Palermo – Padova, la solidità che fa il risultato
Oggi al Barbera la quinta di campionato. Rosa in testa con 10 punti e sfida tra Sant’Antonio da Padova e Santa Rosalia da Palermo. Vissuti entrambi nello stesso periodo storico, visto che Antonio nacque nel 1195 e Rosalia muore nel 1170, ed entrambi lasciano questo mondo non superando i 40 anni. In queste ore ci ha lasciato a 83 anni un campione del football come Sandro Mazzola. Legato a Palermo, leggiamo, dal fatto che il suo vero esordio nerazzurro avvenne sotto Monte Pellegrino contro il Palermo. Correva l’inizo degli anni sessanta del secolo breve.
Alcune centinaia di tifosi padovani presenti a testimonianza dello storico gemellaggio che unisce le due tifoserie sin dai primi anni Ottanta. Pare che questo rapporto di amicizia rappresenti uno dei legami di tifo organizzato più longevi e solidi del calcio italiano. Nato all’inizio degli anni ’80 da un incontro casuale in Sicilia tra tifosi padovani e ragazzi palermitani ed ufficializzato nel corso degli anni dai rispettivi gruppi. In realtà, non ci dovrebbe essere nulla di eccezionale nel buon rapporto tra sostenitori di colori diversi. Semmai è profondamente incivile, oltre che pericoloso per l’ordine pubblico, quando accade, ed è purtroppo la norma, al contrario. E infatti già fuori dallo stadio il grido mononeurone, «Chi non salta insieme a noi cos’è un catanese pezzo….» si fa sentire e si tramanda come mentalità violenta anche ai figli e alle figlie che si portano allo stadio.
Il Padova si presenta al Barbera, in un pomeriggio settembrino di pioggia e di nebbia almeno nel prepartita, che richiama più orizzonti veneti che siculi, con una buona striscia di 7 punti che, sommata ai tre possibili punti oggi a disposizione, potrebbe portarli nell’olimpo cadetto. Abbastanza momentaneo per tutti, va detto, visto che sempre di inizio stagione parliamo. Si inizia con gli spalti non pienissimi. Padova in completo bianco, Palermo in classico rosanero. Minuto di silenzio per Mazzola e via. Al minuto 2 e 4 Padova vicino al gol dopo svarioni difensivi dei rosa. All’ottavo un lungo VAR su un gol del Padova certifica il vantaggio dei veneti. Al 16mo e al 17mo ancora i bianchi sotto, Palermo non pervenuto se non con un tiro sopra la traversa e un altro sulle mani del portiere. Al 20mo l’estremo difensore padovano fa un quasi miracolo e i rosa restano a zero. Il Palermo, adesso più convinto, sposta in avanti il baricentro e in più occasioni impensierisce i padovani, che però non disdegnano folate in avanti. A cavallo del trentesimo lunga pausa per intervento dei sanitari sul capitano Bani. Che rientra con la testa fasciata. Al 35mo i rosa ci riprovano. Ma sinora manca la precisione in tutti i reparti. Quando le cose vanno male i commissari tecnici sugli spalti iniziano a gridare consigli. Palermo ancora impreciso sotto porta al 41mo. Sul finire del primo tempo i rosa recuperano attenzione sotto porta e fanno 1 a 1 con Vavassori. Nei sei minuti di recupero i padroni di casa provano a far ballare i bianchi, che però vanno vicinissimi all’1 a 2.
Tanti bevono birra in continuazione. Costerà meno della benzina, evidentemente. Al 50mo prime due mosse al Palermo in avanti con altrettanti tiri verso la porta padovana. Al 60mo il Padova gonfia ma dall’esterno la rete dei rosa. Al 62mo i padroni di casa vicinissimi al 2 a 1, ottima parata in risposta. Al 65mo ci riprovano. Al 68mo e al 75mo Padova quasi a meta. Al 72mo i rosa. Partita molto equilibrata. All’83mo Vavassori riceve un buon pallone in una delle poche azioni in verticale del Palermo e fa la doppietta. All’86mo va vicino alla tripletta. Il Padova finisce in 10 per un espulsione. Il Palermo sale a 13 in vetta, può essere raggiunto solo dal Mantova che gioca domani.
Al di là di qualsiasi rilievo tecnico-tattico, una squadra che riesce a capovolgere una partita simile rivela una solidità neppure paragonabile agli ultimi anni di B. E in un torneo come quello cadetto, la solidità, accompagnata da una rosa ad alto tasso tecnico, non possono che prefigurare cose buone.
Finiamo dando conto di un’iniziativa intelligente della curva nord inferiore, la vedete nella foto a corredo di questo articolo. Lo striscione, purtroppo subito ritirato, recita: gioca d’anticipo, fai prevenzione al colon. Segno che pure dentro uno stadio tutti i neuroni possono andare nel verso giusto.



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