Archivio per la categoria 'Ospiti'

Siamo nel 2012 ma a volte, soprattutto in questa Sicilia dai mille volti, il medioevo non sembra tanto lontano.

Ci sono posti, piccoli comuni, che potrebbero essere dei piccoli fiori all’occhiello, che invece si rivelano degradati e incivili peggio che ci si trovasse nelle favelas argentine.

La scusa dei tagli ai comuni oggi è genericamente usata per qualsiasi disservizio possibile, e le cose che si vedono di questi tempi sono a dir poco sconvolgenti.

Siamo a Torretta, una tranquilla cittadina in collina, con una splendida vista. Continua »

In: Ospiti | 9 commenti

Lì dove sorge ancor oggi il fastoso castello della Zisa nacque circa 60 anni fa il nostro ex sindaco di Palermo, Diego Cammarata. Nonostante avesse tutti i requisiti per essere scelto come iconico bambino Kinder dal sorriso smaltato, volto delle confezioni delle omonime barrette di cioccolato, Diego scelse invece di dedicarsi alla nobile arte della Giurisprudenza divenendo avvocato cassazionista. Da quel momento, come un grimpeur che in un’escalation migliora le sue prestazioni alpinistiche, da docente dell’Università degli Studi di Palermo, si addentra con abile agilità in politica diventando, prima coordinatore provinciale di Forza Italia, poi nel 2001 deputato nazionale alla Camera, e tra bisticci con i compagnetti e scelte discutibili, raggiunge il 25 novembre dello stesso anno l’agognata cima quando viene proclamato con il 56,1% dei voti, nuovo sindaco di Palermo. Il frizzante Diego, con la sua verve e i suoi vivaci programmi politici, sembra incarnare una promessa di modernizzazione del capoluogo siciliano, come fosse il tasto “aggiorna” di una Palermo sotto forma di pagina web. Continua »

In: Cu's Cu, Ospiti | 6 commenti

Caro Orlando, il giorno in cui diventasti sindaco per la prima volta io avevo poco più di anno.
I giovani della mia età sono cresciuti con la figura di questo sindaco ribelle ma prestigioso.
Ricordo bene il giorno in cui la mia scuola elementare fu ricevuta da te a Palazzo delle Aquile; ci stringesti la mano uno per uno. Con la stessa limpidità ricordo il giorno in cui il mio papà mi raccontò di averti parlato, fermandoti per strada e chiamandoti Professore, «perché lui è Professore all’Università!».

Col passare del tempo ho sempre cercato di maturare un’opinione personale su tutto, autonoma e molto spesso divergente da quella dei miei familiari.
Oggi so che quelli erano gli anni in cui il sindaco lo si poteva incontrare anche tra i viali della Fiera del Mediterraneo; e se lo si incontrava, poi lo si raccontava agli amici. Gli anni in cui la stretta di mano del sindaco di Palermo contava ancora.

L’unica foto che ci ritrae insieme risale al 2007. Avevi appena vinto le Primarie.
Fallo anche stavolta: torna a casa, càndidati alle Primarie. Sono le Primarie della tua coalizione, deve bastarti. Non puoi pretendere che gli altri candidati passino prima dal notaio a firmare le tue condizioni. Prestigioso sì, autorevole pure, ma senza esagerare. Continua »

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Chiaracucina: pasta di nocciole

Ebbene sì, questa è un’alternativa più leggera e sana alla famosa crema di nocciole che ha caratterizzato l’infanzia (ma non solo) e i momenti felici, di molti di noi!

Ingredienti

  • 80 grammi di farina di nocciole;
  • un cucchiaio di margarina di soia;
  • 80 grammi di latte;
  • 70 grammi di zucchero.

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In: Ospiti | 4 commenti

Sono tornata da un’ora dall’esposizione sulle avanguardie russe all’albergo delle Povere della mia città, Palermo. Un grande onore ospitare una mostra di tale entità nella nostra capitale siciliana. Peccato che “noi del sud” non riusciamo proprio a valorizzare ció che ci viene offerto, e questa mostra ne è un palese esempio. L’ingresso gratuito intanto, che sostituito con un ingresso a pagamento di 2/3 euro, non diminuirebbe l’affluenza ma sicuramente aiuterebbe la provincia a raccogliere fondi riutilizzabili (e poi ci lamentiamo che non ci sono i soldi qua in Sicilia!); entrando nella prima sala mi ritrovo immersa nella Russia dei primi del 900 e mi piange il cuore quando mi accorgo che “Il monumento alla III internazionale” di Vladimir Tatlin, chiamato anche “la torre proletaria”, simbolo del Costruttivismo russo, è collocato in un angolino della sala e per giunta nascosto da un tramezzo che occulta totalmente la sua presenza.

