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venerdì 19 apr

Risultati della ricerca “PESCE SPADA”

  • Io, Daiana e i bei ragazzoni neri presso la curva di Solanto

    Daiana mi prende per mano e mi tira dentro la bolgia. Luci intermittenti, bassi a palla, corpi sudati che mi ballano attorno, deodoranti e profumi che si spandono nell’aria, oscurità pregna di afrori, braci di sigarette accese, facce euforiche, abbronzature curate, depilazioni totali, sopracciglia disegnate, sorrisi da pubblicità.
    Io ballo di fronte a lei per un’ora circa muovendomi più o meno come un pinguino che si brucia i piedi sulla sabbia rovente. Il mio grasso in eccesso ballonzola come uno schifoso creme caramel. Continua »

    Ospiti
  • Codice penale e sacramenti di Sicilia: vol. 1 – la Prima Comunione

    È in discussione alla Commissione Affari Penali del Senato un disegno di legge di modifica del codice penale per il reato di INVITO A PRIMA COMUNIONE e sulla punibilità dei mesi di maggio e giugno per lesioni colpose agli invitati.

    Siamo tutti d’accordo vero? che meglio certe volte una cartella esattoriale per bollo auto 2007 non pagato??

    Per entrare subito nel vivo del problema esaminiamo la struttura del reato che, secondo la dottrina, andrebbe più severamente sanzionato nella sua ipotesi dolosa e cioè, più precisamente, quando un tuo cugino “schiffarato” qualsiasi che l’ultima volta che l’hai visto c’erano le millelire con la Montessori, rivolgendoti l’invito alla prima comunione si rappresenta e vuole che la tua morte abbia luogo intorno alle sei del pomeriggio di una domenica di primavera al termine del banchetto organizzato in onore del figlio/a “comunionando”. Se prima o dopo la bomboniera questo la dottrina non lo dice. Continua »

    Ospiti
  • Multati 21 ristoranti: a Palermo c’è anche il Castello a mare di Giunta

    La Guardia costiera ha effettuato controlli su 30 ristoranti del litorale di Palermo e ha riscontrato irregolarità in 21 di questi. L’importo totale delle multe è di oltre 35 mila euro.

    A Porticello tutti i dieci locali presenti non sono risultati in regola e sono stati multati per 1500 euro ciascuno per violazione delle norme sulla tracciabilità dei prodotti ittici.

    In particolare sono stati denunciati invece alla Procura per frode in commercio i titolari di tre ristoranti: il Castello a mare, dove è chef patron Natale Giunta (che di recente ha fatto arrestare quattro estorsori), propinava pesce surgelato spacciandolo per fresco e aveva in dispensa anche merce ittica scaduta; il Cafè 113 di Casteldaccia propinava pesce surgelato spacciandolo per fresco e serviva come “pesce spada” lo squalo verdesca; Al gallo d’oro di Aspra il pesce veniva scongelato in precarie condizioni igieniche e conservato con procedure non a norma e a temperature alterate.

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    Palermo
  • La carne di Ustica

    È impossibile mangiare carne (o formaggio) se si è turista nelle isole! Ustica, Lampedusa, Procida, Salina o Vulcano. Non importa: al ristorante è obbligatorio mangiare pesce. E per chi non ci sta ecco la tristissima fettina ai ferri, scongelata. E dire che le isole pullulano di macellerie (o carnezzerie). Ma nessun canale collega questi esercenti con i ristoratori.

    Ma che pesce si mangia nelle isole ad agosto? Fresco? No! Pescato dai pescatori locali? Non ce ne sono più di pescatori locali! Le ultime testimonianze risalgono ai tempi del «pesce spada pigghialu, pigghialu…» di Domenico Modugno.
    Insomma pesce scongelato, magari di provenienza oceanica pagato, però, come pesce fresco appena tirato fuori dalle acque cristalline a poche miglia dalla costa da immaginari pescatori del luogo! Continua »

