martedì 17 ott
  • A Rouen

    A Rouen

    A Rouen, in Normandia, si sono infastiditi della bruttezza di un edificio costruito a lato della cattedrale di Notre Dame. Così…lo stanno abbattendo. Un senso estetico indirizzato alla bellezza lo sostituirà con un palazzo di vetro che rifletterà le geometrie del tempio normanno, conciliando così la tutela del bene pubblico con l’interesse privato.
    A Palermo negli ultimi cinquant’anni innumerevoli baracche di ondulina e catoi di variopinti materiali da discarica, risultanti ai rilievi fotogrammetrici e catastati come volumi edilizi, sono stati trasformati in parallelepipedi di cemento armato…(di sabbia e cadaveri), ennesimi esemplari di un’estetica del lerciume che tutela l’interesse privato solo se laido e mortifica il bene collettivo come segno di barbarie.
    Da piccolo mi ero presto appassionato al valore e alla furbizia degli Orazi (ovviamente del terzo e unico sopravvissuto) e mi dispiaceva leggere le avventure di qual satanasso di Asterix. Mi sbagliavo.

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  • 10 commenti a “A Rouen”

    1. a pa c’è solo l’imbarazzo della scelta…mi sembra che siano in tanti gli edifici vicino a splendidi monumenti la cui bruttezza infastidisca…abbattere per non ricostruire mi sembra che sia una parte della soluzione.
      se al posto dei pieni abbatutti si mettesse del verde la città ne guadagnerebbe in bellezza e vivibilità… se ci penso la città potrebbe addiritura assumere la forma di una ciambella con un buco verde punteggiato di monumenti (questo però è solo uno scenario estremo). il degrado a mio parere lo si vede già nella webcam che rosalio ha scelto per la home page: in fondo la splendida san domenico. in primo piano tetti e muri malmessi, serbatoi azzurri a fare bella mostra di se…und so weiter…

    2. questo delle demolizioni urbane e’ un argomento
      che non sara’ mai stato trattato abbastanza,
      tanto non e’ mai iniziato.
      La guerra fece i suoi danni,
      e per cinquant’anni si e’ lasciato che tutto andasse in rovina totale,
      la gente che abitava nel centro storico
      non vedeva l’ora di fuggire dai catoi o dal degrado
      ed intanto si costruiva forsennatamente
      nelle aree di verde,normalmente a mandarini,
      dopo averli estirpati e dopo avere rovinato le spiagge di Vergine Maria e di Acqua dei Corsari
      con la terra di risulta dagli scavi delle fondazioni ,dissestando per almeno i prossimi duecento anni i litorali marini,
      contendendosi le aree palmo a palmo ed infischiandosene di strade e parcheggi.
      Adesso che i catoi del centro storico sono ancora li’ e vengono affittati agli extracomunitari,
      non sara’ facile procedere alle demolizioni
      di catoi,sopraelevazioni,e costruzioni di varia natura costruite piu’ o meno abusivamente.

    3. non se ne poteva piu di leggere di flashmob, battaglie dei cuscini, spriz, culi e iniezioni.
      finalmente un post intelligente che ci ricorda lo scempio subito. scempio che, aggiungo io, si sta un po’ ripetendo con un proliferare assurdo e sospetto di centri commerciali: in viale olimpo, ad esempio, stanno cementificando uno degli ultimi fazzoletti di terra rimasti per piazzare un eurospin a 5 (!!!) metri da lidl

    4. Effe non sei obbligato a leggerci. Ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    5. una volta c’era una regola .
      Non potere attivare un esercizio se non oltre una certa distanza da uno analogo esistente.
      Chissa’ se esiste ancora questa regola?

    6. A Palermo negli ultimi cinquant’anni hanno costruito interi quartieri come x es. tutto il viale strasburgo il viale lazio e la via sciuti che andrebbero totalmente demoliti con tutti i morti di mafia binca dentro i pilastri (mai sentito parlare del sacco di palermo? ciancimino?…) in via notarbartolo e via liberta’la mafia edilizia ha demolito palazzine in stile liberty per costruire obrobri, e per finire lo stadio della favorita che e’ un pugno in un occhio, questo sarebbe da demolire altro che le baracche di ondulina…..