Le avanguardie russe a Palermo

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A seguito della comunicazione pubblica della Direzione del Museo Riso, giunta in data 10 gennaio 2012, gli artisti siciliani e gli artisti di SACS – Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, insieme a critici, storici dell’arte, curatori, intellettuali, cittadini, si sono riuniti in un’assemblea presso gli spazi di Palazzo Riso in un movimento di agitazione. Il movimento chiede alle istituzioni politiche della Regione Sicilia di fare immediatamente chiarezza sulla gravissima situazione di chiusura delle attività espositive del Museo Riso.

Invitiamo il Sig. Gesualdo Campo, Dirigente Generale dell’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Sicilia, e il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, a fare chiarezza in merito all’iter burocratico che blocca il finanziamento di dodici milioni di Euro dei POR, che dal mese di Febbraio 2012 avrebbero dovuto dare inizio alle attività (vedi comunicato del Museo Riso del 14 ottobre 2011), coinvolgendo artisti, curatori, attori del sistema dell’arte e della cultura contemporanea, ma anche cittadini, famiglie, bambini che da anni usufruiscono delle attività didattiche e di promozione del Museo su tutto il territorio siciliano. Continua »

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Amo Palermo!!

Marianna Caronia
gen 12
10
02:41

Ridare la parola ai cittadini, ascoltare la loro opinione e coinvolgerli nella scelte che riguardano la città. Restituire un senso alla parola democrazia, abbandonare le auto blu e camminare per i rioni toccando con mano i problemi della vita quotidiana. Fare un passo indietro e mettersi al servizio delle persone, senza imporre decisioni ma costruendo insieme un percorso comune. È questo il senso dell’iniziativa che ho avviato da qualche settimana. Il mio volto appare sui cartelloni e con il mio staff giro la città a bordo di un camper per parlare con i palermitani, restituire loro la parola troppo spesso negata. Ho scelto di avviare una campagna di consultazione popolare, per verificare se è il caso o meno di candidarmi a sindaco, proprio per questo. Siano i cittadini a dirmi se vogliono costruire con me una nuova Palermo. Continua »

In: Ospiti | 119 commenti

L’auto rossa si fermò poco dopo Porta Felice, nei pressi delle Mura delle Cattive.
Nella penombra tre ragazze chiacchieravano sottovoce, stavano vicine per riscaldarsi con il calore dei loro corpi, l’unico di cui potevano godere nelle sere di inverno.
«Tocca a te, bella mora. Sei fortunata». disse una delle ragazze a Sonia indicando l’auto che si era fermata.
Sonia conosceva il numero di targa e si avvicinò all’auto, chinandosi per guardare dentro ed essere vista allo stesso tempo. Riconobbe l’uomo al volante e lui identificò la giovane rumena.
Quell’angolo della strada era da anni ormai gestito dalle rumene, poco più avanti si trovavano russe e ucraine. Le africane erano nascoste in una zona lontana dal centro città ma più umida sia d’inverno che d’estate. Sonia non soffriva il freddo ma odiava l’umidità che le arricciava i capelli, che aveva sempre avuto perfettamente lisci prima di arrivare a Palermo e passare le notti per strada.
Le più fortunate, pensava Sonia, erano le asiatiche che lavoravano sotto copertura nei centri massaggi. E naturalmente le italiane, ma era inutile paragonarsi a chi passava le serate nei ristoranti di lusso e alle feste della “Palermo bene”.
«Il solito?» disse Sonia rivolgendosi all’uomo con gli occhiali seduto alla guida dell’auto rossa.
«Sì» La ragazza salì in macchina e si allontanò dall’angolo in cui stava con le amiche, per fermarsi poco distante, in una traversina che portava ad una piccola spiaggetta.
Sonia adorava il mare, aveva lasciato la Romania e scelto la Sicilia per il mare. Era stata la sua unica scelta. Il resto era venuto da sé… Continua »

