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giovedì 25 feb

Risultati della ricerca “Botta ri sale”

  • La Vucciria Food Concept

    La Vucciria Food Concept tenta la conquista dell’America

    500 piccoli e medi produttori siciliani raggruppati nel brand La Vucciria Food Concept mirano alla conquista del mercato americano, giapponese ed europeo con prodotti di coltivazioni e produzione siciliani. Il progetto, presentato a Palermo, sarà ripresentato al Fancy Food di New York dal 25 al 27 giugno ed era già stato illustrato lo scorso 25 aprile alla New York University, ospiti del quotidiano La Voce di New York accanto allo chef Joe Bastianich. Continua »

    Palermo
  • Riscurs’i nummara

    Un giorno di metà luglio il signor Ventinove, magro ed alto, con occhiali, cappello e bastone, salendo sull’autobus numero 1, via Oreto – Leoni, per andare al centro, urtò leggermente un signore tarchiato e grassottello, in panciotto, che camminava piuttosto lentamente nella piazzola posteriore, per accostarsi alla macchinetta di obliterazione dei biglietti.
    – Scusassi − borbottò con la sua voce sottile − un la vulia ammuttari …
    – Nca … lei m’ammuttò apposta, l’arricanuscivi, sapi? Lei è ‘u signor Ventinove! E lei mi vulia surpassari, lu capivi! E chista unn’è manera!
    – Puru ju a ricanuscivi, lei è ‘u signor Trenta, nca … lei è bellu grossu, e unn’è mancu facili a surpassalla!
    – Un sugnu grossu iu, iu … sugnu propriamente un … numeru tunnu! Continua »

    Palermo
  • Glossario palermitano delle emoticon su WhatsApp

    Le parole sono importanti. Talmente importanti che le abbiamo spazzate via. In una guerra all’ultimo respiro in cui ad avere la meglio sono state le emoticon. Le “faccine” per intenderci, cartine di tornasole di sillabe spesso troppo complesse per essere comprese. E così spazio ad Emoji, che significa tutto e niente insieme. In cui significato e significante sono la stessa cosa a corrente alternata. L’erosione del linguaggio si è compiuta anche a Palermo in favore della tirannia del cuoricino. Continua »

    Palermo
  • Il venditore di sale

    A Palermo, in via Lanza di Scalea, posteggiata di fronte l’ingresso del Carrefour c’è sempre una Fiat Punto bianca.
    È un’automobile ma al contempo è anche negozio e casa.
    Dentro ci vive il venditore di sale.
    In qualunque momento ci si passi, potrebbe essere più probabile trovar chiuso il supermercato.
    Lui è sempre là.
    Si muove discreto, non allontanandosi mai troppo dal suo territorio. Quando è mattina presto fa su e giù per il marciapiede alla ricerca di non si sa cosa, ma con l’aria di chi è molto occupato e concentrato nel suo da fare. Non parla quasi mai con nessuno. Anzi c’è chi giura di non averlo mai sentito o visto parlare. Continua »

    Ospiti
  • AAA serate universitarie cercansi a Palermo

    “Ma c’amu ‘a fari stasira?? Booooh”.
    E inizia così la lunga (in)decisione sul locale in cui trascorrere la serata! Nell’attesa che un amico illuminato proponga qualche locale o nella speranza che arrivi magicamente sul cellulare un invito a qualche serata, fioccano le proposte dei vari amici….“so di una serata….” “un mio amico organizza…” “no, lì si entra solo in coppia…” “per quel locale bisogna essere in lista…” “mi è arrivato un invito su Facebook” per poi arrivare alla decisione…lo stesso locale di sempre!
    Qualcuno borbottando si lamenta “sempre lo stesso locale! A Palermo non c’è mai niente da fare!”
    Sfatiamo questo mito! Palermo offre diverse opportunità agli studenti universitari in cerca di divertimento e le serate universitarie sono parecchie con organizzazioni piuttosto attive, l’unico problema è venirne a conoscenza, il che tra i numerosi messaggi che intasano la posta su Facebook e le disconnesse informazioni non è proprio facile, motivo per cui ci si affida al tradizionale locale frequentato ormai da settimane, se non da mesi e nella peggiore delle ipotesi da anni!
    Eccovi quindi la lista degli appuntamenti universitari (ma anche non “soltanto” per universitari) settimana per settimana, la nuova iniziativa di Rosalio rivolta agli studenti, per dissipare incertezze e indecisioni.
    Contribuite anche voi, segnalateci gli eventi non presenti nella lista scrivendo un e-mail a info@rosalio.it.

