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e-mail: a.terrazzini@gmail.com

Biografia: Poliedrica e curiosissima donna di Sicilia, Angela Terrazzini vive integralmente nello spirito dell’artista rinascimentale, capace di intrecciare la professione di architetto a diverse attività, quali quelle che l’hanno vista occuparsi, tra l'altro, di servizi al turismo, scrittura creativa, organizzazione di mostre, fotografia, creazione di gioielli. Nasce in Sicilia nel 1963 e acquisisce fin da piccola familiarità con la natura e l’ambiente durante lunghi soggiorni nelle rigogliose campagne di famiglia e attraverso il dialogo con la madre, insegnante di Scienze Naturali. Il suo colloquio con la natura, unito all'esigenza di apprenderne i segreti, è sempre stato vivace e appassionato. Lo studio della storia come compendio ed espressione della natura umana, una attenta ricerca psicologica, un personalissimo spiritualismo cosmico unito alla curiosità per ogni aspetto della vita terrena, completano il quadro. Da poco tempo ha iniziato a scrivere piccoli saggi e racconti.

Angela Terrazzini
  • Meta carrozza

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: viaggi in carrozza

    Ogni viaggio, se pur lungo, inizia con un primo, piccolo passo ed ogni spostamento dal proprio luogo di origine ad una zona sconosciuta provoca una variazione sia interiore che esteriore in ogni essere umano.
    Nel Regno Infinito delle Realtà Parallele un viaggio di un essere animato provoca un mutamento di tutte le condizioni di equilibrio all’interno della sfera dell’Esistenza. Ciò porta ad una dilatazione (o una contrazione) della dimensione spazio-temporale nella quale egli vive, con consequenziali sconfinamenti o dissolvimenti nel Regno delle Realtà Terrene.
    Questi mutamenti, se pur incredibili, accadono più spesso di quanto non si riesca ad immaginare, ma gli esseri viventi ne hanno coscienza solo raramente.
    È di uno di questi apparenti errori che stiamo per raccontare la storia. Continua »

    Palermo
  • Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roosevelt

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roosevelt

    Era domenica e Vincenzo aveva deciso di stare da solo. Aveva imboccato l’autostrada e poi alcune strade rurali, così, senza meta. Si trovava adesso nei pressi di Marsala, una placida cittadina della Sicilia occidentale, ma non sapeva bene dove, di preciso, fosse. Tutt’intorno campagne verdeggianti, viti, olivi o macchia mediterranea. Era così che la sua anima era felice, in mezzo alla natura, disperso e senza meta. Camminava su alcuni indefiniti sentieri per lunghi tratti, poi li abbandonava. Incontrava qua e là magazzini, ruderi, bagli, vestigia di un tempo passato, li esaminava, ne immaginava gli abitanti, gli avvenimenti accaduti, il loro uso e le caratteristiche. Poi continuava la sua camminata sognante. Vicino alla costa vide un magazzino più grande degli altri ed anche molto più alto. Era abbandonato da molto tempo e il portone era solo semplicemente accostato. Continua »

    Palermo
  • Antichi mestieri a Palermo: il fabbro

    Antichi mestieri a Palermo: il fabbro

    Dalla persiana del primo piano si vedeva la strada acciottolata e un po’ terrosa su cui passavano rare macchine, alcuni carretti ed i cavalli. Nel silenzio si potevano ascoltare le voci dei passanti ed i rumori degli artigiani e dei venditori che passavano da lì. Tra questi si distinguevano i colpi del fabbro ferraio proprio di fronte e del falegname, sotto al balcone. Continua »

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  • Chimica Arenella

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: la Chimica Arenella

    Nel Regno delle Infinite Realtà Parallele a volte accade, per un improvviso errore nella Sfera del Creato, una deformazione della dimensione spazio-temporale in seguito alla quale si verificano piccole intromissioni nel Regno delle Realtà Terrene. Questi eventi accadono più spesso di quanto non si riesca ad immaginare.

    Sono le 11 del mattino a Colonia e David Goldenberg, un giovane commercialista della Renania, guarda pensoso la sua valigia ancora da ultimare, chiedendosi cosa potrebbe risultare utile nel viaggio che sta per intraprendere. L’obiettivo inconsueto del suo spostamento lo rende dubbioso su ogni decisione. Raphael Neuberg sta facendo colazione a Brema il 29 maggio e si prepara alla sua sessione di fitness in palestra. Non ha ancora deciso cosa rispondere alla missiva che ha ricevuto pochi giorni prima, da un luogo mai visitato nella sua vita, un’isola del sud europeo, la Sicilia. Continua »

    Palermo
  • Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Gabriele era un ex “lavoratore socialmente utile” e da alcuni anni era stato assunto dalla municipale con la mansione di spazzino. Ogni mattina si alzava alle 6:30 e andava a pulire il suo rione preferito: la Zisa.