    Ospiti
  • A Basile prometto che non lo farò più

    Non conoscevo il signor Basile prima della mia perversa e transitoria attenzione ai blog siciliani. Gravissima manchevolezza, ma vedo che piace molto alla signora Petyx di Striscia la notizia, e devo ammettere che sembra una persona molto attenta alle questioni locali. Appare egli sicuramente simpatico e garbato, un uomo di quelli che non s’è mai arrabbiato, come fo purtroppo io, per questioni politiche. È esperto di cucina e di cavalli e ha collaborato con molti editori nazionali ed internazionali su questi importanti argomenti, da esimio e rispettato giornalista free lance. Ha avuto premi e onori importanti non solo a Palermo ma in tutta la Sicilia, come si evince dal suo sito sulla rete. Reputa il mio lavoro assolutamente inutile, se non dannoso. Gli prometto che non lo farò più. È egli uomo dalla barba bianca e come tale merita sicuramente rispetto. La Sicilia è terra di rispetto. Mi sembra un ottimo rappresentante della vostra cultura locale. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Facile dire “sushi”…

    Alle ragazze piace perchè è saporito, pur essendo leggero e semplice. Ai ragazzi spesso non piace per le stesse ragioni. Cosa? Quel piatto a base di riso cotto con aceto di riso, zucchero e sale, combinato con un ripieno o guarnizione di pesce, alghe e vegetali (l’avocado e i cetrioli). In una parola, il “sushi”. “Meglio una fettazza di carne – ho sentito dire -, e poi non mi sazia”. Come no! Se ne mangi una ‘nguantiera (ho imparato questo termine da poco e non vedevo l’ora di usarlo) ti riempirà lo stomaco, no? “No, perché il senso di sazietà è dato non solo dalla quantità, ma anche dal gusto: più è vastaso, meglio è”. Sarà. Forse perchè le donne sono più sensibili al gusto, e per questo scelgono alimenti meno saporiti degli uomini, come dicevano in quel documentario… Comunque, non sono pochi a Palermo i cultori di questo piatto, infatti già da qualche anno la nostra città si sta riempiendo di ristoranti, wine bar e pub che lo includono nel menu, insieme a piatti tradizionali: La Cuba (ma solo dal lunedì al giovedì) in viale Francesco Scaduto (tel. 091/309201), al Reloj, via Pasquale Calvi 5 (tel. 091/6119698), il Tribeca, via Mariano Stabile (servizio take away), il Gourmet Bar, viale Strasburgo, 235 (tel. 091/6880357) mentre d’estate l’Addaura Reef, sul lungomare Cristoforo Colombo (tel. 091/6840171) e a Panarea il Bridge sushi bar, in via Del Porto (tel. 339/2172605). Continua »

    Palermo
  • Purtroppamente (n.10)

    “L’altra volta mi ho mangiato 180 rizze”. Lo scruscio della taverna finì a lampo come quando la cinquecento prendeva una scaffa e si fermava lo stereo8. 180 rizze? Lui, bassino, pizzetto, trequarti fintapelle, magrolino con sottopanza, confermò: 180. Non so se avete presente quante sono 180 rizze; quasi una cartella sana sana. Intanto ci vuole almeno un’orata per aprirle tutte. Ma ci vuole la nguanta di gomma bella doppia e un cortello pesante. E pensate come si arridduce il polso dopo 180 scotolate per fare cadere tutto l’amaro e lasciare gli spicchi belli rossi e polposi. Ma 180 sono sempre 180 e si portano appresso una domanda da domandare urgentemente: col pane? E la risposta fu; naturale! Seguì il dibattito. Continua »

    Purtroppamente
  • Cibo: Palermo vs. resto del mondo

    Giorni fa ho conosciuto una ragazza romana, arrivata nella nostra città per fare un servizio fotografico. Le ho chiesto che cosa, da “osservatrice” per professione, l’affascinasse di più della nostra Palermo…lei immediata ed entusiasta mi ha risposto: “I colori, gli odori, il cibo che si consuma per strada, il mercato di Ballarò con le sue spezie e questa strana commistione tra modernità occidentale e atmosfere mediterranee…”. Parlavamo su un terrazzo del centro storico al tramonto, con il profumo del mare, davanti tra cupole arabeggianti e gatti pigri sui cornicioni, ci siamo date appuntamento per cucinare insieme. Sì, cucinare insieme. Continua »