    Gli eventi di questa settimana. Continua »

    Ospiti
  • ‘u tiempu ri malu vistuti

    Consentitemi uno sfogo. Piccolo e superficiale…sarò breve.
    Dice che non esistevano più le mezze stagioni? Anzi le menze stagioni (come le menze birre)…botta di sale! Saranno almeno due settimane che è mezza stagione. E i palermitani mi sembrano tutti attrezzati…che fa eravate pronti con l’armadio con su scritto “mezza stagione”? Tutti con ‘sti maglioncini di cotone…’ste scarpe chiuse. Tutti precisi…Ma dove le comprate?
    Ho problemi ad uscire di casa la mattina, o meglio sono rassegnata e sfoggio una mise diversa ogni giorno (in realtà sono drammatiche prove, il portiere secondo me appena esco mi ride dietro) ma mai nessuna azzeccata. La mise ri malu vistuti, diceva mia nonna. Mi sento incunnata come mai nella mia vita da quindici giorni a questa parte. Che poi solo a me capita? Vi faccio il mini elenco delle mie mise:
    1. MODELLO PRIMO MAGGIO (o 25 APRILE): jeans, camicia e giubotto di jeans. Un bel completino và. Sneakers ai piedi e via. Paro una che sta andando alla scampagnata del primo maggio, mi manca il super santos e il quadro sarebbe completo. Guardo il cielo e mi viene da inveire contro l’inclemenza del tempo “sempre p’i fiesti s’u sarba!”, solo che non è il primo maggio. E nemmeno il 25 aprile. Continua »

    Palermo
  • Tutti dottori

    Ora che il pericolo corso è stato, più o meno, scongiurato mi “cubitizzo” e trovo la serenità per parlare di un increscioso fatto capitatomi circa una settimana fa. Una sera, improvvisamente, non sento altro dall’orecchio sinistro se non un fischio. Decido dunque, di “passare” la visita dall’otorino, dopo aver provato rimedi più o meno casalinghi: olio, acqua ossigenata, strane candele…ci è mancato poco che ci sparassi un petardo…abbrevio. La diagnosi è foro acustico. Bedda matri penso, diventerò sorda? Non vi dico la felicità nell’apprendere la notizia per una come me che fa la radio da una vita… È come dire ad un cantante che ha una corda vocale fuori uso, ad un marinaio che avrà il mal di mare per tutta la vita, ad un contadino che ha la sciatica e non potrà zappare più, ad un calciatore che ha il liquido al ginocchio e deve smettere di giocare, ad una prostituta che…vabbè.
    Nell’attesa della guarigione, continuo ad uscire tranquillamente con tappo di bambagia provvisorio, manco io so esattamente perché…così tanto per usanza, in questi casi. Inevitabili le domande: E che hai? E come fu? E com’è successo? Ma ti fa male? E bla bla bla. E uno che fa? Risponde, spiega, assuppa le battute di spirito dei colleghi ci sentiamo, se non te la senti.
    Ma la cosa che più di ogni altra mi fa impazzire è che improvvisamente diventano tutti medici sopraffini, espertissimi. Continua »

    Palermo
  • La stagione degli amori

    San Valentino si avvicina, siamo in prossimità della stagione dei cuoricini, dei bacetti, dei fiori, dei peluches; anche il più cinico e disincantato tra noi dovrà ammettere che è bello essere innamorati, sentire le farfalle nello stomaco, avere quel sorriso da semi – ebete stampato in faccia ed essere felici di iniziare una nuova giornata anche se fuori diluvia, il carro attrezzi ti ha portato via la macchina, il cane ha fatto pipì sul parquet, lo scaldabagno si è rotto e tu, beatamente innamorato, continui a sorridere e a fischiettare. Che cosa sono le piccole difficoltà quotidiane di fronte all’idea dell’amato che ti scalda il cuore? È uno stato di grazia che, si spera, almeno una volta nella vita, abbiamo provato tutti…ed è proprio questo stato di grazia che ci trasforma e ci fa diventare dolci,teneri, arrendevoli e, presi dall’adrenalina dei primi tempi, iniziamo a rinominare colui o colei che ci ha rapito il cuore con deliziosi appellativi.
    È a questo punto della relazione amorosa che si scatena tutta la nostra fantasia, si trae spunto da qualunque ambito, perché l’amore permea ogni momento della nostra esistenza.
    Molto diffusi sono gli appellativi non – sense, ma tanto teneri: pucci – pucci, batuffolino, trottolino amoroso du du du da da da.
    Quelli gastronomici: zuccherino, pasticcino, babà, patatina, pisellino, carotina.
    Quelli tratti dal mondo animale: lupacchiotto, orsetto, castoro, gattina, topina, passerotto (di baglioniana memoria), micio, bassotto, coniglietta.
    Quelli astronomici: stella, stellina, sole, luna.
    Quelli nobiliari: principe, principessa, regina. Continua »

