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e-mail: a.terrazzini@gmail.com

Biografia: Poliedrica e curiosissima donna di Sicilia, Angela Terrazzini vive integralmente nello spirito dell’artista rinascimentale, capace di intrecciare la professione di architetto a diverse attività, quali quelle che l’hanno vista occuparsi, tra l'altro, di servizi al turismo, scrittura creativa, organizzazione di mostre, fotografia, creazione di gioielli. Nasce in Sicilia nel 1963 e acquisisce fin da piccola familiarità con la natura e l’ambiente durante lunghi soggiorni nelle rigogliose campagne di famiglia e attraverso il dialogo con la madre, insegnante di Scienze Naturali. Il suo colloquio con la natura, unito all'esigenza di apprenderne i segreti, è sempre stato vivace e appassionato. Lo studio della storia come compendio ed espressione della natura umana, una attenta ricerca psicologica, un personalissimo spiritualismo cosmico unito alla curiosità per ogni aspetto della vita terrena, completano il quadro. Da poco tempo ha iniziato a scrivere piccoli saggi e racconti.

Angela Terrazzini
  • Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Gabriele era un ex “lavoratore socialmente utile” e da alcuni anni era stato assunto dalla municipale con la mansione di spazzino. Ogni mattina si alzava alle 6:30 e andava a pulire il suo rione preferito: la Zisa.

    Amava l’atmosfera che vi si respirava. Gli sembrava un piccolo paese, con caratteristiche uniche e diverse dal resto della sua grande città, Palermo. I palazzi che vi erano edificati avevano uno stile univoco, decori semplici, popolari, gradevoli e sobri, tipici degli anni 50/60.
    Nell’antichità era esistito un grande parco intorno al castello della Zisa, meravigliosa residenza regale arabo-normanna: al-‘aziz, “splendido” era il significato del suo nome. E nella zona scorreva anche un fiume che si chiamava come lui, il Gabriele! Ogni mattina si intratteneva con i commercianti locali, salutava le donne che andavano a far spese, i bambini che si incamminavano verso la scuola e gli ambulanti che vendevano le panelle, lo sfincione e il pesce fresco. Continua »

    Palermo
  • Antichi mestieri a Palermo: il torniere

    Antichi mestieri a Palermo: il torniere

    C’era una volta…

    Non si tratta di una favola ma della vita reale, una vita antica che oggi ha acquistato il sapore della favola. La Sicilia della metà del secolo ventesimo vantava numerosi artigiani tra i più abili e preparati artisticamente. Antichi mestieri che racchiudevano metodi e saperi della tradizione culturale siciliana, tramandati spesso da padre in figlio e che oggi sono a forte rischio di estinzione. Pochissime persone oggi provano ad apprendere le arti antiche, probabilmente perché sfiduciati dalle concrete possibilità lavorative. Eppure molti oggetti, così sapientemente realizzati, avrebbero grande richiesta se solo se ne divulgasse l’esistenza.
    Tra questi artigiani lavoratori v’era chi lavorava il legno, spesso riempiendo l’aria intorno alla propria bottega di caldi profumi di essenze legnose appena intagliate e trasformate in piccole opere d’arte ed in allegri trucioli saltellanti.

    Una specialità nella lavorazione del legno è quella del tornitore, un artista della trasformazione del prezioso materiale naturale in forme rotonde, cilindriche, curve, di varia dimensione e lunghezza. Continua »

    Palermo
  • Roney

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roney

    Clelia aveva dormito un po’ sull’aereo che la stava riportando a Palermo.

    Aveva lasciato la sua città da oltre 20 anni ed ora finalmente avrebbe rivisto i luoghi a lei tanto cari. Non era passato un solo giorno in cui non avesse ripensato a qualcosa che riguardasse Palermo. Aveva trovato un lavoro in Germania nel lontano 1995 ed, a malincuore, era partita. Da allora non era più tornata e non aveva neanche voluto leggere più notizie, avvenimenti, informazioni della sua città. Era molto arrabbiata con il suo paese perché l’aveva costretta, per mancanza di un lavoro che non la svalutasse, ad essere una straniera in un luogo tanto lontano dai suoi affetti più cari. Spesso chiacchierava al telefono con sua madre, rimasta a Palermo, o con i suoi fratelli sparsi per il mondo, ma non parlavano mai, per tacito accordo, dei cambiamenti della città. Continua »

    Palermo
  • Canile municipale di Palermo, odissea di Ciuffo

    Ciuffo

    Domenica io e il mio compagno, Giorgio, abbiamo ritrovato un cucciolo di cane, moribondo, presso un cassonetto sulla statale che da Segesta porta a Castellammare del Golfo. L’abbiamo preso, accudito, abbiamo dato un po’ da mangiare, poi è iniziata l’odissea.
    La Polizia di Castellammare al telefono ci ha detto che non hanno strutture e che, visto che andavamo a Palermo, potevamo cercare una struttura li. A Palermo domenica sera il Rifugio della Favorita era chiuso, quindi l’abbiamo messa in uno spazio (chiuso) condominiale del palazzo dove abitiamo, l’abbiamo sfamata (è una femmina), e abbiamo atteso il lunedì. Intanto l’abbiamo chiamata CIUFFO.
    Lunedì il rifugio della Favorita ci ha detto che sono stracolmi e non sanno come fare.
    Andiamo al Canile municipale di via Tiro a segno. Continua »

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