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giovedì 21 mar

Archivio del 31 Dicembre 2005

  • Carissimo fratello Salvatore (n.4)

    Carissimo fratello Salvatore,
    una letterina breve breve per farti gli auguri di buon anno da parte mia, di Rosetta, di Desirè e di Geiar. Stasera ce ne andiamo tutti al veglione. Se non succede niente. Lo sai com’è no? Io non so che fate voi ma qui l’ultimo dell’anno comincia di prima mattina con Rosetta che ha un muso che sembrano le miniere di re Salamone. E io ci dico: Rosetta, gioia, che ci fu? E lei risponde: niente, niente…. Ma si vede che ha una comitiva di rospi nella pancia che non finiscono mai… Io non insisto perché penso: sicuramente si sciarriò con tua sorella Enza perché lei non viene al veglione e ha fatto la crociera a Barcellona (Pozzo di Gotto) dove c’è il fratello di suo marito Pino. Così penso di andare a fare la barba e scendo. Io vado sempre al Borgo Vecchio che con otto euro se non stai attento si portano pure la testa, altro che barba e capelli. Vado da Franco, mi siedo nell’unica poltrona e mi assuppo tutte le canzoni di Gigi Finizio che si possono concentrare nella mezzora che ci vuole per sistemarmi. Franco mi fa un bello sciampo, poi mi taglia i capelli e mi fa la barba. Vado sempre da lui perché, praticamente è muto e nel suo Salone non ho mai sentito, dico mai, una discussione sul calcio. Ma che dico? Non ho mai sentito una discussione qualsiasi. Eccerto: ha una poltrona sola, chi aspetta aspetta fuori quindi lui può parlare solo col cliente che è sotto. E se io non parlo lui è muto. Perfetto. Continua »

    Carissimo fratello Salvatore
  • Auguri a chi ci ama…e ci segua!

    Auguri a chi ci ama e a chi no Chi mi ama mi segua.

    Mentre io a Siracusa trascorro le mie vacanze “combattendo” con l’influenza e aspettando lo stinco di maiale di domani sera, mi dicono che a Palermo sta facendo molto discutere la campagna pubblicitaria di auguri del senatore Schifani: «Auguri a chi ci ama e a chi no».

    Io da umile tecnico quale sono non posso fare altro che ricordare e ricordarvi che l’amore in pubblicità ha il suo archetipo in una delle campagne che hanno segnato la storia del costume italiano. Forse qualcuno dei nostri lettori più avanti in età la ricorderà: si tratta della celebre campagna di Oliviero Toscani «Chi mi ama mi segua.» del 1973, per Jesus jeans. Continua »

    Palermo
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