    Palermo
  • Totini, Manfredi e Nelli (aggiornamento 2009)

    È primavera e c’è la crisi. Dall’ultima volta che ho parlato di maschi palermitani è passato un bel po’ di tempo. Non era primavera e non c’era la crisi. Per il resto io e le mie compagne di merenda siamo allo stesso punto di prima, con qualche ruga in più e una disillusione collezionata in tasca. Abbiamo visto il film Sex & the city, ripassato Harry ti presento Sally, ci siamo concesse storie e storielle più o meno serie. Adesso facciamo il punto della situazione. Mizzica cambiano le cose, non so se in meglio, ma cambiano. Sarà colpa della primavera e del balletto degli ormoni. Accantonate le categorie Totini, Manfredi, Nelli, Alessandri e Gaetani, di recente abbiamo “schedato” altri due prototipi. Continua »

    Palermo
  • Italiani a Praga

    Viaggio spesso per lavoro e in qualche rara occasione anche per piacere e appartengo a quella categoria di rompiscatole affette da una rara forma di insofferenza agli spostamenti di massa.
    Il fenomeno di “transumanza ovina” mi provoca effetti collaterali che vanno dall’irritabilità agli stati d’ansia e qualche volta persino l’orticaria: Praga mi ha preso alla sprovvista.
    Le pascolanti scolaresche ed i cori da stadio “a m’bella!” dei tanti, anzi, troppi Italiani in piazza Staromestske Namesti mi rimandano ad una visione distorta della città, pertanto, non riesco ancora a capira se Praga, considerata tra le città più belle del mondo, mi sia piaciuta davvero o meno. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Ad Avola c’è tutto!

    Vero è che l’Inghilterra ce l’ho nel cuore…ma dopo 15 giorni trascorsi a guardare il mutevole cielo d’Irlanda, l’oceano, i laghi, i prati, le pecore, le pecore, i prati, i laghi, l’oceano,

    • e béviti la Guinness che è bella (in verità a me è sembrata cafè alcolico),
    • assaggia il salmone che come lo fanno qua manco in Norvegia,
    • e don’t forget your umbrella, ogni ghiuornu, nelle previsioni meteo sul giornale,
    • e dopo ‘na simanata di balli e piffero irlandese e piripipì-piripipì ra’ matina a’ sira,
    • e stùdiati la cartina dalla tube che Londra pare facile, ma a truvariti a Wimbledon ‘un ci stai niente,
    • e già che ci siamo un musical non ce lo vediamo?,
    • e sabato andiamo a Portobello che ci sono un sacco di cose,

    devo ammettere che rimettere piede in Sicilia e cominciare a sbarazzarmi di maglioni di lana, giubbotti e quasette appena scesa dall’aereo ha avuto un non so che di liberatorio. Avrei abbracciato pure le hostess se non fossero state così greviamente inglesi. E si che lo so che l’estate inglese praticamente non esiste, che piove sempre ma, botta ri sale, manco un giorno di temperatura umana? 15 giorni 15 di pioggia e gradi che oscillavano dai 13 ai 17…poi dice che uno ci dice parole alla Regina… Continua »

    Sicilia
  • Compagni di viaggio

    Le tanto agognate ferie si avvicinano e sono quasi pronta, (manca un mesetto, si fa per dire…) a godermi una bella vacanza di 20 giorni, nel Nord dell’Europa, ‘o friscu, ne abbiamo bisogno! Quest’anno partirò con tre amiche. Vacanza al femminile e vediamo che spunta…Dalla mia modesta esperienza ho potuto imparare che in vacanza anche le amicizie più solide rischiano di sfaldarsi per un nonnulla perché tutti, chi più o chi meno siamo dotati di fisime e paranoie assortite. E non basta illudersi che tanto abbiamo scelto una meta comune… Per semplicità facciamo una di quelle belle classifiche che mi piacciono tanto e che, in questo caso riguardano i compagni di viaggio.

