«Salve gente. Benvenuti». Con buona grazia dell’educazione, mi auguro sempre sia questo il benvenuto che ogni uomo in carne e ossa o in fotina e status possa riservare a chi entra a far parte di una nuova community (reale o virtuale che sia).
Ma non sempre è così. Nel social network del genialoide oltreoceano valutato più di una fuoriserie a quattro ruote, Mr. Mark Zuckerberg, il classico messaggio di benvenuto lascia spazio a un più severo: “Persone che potresti conoscere”. Che poi a pensarci bene, sembra un monito, tipo il «Lasciate ogni speranza voi che entrate» oppure «La legge è uguale per tutti».
E insomma, inizio a setacciare come un cane da tartufo, che non si sa mai, qualcuno magari lo conosco per davvero. Nomi, foto, attività, a-m-i-c-i in comune. Ex compagni, ex amici, ex e basta. Ma durante lo scroll, ai volti noti preferisco le “Persone che effettivamente non conosco”. Volti patinati e mole di contatti da far rabbrividire persino Gianni Morandi. Sbircio qua e là e per un casuale effetto domino mi ritrovo a curiosare nel profilo di una signorina molto ma molto bella.
Si chiama Annarita Zammù. Ricciolina, sulla trentina, decisamente un bel sorriso. Continua »
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