Archivio del 25 ottobre 2011

Provengo da una scuola di pensiero secondo cui il massimo dell’astrazione consente il massimo della concretezza, ragione per la quale teoria e prassi sono necessariamente complementari e non alternative come si tende a sostenere da più parti. Così, ragionando del cambiamento, vorrei dire preliminarmente due cose: il cambiamento è una dinamica che apre al nuovo. Parlando del nostro tempo e della nostra società, associamo il cambiamento al nuovo, ovvero ai giovani, al futuro. Questa è la prima cosa. Da sola però non basta. E vengo alla seconda. Il cambiamento necessità di una visione relativa al vecchio, aspetto che tendiamo a declinare associandolo alle vecchie abitudini, al passato. Ne deriva una considerazione importante: non vi può essere cambiamento se non vi è contemporaneamente un’azione verso il nuovo ed una complementare verso il vecchio.
Analizziamo: se il cambiamento protende soltanto verso il nuovo, se rivendica soltanto il futuro, se si preoccupa soltanto dei giovani (per restare nei confini che ci siamo assegnati qua), esso si traduce in semplice speranza e nell’ipotesi che dovesse concretizzarsi, attuerebbe una sostituzione del vecchio col nuovo. Sostituzione o rottura. Perché vi sia reale cambiamento, occorre invece che nel medesimo movimento e mutamento, avvenga una correlativa azione nei riguardi del vecchio, affinché ciò che si deve abbandonare per realizzare il nuovo, non resti a pesare nell’ombra come un virus latente, in attesa del momento buono per allignare un’altra volta. Com’è tristemente accaduto. Continua »

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Questo è solo un post, non basterà a contenere né la mia preoccupazione né tutte le implicazioni dell’argomento.
Ma lancio la pietra, non ritiro la mano e spero che qualcuno segui segua il lancio a sua volta. La gente fa sempre più fatica ad incazzarsi, s’indigna forse, si sente un poco disturbata, ma non s’incazza. Forse qualcuno lo farà dopo aver letto il post, se ritiene di averne motivo. E se ha motivo di farlo, ne ha anche tutto il diritto, considerato che mi pronuncio contro la sua stupidità.

Qualche giorno fa stavo conversando con un’amica, l’argomento era la differenza dei comportamenti tra maschi e femmine. Il tono era per lo più ironico e un po’ stralunato, ma al mio usare il termine “femmina”, questa mia amica mi disse «Io sono una donna, non sono una femmina».
Confesso che dopo la sua uscita lasciai morire la conversazione. Quella frase mi sembrò di una idiozia profondissima, un limite invalicabile; non era un’interlocutrice all’altezza.
Nei giorni successivi ho riflettuto sull’accaduto, cercando di inserirlo nell’ambito di una più ampia riflessione che interessa il linguaggio, anzi le parole. Le parole come pervertimento.
Due fenomeni mi preoccupano più degli altri: il primo, di più ridotte dimensioni, è l’uso delle parole come scudo e/o specchio di una civiltà essenzialmente intrisa di ipocrisia e senso di colpa, e che possiamo, banalizzando, avvertire nei termini del “politicamente corretto”.
L’altro, di carattere più generico ma fondamentale, è la pericolosa, drammatica riduzione della terminologia, delle possibilità delle parole, l’arida pochezza quantitativa del numero dei vocaboli usati e dei loro modi di costruzione. Partiamo da questo secondo punto che, in virtù del suo carattere generico, non abbisogna,almeno in questo luogo, di trattazione approfondita. Continua »

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I BolidiSolidi sono tornati con un video su un tema certamente più antico di Rosalio ma qui affrontato tante volte: andare o rimanere.

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Rita Borsellino

Rita Borsellino (Partito Democratico) è sempre più vicina all’accettazione della candidatura a sindaco di Palermo. La Borsellino sarebbe in contatto con l’ex sindaco Leoluca Orlando (Italia dei Valori) per ottenere il suo sostegno che significherebbe accantonare la prospettiva della riproposizione dell’alleanza regionale con il Terzo Polo. Potrebbe appoggiare la candidatura anche SEL.

Non è chiaro se si svolgerebbero le primarie a cui hanno fatto sapere che parteciperebbero Davide Faraone (Pd), Fabrizio Ferrandelli (IdV) e Ninni Terminelli (Pd).

Speciale elezioni sindaco di Palermo.

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Si sussegguono gli atti vandalici in alcune scuole del palermitano. Nel weekend è toccato all’Istituto tecnico industriale “Ettore Majorana”, il Liceo scientifico “Galileo Galilei” e la scuola elementare “Edmondo De Amicis”.

Gli istituti sono dovuti rimanere chiusi per i danni riportati.

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