    Ospiti
  • Bye Bye Blues, Hanami, Cibus

    Bye Bye Blues
    Erano anni che sentivo parlare di Bye Bye Blues, ma non mi era mai capitato di andarci. Qualche giorno fa sono partita alla volta di Mondello appositamente per togliermi la curiosità. L’ambiente è accogliente, con il suo giallo predominante e con le luci leggermente soffuse. Unico handicap: i tavoli troppo ravvicinati l’uno all’altro costringevano i vicini a sentire i discorsi tra me e il mio commensale o viceversa, ci obbligavano a parlare sussurrandoci cose nell’orecchio. Il che non è male come strategia di avvicinamento priva di imbarazzi. Appena arrivati ci hanno servito una tartarre di tonno freschissimo con cipolle e prezzemolo, e una polpettina di carne all’arancia e agrodolce (cipollina, uvetta e pinoli), da mangiare col cucchiaino. Ogni cosa era sistemata in micro piattini quadrati trasparenti e presentata in modo molto scenografico, così come i piatti seguenti. Tutto molto buono. Frase facile a dirsi, ma per portare il cibo alla bocca ho dovuto fare un incontro di wrestling con la polpettina che non voleva saperne di salire sul micro cucchiaino e che a ogni tentativo di accalappiarla rotolava inesorabilmente giù sul micro piattino. Le vecchie, care forchette, no? Persino con le bacchette giapponesi me la sarei cavata meglio. Vabè. Continua »

    Palermo
  • Io stavo

    Sono un migrante, per questo non ho la sensibilità dei cittadini di Palermo. Per capire questa città o, meglio, per capire qualunque città, bene, bisogna che vi si sia nati. Solo in questa maniera si sviluppa orgoglio, pregnanza, appartenenza. Di più se vi è nato ogni componente della famiglia, fratelli, sorelle, padre, madre, zii, etc. Le radici appartengono a chi semina, non a chi le coltiva. Posso, magari, leggere le righe di quello che mi accade qui, ma tra le righe sta uno spessore di cose che solo la permanenza autoctona può rivelare, dispiegare, divulgare. Sicché non posso suscitare la densità di ricordi o di suggestioni che solo un palermitano sa avere. Dunque, ma non solo per questo, il senso delle cose che riesco a scrivere di Palermo riguarda solo un “clubbino di intellettuali” a cui non afferisco ma che, lo stesso, dice che apprezza quel che faccio. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Isola

    Non ci saluta.
    La Signora Maria piomba in terrazza e con un rapido sguardo passa in rassegna le barche, ormeggiate al porticciolo.
    Noi per niente stupiti dal suo piccolo rito quotidiano ci litighiamo l’ultimo pezzo di pane consato.
    Blu le finestre delle case bianche.
    Blu il mare, che all’orizzonte si fa cielo.
    Blu gli occhi di Chiara.
    Li osservo per qualche secondo di troppo e la mia distrazione mi costa l’ultima fetta.
    La vincitrice offre un bacio come premio di consolazione. Continua »

    Ospiti
  • A Palermo vietato mangiare bene dopo mezzanotte

    Abbiamo sollevato su www.cronachedigusto.it un tema, quello del mangiar bene a Palermo dopo mezzanotte. Qualche lettore ci ha scritto, speriamo lo facciano altri. Noi siamo convinti che non è solo una questione di pancia piena, ma un modo culturale, un atteggiamento, uno stile di vita che la dice lunga su quello che oggi è la nostra amata e odiata Palermo. Ecco perché abbiamo deciso di inviare questo nostro articolo anche a rosalio.it, un sito attento e sensibile a quanto si smuove nel mondo panormita. Ecco il nostro articolo. Continua »

    Ospiti
  • Centouno cose da fare a Palermo almeno una volta nella vita

    Negli stessi giorni di fine dicembre di un anno fa pubblicavamo qui su Rosalio quello che è stato finora il post più letto, quel Sei di Palermo se… che veniva da facebook.

    Proviamo a far passare con un po’ di spensieratezza anche gli ultimi giorni di questo anno con un’altra lista che in origine è stata ideata da Bianca Spataro (LaRagazza CollaEpipa) e ha un suo gruppo su facebook. Le 101 cose sono ancora un work in progress. Cresceranno (sono già più di 101 :P) e/o verranno modificate.

