Archivio del 20 dicembre 2011

Mi piacciono i giochi di parole. Sfruttare i sinonimi per creare umoristici doppi sensi e ricorrere alle espressioni idiomatiche per comporre frasi surreali, rielaborare i proverbi e i modi di dire, usare con ironia le figure retoriche, anagrammare e deformare le parole, mixare l’italiano con le lingue straniere per ottenere buffi risultati, a me viene spontaneo e soprattutto mi diverte. Le ispirazioni provengono dal quotidiano: quando leggo o chiacchiero con un amico, passeggio per la città, navigo su Internet o ascolto musica, ecco che una parola o una frase, cattura la mia attenzione e la mia mente di default inizia fervidamente a ricamarci sopra, dando vita a bizzarri aforismi. E se durante questo processo entra in gioco l’irrefrenabile fattore “Sivo”, la fantasia e la creatività prendono il volo.

Con l’intento di regalare un sorriso, ho buttato giù undici “massime” sullo sfondo di Palermo (se fossi più modesta forse sarebbero “minime”):

  • A Palermo abbiamo rarissimi esemplari di falseapi che volano sui falsifiori per fare del Falsomiele.
  • A Palermo i Buddisti vivono allo Zen.
  • A Palermo se non sai che pesci pigliare abbiamo un preparatissimo pescivendolo che può consigliarti.
  • A Palermo i raccattapalle per comodità vivono a Pallavicino.
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Sono una cittadina palermitana che vorrebbe avere voce in un mondo mediatico nel quale sembra non ascoltare nessuno la gente comune.
Sono una dipendente cassintegrata della Sti spa, società che si occupa di servizi bancari.

Io e i miei 29 colleghi che, da circa vent’anni, lavoriamo in questo settore, ci ritroveremo probabilmente al 31 gennaio, privi della nostra occupazione a causa non di una cattiva gestione del lavoro a noi affidato da ben dieci anni, bensì per la decisione presa da Banca Nuova, nostra unica commessa, di affidare l’intero servizio di back office ad una azienda Toscana, delocalizzando in questo modo, le attività ad esso connesse….. Continua »

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“A v v e r t i m e n t o”

Si svolgeranno oggi a Palermo le consegne/performance di A v v e r t i m e n t o, configurazione di un concetto d’arte e di percorsi culturali scaturita dall’incontro di persone. L’idea scatenante è l’eterogenea simbologia della rappresentazione scultorea, ottenuta da matrice vera, di decine di teste di maiale mozzate, opera dei due artisti Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi. Daniele Marranca tesse la trama.

Il progetto aggrega un sistema di interazione costituito inizialmente dagli autori appena citati, da Irénée Blin, Salvo Tolaro, Martina Tolaro e successivamente esteso alla partecipazione di molti altri che, contribuendo con le proprie esperienze, capacità professionali e interessi, sviluppano un ipertesto di carattere artistico e sociale.

Rosalio è media partner di A v v e r t i m e n t o.

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Da oggi a venerdì al Teatro Massimo verrà rappresentato Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovski, un grande classico natalizio della danza con la coreografia di Luciano Cannito.

Lo spettacolo fu rappresentato per la prima volta al Marijnskij di San Pietroburgo il 5 dicembre 1892. Il soggetto si basa sulla famosissima favola Lo schiaccianoci e il Re dei Topi di Eta Hoffmann, sogno-incubo della piccola Clara nella notte di Natale. Nella versione coreografica di Luciano Cannito, ruolo determinante lo ha il misterioso Drosselmeyer, figura fantastica che riconosce in Clara la purezza infantile e decide di regalarle nella notte di Natale un sogno meraviglioso nel mondo delle favole, guidata dal Principe Schiaccianoci e dalla Fata Confetto, in un regno fatato di giocattoli che diventano figure animate, principi e principesse. L’ambientazione è classica ottocentesca, con le scene di Nicola Rubertelli, i costumi di Giusi Giustino provenienti dal Teatro San Carlo di Napoli. Accanto al Corpo di Ballo e ai danzatori solisti del Teatro Massimo ci saranno due coppie di protagonisti, impegnati nei ruoli del Pricipe Schiaccianoci e della Fata Confetto, la prima formata da due “principal dancer” dell’American Ballet Theater Irina Dvorovenko e Maxim Beloserkovsky; la seconda da Yulia Tikka e Alessandro Riga. L’Orchestra del Teatro Massimo è diretta da Marzio Conti; il coro di voci bianche del Teatro Massimo è diretto da Salvatore Punturo.

Biglietti da 10 a 85 euro.

AGGIORNAMENTO: lo spettacolo non andrà in scena a causa dell’astensione dal lavoro proclamato dalle organizzazioni sindacali.

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Verrà proiettato alle 18:30 al Goethe-Institut Palermo (via P. Gili, 4; Cantieri culturali alla Zisa) Berlino-Palermo, film tratto dal viaggio in treno effettuato dai giornalisti Beppe Severgnini e Mark Spörrle.

Film documentario in lingua originale con sottotitoli in italiano nell’ambito di La deutsche vitaReciproche visioni.

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Si svolgerà dalle 16:30 a Palazzo dei Normanni (piazza del Parlamento, 1; sala gialla) l’incontro La Palermo delle Nazioni: i Genovesi. Relazioneranno Vincenzo Abbate, Umberto Balistreri, Pasquale Hamel, Ludovico Gippetto, Ninni Giuffrida e Aldo Sparti. Modererà Michele La Tona.

“La Palermo delle Nazioni: i Genovesi”

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Alle 16:00 si terrà presso il living restaurant de la Rinascente (via Roma, 255) la lezione aperta di Patrizio Roversi Turisti e velisti per caso…viaggi in comune nell’ambito del Master in Comunicazione e Cultura del Gusto Buono da pensare.

Il cibo come tipicità da scoprire attraverso i sensi, elemento identitario dei luoghi, mezzo di espressione delle culture, fonte di attrazioni e repulsioni, scatenatore di fobie o attivatore di emozioni. Pasto-esperienza da assaporare in loco come forma di incontro e condivisione con l’altro o prodotto-souvenir da riportare a casa e gustare con gli amici in una nostalgica rievocazione del viaggio. Questi e altri punti verranno toccati da Roversi, che, con immagini e parole, ripercorrerà alcuni momenti salienti delle sue avventure e risponderà alle domande del pubblico.

“Turisti e velisti per caso...viaggi in comune”

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Inaugurerà alle 10:00 nelle sale del Museo Mandralisca (via Mandralisca, 13) a Cefalù la mostra degli antichi strumenti scientifici custoditi presso il Liceo Mandralisca L’eredità scientifica del Mandralisca. La collezione fu iniziata nella prima metà dell’Ottocento dal barone Enrico Pirajno di Mandralisca ed entrò poi a far parte dell’eredità devoluta al Liceo da lui fondato; successivamente si è arricchita di altri esemplari donati da collezionisti ed estimatori.

“L'eredità scientifica del Mandralisca”

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