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martedì 1 dic

Archivio del 12 Novembre 2006

  • Rosanero

    e tu, gioia mia, tu che mi chiedevi ancora e ancora perché e per come, tu che pretendevi fiorisse sulle mie labbre aperte in muto sorriso una risposta che desse una spiegazione ai silenzi ai gridi ai lamenti ai giorni rovinati ai miei “oggi ‘un è iurnàta nni virìamu domani”
    e tu, gioia mia, tu che indagavi con occhi che trapassavano il mio esser statua di sale, il mio sostare fermo come zitta pietra davanti ai tuoi interrogativi
    e tu che ti alzavi eppoi ti risiedevi eppoi mi venivi vicino e dietro l’orecchio in un sospiro tu che mi dicevi spiegalo pure a me
    e tu che ancora una volta, l’ennesima, avevi per me tutta la comprensione del mondo, i tuoi occhi aperti come l’abbraccio del mare infinito che da sempre se ne sta davanti a Palermo, i tuoi occhi scuri che allora ottenevano soltanto il suono delle mie mani
    il loro movimento continuo eppoi abbandonato
    il loro rallentare e tracciare sinfonie tra le dita
    le mie mani ed il loro suono: unica risposta possìbbile
    t’u giuro gioia mia, t’u giuro vero, non conosco null’altro modo null’altra maniera che possa dirti cosa è
    ma per davvero
    cosa è
    per me
    il rosanero

    Gioia mia,
    tra “sapere” e “spiegare” esiste una drammatica frattura
    un vuoto di senso frenato da filo spinato
    come posso allora?
    come?
    come mi è possìbbile dirti cosa significa per me il rosanero? Continua »

    Palermo
  • Mafiawear

    Mafiawear

    Solita festa fashion nella settimana della moda a Milano. Solite facce note dello show-biz. Vallette sorridenti neo-epurate dagli scandali, finte giornaliste fasciate nei loro completini glamour. E tanti sorrisi, proprio tanti. La notizia non è proprio freschissima, ma i media più autorevoli l’hanno ignorata. L’occasione mondana è il lancio della nuova collezione autunno-inverno 2007 di un nuovo marchio italiano lanciato da un imprenditore veneto. Ma il nome del brand tanto cool fa davvero rabbrividire: mafiawear. Credevo fosse uno scherzo, ma non lo è. L’illuminato imprenditore veneziano lo ha anche registrato, ci ha fatto un sito, e ha messo su una catena di franchising. I dati delle vendite non sono noti, ma dal momento che la madre degli stolti è sempre incinta suppongo che ci siano abbastanza stupidi in giro per l’Italia che acquistano queste pezze visto che il brand esiste già da un anno.
    Per Paolo Rubin, il business man che ha lanciato l’idea, il termine è sinonimo di potere, lusso, fascino. Mi domando seriamente se questo illustre ignoto conosca anche minimamente la storia del suo paese, perché fino a prova contraria la Sicilia fa parte dell’Italia. Continua »

    Ospiti
  • Torna il Progetto Amazzone

    Questa settimana torna l’appuntamento internazionale con scienziati, artisti, antropologi, psicologi, pazienti, filosofi, associazioni, chiamati a discutere sul tema della malattia e del cancro al seno nel Progetto Amazzone. Fino al 18 novembre incontri, convegni, laboratori e spettacoli porteranno all’attenzione i due aspetti dell’esperienza della malattia: quello medico e quello umano.

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    Palermo
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