martedì 23 dic

Archivio del 31 ottobre 2011

  • Il nuovo che avanza…

    Qualche giorno fa Bersani ha lanciato la candidatura di Rita Borsellino a sindaco della città di Palermo. E prontamente si è passati al diktat. Tecnicamente: un’ingerenza della direzione centrale di un partito con sede a Roma e leader romagnolo che “decide” cosa è giusto per il capoluogo della Sicilia. Nel frattempo cos’era accaduto? Già da qualche settimana, si erano registrate fibrillazioni pre-elettorali dalle quali sono spuntati alcuni nomi. I soliti dei soliti noti. Con una novità: Davide Faraone, giovane rappresentante del PD palermitano, palermitano egli stesso, da sempre impegnato nella realtà locale. Inevitabili i primi ostruzionismi contro l’ipotesi di una sua presenza addirittura alle primarie con cui il PD ammanta di democrazia la scelta del suo candidato di ogni elezione. Dietro, in realtà, persiste un dirigismo centralista di cultura irrecuperabilmente sovietica. Continua »

    Ospiti
  • Stef, veni foras

    L’interesse di un blog come Rosalio dipende non solo dalla qualità degli interventi degli autori, ma anche da quello dei commentatori, siano essi anonimi oppure con nome e cognome. Tra i commentatori portatori di valore aggiunto, più che di sterili polemiche, ho particolarmente apprezzato negli ultimi tempi quelli firmati Stef.

    Immagino si tratti di una donna particolarmente attenta alla vita politica cittadina con una inusuale competenza e concretezza. Basti leggere i suoi interventi a commento delle candidature Faraone, Ferrandelli o Borsellino su queste pagine, ma non solo.

    Chiedo quindi a Stef il prezioso contributo di formulare, con la stessa concretezza, una serie di domande da porre a ciascuno dei candidati sindaci. La situazione che dovrà affrontare il nuovo Sindaco di Palermo è così grave che le candidature dovrebbero latitare invece che abbondare come sta avvenendo.
    Mettere a fuoco i problemi per quello che sono sarà un esercizio utile all’intero elettorato, sia attivo che passivo, per non continuare a fare e sentire solo bei discorsi.

    Palermo