    L’INTOLLERANTE: arriva in albergo e comincia a lastimarsi di ogni cosa, dal letto duro al bicchiere per il dentifricio sporco di rossetto. Niente gli va mai bene. Le escursioni sono care, la guida antipatica, il clima fa schifo, il mare è freddo (ora ci diamo una quariatiedda), l’hotel non è come nella foto e la vista panoramica non è come se l’aspettava. Già dopo il terzo giorno ti viene di buttarlo dalla Tour Eiffel o quello che è. Frase ricorrente: Uffa! Appena arrivo a Palermo reclamo e faccio causa. Continua »

    Palermo
  • La dichiarazione

    Giuro che non ci capisco più niente! E, se continua con questo andazzo, resterò single o zitella o bizocca o quello che è a vita!
    Botta ri sale vero! Fino allo speed date ci siamo. Pazienza. Viviamo di corsa. Organizziamo incontri che durano, al massimo, tre minuti, per capire se chi ci sta di fronte è la persona della nostra via. A parte che uno non si capisce manco dopo vent’anni a volte…comunque, ci può stare, in una società in cui tutti vanno di fretta, tutti stressati, cronometriamo pure le emozioni, i sentimenti e bla bla bla. Ma ora nni livaru puru il piacere della parola! C’è un nuovo tipo d’incontro, si chiama: eyegazing. Sissignori. Stai i soliti tre minuti di fronte a uno che non hai mai visto e muta tu e mutu io, devi decidere se lasciargli il numero di telefono. Ora dico io: buttana di qua e di là, a parte che in Sicilia un simile approccio sarebbe difficile a realizzarsi, perché dopo i primi 30 secondi in cui incroci lo sguardo di un altro e quello insiste, scatta inevitabile la domanda “chi ci talii?” con tanto di mano a cuppitedda che fa avanti e indietro. A parte questo…che poesia va’…che romanticismo…
    È questo tipo di notizie a farmi sentire un po’ vecchia e inadeguata…
    Quando andavo alle scuole medie io, si usava un tipo di approccio, forse un poco tascio, d’accordo, ma che regalava batticuori che, raramente, mi è capitato di provare poi nella vita adulta: c’era la cosiddetta: DICHIARAZIONE. Continua »

    Palermo
  • La pace nel mondo

    Mancano pochi giorni a Natale…vero è che si resta imbottigliati nel traffico santiando, impiegandoci ore a percorrere tragitti che normalmente si fanno in pochi minuti, vero è che poi, volenti o nolenti, qualche regalo si deve pur comprare, vero è che, ci piaccia o no, dopo il pranzo del 25 saremo tutti a chiederci “ma quando finisce”? Vero è che ormai del vero spirito del Natale (almeno per chi è credente) si sono perse le tracce e il miracolo della nascita del Salvatore è stato sostituito dal miracolo della scomparsa in 24 ore della tredicesima (per chi ha la fortuna di buscarla!). Fatto sta però che, nonostante tutto, io ho molto rispetto per tutti, in questo periodo dell’anno: per chi ci crede ed investe energie, tempo e soldi nella giostra dell’accatta accatta, e per chi non ci crede e vorrebbe addormentarsi a metà dicembre e svegliarsi l’8 gennaio.
    Una categoria che proprio non sopporto però c’è…lo confesso, anzi sento proprio l’urgenza di dirlo. Subito. Pure se è Natale. Pure se rischio fischi e piriti.
    Sono quelli che, se ti permetti di chiedergli cosa desidererebbero trovare sotto l’albero, ti rispondono con un alone di santità e un sorriso compassionevole “ma tesoro…è ovvio, ciò che desidero di più è la pace nel mondo!” Buttana della buttana! La pace nel mondo sotto l’albero? Continua »

    Palermo
  • Le ragioni del topo

    Buonasera. Mi chiamo Michele ma quelli di lassopra mi chiamano tutti u surci. In effetti surci sono e ho la coda più lunga di tutti quelli che abitano nel quartiere di piazza Bologni. Surci di cunnuttu che vuol dire topo di fogna. Ora, parliamoci chiaro: i piccioni ca si manciano tra iddi li chiamano colombine e li mettono nelle cartolline dei picciriddi ca dice che rappresentano la pace, la bontà e l’onestitudine. Io che mi passa la vita a cercare di darci a mangiare alla mia famiglia, sono un surci i cunnuttu, uno che se lo vedi è meglio che lo screpenti. Continua »

    Palermo
  • Studeo ergo otium

    Il pensiero filosofico romano aveva elaborato una riflessione sui modelli di vita della propria società, individuando e distinguendo, una “vita attiva” da una “vita contemplativa”; ossia, il famoso contrasto fra negotium e otium. Il negotium era inteso come una vita dedita all’impegno nei campi militare, economico e politico; mentre l’otium rappresentava la sua perfetta antitesi, in quanto, consisteva in una vita di studio e di produzione esclusivamente filosofico-letteraria. Fra i due cliché, la società privilegiava il primo denigrando il secondo, tanto che era perfino considerato sconveniente per il cittadino romano un prolungato approfondimento dell’istruzione. Lo stesso padre di Seneca cercò di distogliere il figlio dalla filosofia. La denigrazione per i lunghi percorsi di studio, soprattutto quando concentrano l’attenzione su materie che sembrano non avere un facile e immediato riscontro pragmatico con la società attiva, sembra quanto mai odierno. Attualizzando la divisione romana della società, potremmo parlare di lavoratori e universitari. Distinzione che nasce spontaneamente se contestualizzata nella sfera socio-culturale palermitana, dove è fortissima la presenza di un vero e proprio culto del travagghio. Continua »

