domenica 24 set

Archivio del 23 marzo 2008

  • Il Vangelo secondo il tifoso

    Il tifoso pensa di avere sempre ragione. Lui paga il biglietto, vive per i colori della squadra del cuore, pensa che la maglia (la sua naturalmente) conti più di qualsiasi altra cosa. E quindi, ineluttabilmente, ha sempre ragione lui. Perché gli allenatori cambiano, i giocatori pure e persino i presidenti. Ma i colori, quelli no. Quelli non possono mai cambiare. Soltanto Emilio Fede era juventino e si è trasformato in milanista per non disturbare il suo padrone. Ma quella, comunque, è un’altra storia.

    Il tifoso pensa che se ci fosse lui al posto dell’allenatore prenderebbe a calci i campioni del mondo, punterebbe sui giovani motivati e lascerebbe a casa chi non lotta e suda fino all’ultimo respiro per portare in alto la (sua) maglia. E pazienza se, magari, un beniamino non vive momenti esaltanti. Il tifoso fischia persino Amauri se la (sua) squadra perde 3-1 in casa e non riesce a uscire dall’incubo.

    Il tifoso fischia. Se è frustrato, incazzato, turbato, preoccupato. Lui fischia. Perché tanto ha pagato il biglietto e se lo può permettere. Fischia anche l’allenatore che gli ha fatto vincere scudetti e coppe dei campioni, figuriamoci se si priva con chi lo ha semplicemente portato in serie A e in Europa dopo trent’anni di male figure e fegati spappolati tra seconda e terza serie. Continua »

    Ghiaccioli...online!
  • Sorpresa!

    Innanzitutto, l’assoluta incongruità della sorpresa. La prima volta trovai una collanina rosella che sarebbe stata disprezzata perfino da Candy Candy. Le due metà dell’uovo appena schiuso mi fissavano sogghignando, con una certa carica di cioccolatosa ironia. Il meccanismo della sorpresa era notoriamente crudele. L’uovo, dal canto suo, prometteva mirabilie. Figurava avvolto in una carta sgargiante che lasciava pregustare chissà quali incanti. Il guscio era di un ovale – infatti lo chiamano tuttora uovo – raffinato. Ti sembrava male violarlo con un colpo di karate alla Bruce Lee e conseguente urlo di Chen. Ti sentivi in colpa. Però era un’azione cruda e necessaria per passare all’involucro successivo. Sorpresa! A misfatto compiuto, appariva una sorta di bozzolo arancio, a metà tra i Lem di “Spazio 1999” mandati in missione sulla galassia Ravazzata I e una supposta dalle dimensioni terrificanti. Zakkete! Ecco la collanina che Candy avrebbe dismesso a quel fesso del procione. Continua »

    Palermo