In: Ospiti | 15 commenti

All’apparenza, potrebbe sembrare che non ci fosse alcuna relazione fra la poco felice battuta di Paolo Mieli pronunciata a Cortina sulla necessità di commissariare il Sud e il ricordo della figura di Piersanti Mattarella, ucciso proprio il 6 gennaio dell’ormai lontano 1980 per mano mafiosa. In realtà un nesso, anche stretto, lo si può trovare, riflettendo sul fatto che il presidente della Regione siciliana, ma non fu il solo, nel corso della sia pur breve esistenza, pose, come obiettivo principale della sua azione politica, il rinnovamento della classe politica siciliana e non solo. Mattarella si era infatti reso conto che quella classe politica, il discorso si allargava però anche alle classi dirigenti in genere, era vincolo piuttosto che strumento per il cambiamento di cui la Sicilia e il Mezzogiorno avevano bisogno. Il problema della Sicilia, che è problema dell’intero Mezzogiorno, è stato e continua, infatti, ad essere proprio quello dell’assenza di classi dirigenti responsabili, capaci di governare il presente ma, anche, di guardare avanti e non certamente preoccupate, come purtroppo siamo costretti a registrare, alla meschina gestione dell’esistente. Paolo Mieli, a distanza di trentadue anni dall’assassinio del presidente della Regione siciliana, con la schiettezza e l’autonomia intellettuale che lo contraddistingue, non dice qualcosa di diverso affermando che le attuali classi dirigenti del Meridione d’Italia non siano in grado di costruire un futuro certo per i territori che governano. Le accuse che gli sono state rivolte, accuse di tenere la coda a certo becero leghismo, mi pare dunque che non abbiano alcun fondamento come non ha giustificazione l’indignazione che mostrano parecchi commentatori di casa nostra. Continua »

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Totò Cuffaro continua a far parlare di sé. La sua figura nell’immaginario collettivo è ancora viva. È viva tanto in chi lo ama e continua a difenderlo, tanto in chi lo ha condannato e non prova per lui alcuna pietà. C’è chi cerca di esorcizzare la sua presenza, chi la evoca.
Ultimamente Cuffaro è tornato alla ribalta dopo alcune interviste rilasciate a Sky e alla rivista S. Ed è proprio l’autore dell’intervista pubblicata su S, Riccardo Lo Verso, che con un post su diPalermo riapre il dibattito attorno al Cuffaro detenuto.
Lo Verso, dopo avere fatto le opportune premesse («Totò Cuffaro è stato condannato per un reato grave. Ancor di più se commesso mentre si ricopre un prestigioso incarico istituzionale»), descrive il detenuto Cuffaro. E conclude:

«Dovremmo tutti far vista ai detenuti che conosciamo, anche e soprattutto se li abbiamo criticati. Solo mantenendo vivo il rapporto con il mondo da cui sono stati, momentaneamente o per sempre, espulsi potranno fare tesoro degli errori commessi. Solo la presenza che ingigantisce l’assenza di ciò a cui sono stati, giustamente, chiamati a rinunciare può convincere un detenuto ad evitare errori futuri. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto».

Quasi immediata la reazione. A scrivere questa volta è Vincenzo Marannano, cronista del Giornale di Sicilia. Continua »

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Ci siamo lasciati, la scorsa settimana, con una bella impugnativa del commissario dello Stato per la Regione Siciliana, prefetto Carmelo Aronica. Ci ritroviamo, alla fine di questa settimana, con una seconda impugnativa. Per l’Assemblea regionale siciliana e per il governo dell’Isola si tratta di due sconfitte cocenti. Vediamo di riassumere quello che è successo, provando magari a rendere comprensibile fatti e cose che, spesso, sono appannaggio del “politichese”.
Cominciamo con il dire che quando il parlamento siciliano approva una legge, questa viene spedita agli uffici del commissario dello Stato che debbono pronunciarsi sulla costituzionalità di tale legge. Quando l’ufficio del commisssario “impugna” una legge approvata dall’Assemblea regionale (che d’ora in poi, per semplificare, chiameremo Sala d’Ercole, che è il luogo dove si riunisce il parlamento dell’Isola splendida sala che si trova a Palermo, nel Palazzo Reale, conoscuto anche come Palazzo dei Normanni), esprime solo un parere: autorevole, ma sempre parere.
Che significa questo? Che anche se “impugnata”, il presidente della Regione, se lo ritiene opportuno, può pubblicare la legge contestata dal commissario sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e renderla, quindi, operativa. L’unico inconveniente – che non è comunque di poco conto – è che se la Corte Costituzionale dovesse dare ragione al commissario dello Stato, beh, il presidente della Regione dovrà risponderne in solido. Continua »

