrivata nei Paesi Bassi, se ci si ferma a riflettere guardando semplicemente una cartina, sembra un posto così lontano, ed invece bastano due ore per raggiungere questo “mondo” che inizialmente non conosci.
Quando si apre la porta dell’aereo e scendi dalla scaletta ti rendi già conto che ti trovi in un luogo che per un palermitano somiglia ad un miraggio. Te ne accorgi dal sentiero creato fisicamente da chi lavora sulla pista, per guidarti dentro l’aeroporto, inutile dire che qui non ho mai visto un servizio del genere.
Da turista, ho preso subito dopo l’autobus che mi avrebbe portato alla stazione: ho comprato il biglietto a bordo, timbrato dallo stesso conducente che, avendo tutto lo spazio per fermarsi lungo la sua corsia, non ha avuto nessuno tipo di impedimento a compiere questa operazione. Continua »

Per una città la nomina a Capitale europea della cultura costituisce sicuramente uno dei più prestigiosi e visibili avvenimenti culturali europei.

Il titolo di «Capitale europea della cultura» è stato ideato per contribuire al ravvicinamento dei popoli europei. Dal 1985 ad oggi 32 città sono state designate Capitali europee della cultura, da Stoccolma a Genova, da Atene a Glasgow, da Cracovia a Porto e nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta d’importanza senza perdere di vista l’obiettivo primario: valorizzare la ricchezza, la diversità delle culture del vecchio continente e i loro tratti comuni, migliorare la conoscenza che i cittadini europei hanno gli uni degli altri, favorire la presa di coscienza dell’appartenenza ad una medesima comunità «europea». Continua »

Delle due l’una. O l’assessore regionale al Turismo Nino Strano parla di un’altra isola, oppure gli operatori del settore turistico sono disattenti nel loro mestiere.

Queste le dichiarazioni dell’assessore Strano: «Secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio Nazionale del Turismo – Unioncamere ci sono confortanti segnali di ripresa in Sicilia. Ad esempio la crescita delle prenotazioni alberghiere: +15,1 per cento per agosto, +9 per cento a settembre, +7,5 a luglio. Una crescita però a “macchia di leopardo”» – aggiunge – «con punte, come a Lampedusa (+24%), mentre altre mete restano in stagnazione».

Il presidente Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi, afferma: «Nel turismo, fatturato in crollo».

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LOST…ò capendo!

Tommaso Santoro
ago 10
04
02:08

Che ci volete fare? Non riesco a seguire in tv film, telefilm, sceneggiati o come diavolo si chiamano che siano a puntate o seriali, per me Sì E Sai, I Ar, En Sì Ai Ess, dottorAus e tutti gli sbirri, avvocati e medici, potrebbero fetere dove sono.
Eppure…….qualcuno mi futtìu! Qualche anno fa, in una serata di prima estate, di quelle che finisci a scaricare le pile del telecomando a forza di “zappingare”, fui costretto dall’esasperazione a fermarmi su un “film” che solo alla fine scoprii essere a puntate e che sarebbe durato negli anni, e scopri…che non ne avrei potuto più farne a meno, si trattava di…LOST.
A questo punto tutti quelli che non sanno di che parlo faranno bene ad abbandonare il post, vi ringrazio dell’attenzione accordatami e spero in futuro vogliate viaggiare (con la fantasia) ancora con “Tom Air”, signori…discesa.
A tutti gli altri…benvenuti a bordo, il volo Tomeanic 815 si appresta a partire. Continua »