    Amava l’atmosfera che vi si respirava. Gli sembrava un piccolo paese, con caratteristiche uniche e diverse dal resto della sua grande città, Palermo. I palazzi che vi erano edificati avevano uno stile univoco, decori semplici, popolari, gradevoli e sobri, tipici degli anni 50/60.
    Nell’antichità era esistito un grande parco intorno al castello della Zisa, meravigliosa residenza regale arabo-normanna: al-‘aziz, “splendido” era il significato del suo nome. E nella zona scorreva anche un fiume che si chiamava come lui, il Gabriele! Ogni mattina si intratteneva con i commercianti locali, salutava le donne che andavano a far spese, i bambini che si incamminavano verso la scuola e gli ambulanti che vendevano le panelle, lo sfincione e il pesce fresco. Continua »

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  • Antichi mestieri a Palermo: il torniere

    Antichi mestieri a Palermo: il torniere

    C’era una volta…

    Non si tratta di una favola ma della vita reale, una vita antica che oggi ha acquistato il sapore della favola. La Sicilia della metà del secolo ventesimo vantava numerosi artigiani tra i più abili e preparati artisticamente. Antichi mestieri che racchiudevano metodi e saperi della tradizione culturale siciliana, tramandati spesso da padre in figlio e che oggi sono a forte rischio di estinzione. Pochissime persone oggi provano ad apprendere le arti antiche, probabilmente perché sfiduciati dalle concrete possibilità lavorative. Eppure molti oggetti, così sapientemente realizzati, avrebbero grande richiesta se solo se ne divulgasse l’esistenza.
    Tra questi artigiani lavoratori v’era chi lavorava il legno, spesso riempiendo l’aria intorno alla propria bottega di caldi profumi di essenze legnose appena intagliate e trasformate in piccole opere d’arte ed in allegri trucioli saltellanti.

    Una specialità nella lavorazione del legno è quella del tornitore, un artista della trasformazione del prezioso materiale naturale in forme rotonde, cilindriche, curve, di varia dimensione e lunghezza. Continua »

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  • Roney

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roney

    Clelia aveva dormito un po’ sull’aereo che la stava riportando a Palermo.

    Aveva lasciato la sua città da oltre 20 anni ed ora finalmente avrebbe rivisto i luoghi a lei tanto cari. Non era passato un solo giorno in cui non avesse ripensato a qualcosa che riguardasse Palermo. Aveva trovato un lavoro in Germania nel lontano 1995 ed, a malincuore, era partita. Da allora non era più tornata e non aveva neanche voluto leggere più notizie, avvenimenti, informazioni della sua città. Era molto arrabbiata con il suo paese perché l’aveva costretta, per mancanza di un lavoro che non la svalutasse, ad essere una straniera in un luogo tanto lontano dai suoi affetti più cari. Spesso chiacchierava al telefono con sua madre, rimasta a Palermo, o con i suoi fratelli sparsi per il mondo, ma non parlavano mai, per tacito accordo, dei cambiamenti della città. Continua »

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  • Canile municipale di Palermo, odissea di Ciuffo

    Ciuffo

    Domenica io e il mio compagno, Giorgio, abbiamo ritrovato un cucciolo di cane, moribondo, presso un cassonetto sulla statale che da Segesta porta a Castellammare del Golfo. L’abbiamo preso, accudito, abbiamo dato un po’ da mangiare, poi è iniziata l’odissea.
    La Polizia di Castellammare al telefono ci ha detto che non hanno strutture e che, visto che andavamo a Palermo, potevamo cercare una struttura li. A Palermo domenica sera il Rifugio della Favorita era chiuso, quindi l’abbiamo messa in uno spazio (chiuso) condominiale del palazzo dove abitiamo, l’abbiamo sfamata (è una femmina), e abbiamo atteso il lunedì. Intanto l’abbiamo chiamata CIUFFO.
    Lunedì il rifugio della Favorita ci ha detto che sono stracolmi e non sanno come fare.
    Andiamo al Canile municipale di via Tiro a segno. Continua »

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