
(immagine tratta da www.tallpoppy.ca)
Oggi mi tocca scomodare addirittura Tito Livio, storico degli storici, e citare un episodio da Ab urbe condita, la storia di Roma che tanto ha fatto faticare chi di noi è stato alle prese con il latino. Chi ha pazienza prosegua.
Nel primo libro si narra di un episodio che vede Tarquinio il Superbo, ultimo re di Roma, alle prese con un messaggero del figlio Tarquinio Sestio che si era cainamente infiltrato a Gabii, città vicina e ostile, spacciandosi per disertore in fuga dalla tirannia del padre. Dopo essersi guadagnato la fiducia dei cittadini il perfido figliuolo chiede a paparino che fare. Il Superbo, probabilmente impensierito dalla sconfitta della Roma al derby al Colosseo, passeggia nel giardino col bastone in mano spezzando i papaveri più alti che si ergevano al di sopra del livello medio degli altri. Il messaggero, che giustamente non osa chiedere per evitare di fare la fine dei papaveri, se ne torna a Gabii raccontando la cosa al figlio che (buono gli parse) capisce che il padre voleva dirgli metaforicamente di ammazzare tutti i cittadini eminenti. Così fece. Continua »