lunedì 24 apr

Archivio del 12 luglio 2007

  • Aspettando il “Festino”

    È una storia di luce. E di buio. Il Festino somiglia a un gigantesco interruttore che separa, in un clic lunghissimo, la speranza d’oro dal fondo di bottiglia della tenebra. Non andate a cercare le carcasse dei desideri, il mattino dopo. La quantità delle spoglie mai transitate dal campo del sogno alla realtà vi metterebbe malinconia. La siepe di concertina, al confine, è altissima. Ma è bello lo stesso esserci nella notte che ti prende in braccio, per lasciarti vedere una città diversa, nella rifrazione delle anime incendiate di semenza. Ognuno, poi, ha la sua. L’italo-americano di due anni fa rimpiangeva Palermo d’allora. Quando lui era giovane e l’oceano rappresentava appena una chiazzolina blu sulla carta geografica. Cominciò a battere le mani, saltellando, mentre i fuochi spruzzavano lingue rosse in cielo. «Io me l’arricuordo Paliemmu – disse nel suo slang che lo rendeva simile a una caricatura di don Vito Corleone -. C’erano le carrozze e i cavalli. Vulissi turnari n’arreri». Scherzi della memoria, in groppa a un ricordo chiamato cavallo. Mille volti sono rimasti appiccicati al taccuino che li ha strappati alla strada. Continua »

    Quello che resta nel taccuino
  • Purtroppamente (n.11)

    Purtroppamente non ricordo un Festino senza che menza città si priava e l’altra menza si rummuliava. Ma tutta si immischiava. Ora accollarcela tutta a Scuderi (che è pure mio vicino di casa e ci ho il rispetto del terrazzino) mi pare, come posso dire?, una perdita di tempo. Anche perché, prima di darci l’incastro, è giusto che ci facciamo il processo. Insomma domenica 15 luglio ci mettiamo qui su Rosalio e a Scuderi e ci diciamo: Alfio, va cogghi luppina. Oppure: e bravo! Se andate nella Scala e fanno la Traviata (che è vecchia come la cucca e la sanno pure i picciriddi), e il tinore è uno nuovo, non è che è conto che ci dite prima: minchia ra atta mbriaca. Prima sentite come canta Parigi oh cara e poi, se è il caso, lo abbanniate. Insomma Alfio, domenica ne parliamo. Farlo ora mi pare inutile. Continua »

    Purtroppamente
  • Amato ha ragione

    “Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. È una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario -, ha sottolineato il ministro dell’Interno Amato nel suo intervento al convegno su Islam e integrazione. Amato ha più volte ricordato come solo fino agli anni ‘70 si trovavano in Sicilia costumi e tradizioni non molto distanti da quelle che ora in Italia sono importate dagli immigrati di certi gruppi musulmani”. Questo diceva l’Ansa che ho letto ieri mattina. Amato ha ragione. E chi si indigna è un’ipocrita. Molti non si rendono conto di quanti retaggi maschilisti sopravvivano ancora oggi, anche nella cultura siciliana. Solo perché oggi è considerato moralmente deplorevole picchiare una donna e per il fatto che molti uomini non lo facciano (purtroppo qualcuno resta, almeno una donna su tre in tutto il mondo subisce violenza da familiari o dal partner nel corso della vita, secondo il Rapporto Onu del 2006), non significa che le condizioni dei sessi siano state parificate. Quante volte si da fiato alle bocche per snocciolare opinioni superficiali su donne, lanciando epiteti e stigmatizzando con saccenza, mettendo etichette, incollando aggettivi a fatti e persone… Spesso è proprio nei discorsi da caffè che vengono fuori i peggiori rigurgiti maschilisti e già questo non vi permette, cari maschietti, il lusso di inorridire di fronte alle parole di Amato. Non me ne vogliate, so che non siete tutti così. Non si tratta di una crociata contro l’uomo in generale. Magari contro alcuni esemplari deviati della “specie”. Purtroppo, che ci crediate o no, la filosofia del testosterone al potere non si limita alle discussioni da spogliatoio, non appartiene solo alle caricature di celluloide del maschio siculo alla “Gennarino Carunchio”: i casi di violenza domestica sono reali, esistono ancora e si sono perpetrati ben oltre gli anni ’70 citati dal Ministro. Continua »

    Sicilia
  • Parte “La reinvenzione del Festino di Santa Rosalia”

    Oggi alle 19:00 nella Galleria Bianca dei Cantieri culturali alla Zisa (via P. Gili, 4) parte la seconda edizione della mostra didattica del laboratorio di Decorazione – Biennio specialistico dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo La reinvenzione del Festino di Santa Rosalia. I curatori sono Arianna Oddo e Carlo Lauricella.

    Il percorso espositivo si articola attraverso video, installazioni, opere pittoriche e fotografiche, già presentate lo scorso anno nel progetto dell’Accademia inserito nelle Officine dell’arte e che quest’anno si sviluppano in un nuovo ciclo performativo.

    Alle performance inserite nel progetto partecipano, oltre agli studenti del Laboratorio di Decorazione, la ballerina-coreografa Gabriella Brigiano con un gruppo di allieve della scuola di danza “Coral arte flamenco”, e la cantante Rossella Messina.

    La mostra resterà aperta per tutto il mese di luglio.

    Palermo
  • Si presenta “Palermo, Borgo Vecchio”

    Viene presentato alle 19:30 nell’atrio della Biblioteca comunale (piazza Casa Professa, 1) Palermo Borgo Vecchio, il nuovo romanzo di Valentina Gebbia. Interviene Cinzia Gizzi. Commento musicale di Manlio Noto.

    Nel quarto romanzo dedicato alle investigazioni della strampalata famiglia Mangiaracina Palermo, città cosmopolita dalle mille anime e dai mille problemi irrisolti, è un brulicare di umanità indigena, straniera, variegata e variopinta. Su di essa si muove l’occhio tenero, ma per nulla condiscendente, dell’autrice che, pur non abbandonando mai la vena ironica che caratterizza il suo registro e che, a tratti, si rivela esilarante, denuncia senza remore le tante magagne che schiacciano una delle città più suggestive e affascinanti del pianeta.

    Valentina Gebbia - “Palermo, Borgo Vecchio”

    Palermo
  • “La pace incomincia da me” da Fresco

    Oggi alle 18:15 da Fresco (via E. Albanese, 24) ci sarà un piccolo “cerchio di discussione filosofica per bambini e non solo” sul tema della pace in occasione della presentazione del libro La pace incomincia da me di Fulvia Masi e disegnato da Mosa Masi Tanksley. Saranno presenti le autrici e Augusto Cavadi (filosofo pratico).

    Palermo