    Ospiti
  • Una tranquilla passeggiata

    Termini Imerese, giorno di mercato. In prossimità della stazione ad un quadrivio senza semaforo, oltre che senza rotonda, un ingorgo d’auto inestricabile. Finalmente cessa il concerto di clacson e le macchine cominciano a sfilare; si fa un po’ di vuoto sulla strada, un cane anzianotto e grassoccio, con una rotonda pancetta, marroncino, scende dal marciapiede e con calma, senza degnare di uno sguardo il mondo circostante, attraversa la carreggiata. Io rallento, quasi mi fermo, lo guardo con simpatia; mentre la gente gira freneticamente in cerca di chissà cosa, lui si gode la sua passeggiata, forse fidando troppo sulla condiscendenza della gente. Ho pensato al mio Thomas, bastardo di pastore maremmano di media taglia, condannato a stare in casa e in giardino, perennemente. Qualche giorno prima della partenza per la Sicilia però ha fatto il furbo: approfittando di un attimo di distrazione, nell’aprire il cancello s’è infilato nella fessura come una furia. Per carità, c’è da giustificarlo, è giovane, i sensi bollenti, la ricerca di una femmina impellente. Non credo che sulle strade si sia comportato con la pacifica lentezza del suo collega di Termini, l’odorato l’avrà spinto a cento all’ora, non avrà avuto tempo per tranquille passeggiate. Disappunto, apprensione e fastidio: per la mia disattenzione, per la paura di ritrovarlo morto sotto un’auto, per la stizza di dover pagare la contravvenzione che non è meno di 80 euro. Continua »

    Ospiti
  • Ipotesi numero tre: fermi tutti

    “Avevo nove anni quando mio padre decise di portarmi alla Città dei Ragazzi…”.

    Eppure l’ho sistemata, mi è costato sai, ma l’ho sistemata bene.
    Ho rivestito le poltrone con un damascato bianco, ho comprato un piccolo cucinotto, un frigorifero, un televisore, un paio di quadri e tre fioriere per l’esterno.
    Sto aspettando il tecnico per l’installazione della mia prima rete telefonica fissa e ad aprile, crepi l’avarizia, compro decoder, parabola e mi abbono a Sky.
    Sì, è venuta davvero bene, ne vado orgoglioso, ma dovresti venire a trovarmi così ti offro un cognacchino, una soda quello che ti pare;
    ho messo nel retro un piccolo mobile bar e uno schermo 30 pollici, così la sera con un paio di vicini vediamo qualche film.
    Dove sto? Dipende. Se vieni questa settimana dovrei essere tra il civico 190 e il 192 di via Marchese di Villabianca, la settimana prossima dovrei essere al 200 (chissà perché i numeri dal 194 al 198 non ci sono).
    Mi riconosci subito, sono nella Croma verde, sì quella di mio padre, ricordi? Dopo che se ne andato è rimasta a me. Continua »

    Ospiti
  • Vicini

    Dico la verità. Questo post ha un secondo fine. Non è disinteressato. Confesso. Sogno, mentre lo scrivo, che il mio vicino di casa legga Rosalio e si riconosca nelle mie righe. Quando un bamboccione (o una bambocciona nella fattispecie) a più di trent’anni decide di andare a vivere da solo, lo capiscono tutti che non è più per fare festini e ubriacarsi tutte le sere. Finì quell’epoca. Ci bastò, diciamo. Trovi una casa, ti piace, ci vai a stare per essere tranquillo, per avere, come si dice, le tue comodità. Ti alzi quando vuoi, mangi quando vuoi, guardi la tv fino a notte fonda e bla bla bla. Soprattutto dormi con la casa immersa nel silenzio.
    Una delle soddisfazioni più grandi dell’abitare da soli è quella di svegliarsi con il suono della sveglia e non perchè qualcuno che vive con te decide che è ora di alzarti!
    Mio padre, per esempio, ha la patente di papà più rumoroso dell’universo. Fa rumore. Sempre e comunque. Ma pure da solo. Continua »

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