Lotomòbili – proprio così: quando comparvero i primi spetazzanti automobili, maschili ancora per poco, i nostri padri ne fecero tutt’uno con l’articolo. Esattamente come succederà molto più tardi con l’Ape della Piaggio che diventò per noi siciliani la Lapa.
Fu subito follia collettiva perché con quegli automobili si facevano pure le corse: preciso come con i cavalli, nostra antica passione.
La Targa Florio ne suggellò l’apoteosi e i nomi di Felice Nazzaro, Louis Bablot, Ettore Graziani, Alessandro Cagno e Vincenzo Lancia divennero i beniamini di un pubblico vastissimo. Era il progresso che avanzava rombando e alzando polveroni, e tutti i siciliani stettero lì sulle strade sterrate dell’epoca ad attenderne i passaggi, con le sbandate in curva, le uscite di strada, gli incidenti…
Fu allora che uno sconosciuto “Gasparinu”, caustico spirito indigeno, consigliò in versi:
“Fimmineddi, masculiddi,
neutrali, picciriddi,
quann’è ura di la Targa
vi cunsigghiu stari a’ larga.
Puddicini e puddastreddi,
cani, porci e picciriddi,
va tinìtili ‘ntappati
p’un finìri scafazzati…”
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