«Fammi finìri ‘u cornettu» – disse il “re di bastoni” -.
«Che dici, magari ti arrimìno pure lo zucchero del cappucci…dammi i pòoolsi, amunì, tutti e due…subbito» – gli ripeto urlando quel subito con due b nel silenzio che era sceso nel bar di seconda del traghetto che scendeva da Cagliari a Palermo. Sono vestito tutto di bianco, vestito da commissario di bordo, il sovraintendente Trapanotto è alla cassa del bar, Marradi è da ieri che fa caffè e cappuccini ed è il nostro capo. Quattro passeggeri che giocano a Scala 40 e parlano in sardo stretto sono quattro colleghi della catturandi di Abbasanta. La madre del “re di bastoni”, avevamo fatto il verso a Bush con il mazzo di carte degli amici di Saddam Hussein, compiva 80 anni il giorno dopo e Nino Eleutero, aveva solo quella nave settimanale se voleva arrivare a Palermo in tempo senza separarsi dalla sua Porsche Cayenne. Fumatore incallito, secondo Marradi sarebbe passato dal bar o per acquistare i tre pacchetti giornalieri o a prendere il caffè. Ieri non l’ho visto, né a cena né nelle sale comuni, segno che sta in guardia, il suo volto è noto e la nave è sempre piena di agenti o militari dell’Arma che scendono in Sicilia a prendere servizio o di rientro da una licenza. Continua »

Dimenticatoio

Marco Bertucci
ago 10
02
03:07

Dimenticatoio

Ci sono tasci e tasci. Nessuno mi convincerà del contrario. C’è il tascio inside, quello stagionale,quello “ricorrenziale” – matrimoni, lauree, funerali, sono tutti suoi – quello di provincia e quello di città. Su tutti, però, in questo periodo, fa molto glam il tascio da mare.
Domenica di luglio, 40 gradi e più, non era proprio il caso di restare in città.
Insieme al mio compagno puntiamo una spiaggetta da Tropici in Sicilia: Giallonardo. Sabbia soave e mare smeraldo, incastrati a meraviglia tra i tanti scempi della costa agrigentina.
Manco pare vero: è domenica, ma c’è poca gente. Parcheggiamo, alla rinfusa, ombrellone e teli mare e subito splash, contro l’arsura.
Il tempo di tornare, però, la sorpresa.
Un coro di «Bongiornooooo!». Continua »

Estate, tempo di mozzarelle. Fresche e da servire velocemente insieme ad un po’ di insalata, sono il pasto privilegiato per chi torna dalla spiaggia. Ne consegue in questo periodo una vasta campagna pubblicitaria da parte delle aziende produttrici di mozzarelle, in special modo quelle siciliane. È interessante notare quali slogan usano gli strateghi del marketing per vendere una mozzarella siciliana. Dopo una selezione accurata e politically correct, la scelta dei campioni da analizzare è ricaduta sulle mozzarelle Provenzano e mozzarelle Sole.

Mozzarella Sole

Mozzarella Provenzano

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Spesso, visto il lavoro che svolgo a stretto contatto con la gente, mi rendo conto che ci sono degli atteggiamenti tipici palermitani e non a cui non riesco a dare una valida spiegazione. Per esempio:

  • perché il palermitano cammina spesso con i fari antinebbia accesi? Vi giuro che io in 38 anni nebbia a Palermo non ne ho mai vista;
  • perché il palermitano a cui piacciono le canzoni napoletane è obbligato ad ascoltarle a tutto volume, diffondendo la melodia partenopea in tutto il quartiere? Non si può ascoltare a volume moderato come quando si ascolta Vasco o Ligabue?
  • perché per il palermitano le persone di colore sono tutte “turche”? Marocchini, bengalesi, sudamericani, tunisini… Niente, se è di colore è turco. Ed inoltre a queste persone pur non conoscendole il palermitano da subito del “tu” ed in automatico deve immediatamente far capire al “turco” che l’intelligente e il furbo dei due è l’indigeno siculo;
  • perché a Palermo le arancine non alla carne si chiamano al burro, quando in realtà sono con mozzarella e prosciutto?
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Ciambelle? No, le mie pannocchie son più belle! Non si sa per certo se è arrivata prima la sabbia oppure i venditori deambulanti sul litorale di Mondello. Patatine, acqua, coca, ceres. Il cocco bello probabilmente è il passatempo più famoso tra i bagnanti palermitani ed i turisti che che popolano ogni anno la spiaggia di Palermo.
Il tormentone di quest’anno, come ogni estate che si rispetti, sembra essere “‘U re ri pollanche”, Gabriele dovrebbe essere il suo nome (si può sentire in una delle tante rime).
Facebook e YouTube stanno aiutando il diffondersi dei video, magari lo aiuterà nelle vendite. Con questa crisi di cui tutti parlano…

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