venerdì 26 mag

Archivio del 9 ottobre 2007

  • Nuovo esposto di Orlando sulle elezioni di maggio

    Stamattina Leoluca Orlando ha presentato in procura un nuovo esposto per contestare la regolarità delle elezioni amministrative di maggio in cui è stato sconfitto da Diego Cammarata.

    L’esposto parla di presunte offerte preelettorali poi andate disattese a gruppi di disoccupati, in particolare a quello guidato da Filippo Accetta.

    Dopo le elezioni sia Cammarata che Orlando hanno presentato esposti relativi alla consultazione elettorale.

    Palermo
  • Rosalio…a Dirtville pure io!

    Non potevo assolutamente lasciarmi sfuggire l’occasione di conoscerli.
    Per una cresciuta a pane e CHIPs (non le patatine, i poliziotti) scoprire che anche in Sicilia, nella misteriosa Contea di Dirtville, due paladini della giustizia in divisa ci proteggono era una tentazione
    troppo forte per la mia curiosità.
    Così li ho conosciuti e intervistati per voi.

    Dite la verità, adesso non vi sentite molto, molto, molto più sicuri?

    www.bucomuro.it

    Sicilia
  • Overheard in…Palermo?

    A New York c’è un blog secondo me molto divertente che si chiama Overheard in New York (“sentito per caso a New York”) e che si propone come “la voce della città”. I newyorchesi inviano frasi e dialoghi ascoltati in giro per la città al blog che pubblica i contributi più carini e bizzarri.

    Vi piacerebbe che facessimo ogni tanto un post qui con frasi ascoltate per la strada a Palermo? Inviate le vostre frasi e i vostri dialoghi (se possibile anche con una breve indicazione del contesto e/o delle persone e il vostro nome o nickname) a info@rosalio.it, ci proviamo! 🙂

    Esempi:

    Donna: «Quell’uomo che è appena entrato aveva addosso il completo che avevo io stamattina».
    Passante: «Ouch».

    –Tra la quarantasettesima strada e la settima strada

    Nerd n.1, prima di un esame: «Mi stai facendo sudare! E non in un modo che abbia a che fare col sesso!».
    Nerd n.2: «Allora non mi interessa».

    –New York University

    Palermo
  • L’aereo più pazzo del mondo

    La speranza colpisce al volto, soprattutto quando è assurda. La notizia arriva dall’India. Una fila lunghissima attende quotidianamente il suo turno ai piedi di un aereo. Si entra goccia a goccia. Si sorride alle hostess. Si scelgono giornali e pasticcini. Si osservano le delicate strutture della cappelliera, i finestrini, l’alloggiamento con le mascherine dell’ossigeno cui – secondo la vulgata – sarebbe deputata la facoltà di “stonare” l’utente terricolo in caso di incidente, addizionando un misericordioso oblio alla tragedia della caduta. Ha inizio lo spettacolo, siore e siori. L’addetto alla comunicazione si piazza al centro del corridoio e comincia a mulinare le dita nella segnaletica di rito. Indica procedure e uscite di sicurezza, mentre il raschio di una voce dell’altoparlante ammonisce, avverte, tranquillizza. Quest’ultima fase è di solito scavalcata a piè pari dai passeggeri di tutto il mondo che non vogliono sentire parlare di atterraggi d’emergenza, per purissima e comprensibile scaramanzia. Perciò, in contemporanea, si mettono a sbirciare la prima rivista capitata sottomano, manco fosse un testo sacro. A Nuova Dehli non accade. Ogni attimo è seguito con instancabile voluttà. Le braccia in movimento delle hostess – agli occhi della folla – sono segmenti di un’esperienza imperdibile. Alla fine dei giochi, l’aereo decolla. Continua »

    Quello che resta nel taccuino
  • La fu caffettiera

    Ogni ufficio ha la sua caffettiera, anzi no, ogni piano ha la sua caffettiera, meglio ogni gruppo che si rispetti, ogni cerchia di colleghi. Non so come sia cominciato il rito, forse qualche secolo fa, ma ogni mattina chi arrivava prima in ufficio aveva il compito di preparare la caffettiera sei tazze e metterla sul fornello elettrico.
    Pian pianino nell’archivio, nel bagno per disabili, attorno all’armadio incassato nel muro si formava un capanello di estimatori. Ognuno raccontava la sua: mia madre ieri sera…., mio figlio…., sai cosa è successo ieri al terzo piano…., la tizia oggi è più bona del solito. In quei dieci minuti la giornata cominciata triste, veloce ed affannata, ricominciava a prendere un ritmo umano, normale goliardico, e poi succedeva un miracolo tutte le razze presenti in ufficio: dirigenti, funzionari, istruttori, asu di seria A e B, dimenticavano i ruoli e riuscivano a parlarsi serenamente come uomini liberi dagli schemi. “Sono arrivato tardi”, esordiva un altro pretendente alla tazza, ed il capo cerimoniale di turno: “non ti preoccupare ce lo dividiamo (nu spartemu)”. La tazza di caffè condivisa secondo me permette fino in fondo di entrare in una profonda intimità di pensiero. Continua »

    Ospiti