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Biografia: Nato e residente "chiaramente" a Palermo il 15/10/1977, laurea in Giurisprudenza, lavoro per nota società finanziaria. Vivo con un cane, due gatti e una moglie. Uno di questi ha i peli e rompe le scatole. E non è il cane. Canto anche in una rock band e giro per i locali della City.

Riccardo Ricciardi
  • Le elezioni 2012 per flash

    Le elezioni amministrative 2012 per scegliere il nuovo sindaco di Palermo sono finalmente terminate e con esse è terminato tutto l’universo che vi ha gravitato attorno, fatto di promesse francamente improbabili ma tutto sommato simpatiche. Si sono diradati i super esperti di politica improvvisati (che sono come i super competenti di calcio durante i mondiali), si sono attenuate le urla di protesta su Facebook e ci si trova, ahimé, a fare i conti con la dura realtà, ossia che a Palazzo delle Aquile si è insediato comunque un semplice uomo, un ragazzo per la precisione, come tanti a Palermo e che sarà compito di tutti noi palermitani dargli una mano a compiere un lavoro difficile e complicato in una città come la nostra, difficile e complicata. Perché è salito Ferrandelli, vero? No? Vabbe’, è sufficiente sostituire a “semplice uomo” il termine “istituzione granitica” e “un ragazzo” con “Nostromo della politica”. E “dargli una mano” con “non immischiarsi”.
    Devo confessare però che già sento la mancanza di tutti i candidati sindaco che in questi mesi hanno allietato gli internauti di tutto il mondo. Riuscirò a svegliarmi senza il buon giorno di Mariannina Caronia? Quando dovrò invitare un amico a venire meco, potrò dirgli ancora “amunì”? Sarò ancora convinto di essere l’unico a poter fare qualcosa, pensando che comunque il sindaco lo sa fare? E Scamarcio, con quali occhi lo guarderò nel suo prossimo film? Quando andrò a gettare l’organico, ci sarà ancora dietro di me Nuti che mi controlla pronto a cazziarmi?
    A seguire, alcuni fantasiosi flash per farvi capire come ho vissuto questa età dell’oro delle minchiate.

    Pre elezioni

    • Orlando: «Lo ripeto anche in aramaico: non mi candido». Ma questo non è aramaico.
    • Costa: «La scelta di candidarmi è stata ponderata e sofferta, per qualunque cosa io mi stia candidando».
    • Costa: «Sono io l’uomo giusto». È la città che è sbagliata.
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    Ospiti
  • Munnizza tales

    È il 19 febbraio del 2012, sono le 19:00 e fuori fa un freddo cane. Il cervello mi impone di non uscire, l’istinto di conservazione mi consiglia di accendere la stufa e il buon senso mi suggerisce di accendere la tv e di guardarmi 90° minuto. D’altro canto un quadrupede nano e implorante mi convince che, tutto sommato, una passeggiata fuori a -4 non mi potrà che fare bene. Appena sceso, dopo qualche metro, voltato l’angolo, assisto alla “scena tipo” panormitana: coppia di tatucci a bordo di una Seicento color tristezza accosta ad una campana per la raccolta del vetro, posta proprio tra il raccoglitore di abiti usati e i bidoni della differenziata della carta di un condominio. Il capo-tatuccio scende svogliatamente dalla vettura, afferra alcuni sacchetti di pattume e li riversa sul ciglio della strada. Io continuo a fissare la scena, indignato (ma l’indignazione per un palermitano è un sentimento che può durare al più un paio di secondi) ma soprattutto stupito per l’abbondanza di idiozia della quale una qualche divinità mi stava rendendo spettatore. Continua »

    Ospiti