    7. Gli organi preposti alla tutela dell’ambiente urbano, sono il comune (edilizia privata e pubblica, e le varie commissioni edilizie) e nel caso dei centri storici la Soprintendenza. Il fatto che in Italia, ovunque sia al nord che al sud, dagli anni ’50 ad oggi si sia indiscriminatamente costruito orrori edilizi fa pensare a due cose.
      La prima è la speculazione, che trova sponda nel clientelismo dell’amministrazione pubblica corrotta. L’altra è la cultura e la sensibilità che negli ultimi anni sono mutate. Il fatto che in certi contesti le situazioni di degrado persistano è indice di carenza di fondi (sia pubblici che privati) per demolire e ricostruire, carenza di idee o interesse o competenza (soprattutto pubblico ma anche privato).

    8. Pier, non solo questi i motivi del fallimento. Ha fallito l’urbanistica quantitativa, bidimensionale, dei retini e degli standard, degli indici di fabbricabilità e dello zoning. Questa cultura ha semplicemente disconosciuto quelle che le commisssioni all’Ornato e al Decoro nell’Ottocento ben praticavano. All’opposto le Sovrintendenze, da par loro, imponendo il bigottismo dei materiali tradizionali, dei colori uniformi, dei profili storicizzati, si limitano a mortificare la creatività contemporanea. L’una e l’altra politica non premiano la qualità, spingono alla mediocrità o peggio al non fare, forniscono l’alibi all’abusivo e al furbo di turno.

    9. Concordo con Pier e soprattutto con Humby.
      Ecco anche la mia esperienza che riguarda un’altra città, ma che potete confrontare con Palermo per spunti di riflessione.
      Città lombarda moderna, economia buona. Nell’ultimo ventennio molto si è fatto per ristrutturare, ammodernare e costruire ulteriormente. Mentre nel primo decennio l’impegno è stato diretto principalmente al restauro di quanto recuperabile e alla ristrutturazione di quanto fatiscente o inagibile (plauso), successivamente è stato tutto un susseguirsi di colate di cemento, parallelepipedi tetri e palazzoni di vetro e acciaio, tra cui ultimamente tre grattacieli uno in fianco all’altro, nella “City” della città, una zona già asettica e ormai “castrata” in fatto di bellezza. Ma queste tre torri sono interamente in attesa di essere affittate; allora ce n’era proprio bisogno? L’unico verde di cui i cittadini sono stati graziati sono lembi di prato all’inglese avvistabili da chi si fa strada nella suddetta City con l’animo oppresso alla vista delle pesanti imponenze grigie.
      Nel centro storico e nei quartieri residenziali sono state messe statue e installazioni brutte e incomprensibili, evidentemente il parto di menti iper-postmoderne. Non parliamo poi delle chiese costruite di recente, a forma di pagoda o di astronave o decidete voi, con dentro neanche una croce o una pala d’altare, ma pannelli nero blu o manichini traforati appesi.
      Credo che la speculazione edilizia sia un grave problema, ma che altrettanto grave sia l’irresponsabilità di chi lascia creare bruttezza inutile e quindi dannosa al posto di bellezza quanto mai necessaria. In un mondo già così pieno di miserie ci vuole un po’ di bellezza che risolleva l’animo. Capisco lo sconforto e se vogliamo anche la sofferenza e il risentimento che si provano ad essere immersi in un paesaggio urbano o anche non urbano deturpato, è straniante. Infatti ora che mi sono spostata in un’altra città (mi è bastato fare 60 km) più verde, più pulita, meno cementificata e dove il patrimonio architettonico è valorizzato vi assicuro che è tutta un’altra musica: anche se aspetto i mezzi pubblici o cammino per mezz’ora nelle maggiori vie di scorrimento non provo il minimo disagio.
      …Vi auguro tempi migliori, in attesa che qualcosa si smuova (o venga abbattuto!) e naturalmente Buona Pasqua.

    10. C’è da dire, che a Rouen questo edificio a stato lasciato abbandota per tanti anni. Ormai, è diventato brutto, impossibile utilizarlo visto il suo stato, e essendo cmq di fianco alla catedrale, fa brutta figura. Meglio qlc piaccevole a vedere e cmq utile.
      Ps: Rouen è il mio paese d’origine cmq.

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