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martedì 29 nov

Archivio per la categoria 'Racconti ucronici'

  • Conca d'oro

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: la Conca d’oro

    Aurora era un po’ spaesata in quella nuova casa che odorava di vernice e di cemento fresco. Era tutto nuovo, per lei che aveva cambiato città e casa in un solo momento. Abitualmente non era timida ma di fronte a tante novità si sentiva molto, molto piccola. Nessuno le aveva chiesto se era felice di aver lasciato la scuola e la sua vecchia città. Era un trasferimento inevitabile e lei semplicemente seguiva la sua famiglia e le decisioni degli adulti. Nell’edificio dove era andata a vivere con i suoi genitori tutto era nuovo: le porte e le finestre, le serrande di plastica di un inusuale verde smeraldo, il pavimento a ghirigori con disegni complessi, quasi ottocenteschi, che stridevano con il moderno ascensore rivestito in alluminio. L’ascensore, utilissimo per arrivare al suo quinto piano, era dotato di uno specchio al suo interno ed Aurora riusciva a stento a vedervi riflesso il suo viso quando saliva e scendeva. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
  • Meta carrozza

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: viaggi in carrozza

    Ogni viaggio, se pur lungo, inizia con un primo, piccolo passo ed ogni spostamento dal proprio luogo di origine ad una zona sconosciuta provoca una variazione sia interiore che esteriore in ogni essere umano.
    Nel Regno Infinito delle Realtà Parallele un viaggio di un essere animato provoca un mutamento di tutte le condizioni di equilibrio all’interno della sfera dell’Esistenza. Ciò porta ad una dilatazione (o una contrazione) della dimensione spazio-temporale nella quale egli vive, con consequenziali sconfinamenti o dissolvimenti nel Regno delle Realtà Terrene.
    Questi mutamenti, se pur incredibili, accadono più spesso di quanto non si riesca ad immaginare, ma gli esseri viventi ne hanno coscienza solo raramente.
    È di uno di questi apparenti errori che stiamo per raccontare la storia. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
  • Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roosevelt

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roosevelt

    Era domenica e Vincenzo aveva deciso di stare da solo. Aveva imboccato l’autostrada e poi alcune strade rurali, così, senza meta. Si trovava adesso nei pressi di Marsala, una placida cittadina della Sicilia occidentale, ma non sapeva bene dove, di preciso, fosse. Tutt’intorno campagne verdeggianti, viti, olivi o macchia mediterranea. Era così che la sua anima era felice, in mezzo alla natura, disperso e senza meta. Camminava su alcuni indefiniti sentieri per lunghi tratti, poi li abbandonava. Incontrava qua e là magazzini, ruderi, bagli, vestigia di un tempo passato, li esaminava, ne immaginava gli abitanti, gli avvenimenti accaduti, il loro uso e le caratteristiche. Poi continuava la sua camminata sognante. Vicino alla costa vide un magazzino più grande degli altri ed anche molto più alto. Era abbandonato da molto tempo e il portone era solo semplicemente accostato. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
  • Chimica Arenella

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: la Chimica Arenella

    Nel Regno delle Infinite Realtà Parallele a volte accade, per un improvviso errore nella Sfera del Creato, una deformazione della dimensione spazio-temporale in seguito alla quale si verificano piccole intromissioni nel Regno delle Realtà Terrene. Questi eventi accadono più spesso di quanto non si riesca ad immaginare.

    Sono le 11 del mattino a Colonia e David Goldenberg, un giovane commercialista della Renania, guarda pensoso la sua valigia ancora da ultimare, chiedendosi cosa potrebbe risultare utile nel viaggio che sta per intraprendere. L’obiettivo inconsueto del suo spostamento lo rende dubbioso su ogni decisione. Raphael Neuberg sta facendo colazione a Brema il 29 maggio e si prepara alla sua sessione di fitness in palestra. Non ha ancora deciso cosa rispondere alla missiva che ha ricevuto pochi giorni prima, da un luogo mai visitato nella sua vita, un’isola del sud europeo, la Sicilia. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
  • Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: Ducrot

    Gabriele era un ex “lavoratore socialmente utile” e da alcuni anni era stato assunto dalla municipale con la mansione di spazzino. Ogni mattina si alzava alle 6:30 e andava a pulire il suo rione preferito: la Zisa.

    Amava l’atmosfera che vi si respirava. Gli sembrava un piccolo paese, con caratteristiche uniche e diverse dal resto della sua grande città, Palermo. I palazzi che vi erano edificati avevano uno stile univoco, decori semplici, popolari, gradevoli e sobri, tipici degli anni 50/60.
    Nell’antichità era esistito un grande parco intorno al castello della Zisa, meravigliosa residenza regale arabo-normanna: al-‘aziz, “splendido” era il significato del suo nome. E nella zona scorreva anche un fiume che si chiamava come lui, il Gabriele! Ogni mattina si intratteneva con i commercianti locali, salutava le donne che andavano a far spese, i bambini che si incamminavano verso la scuola e gli ambulanti che vendevano le panelle, lo sfincione e il pesce fresco. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
  • Roney

    Racconti ucronici, cronache di una Palermo possibile: il Roney

    Clelia aveva dormito un po’ sull’aereo che la stava riportando a Palermo.

    Aveva lasciato la sua città da oltre 20 anni ed ora finalmente avrebbe rivisto i luoghi a lei tanto cari. Non era passato un solo giorno in cui non avesse ripensato a qualcosa che riguardasse Palermo. Aveva trovato un lavoro in Germania nel lontano 1995 ed, a malincuore, era partita. Da allora non era più tornata e non aveva neanche voluto leggere più notizie, avvenimenti, informazioni della sua città. Era molto arrabbiata con il suo paese perché l’aveva costretta, per mancanza di un lavoro che non la svalutasse, ad essere una straniera in un luogo tanto lontano dai suoi affetti più cari. Spesso chiacchierava al telefono con sua madre, rimasta a Palermo, o con i suoi fratelli sparsi per il mondo, ma non parlavano mai, per tacito accordo, dei cambiamenti della città. Continua »

    Palermo, Racconti ucronici
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