Archivio del 10 settembre 2008

Nella notte tra venerdì e sabato scorso ignoti si sono introdotti nella pineta circostante la casa per le vacanze del giudice Giacomo Montalbano a San Nicola l’Arena e hanno appiccato il fuoco ad alcuni alberi.

Montalbano è ora a Caltanissetta ma come giudice per le indagini preliminari si è occupato a Palermo del processo per le “talpe” che ha coinvolto l’ex assessore comunale Mimmo Miceli, il medico Salvo Aragona, l’ingegnere Michele Aiello e i marescialli della Dia e del Ros Giuseppe Ciuro e Giorgio Riolo. Ha inoltre firmato gli arresti di Antonio Borzacchelli e del radiologo universitario Aldo Carcione. Prima di andare in ferie Montalbano ha ordinato la confisca di beni per 245 milioni di euro all’imprenditore Pietro Di Vincenzo.

Montalbano ha dichiarato: «Ho pieno fiducia nello Stato e sono consapevole che farà tutto quello che ci sarà da fare per far luce su questi fatti»

Rosalio è solidale con Giacomo Montalbano.

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Importanti evoluzioni...

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Premetto che nella guerra ai fannulloni nella pubblica amministrazione io sto con Brunetta. A dire il vero userei metodi più spartani…

Da qualche giorno il Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, insieme al FORUM PA, sta lavorando sull’individuazione e sulla divulgazione delle cosiddette best practice che si trovano in un sito: Non solo fannulloni!.

A Palermo e provincia i casi finora riportati sono due: l’Ismett e quello degli asini utilizzati per la raccolta dei rifiuti a Castelbuono.

E voi potete raccontare dei casi virtuosi incontrati tra le scartoffie polverose delle nostre pubbliche amministrazioni?

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Walter Veltroni

Il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni e il fratello Valerio (che si occupa della gestione di sale cinematografiche) sono stati chiamati a testimoniare dalla quinta sezione del tribunale di Palermo presieduta da Maria Patrizia Spina.

I Veltroni saranno sentiti lunedì 29 settembre nell’ambito del processo contro la mafia di Villabate per la realizzazione di un centro commerciale che avrebbe incluso un multisala a cui pare fosse interessata Cosa nostra. Paolo Pierfrancesco Marussig, amministratore di una società coinvolta, avrebbe vantato amicizie nel centrosinistra e il collaboratore di giustizia Francesco Campanella accusa Walter Veltroni di aver esercitato pressioni su un consigliere comunale per farlo dichiarare favorevole al progetto.

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