    «1. Andare in giro per i 4 mercati: Vucciria, Ballarò, Capo e Borgo Vecchio.
    2. Bere una Forst ai Vini d’oro di piazza Nascè. epoi un’altra.e poi un’altra.
    3. Prendere la bici e percorrere tutta via Libertà in una mattinata di sole.ma anche con la pioggia.
    4. Sedersi sui gradini del Teatro Massimo.
    5. Prendersi una cioccolata al Rintocco in via dell’orologio.
    6. Se è domenica(ma anche se non lo è)portare il cane a Villa Trabia.
    7. Studiare nella Biblioteca di Villa Trabia o alla Regionale
    8. Fare l’aperitivo rinforzato al Moma.
    9. Pattinare in via Libertà la domenica mattina.
    10. Fare il bagno a Mondello all’alba.
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    Palermo
  • E biri chi manci (IV)

    Brevemente mi piace sottolineare che non posseggo il Verbo dei fornelli, né quello che scrivo è da intendere oro colato.
    Mi piacciono gli interventi critici, correttivi e discorsivi.
    Mi piacciono meno gli interventi sarcastici e con un po’ di puzza al naso, ma non posso evitare che ci siano.
    Il mio intento è unicamente al fine di divertirmi e trasmettere esperienze personali dilettantistiche, nulla di più. Saluti belli.

    Overtime ma non troppo.

    Sarde allinguate
    Togliete teste e panze da sarde freschissime, deliscate (livàti i rieschi) aprendole a libretto, se per qualcuna non vi riesce andate avanti, usciranno buone uguali, fatele riposare in un piatto con mezzo bicchiere di aceto e per mezz’ora. Passare nella farina e friggere. Calde sono cala cala, fredde ancora più buone. Continua »

    Ospiti
  • La saggezza popolare

    Se è vero che nei proverbi risiede la saggezza popolare, allora pure in donna al volante pericolo costante, ci dev’essere un fondo di verità. Care consorelle, prima di scatenare la vostra ira contro di me, proviamo insieme a riflettere con calma. Non essere brave a guidare non è un’onta! Ci sono cose che noi riusciamo a fare meglio degli uomini. Guidare non è tra queste. Semplicemente. Siamo oneste. Le femmine non siamo cosa…o io sono sfortunata. E scarsa. Sfortunata perché su 10 amiche guidatrici una sola, Laura, sa davvero guidare bene. Scarsa perché, di base, potrei anch’io guidare bene, se non fosse che mentre lo faccio ho altre priorità.
    Per chiarezza “categorizzo” pure le guidatrici:
    A. QUELLE CHE C’ABBUTTA. Io per prima, dicevo, potrei impegnarmi, ma mi ritrovo sempre in altre faccende affaccendata: telefono (le migliori sciarre, le più grosse decisioni le ho prese al telefono, in auto), mi sistemo i capelli, faccio la pausa pranzo, bevo (acqua), fumo, cerco il cd giusto (ci sono volte che li cambio con una velocità che i miei colleghi dj manco li vedrei!) certe volte riesco pure a leggere il giornale…va da sé che una cosa sola alla volta riesce bene. E non è mai guidare. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Santo

    Averlo chiamato Santo l’aveva un po’ segnato per tutta la vita. Non era nemmeno il nome del nonno, anzi a cercare bene di “Santo” in famiglia non ce ne erano mai stati. Eppure la decisione, sap’iddu perché, era caduta proprio su quel nome.
    Ora, se porti un nome del genere, accompagnato tra l’altro da una faccia da bravo picciotto, le strade sono due: O ti accolli battute del tipo “Compà amunì veniamo in campagna da te a Pasquetta! Tutti al campo Santo!…”, oppure te ne fotti ed a dispetto del nome scegli di essere un grandissimo figlio di cacata.
    Santo aveva prediletto la seconda opzione e, devo dire, la cosa gli era riuscita pure bene.
    Tra i frequentatori della trattoria di Zio Nunzio Stappagazzose aveva saputo guadagnarsi per anzianità e rispetto degli altri avventori il tavolo personale, un onore da non sottovalutare, considerando la giovane età.
    Pochi tra gli avventori godevano di un simile privilegio. Zio Nunzio li aveva classificati in base al modo di mangiare. Continua »

    Ospiti
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