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«Il voto di scambio uccide le coscienze». Lo scrisse su uno striscione Padre Puglisi. Soprattutto nelle periferie e nelle borgate, dove la fragilità della Cosa pubblica spalanca spazi d’azione a Cosa nostra, si perpetua ancora oggi questo diabolico patto tra esponenti della classe dirigente e mafiosi, per corrodere alla radice la coscienza degli uomini e dei cittadini, e poter così arrivare dentro le istituzioni repubblicane, usate come centri di potere al servizio di opachi affari, sodali, clientele e gruppi criminali. Noi ci appelliamo a tutti i cittadini e i partiti siciliani affinché affrontino senza indugio, in vista delle prossime amministrative palermitane, una seria riflessione, da condurre attraverso e con l’opinione pubblica. Continua »

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Chiaracucina: panbrioche integrale stellato

Ingredienti

  • 200 grammi di farina bianca;
  • 200 grammi di farina integrale;
  • un panetto di lievito di birra;
  • una tazza di latte;
  • un cucchiaino di sale;
  • 40 grammi di zucchero di canna;
  • 60 grammi di margarina.

Preparazione
Sciogliamo in un tegamino la margarina e poi aggiungiamo il latte in modo da intiepidirlo. Poi versiamolo (non caldissimo ma tiepido) in una ciotola di vetro o di ceramica, insieme al lievito sbriciolato e allo zucchero, e con una frusta sciogliamo il lievito. Continua »

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Chiaracucina: pasta con crema di radicchio e porro

Ingredienti

  • 200 grammi di pasta corta;
  • un radicchio;
  • un porro;
  • olio d’oliva;
  • sale.

Preparazione
Affettiamo e laviamo un porro e soffriggiamolo in padella con un po’ d’olio d’oliva. Aggiungiamo poi il radicchio lavato e tagliato a listarelle, aggiungiamo un bicchiere d’acqua, sale, e copriamo abbassando la fiamma. Controlliamo di tanto intanto e facciamo cuocere fino a quando non si appassirà il radicchio e circa 15 minuti dovrebbero bastare. Se necessario, durante la cottura aggiungiamo dell’acqua tiepida. Una volta cotto, versiamo il condimento in un recipiente e passiamolo con il frullatore ad immersione. Aggiungiamolo a due abbondanti piatti di pasta già cotta, magari spadellando su un fuoco vivace.

Buon appetito.

(in collaborazione con chiaracucina)

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800A card

Fabio Rizzo
dic 11
28
03:02

800A card

L’assioma è questo: la musica piace a tutti ma nessuno compra più i dischi. Sulla soluzione a questo grosso problema si strappano i capelli da qualche anno gli esperti di marketing e i manager delle major multinazionali, ma anche le storiche etichette indipendenti che lottano per la sopravvivenza.

800A Records è una piccolissima etichetta che con molto artigianato e qualche speranza da tre anni a questa parte produce e supporta alcuni progetti artistici che sono sbocciati dal nulla in questa città. Il Pan del Diavolo ne è l’esempio probabilmente più conosciuto.

Anche noi soluzioni al problema di cui sopra non ne abbiamo trovate, però abbiamo provato a ribaltare la prospettiva e ci siamo inventati questa “800A Card”, facendo la ripassata alle grandi aziende e alle loro fidelity card. Continua »

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Passato Natale cosa c’è di buono nella politica, partendo da Palermo, per arrivare alla Regione?
I giornali nazionali hanno raccontato della “guerra”, che va in scena in Liguria, tra Genova e Savona per il controllo del superporto. Dalle nostre parti – con riferimento ai porti di Palermo e Termini Imerese – i politici non hanno mai litigato. Sono buoni? Ma… Diciamo che, sulla materia, fa tutto l’ingegnere Nino Bevilacqua, numero uno della super Autorità portuale che si estende, per l’appunto, da Palermo a Termini Imerese.
Bevilacqua rende tutti i politici buoni. Quanto meno li mette tutti d’accordo. A Termini Imerese, per esempio, ha messo sotto un unico tetto politico, s’intende, l’onorevole Gianfranco Miccichè (ex Forza Italia, ex Pdl, oggi Forza del Sud) e l’onorevole Giuseppe Lumia (Pd). Centrodestra e centrosinistra insieme appassionatamente. A Palermo ha fatto di più: il Piano regolatore del porto della città, confezionato, appunto dal super-ingegnere-galattico Nino Bevilacqua, è stato votato, niente poco di meno, dal Pdl, dal Pd, da Italia dei Valori e dal Terzo polo. Se pensate che dentro il Terzo polo ci stanno l’Udc, l’Api di Rutelli, il Movimento per l’autonomia del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e Futuro e libertà, ne dobbiamo dedurre che, nel capoluogo siciliano, Bevilacqua ha messo d’accordo tutti. Continua »

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“Sicilia Fashion Night”

È iniziata alle 21:30 circa Sicilia Fashion Night, la serata di giovedì dedicata all’alta moda promossa e organizzata dall’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo per promuovere il turismo internazionale in Sicilia coinvolgendolo in grandi eventi legati al mondo della moda. Ai turisti infatti era riservato un certo numero di inviti ed è stato messo a disposizione un servizio transfer gratuito in partenza alle 20:15 da piazza Politeama con rientro a fine sfilata.
Non solo alta moda però lungo la passerella dorata e glitterata adibita per l’evento nei locali dell’ex deposito delle Locomotive di Sant’Erasmo, ma anche grandi personaggi della musica e dello spettacolo di fama internazionale.
Ad aprire la serata con una serenata siciliana è Desirée Rancatore, soprano palermitano, che accompagnata solamente dalle note al pianoforte a coda di Antonina Grimaudo è riuscita a far vibrare l’aria con la sua splendida voce meritandosi sonori applausi (e ovazione) da parte del pubblico. Nella sua voce, che difficilmente si dimentica, riesce ad esprimere la grande passionalità della nostra terra e a portare un po’ di Sicilia in giro per il mondo. Continua »

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«Le buone intenzioni – ci ricorda Oscar Wilde – sono state la rovina del mondo. I soli che hanno compiuto qualche cosa nel mondo sono stati coloro che non avevano nessuna intenzione». Questa frase cala a pennello a Termini Imerese dove tutti, in questi giorni, dopo la chiusura della Fiat, sembrano armati di buone intenzioni. Tanti, forse in troppi, osservava ieri il sindaco di questa città, Salvatore Burrafato, in un’intervista a Link Sicilia, ruotano attorno alla reindustrializzazione di questo luogo. Poi, però, quando si presentano due gruppi imprenditoriali americani disposti ad investire, ecco che si scopre che non ci sono aree industriali disponibili. Possibile? Continua »

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Di tanto in tanto mi reco presso la Biblioteca Regionale per effettuare ricerche in merito a circostanze ed eventi accaduti a Palermo nei decenni trascorsi. Sfogliando quotidiani e riviste di settore ho modo di rilevare le voci a caldo e le evoluzioni dei fatti relativi ad un avvenimento di cronaca o ad un’iniziativa del passato. Pagina dopo pagina, cercando le notizie che m’interessano, ho anche l’opportunità di attraversare episodi nettamente diversi dall’obiettivo delle mie osservazioni. Fra un articolo e l’altro sono passato in mezzo a modifiche urbanistiche, novità nei servizi pubblici, provvedimenti per la sanità locale, periodi di vivacità e di declino cittadino. Ma qualcosa non è mai cambiato; qualcosa si trova pressoché immutato nelle cronache attuali così come in quelle degli anni Ottanta, degli anni Settanta… E tutto ciò nell’ininterrotto accompagnamento di proclami volti a risolvere i problemi. Ho così individuato cinque anelli di una catena che Palermo si porta appresso praticamente da sempre, cinque elementi sempre sulle prime pagine dei giornali e costantemente prossimi ad essere sconfitti (nelle intenzioni degli amministratori).

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Da quando vivo la scuola da genitore ho cominciato a pormi una domanda seria, di fronte a tutti i problemi che oggi vive la scuola: perché si fa il regalo alla maestra? Mi correggo, alle maestre visto che adesso sono almeno tre per classe. È una consuetudine palermitana? Chi lo ha introdotto e quando?
Personalmente, in genere, mi fa piacere fare i regali agli amici, a chi conosco, perché fondamentalmente mi diverte “sfirniciarmi” ovvero pensare a ciò che può piacere o a cosa può desiderare, chi deve ricevere il regalo. A chi conosco…!!! Ma cosa si conosce delle maestre???
Io poi, essendo stata eletta rappresentante di classe, ho l’ingrato compito di raccogliere denaro per qualunque iniziativa: Anche questa della raccolta, associata ai rappresentanti, è divenuta nel tempo una consuetudine.
Qualche tempo fa all’inizio della scuola primaria, ma dopo tre anni diciamo che la situazione è simile, il malcontento era diffuso tra i genitori riguardo al metodo di insegnamento e al modo di rapportarsi con genitori e alunni di alcune maestre. Continua »

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